domenica, 18 maggio 2008


dal sito di Eurasia - Rivista di studi Geopolitici:

L'Associazione culturale Strade d'Europa (info: stradedeuropa@hotmail.it), con il contributo dell'Ente Regionale per il Diritto allo Studio Universitario, organizza la conferenza:

La lotta per il Kosovo. Sovranità e geopolitica nel cuore dell'Europa

Relatori:
prof. Stefano Pilotto, docente di Storia dei Trattati e Politica Internazionale all'Università di Trieste
dott. Stefano Vernole, redattore di Eurasia. Rivista di studi geopolitici

Entrambi hanno sostenuto attraverso articoli e conferenze le ragioni della Serbia in merito alla recente proclamazione di indipendenza unilaterale da parte della Provincia del Kosovo ed ora in questa conferenza analizzeranno la situazione alla luce delle recenti elezioni in Serbia e nel contesto degli interessi geopolitici che insistono su questa regione.

La conferenza si svolgerà sabato 24 maggio alle ore 19:00 presso la Sala Risto Skuljevic della Comunità Religiosa Serbo-Ortodossa di Trieste in via Genova, 12.

L'iniziativa che rientra nell'ambito dei Seminari 2007/2008 promossi da Eurasia. Rivista di studi geopolitici (www.eurasia-rivista.org), ha il patrocinio del Coordinamento Progetto Eurasia (www.cpeurasia.org) ed è svolta in collaborazione con la Comunità Religiosa Serbo-Orotodossa di Trieste ed il Consolato Generale di Trieste della Repubblica di Serbia.

http://www.eurasia-rivista.org/cogit_content/articoli/EkEpluyVEFaUFCSyGn.shtml

La locandina:
http://sites.etleboro.com/files/photo/3521_LottaKosovo%5B1%5D.pdf
sabato, 17 maggio 2008


Verona: migliaia in arrivo per manifestazione centri sociali

17 mag 11:07 Cronache

VERONA - Migliaia di persone sono in arrivo in queste ore a Verona, per partecipare alla manifestazione contro il pestaggio e l'assassinio di Nicola Tommasoli. La citta' veneta e' blindata dalle forze di polizia. La manifestazione, nazionale, e' prevista nel pomeriggio ed e' stata organizzata dai centri sociali e dal Coordinamento Migranti. Adesioni sono arrivate dai partiti della sinistra e dal Comitato ''Nicola e' ognuno di noi''. Il corteo prendera' il via alle 15 dalla stazione ferroviaria di Porta Nuova. (Agr)

http://www.corriere.it/ultima_ora/notizie........


Capito dove si vuole andare a parare? La morte di Tommasoli è servita a certo associazionismo e movimentismo (con l'aiuto determinante dei media) per creare il mostro dell'italiano razzista e, per converso, il "mito" dell'immigrato oppresso dal "nazifascismo dilagante", pur essendo la vittima del pestaggio un italiano. La frittata è stata capovolta sfruttando la vicinanza (vera o presunta che sia, non importa) dei cinque giovani agli ambienti dell'estrema destra. Non importa che perfino il Gip di Verona abbia escluso il movente politico, purché sia psicosi "antifascista", quindi "antirazzista", quindi pro-immigrazione (!!!). Questo avviene guarda caso in un periodo in cui più esplicitamente emergono in tv, giornali, siti web e altro i disagi dei ceti popolari dovuti all'immigrazione di massa (disagi di cui tutti eravamo a conoscenza anche prima, beninteso) e con essi le insistenti richieste di una stretta del fenomeno migratorio. Per avere conferma di questa strumentalizzazione socio-politica da parte degli organizzatori, basta farsi un giro esplorativo nel sito dedicato appunto alla manifestazione di oggi (notare gli aderenti), il cui indirizzo riportiamo qui in basso.

http://verona17maggio.noblogs.org


Vedi anche: Speculando sulla tragedia di Verona (parte VI): Gad Lerner e i suoi schizzi di veleno

giovