sabato, 04 luglio 2009



da il Giornale - ed. Roma (del 3 luglio 2009):


Contraffazione, ritirati 3 milioni di pezzi "falsi": denunciati diciotto cinesi

Roma - Tutto verosimile ma assolutamente falso. Tre milioni di oggetti contraffatti sequestrati tra giocattoli pericolosi, capi di abbigliamento e prodotti elettronici con marchi di fabbrica contraffatti o il falso marchio Ce, e 18 cinesi denunciati per importazione di prodotti contraffatti e ricettazione. È il bilancio di una tra le più imponenti operazioni effettuate dalla Guardia di finanza del comando provinciale di Roma nel settore della lotta alla contraffazione. La merce, se immessa sul mercato, avrebbe fruttato oltre 20 milioni di euro.

Dodici depositi - Le indagini svolte dai finanzieri del gruppo di Fiumicino Aeroporto sono cominciate col sequestro a Roma di un magazzino di stoccaggio di merce illecita. Nel corso dell’operazione era stato arrestato un imprenditore cinese che aveva tentato di corrompere i militari, offrendo loro denaro affinchè omettessero di procedere al sequestro di un ingente partita di giacconi contraffatti provenienti dalla Cina in transito dalla Grecia. I finanzieri hanno scoperto altri imprenditori cinesi che operavano con le stesse modalità e hanno localizzato 12 depositi di stoccaggio a Roma Est e Guidonia Montecelio.

Centocinquantamila giocattoli pericolosi - Il blitz è scattato nelle prime ore del mattino con perquisizioni a tappeto nei magazzini interessati, nel corso del quale sono stati trovati, occultati tra decine di migliaia di cartoni contenenti anche prodotti regolari, i colli con la merce sequestrata. Tra gli oggetti c’erano anche 150 mila giocattoli ritenuti pericolosi, essendo privi della necessaria certificazione europea di sicurezza.


http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=363649
sabato, 04 luglio 2009




Vedi anche: Violenze contro i bianchi negli Stati Uniti: un episodio a Seattle e un altro a Bloomington (del 16 aprile 2009)



Trovato in LiveLeak.com:




Il video risale al 26 luglio 2008. La scena dovrebbe essersi svolta a Las Vegas o dintorni.
venerdì, 03 luglio 2009




Vedi anche: Polizia del pensiero nel totalitarismo soft del Regno Unito: unendo tutti i puntini, emerge un quadro molto chiaro (del 17 maggio 2009)



dal blog Euro-Holocaust (del 2 luglio 2009):


Again... Nuova censura contro la croce nel Regno Unito

Circa un anno fa, l'avvocatessa Anna Fairclough esaltava le "grandi tradizioni di tolleranza religiosa e uguaglianza razziale" della Gran Bretagna, dopo che la scuola femminile Aberdare Girls' School era stata costretta ad accettare l'uso del braccialetto tradizionale da parte di una alunna di fede sikh. La scuola non prevedeva l'uso di gioielli, ma il tribunale ha dato ragione alla studentessa, denunciando addirittura la discriminazione razziale e religiosa della scuola.

Un anno dopo, forse sempre per esaltare le "grandi tradizioni di tolleranza religiosa e uguaglianza razziale", la scuola cristiana St Peter's CE School, a Chorley nel Lancashire, ha vietato ad una studentessa cristiana di indossare una collanina con la croce [interventi dell'11 dicembre 2005 e del 17 ottobre 2006]. I gioielli, anche in questo caso, non si possono indossare (nonostante la stessa scuola permetta ai sikh il loro braccialetto)... e, anche in questo caso, simboli o tradizioni d'Europa devono sempre passare attraverso le maglie giudicanti di una qualche idea "politicamente corretta"...

Continua a leggere
venerdì, 03 luglio 2009



da AGI Online (del 29 giugno 2009):


Gb: nel Paese 85 tribunali islamici che applicano sharia

In Gran Bretagna sono attivi 85 tribunali islamici che giudicano sulla base della 'Sharia', la severa legge coranica. E' quanto rivela il tabloid Daily Mail secondo cui le corti operano in gran parte nelle moschee e fungono più che da corti criminali da "tribunali di arbitraggio" per i musulmani alle prese con problemi come il divorzio, la violenza domestica e le dispute finanziarie. Ma soprattutto le loro sentenze hanno valore legale soltanto se approvate in seguito da un tribunale del Regno [il che equivale comunque ad un loro riconoscimento legale, ndr]. I musulmani che si rivolgono a questi tribunali speciali lo fanno su base volontaria e se vogliono possono anche non obbedire alle sentenze. Finora erano note solo cinque corti islamiche gestiti dal Muslim Arbitration Tribunal a Londra, Manchester, Bradford, Birmingham e Nuneaton, istituiti in base all'Arbitration Act del 1996 che regola i collegi arbitrali. In realtà, ha rivelato l'associazione Civitas che ha curato il rapporto, ce ne sono altri 80 che operano in sostanza a porte chiuse, senza garantire accesso ad osservatori esterni e indipendenti. Il Mail, citando l'autore dello studio Denis MacEoin, denuncia che questi tribunali spesso sono sbilanciati a favore degli uomini e penalizzano fortemente le donne nei casi di divorzio e di violenza domestica. In particolare il rapporto evidenzia che "tante sentenze dei tribunali della sharia in Gran Bretagna nei casi di divorzio e di custodia dei figli non hanno al centro l'interesse dei bambini, come previsto dalle leggi britanniche, e che le donne, secondo la sharia, non godono degli stessi diritti'' dell'uomo. Ad innescare le polemiche sui tribunali islamici fu lo scorso anno una fonte imprevedibile: l'arcivescovo di Canterbury, Rowan Williams, primate della Chiesa Anglicana, era stato attaccato da piu' parti quando aveva definito ''inevitabile'' una futura cooptazione del diritto islamico nel sistema giudiziario britannico [1].


http://it.notizie.yahoo.com/9/20090629/.....html



Nota:

[1] Vedere l'intervento dell' 8 febbraio 2008.
venerdì, 03 luglio 2009



da Apcom del 24 giugno 2009 (via blog Grotesque):


Nasce l'associazione parlamentare Italia-Turchia

Ne fanno già parte 91 parlamentari italiani

Turchia e Italia sempre più vicine. Ieri è nata ufficialmente a Roma l'associazione parlamentare di amicizia Italia-Turchia. La notizia è stata data dall'Ambasciata italiana ad Ankara. All'associazione hanno già aderito 91 membri del Parlamento appartenenti ai partiti sia della maggioranza che dell'opposizione. L'Associazione, presieduta dal Senatore Nicola Di Girolamo [1], mira a rafforzare ulteriormente i rapporti interparlamentari tra i due Paesi e a sostenere la piena adesione della Turchia all'Unione Europea. Alla presentazione ufficiale a Roma hanno partecipato sia l'ambasciatore di Turchia a Roma Ugur Ziyal che l'ambasciatore d'Italia ad Ankara Carlo Marsili.


http://eleonoraemme.blogspot.com/2009/07/turchia.html



Nota:

[1]
http://www.senato.it/leg/16/BGT/Schede/Attsen/00025280.htm
giovedì, 02 luglio 2009


Quattrocento persone della comunità marocchina residente in Belgio sono state intervistate dall'università di Rabat in collaborazione con la Fondazione Roi Baudouin. Nonostante la gran parte di loro abbia la cittadinanza belga, soltanto il 7% avverte il bisogno di identificarsi nel Paese di accoglienza. Più di un terzo preferisce essere qualificato in prima battuta come musulmano. Ma non sarebbero dovuti diventare come noi col passare delle generazioni?


Fonte: Ils se sentent plus Marocains que Belges (RTL info del 24 giugno 2009)
giovedì, 02 luglio 2009



dal blog Andrea Carancini (del 29 giugno 2009):


Conferenza stampa di Bruno Gollnisch – Lione, 26 giugno 2009 [1]

I - La sentenza – Una decisione eccezionale...

La Corte di Cassazione ha posto clamorosamente fine a circa cinque anni di persecuzioni politico-giudiziarie, che erano cominciate quando, l’11 Ottobre del 2004 - nella mia qualità di eletto nel distretto di Lione, di parlamentare europeo, di capo-gruppo al Consiglio regionale, e di responsabile politico della formazione alla quale appartengo [il Front National] - avevo tenuto con la stampa una prima colazione di riapertura [dell’attività politica]. Questo genere di riunioni è, più della dichiarazione o della semplice conferenza-stampa, un’occasione per discussioni a bocce ferme. Avevo parlato a lungo di CINQUE argomenti politici: la costituzione europea, l’adesione della Turchia, la questione degli ostaggi in Iraq (di cui avevo fatto una lunga precisazione sul ruolo di uno dei miei ex collaboratori), la ripresa delle attività politiche ed economiche, e infine il Rapporto Rousso sull’università di Lione, già ampiamente commentato sulla stampa nazionale e locale, al di là degli stessi ambiti universitari.

Quest’ultimo punto aveva suscitato domande molto diverse, delle quali alcune sulla seconda guerra mondiale, i campi ecc. Tutte domande che avevo essenzialmente rimesso agli storici specializzati, reclamando solo la libertà di ricerca e la soppressione delle leggi che pretendono, con la minaccia di sanzioni penali, di enunciare la Storia.

E’ a partire da queste risposte che si è messa in moto un’incredibile tempesta mediatica, che ha funto da base ad una metodica persecuzione politica, giudiziaria e professionale.

La sentenza della Corte di Cassazione, che ha annullato le condanne ingiuste che mi avevano colpito per “contestazione” di crimini contro l’umanità, è non soltanto una vittoria del diritto ma anche del buon senso.

Questa vittoria è tanto più schiacciante in quanto, fatto eccezionale, la massima giurisdizione, che, quando annulla una decisione, rinvia normalmente il processo a un’altra corte d’appello, questa volta ha cassato “senza rinvio”. Nella nostra storia giudiziaria, questa procedura eccezionale è stata utilizzata per la prima volta nell’affare Dreyfus.[2] Osservo che è stata utilizzata anche per il deputato Vanneste, accusato del “reato” di aver espresso una preferenza per la famiglia composta da un papà e da una mamma rispetto alle unioni omosessuali, e assolto da una sentenza senza rinvio della Cassazione il 12 Novembre del 2008.

Cassazione senza rinvio: questo significa che non rimane nulla delle accuse rivolte contro di me. Le “parti civili”, associazioni stipendiate e golose di danni e di interessi devono rimborsare le decine di migliaia di euro che sono stati loro concessi.

...per una vicenda eccezionale

Questa decisione eccezionale mette un punto finale giudiziario a una vicenda eccezionale, nella quale non si contano le anomalie gravi, le manipolazioni, le violazioni del diritto:
· Anomalie gravi: le distorsioni, le omissioni alle quali le mia affermazioni hanno dato luogo.
· Manipolazioni: quando si è preteso, contro ogni verità, che io avrei programmato delle dichiarazioni sulla seconda guerra mondiale (cosa che rientrerebbe comunque nel mio diritto), quando le mie risposte sono state soltanto conseguenti alle domande dei giornalisti. O quando si è cercato di farmi passare per simpatizzante del regime nazionalsocialista, quando non avrei potuto esprimere più chiaramente la mia ripugnanza verso i due totalitarismi principali che hanno insanguinato il ventesimo secolo.
· Ancora manipolazioni, tagli, falsificazioni, ad esempio quando si è cercato di far credere che quello che ho detto a proposito del massacro di Katyn, il solo fatto storico sul quale mi sia pronunciato, si applicava a Auschwitz: Le Monde e Libération hanno suonato esattamente questo spartito!
· Violazioni del diritto: quando il giudice Schir decide di sottopormi a giudizio in presenza di un’[altra] istruttoria – un’istruttoria che stabilisce la mia innocenza – e per la quale, se essa viene fatta oggetto di appello, bisogna evidentemente astenersi dal sentenziare fino all’esito di tale appello, se non si vuol fare di Gollnisch il solo imputato giudicabile in Francia perseguito da due istruttorie differenti per i medesimi fatti!
· Anomalie: gli appelli cinici alla repressione professionale e giudiziaria, di cui vengo fatto oggetto, provengono dagli stessi che si appellano ai diritti dell’uomo.

Ugualmente, sul piano accademico:

Abusi del diritto: quando sotto la pressione del potere esecutivo, rappresentato da un rettore minaccioso, un’istanza disciplinare persegue un parlamentare e docente universitario, non per quello che ha detto o fatto all’Università, ma per le risposte date a dei giornalisti durante una conferenza-stampa tenuta nella sua sede elettorale, quando essa poteva riferirsi ad eventuali mancanze solo nell’ambito delle sue attività di docente o di ricercatore.[3]
Violazioni del diritto: quando il Rettore Morvan, che non ha neppure cercato di ascoltarmi per sapere qual’era a mio giudizio la portata delle mie affermazioni, si è fatto beffe della presunzione d’innocenza, al punto che il Consiglio di Stato – che durante tutto questo affare non si è certo mostrato favorevole alla mia causa – ha condannato il Ministro per il comportamento del Rettore!
Violazioni del diritto: quando una sentenza mi condanna citando undici volte le mie “affermazioni” – “ha fatto delle affermazioni che…, delle affermazioni che…, ecc” – senza dire una sola volta in cosa consistessero le affermazioni controverse!
Manipolazioni: quando, imbarazzato ad annullare la decisione scandalosa di Lione, il CNESER, composto da sindacalisti in maggioranza di sinistra e di estrema sinistra – in rappresentanza di organizzazioni che avevano preso pubblicamente posizione contro di me prima della procedura – la ribadisce senza neanche esaminare le conclusioni scritte dei miei avvocati, asserendo senza la minima prova che avrei ammesso pubblicamente le affermazioni imputatemi, cosa che i testimoni avevano smentito sotto giuramento!

In breve, la sentenza della Corte di Cassazione riduce a zero gran parte di tutto ciò. Essa si unisce all’ordinanza di Chavot, vice-presidente del Tribunale di Lione, giudice istruttore che, dopo aver istruito il caso, aveva emesso una clamorosa ordinanza di non luogo, che parlava di montatura mediatica e concludeva che non c’erano gli estremi, né per rinviarmi davanti al Tribunale, e neppure per sottopormi ad indagine.
Il testo della sentenza non è ancora pubblico. A quanto ne so, la Corte avrebbe considerato nulla un’incriminazione basata su frammenti di frase - riferiti dai giornalisti - tolti dal loro contesto e ricomposti per “ricostruire” una dichiarazione non – contrariamente a tutte le regole in materia di stampa – sulla base di articoli effettivamente pubblicati ma delle loro dichiarazioni [dei giornalisti] alla polizia criminale, ulteriore elemento sconcertante in questo affare in cui i fatti sconcertanti non mancano!

Io l’ho detto, ringrazio in particolare i miei avvocati, Wallerand de Saint-Just e Bruno Le Griel, che hanno sempre creduto nella giustezza della mia causa, oltreché il rimpianto avvocato Pourchet, che è stato benevolmente il loro corrispondente lionese.

Ringrazio egualmente i membri e i dirigenti del Fronte Nazionale che mi hanno sostenuto e più in generale, ben al di là della mia appartenenza politica, tutti coloro che mi hanno manifestato la loro simpatia o che semplicemente, come ha fatto Raymond Barre, non hanno voluto aggiungere la loro pietra alla mia lapidazione politico-mediatica, e che a loro volta sono stati attaccati dalla turba.

A tutti costoro bisogna aggiungere la totalità dei miei studenti, di tutte le opinioni e di ogni colore, dai quali mi sono pervenute delle testimonianze spesso commoventi. Oltreché i membri del mio Comitato di Solidarietà, e specialmente diverse centinaia di giuristi di alto livello, magistrati in pensione, avvocati francesi o stranieri, universitari, ecc., presieduti da un autentico eroe della seconda guerra mondiale, Jean-Baptiste Biagi.

Potrei accontentarmi di commentare e di assaporare questa vittoria. Ma non intendo fermarmi qui.

Conseguenze

In effetti, non ci si può fermare qui: un uomo infangato nel corso degli anni, perseguitato, cacciato dall’Università che ha sempre servito con onore e con dignità, condannato a una pena infamante e a dei danni esorbitanti a profitto di associazioni stipendiate e, rispetto a tutto ciò, una decisione proveniente certo dalla giurisdizione suprema ma dieci volte, cento volte meno pubblicizzata di quanto non lo siano state le accuse portate contro l’interessato. Dopo di che si sente dire: “circolate, non c’è più niente da vedere”. Sarebbe troppo facile!
Questa vicenda reclama dunque un certo numero di conseguenze, mediatiche, legali, accademiche e politiche, le une particolari, che mi riguardano (A), le altre generali, al di là del mio caso personale (B).

A. Conseguenze particolari

1. Sul piano accademico

Mi sembra evidente che a dispetto del principio di autonomia del piano disciplinare – rispetto al piano penale – io debba essere reintrodotto integralmente nei miei diritti, anche in modo retroattivo. Avrò occasione prossimamente di rivolgermi al nuovo ministro dell’Educazione, Luc Chatel. L’affare è attualmente pendente davanti alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, a Strasburgo. Ma le autorità del mio paese possono e debbono ristabilire una giustizia. Poiché il principio dell’autonomia del piano disciplinare in rapporto al penale, citato da me e da un funzionario del ministero, ha i suoi limiti: non è possibile fondare un’inchiesta disciplinare su dei fatti considerati inesistenti dall’ordine giudiziario. Ora, due cose mi sono state rimproverate: l’aver chiamato in causa il signor Rousso a motivo delle sue origini, cosa che il Tribunale di Parigi – in un giudizio che ha condannato Olivier Duhamel per diffamazione nei miei confronti – ha dichiarato inesistente, e le mie presunte dichiarazioni che avrebbero infranto la legge penale, cosa che viene rovesciata dalla sentenza della Corte di Cassazione. Sarebbe assolutamente anormale se il Ministero non ne tenesse alcun conto.

2. Sul piano giudiziario

Spinto da una preoccupazione di giustizia, e non di vendetta, ho chiesto ai miei avvocati di esaminare la possibilità di chiamare in causa la responsabilità delle seguenti persone:
a) Dominique Perben, ex ministro della giustizia, che sapeva perfettamente che le mie affermazioni non avevano infranto la legge, come gli aveva fatto sapere il Procuratore della Repubblica, che si appresta lunedì ad archiviare la vicenda, dopo l’inchiesta di polizia da lui ordinata (annuncio del giornale RTL delle 7 del mattino, Libération, Le Monde).
b) Il signor Richaud, procuratore della Repubblica, che ha eseguito questo ordine di Perben in persona. Ordine che non attesta affatto la mia colpevolezza, e che al contrario fa presumere con ancora maggior forza la mia innocenza.
c) Il signor Schir, giudice del tribunale di Lione che, con il suo zelo, in violazione flagrante della legge, come ha dovuto riconoscere la stessa Corte d’Appello, ha accordato dei succosi interessi a tute le associazioni che li avevano reclamati.
d) L’ex rettore Morvan, di cui il Consiglio di Stato ha stigmatizzato il comportamento. Il signor Morvan, in seguito silurato, e che ha espresso il suo dispetto in un mediocre opuscolo, è stato ugualmente condannato per ingiurie contro di me.

B. Sul piano legislativo

Che si condivida oppure no la mia opinione su questa vicenda, almeno una cosa è certa: le divergenze dei magistrati francesi dimostrano che la legge è malfatta, poiché essa è il campo delle intepretazioni più antitetiche. Il fatto è che la voluta imprecisione dei testi costituisce il campo di ogni arbitrio. La legge penale deve essere precisa; è una condizione essenziale delle libertà pubbliche. Per le stesse ragioni, la sua interpretazione deve essere restrittiva: è un principio universale.
Ora, in materia di “polizia del pensiero”, abbiamo delle leggi imprecise e, soprattutto, interpretate in modo largo! Prendiamo ad esempio la famosa “istigazione all’odio razziale”; se io istigo a commettere un crimine o un reato contro qualcuno per via della sua razza o della sua religione, è naturale che venga condannato. Come nel caso di un istigazione all’omicidio. L’omicidio è un crimine; io istigo a commettere un crimine. Ma l’istigazione all’odio? Quand’è che la semplice critica diventa istigazione all’odio? L’odio è un sentimento, moralmente reprensibile, certo, ma perfettamente imponderabile! Chi non vede come sia sufficiente battezzare “discorso di giustizia e di amore” il discorso “politicamente corretto” e, al contrario, “discorso dell’odio e dell’esclusione” quello degli avversari demonizzati, e il gioco è fatto! Questo è quello che accade!

E’ la stessa cosa per la “contestazione dei crimini contro l’umanità” che mi è stata imputata. Dove finisce la discussione legittima, e dove comincia la contestazione illecita? E allora, è a seconda delle circostanze! E’ la porta aperta a una giustizia in base ai favoritismi. Non sono io che lo dico, è un alto magistrato che non conosco, il signor Bilger, avvocato generale alla Corte di Parigi, autore di un’opera sulla libertà di espressione intitolata (senza dubbio per antifrasi) “J’ai le droit de tout dire” [Ho il diritto di dire tutto].
E’ quindi evidente che queste leggi liberticide devono essere abrogate. Totalmente. Senza riserve. E che si deve ritornare ai soli limiti tradizionali della legge del 1881 sulla stampa: l’ingiuria e la diffamazione.
Poiché sono in gioco le libertà:
Innanzitutto quelle degli eletti: un deputato avvocato, medico, ecc; può essere perseguito per via disciplinare se mette in discussione la Giustizia o la Medicina? Se sì, il signor Montenbourg e qualcun altro dovrebbero essere preoccupati!

Poi, quelle degli stessi giornalisti! Io non ho smesso di porre questa questione di principio: se il dibattito è illegale, hanno i giornalisti il diritto di iniziarlo? Se le risposte sono illegittime, è legittimo fare la domanda? Si tratta del lavoro del giornalista o del lavoro di un provocatore verso un atto delittuoso? Se, come penso, la domanda è legittima, allora la risposta deve essere libera. Se la risposta non è libera, anche la domanda deve essere proibita. O l’uno o l’altro. Personalmente, preferisco la libertà.
Ugualmente, quelle degli universitari, le cui ricerche non possono essere compiute sotto la minaccia di queste leggi.
E infine quelle di tutti i cittadini, poiché se l’evoluzione attuale continua, nulla sarà al riparo dalla dittatura del “politicamente corretto”.

Molti, e di ogni idea politica, l’hanno compreso, a cominciare da Jacques Toubon, che qualificò di “staliniana” la legge Gayssot all’epoca della sua adozione…e poi non fece nulla. Bisogna agire.

Questo è il senso dell’azione politica che intendo intraprendere sia presso la signora Alliot-Marie, nuovo Guardasigilli, che presso la Commissione europea.

Conclusione

A mo’ di conclusione, non posso che riprendere quello che dissi nell’Ottobre del 2004:

“Nessuno deve farsi illusioni e, a giudicare dalle reazioni dell’opinione pubblica, nessuno se le fa. Ciascuno sa molto bene che l’emozione suscitata artificialmente riguardo alle mie affermazioni non ha lo scopo di ristabilire non so quale verità ufficiale (per utilizzare la strana definizione del signor Morvan). Ciascuno vede che si tratta in realtà, della moderna prassi abituale di demonizzazione mediatica e politica.

Non ho commesso nessuna mancanza, né in una parola né in altre cento, né penale né deontologica. Parlamentare, capo-gruppo al Consiglio regionale, ho espresso – tra molti altri argomenti – nella mia veste di uomo politico, nelle sedi politiche, un giudizio politico su una persecuzione politica che dura da quindici anni contro un’Università che è una delle rare, in Francia, a essere davvero pluralista nelle opinioni degli insegnanti, e senza indottrinamento verso gli studenti.

L’ignominia totalitaria non ha spazio nelle mie affermazioni. Essa si trova nella menzogna che mi viene contrapposta. Essa si trova nel linciaggio politico-mediatico di cui sono fatto oggetto, in uno strano clima di agitazione e di terrore, dove certi uomini politici che aggiungono pubblicamente la loro piccola pietra alla mia lapidazione si vengono a scusare con me in privato, spiegandomi che vi sono costretti dal clima attuale.

Patriota francese, provo una simpatia senza riserve per le vittime degli orrori che hanno devastato il nostro pianeta nel secolo scorso, oltreché per quelli che, in buona fede, ne perpetuano con piena legittimità la memoria. Per contro, non ho che disprezzo per quelli che dirottano a loro profitto questa memoria e che si servono dell’emozione che essa suscita per infangare dei docenti irreprensibili o per abbattere un avversario politico”.


[1] Traduzione di Andrea Carancini
[2] Vedi per esempio su internet: http://www.dreyfus.culture.fr/fr/le-periple-judiciaire/vers-la-cassation-sans-renvoi/media-68-Transcription_de_la_cassation_sans_renvoi.htm . “Attendu, en dernière analyse, que de l'accusation portée contre Dreyfus, rien ne reste debout; et que l'annulation du jugement du Conseil de guerre ne laisse rien subsister qui puisse à sa charge être qualifié crime ou délit; dès lors, par application du paragraphe final de l'article 445 aucun renvoi ne doit être prononcé”.
[3] Vedi l’articolo 66 della Costituzione del 1958; legge n°83-634 del 13 Luglio del 1983, sui diritti e i doveri dei funzionari, modificata dalla legge 2004-805 del 9 Agosto del 2004, e specialmente il suo articolo 7; articolo 57 della legge del 26 Gennaio del 1984).


http://andreacarancini.blogspot.com/2009/06/....html
mercoledì, 01 luglio 2009



Da GlobalResearch.ca del 24 giugno 2009 (traduzione italiana a cura del sito internet Come don Chisciotte):


Il salvataggio internazionale ci porta più vicini al collasso economico

di Ron Paul

La scorsa settimana il Congresso ha approvato il disegno di legge sugli stanziamenti supplementari di guerra. Facendo un affronto a tutti coloro che pensavano di aver votato un candidato pacifista, l’attuale presidente invierà altri 106 miliardi di dollari che non abbiamo per continuare lo spargimento di sangue in Afghanistan e in Iraq, senza fare alcun accenno ad un piano per riportare i nostri soldati a casa.

Molti colleghi che votavano con me quando mi opponevo ad ogni richiesta di stanziamenti supplementari di guerra nel corso della precedente amministrazione, ora sembra che abbiano cambiato registro. Io sostengo che un voto per finanziare la guerra sia un voto a favore della guerra. Il Congresso esercita le sue prerogative costituzionali con la forza delle risorse finanziarie, e finché il Congresso continuerà a permettere questi pericolosi interventi all’estero, non c’è alcuna fine all’orizzonte, fino a quando non ci troveremo di fronte al completo collasso economico.

Viste le loro abitudini di spesa, un collasso dell’economia sembra essere lo scopo del Congresso e di questa amministrazione. Sul mercato interno Washington spende impunemente, salvando e nazionalizzando qualunque cosa gli capiti tra le mani, e gli aiuti stranieri e il finanziamento al FMI previsti in questo disegno di legge si possono definire esattamente come un salvataggio internazionale!

Mentre gli americani arrancano nel corso della peggior flessione economica dai tempi della Grande Depressione, questo disegno di legge sugli stanziamenti supplementari fa pervenire 660 milioni di dollari a Gaza, 555 milioni di dollari ad Israele, 310 milioni di dollari all’Egitto, 300 milioni di dollari alla Giordania e 420 milioni di dollari al Messico. All’incirca 889 milioni di dollari verranno inviati alle Nazioni Unite per le cosiddette missioni di “peacekeeping” e quasi un miliardo di dollari verrà inviato all’estero per fronteggiare la crisi finanziaria globale al di fuori dei nostri confini. Quasi 8 miliardi di dollari saranno spesi per contrastare una “potenziale influenza pandemica” che potrebbe portare a vaccinazioni obbligatorie senza alcuna ragione precisa se non quella di arricchire le aziende farmaceutiche che fabbricano il vaccino.

Forse il dato più scandaloso sono i 108 miliardi di dollari di prestito garantito al Fondo Monetario Internazionale. Queste nuovi prestiti garantiti consentiranno a questa rovinosa organizzazione di continuare a spendere i soldi dei contribuenti per sostenere i leader corrotti e favorire delle dannose politiche economiche all’estero.

L’invio al FMI dei soldi dei contribuenti americani non solo danneggia i cittadini degli Stati Uniti ma è dimostrato che danneggia anche coloro che si ha la presunzione di aiutare. Insieme ai prestiti al FMI arrivano anche le necessarie modifiche della politica del FMI, chiamate Programmi di Variazione Strutturale, equivalenti ad un keynesianismo forzato. Si tratta dello stesso modello economico fantasioso che ha messo in ginocchio il nostro paese, e i prestiti al FMI sono il cavallo di Troia per mettere in ginocchio gli altri. Forse il fatto più preoccupante è che i leader delle nazioni destinatarie tendono ad interessarsi più ai desideri delle élite internazionali che ai desideri e ai bisogni delle loro popolazioni. Argentina e Kenya sono solamente due esempi di paesi che hanno seguito gli ordini del FMI e sono caduti nel baratro. Spesso l’FMI consiglia alle nazioni più povere una svalutazione della loro moneta, un’operazione che ha rovinato ripetutamente questi paesi già dissanguati. Esiste anche un lungo elenco di feroci dittatori che l’FMI ha sostenuto candidamente e che ha sostenuto con prestiti che hanno lasciato le loro popolazioni oppresse con enormi quantità di debito sulle spalle senza poter mostrare alcun miglioramento economico.

Facendo pervenire i nostri soldi al FMI stiamo causando nient’altro che malvagità e oppressione globale. Per non parlare del fatto che non esiste alcuna autorità costituzionale nel farlo. La nostra continua presenza in Iraq e in Afghanistan non ci rende più sicuri in patria ma, di fatto, indebolisce la nostra sicurezza nazionale. Mi sono opposto in modo veemente a questo disegno di legge sugli stanziamenti supplementari e sono rimasto costernato nel vederlo approvare con tale disinvoltura.


Il dottor Ron Paul è un membro del Congresso nelle fila del Partito Repubblicano e nel 2008 è stato uno dei candidati alla presidenza.


http://www.comedonchisciotte.org/site/.....6051
mercoledì, 01 luglio 2009




Leggi anche: Financial Times: Berlusconi alleato difficile per Usa e Ue, di Elysa Fazzino (Il Sole 24 Ore del 25 giugno 2009)



dal blog Ripensare Marx (del 24 giugno 2009):


Il complotto americano

di G. P.

C’era da intuirlo sin dall’inizio. Berlusconi non ha la copertura dei corpi speciali dello Stato e delle varie sigle della nostra intelligence (soprattutto Aise e Aisi, le quali dovrebbero garantirgli la massima sicurezza in quanto alta carica dello Stato). La sua residenza è un colabrodo dove entra qualsiasi curioso, i suoi virtuosismi mondani sono ripresi da occhi indiscreti e, all’occorrenza, dati in pasto alla pubblica opinione per alimentare scandali sessuali e pedo-pornografici; il suo telefonino, fornitogli dai servizi per essere a prova di spioni, è costantemente intercettato. Il Cavaliere, lo sappiamo tutti, non è un campione di morigeratezza ma questo non è un fatto politico sul quale stare a discutere. Il parvenu di Arcore, catapultatosi sulla scena istituzionale per non essere arrostito dai giudici e fare la stessa fine del “cinghialone”, suo illustre mentore nell’Italia da bere, si è messo troppe volte di traverso ai piani dei potentati italiani e alla completa concretazione dei disegni anglo-americani, finalizzati a rendere la penisola un bordello per finanzieri parassiti e industriali falliti.

Le speculazioni monetarie, le privatizzazioni scriteriate (mere svendite di interi settori strategici) e il golpe politico contro la classe dirigente democristiana e socialista dei primi ’90 hanno segnato la riuscita parziale di questa strategia. Tuttavia, l’ultimo tassello del puzzle non si è incastrato, la sinistra ex comunista, la "gioiosa macchina da guerra" che avrebbe dovuto governare tali processi per renderli definitivi e stabili si è scontrata con la discesa in campo di un uomo in grado di ricompattare il bacino elettorale di parte della DC e del Psi, tirando un brutto scherzo agli Usa.

Con la conclusione della Guerra Fredda, il nostro paese aveva perso interesse strategico per la potenza predominante che si stava riorganizzando con l’obiettivo di estendere la sua egemonia ad Est. In termini ideologici, questa fase era stata presentata come l'inizio di un'era armonica, quella della globalizzazione, che avrebbe posto fine ai conflitti e agli attriti tra gli Stati per il benessere economico di tutti.

Le prospettive americane però erano ben distanti da tali sciocchezze che ne coprivano i reali intenti. Gli Usa pensavano, molto più prosaicamente, ad una riconfigurazione della stessa alleanza con l’Europa la quale, da quel momento in poi, doveva liquefare la propria identità per accogliere nel suo seno, occidentalizzandoli, i paesi dell’ex patto di Varsavia,  togliendo così il terreno da sotto  ai piedi alla Russia. Poi la situazione è cambiata repentinamente. La stessa Russia, dopo essersi liberata di quella classe politica corrotta che ne aveva depresso le ambizioni egemoniche e favorito lo smembramento militare, ha trovato una nuova dimensione geopolitica. Quest'ultima, di rimando, proietta nuovamente l’Italia sullo scacchiere internazionale con altre occasioni di autonomia. Non siamo una grande potenza ma possiamo ancora giocare un ruolo decisivo, inserendoci intelligentemente in mezzo al gioco policentrico dei giganti politici ed economici protagonisti assoluti della fase.

Il Bel Paese, guidato da un vanesio abituato da sempre a superare i limiti della sua stazza, si è messo in testa di poter cogliere la palla al balzo (per la verità non saprei dire con che grado di coscienza), di tracciare i prodromi di una politica estera autonoma, divisa e separata dalla linea strategica occidentale, facendosi appoggiare da quei settori industriali avanzati che hanno molto da guadagnare da tali dispute internazionali. Gli accordi con la Russia, quelli con la Libia e l’Algeria, le aperture all’Iran, l’iperattivismo sui mercati esteri delle nostre imprese di punta (Eni, Enel, Finmeccanica ecc. ecc.) sono soltanto alcuni degli elementi che hanno convinto gli americani a mettere un freno alle ambizioni italiane e alla doppiezza politica di Berlusconi.

Questi attacchi al leader del PDL ne sono la riprova. Anche gli uomini di Berlusconi, almeno quelli meno impastoiati nell’ideologia americanista se ne sono accorti e stanno denunciando la situazione. Italo Bocchino, vice capogruppo del PDL, non usa mezzi termini e dichiara espressamente che vi è una manovra destabilizzatrice in atto, realizzata con la compiacenza di Servizi “deviati” dello Stato. Certo, è improprio parlare di “deviazioni” di alcuni apparati dello Stato, trattandosi in realtà di una vera e propria “conformazione organizzativa” che da sempre impregna quest'ultimi. Le nostre forze armate, i corpi speciali, le nostre istituzioni si sono forgiate, a partire dalla fine della seconda guerra mondiale, con l'imprimatur del prepotente alleato d’oltreatlantico. Ci vorrebbe una vera e propria rivoluzione nazionale per liberarci di tale fardello e condizionamento.

Infine, le ultime parole famose sono quelle di Cossiga. Il Presidente Emerito della Repubblica, dopo aver negato la cospirazione si è lasciato sfuggire un’affermazione molto esplicativa: “Volendo fare un’analisi di questo tipo [quella del complotto contro Berlusconi, NDR] credo che solo gli americani avrebbero potuto montare un ambaradan del genere…”. Chi ne dubitava?


http://ripensaremarx.splinder.com/post/20823653
mercoledì, 01 luglio 2009



da la Repubblica - ed. Roma (del 29 giugno 2009):


Porta Portese 2, vigili aggrediti dai rom: 5 feriti

Circondati da 300 nomadi. "L'abbiamo passata brutta, ora un intervento deciso"

di Maria Elena Vincenzi

Un'altra aggressione, altri cinque vigili che finiscono all'ospedale. È successo al mercato di Porta Portese 2, in zona Tor Sapienza. Nel lato tra via Severini e via Angeli ogni domenica i rom si riuniscono per vendere abusivamente materiale di risulta, lasciando poi la zona in pessime condizioni igieniche.

Ieri, come ogni fine settimana, otto vigili urbani, dopo il giro tra i banchi regolari, sono andati a controllare la situazione in quella parte del mercato. Ma trecento rom li hanno prima circondati, poi li hanno insultati e picchiati con calci e pugni. «Abbiamo visto la morte in faccia - ha raccontato Vittoria Menniti che coordinava l´operazione ed è rimasta ferita - L'impressione è che fosse una cosa premeditata: noi eravamo troppo pochi per fronteggiare un assalto simile. Per fortuna sono arrivati i venditori regolari e siamo riusciti a metterci in salvo».

Cinque agenti sono rimasti feriti e sono stati trasportati al policlinico Casilino. Per tre di loro una settimana di prognosi, uno ha rifiutato il ricovero e uno in serata era ancor in attesa di referto. Una macchina di servizio è stata danneggiata e due rom di origine romena, marito e moglie rispettivamente di 28 e 22 anni, sono stati arrestati.

E non è la prima volta che i vigili del VII gruppo vengono malmenati: circa un mese fa, sempre a Porta Portese 2 c'erano stati momenti di tensione con alcuni ragazzi dei centri sociali. Tanto che ora il comandante del VII Gruppo, Marco Giovagnorio, lancia l'allarme: «Questo mercato sta diventando un problema di ordine pubblico della città». Opinione condivisa anche da Stefano Giannini, segretario del Sulpm: «Su Porta Portese 2 occorre pensare immediatamente un intervento organizzato con tutte le forze dell'ordine».


http://roma.repubblica.it/dettaglio/..../1662582
martedì, 30 giugno 2009




Dall'articolo Morti per globalizzazione, di Maurizio Blondet (Effedieffe del 30 giugno 2009):

[...]

Lo dice chiaro Brian Kenney, il presidente della GATX (General American Transportation), su sito di questo colosso della logistica, fondato nel 1928 da tale Max Epstein:

«Ci troviamo nel mezzo di una profonda recessione globale. I mercati dei capitali sono di fatto inaccessibili per la maggior parte delle imprese (...). Le nostre azioni si sono deprezzate, chiudendo il 2008 a meno 13 per cento nonostante la GATX abbia toccato risultati operativi record e dato un eccellente ritorno finanziario,  risk-adjusted.  Nel 2009, puntiamo particolarmente a tenere  basse le spese di manutenzione e SG&A».

Le spese SG&A (Selling general and administrative expenses) sono stipendi, salari, ed altri costi del personale, commissioni e pubblicità, spese non direttamente destinate alla produzione.

[...]


http://www.effedieffe.com/content/view/7781/179/



da La Stampa (del 30 giugno 2009):


Tragedia a Viareggio, le Ferrovie: "Ha ceduto il carrello del vagone"

La struttura era di una società estera. Due inchieste per disastro ferroviario. L'ad Moretti: «Nessun errore umano»

VIAREGGIO
A provocare il disastro di Viareggio non è stato un errore umano: il vagone che ha innescato la "bomba" di Gpl che ha ucciso almeno 14 persone è deragliato perchè ha ceduto un asse. Saranno le due inchieste - quella aperta dalla procura di Lucca per disastro ferroviario, omicidio colposo plurimo e incendio colposo e quella disposta dal ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli - a chiarire con certezza le cause dell’incidente; ma dalle «prime evidenze», come dice l’amministratore delegato delle Ferrovie Mauro Moretti, sarebbe questo il motivo che ha scatenato l’inferno in piena notte.

Di certo ci sono già le polemiche: il segretario della Cgil Guglielmo Epifani parla di una «tragedia enorme» e che però era «annunciata», i macchinisti dell’Orsa chiedono maggiori controlli sui treni merci e sottolineano che un cedimento strutturale «non può essere una spiegazione sufficiente», mentre per la sinistra la responsabilità è del governo che «pensa alla Tav e non fa sicurezza». I primi a parlare di un cedimento sono stati proprio i macchinisti, che hanno raccontato cosa è avvenuto poco prima di mezzanotte all’uscita della stazione della cittadina della Versilia.

«Procedevamo a 90 km orari, in un tratto in cui il limite era di cento, quindi alla giusta velocità - hanno detto a Moretti -. Ad un certo punto abbiamo sentito molto rumore e abbiamo avuto la sensazione che il treno fosse frenato». I macchinisti hanno allora tirato la «rapida» (il freno, ndr) e sono scesi dalla locomotiva, accorgendosi che alcuni vagoni erano deragliati. Poi l’onda d’urto dell’esplosione li ha investiti. «Abbiamo visto l’inferno - è stato il loro racconto ai colleghi - siamo vivi per miracolo». Secondo l’Ad di Ferrovie a cedere è stato l’asse di un carro immatricolato in Germania e di proprietà della Gatx, una società americana che ha la sede principale in Europa a Vienna.

Il punto è capire perchè l’asse ha ceduto ed è quello che dovrà accertare l’inchiesta aperta dal procuratore capo di Lucca Aldo Cicala e dal sostituto Giuseppe Amodeo, che hanno già ascoltato i macchinisti come persone informate sui fatti. Le responsabilità, qualora emergessero, saranno comunque «attentamente vagliate e correttamente individuate» dice il procuratore generale della Toscana Beniamino Deidda. E aggiunge: «l’incidente non è frutto del caso, ma di precise azioni od omissioni». Moretti non lo dice esplicitamente, ma sottolinea che proprio la revisione di «tutti gli elementi strutturali» è un compito che spetta alla società proprietaria [e la società proprietaria, al contrario, afferma che
sono i clienti finali ad essere responsabili delle sostanze trasportate e della manutenzione dei mezzi: lo scaricabarile dei senza-colpa è solo all'inizio, ndr]. Ed infatti le Ferrovie hanno già chiesto alla Gatx tutta la documentazione per verificare se la prossima revisione fosse veramente in programma per il dicembre del 2009, così come riportato dalla dicitura sul vagone deragliato.

Anche il ministro Matteoli ha parlato di «cedimento strutturale» e ha inviato a Viareggio dei funzionari del ministero che dovranno preparare una relazione per la commissione d’inchiesta. Che vi siano state delle negligenze lo afferma indirettamente anche il ministro dell’Interno Roberto Maroni secondo il quale o le norme comunitarie per il trasposto di sostanze pericolose non sono abbastanza sicure, e dunque vanno riviste e rese più efficienti, oppure sono state ignorate. Sulle responsabilità chiedono chiarezza i sindacati con il leader della Cgil Epifani che ricorda come i «tanti allarmi» lanciati sull’uso di «materiali troppo vecchi» siano rimasti inascoltati dall’azienda. Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Fast ferrovie e Orsa per domani hanno indetto un’ora di sciopero di tutto il traffico ferroviario italiano «nel rispetto dei morti e per sollecitare attenzione sul tema della sicurezza». Perchè non è la prima volta che si verificano problemi simili: «la rottura dell’asse è un incidente tipico» dice la Cgil Toscana ricordando che nell’ultimo mese solo nella regione ci sono stati tre inconvenienti riconducibili ad un cedimento strutturale dei carrelli, a Prato, San Rossore e, oggi, a Viareggio.


http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/....asp
lunedì, 29 giugno 2009
dal canale YouTube di Dvra Crvx Cenacvli:
 




Vauro, noto vignettista idolo dell'intellighenzia sinistrona, fa ridere, con le sue ovvietà buoniste e odorose di uova di sgombro, il solito gregge di ovini che pascolano alla corte di Rai 3: e NOI facciam satira alla sua (intoccabile) satira ! Poi, nonostante l'attuale autorità di governo inneggi palesemente al "NO ALLA CIVILTA' MULTIETNICA", sostenendo la linea degli italiani (e la Nostra..) che non ne possono più dell'attuale "olocausto culturale" in corso, i sinistroni non si danno per vinti, e, arrivati alla frutta, schierano sul campo quelle medesime gerarchie ecclesiastiche che generalmente dileggiano e vilipendono: Fabio Fazio intervista il cardinal Tettamanzi (quandomai un prelato alla sua trasmissione??!) tutto oro-porpore-e solidarietà, ben sapendo che dirà esattamente ciò che egli ed il suo pubblico s'aspettano che dica, nella speranza di portare consensi alla cesta cattocomunista: di fronte a tale ignobile ed ipocrita piagnisteo L'ORESTE, VIANDANTE DVRACRVXIANO, intonerà la celebre "PROFUMI e BALOCCHI", a palese dvracrvxiano sberleffo di tale ideologica pantomima. E concluderà con un sermone sulla sovrappopolazione causata in Italia da un'immigrazione tanto screanzata quanto perniciosa...QUESTA E' ARISTOCRAZIA DVRACRVXIANA!


http://www.youtube.com/watch?v=CYzGmz28dsQ
lunedì, 29 giugno 2009




Vedi anche: Cultura, storia, identità: rinvenuta la più antica icona dell'apostolo San Paolo (del 28 giugno 2009)



da la Repubblica (del 28 giugno 2009):


Sonda nella tomba di San Paolo
"Ci sono i resti dell'Apostolo"


ROMA - La prima ricognizione della storia sulla tomba di San Paolo, che si trova sotto l'omonima Basilica a Roma. E' stato il Papa stesso ad annunciarla, durante la liturgia a chiusura dell'Anno Paolino: sono stati trovati frammenti di ossa umane risalenti al primo-secondo secolo, grani d'incenso rossi e tessuti di lino. "Ciò - ha dichiarato Benedetto XVI - sembra confermare l'unanime e incontrastata tradizione che si tratti dei resti mortali dell'apostolo Paolo".

"Il sarcofago, conservato sotto l'altare papale della Basilica dedicata all'Apostolo delle Genti, è stato fatto recentemente oggetto di un'attenta analisi scientifica. Non è stato mai aperto in tanti secoli: è stata praticata una piccolissima perforazione per introdurre una speciale sonda, mediante la quale sono state rilevate tracce di un prezioso tessuto di lino colorato di porpora, laminato con oro zecchino e di un tessuto di colore azzurro con filamenti di lino".

La notizia dell'analisi - circolata l'anno scorso - era stata ripetutamente smentita dall'arciprete della basilica di San Paolo, cardinale Andrea Lanza di Montezemolo.

"Siamo qui raccolti presso la tomba dell'apostolo" ha detto il Papa. "Nel sarcofago - ha spiegato il pontefice - c'erano anche piccolissimi frammenti ossei, sottoposti all'esame del carbonio 14 da parte di esperti ignari della loro provenienza: sono risultati appartenere a persona vissuta tra il primo e il secondo secolo". "Ciò sembra confermare l'unanime e incontrastata tradizione che si tratti dei resti mortali dell'apostolo Paolo. Tutti questo riempie il nostro animo di profonda emozione".

Ed è di ieri la notizia dell'Osservatore Romano: durante gli scavi nelle catacombe di Santa Tecla, è stata trovata l'icona più antica di San Paolo.


http://www.repubblica.it/2009/05/sezioni/esteri/.....html



Varie foto della tomba dell'apostolo Paolo, realizzate da Giovanni Lattanzi, fotografo e direttore responsabile di ArcheoRivista, sono visibili all'indirizzo sottostante:

http://www.archart.it/archart/italia/lazio/Roma/.....html
lunedì, 29 giugno 2009



da Il Gazzettino (del 28 giugno 2009):


Vicenza. Nuova base americana, Comune ironico: «Annetteteci agli Usa»

A meno di una settimana dalla manifestazione antibase americana in programma il 4 luglio a Vicenza, il Comune del capoluogo berico dedica ironicamente il numero di luglio del proprio mensile “City lights” alla richiesta di annettere la città agli Stati Uniti d'America. Sulla copertina del periodico la Statua della Libertà al posto della torre Bissara, storico simbolo dei vicentini, sistemata a fianco della Basilica Palladiana con in taglio basso la sponsorizzazione, autentica, della Banca Popolare di Vicenza. All'interno l'editoriale sviluppa il tema, citando in apertura brani della lettera che il bandito siciliano Salvatore Giuliano scrisse subito dopo la Seconda Guerra al presidente Harry Truman chiedendo l'annessione dell'isola agli States, e denunciando la “schiavitù all'Italia” che si risolveva in un trattamento degno di «una misera colonia».

Ragioni simili, spiega il portavoce del sindaco Jacopo Bulgarini D'Elci, animano l'ironica protesta del mensile comunale: «Con lo Stato italiano, e Roma capitale, il Veneto ha ormai - indica l'editoriale - un rapporto conflittuale. Ci sentiamo guardati con sufficienza e disprezzo». «E quando Roma si ricorda di noi, è ancora per chiedere: ci serve fare un'altra base militare, ci date il vostro aeroporto?».



http://www.ilgazzettino.it/articolo.php?id=63802&sez=NORDEST
lunedì, 29 giugno 2009


Il 24 giugno la Camera dei Rappresentanti della Louisiana (Usa) ha ricevuto un ospite "speciale": Chris Hurricane [foto sopra], rapper ventenne molto noto agli estimatori americani del genere musicale. Questa la sua performance.




La canzone si chiama Halle Berry (She's Fine). Testo molto profondo, parole significative: se avete tempo da perdere, divertitevi a tradurlo.


Bow bow bow
Bow bow
Bow bow bow
Bow bow
Bow bow bow
Hurricane
Bow bow
Bow bow bow
Bow bow
Bow bow bow

Bum bum bum
Bum bum bum
Bum bum bum
Bum bum bum

She fine den a bitch, ass and her tits
Thick in tha hips every nig want her
Call her Halle Berry, Halle berry
Halle Berry, Halle berry
She walkin like a model
Hands on your knees
Scrub the ground
She ain't nothing but a tease
Halle Berry, Halle berry
Halle Berry, Halle berry

Well let's get ratchet
Let's get ratchet
Look at her prettier then Halle and thicker than Janet
She say she like all of my club bangers I be jamming
Told her to bust it open let me see what's really happnin
She the ship and I'm the captain
I'm tha captain
Booty bigger than the pus

And I'm all the way in your city
I'm from louisianna so you gotta show me how your
City do it for that camera
Make it drop and bring it back to the top
You no amateur
Girl you can give it to me it ain't nothing I can't handle
She just got out of the shower smellin like a scented candle
And I'm finna finna?
Sliding off tha mattress
No moving no acting baby this is real action
Beat it up so bad
You be scared to walk past me
I know your halle berry
Baby there's no acting
I beat it up so bad
You be scared to walk past me for real

She fine den a bitch ass and her tits
Thick in tha hips every nig want her
Call her Halle Berry, Halle berry
Halle Berry, Halle berry
She walkin like a model
Hands on your knees
Scrub the ground
She ain't nothing but a tease
Halle Berry, Halle berry, Halle berry
Halle Berry, Halle berry

Halle berry you jazze
That's way past fine
Girl you look like something that should be on tha dance line
Increadable by tha waist
Pluss she got a pretty face
Even tho she got class she listen to UGK
I'm finna flip her through traffic
With tha top back of tha donk
Girl I gaurntee I can make you go numb numb numb numb
I got enough bread to take me and you to London
And back to America and all over the country
She make me want to keep her close by
Like a side kick
She tha type of chick that ain't gone never look sloppy
I'm a beat it out the frame
Hurricane that's who I be
You must be Halle berry
I don't need to see your Id

She fine den a bitch ass and her tits
Thick in tha hips every nig want her
Call her Halle Berry, Halle berry
Halle Berry, Halle berry
She walkin like a model
Hands on your knees
Scrub the ground
She ain't nothing but a tease
Halle Berry, Halle berry
Halle Berry, Halle berry

Gone bob your head
Gone work your shoulder
Now what I just said girl do it on tha dick
Age ain't shit
I done got a lil older
Me or you man baby girl take a pic
Whitch one
She so classy, Shes so jazzy
Lil momma blow like a
Do it on tha dick
She don't need no help
She say she got it
She do it all by her self
Get so fine
Like a god damn ticket
Gave her a hickey
In order for a nig like me to spend cash
You gotta bounce like shocks in your ass
You, bed, ass, work
Start slow faster
Mr. Halle Berry
Mr.Take your bitch
Take her from tha club
To tha car to tha dick

She fine den a bitch ass and her tits
Thick in tha hips every nig want her
Call her Halle Berry, Halle berry
Halle Berry, Halle berry
She walkin like a model
Hands on your knees
Scrub the ground
She ain't nothing but a tease
Halle Berry, Halle berry, Halle berry
Halle Berry, Halle berry



P.s.: qualora non si fosse capito, non è del pezzo musicale che ci stupiamo, non diverso invero da tante altre animalesche espressioni della cultura musicale negra riferibile al rap/hip pop, bensì del contesto istituzionale.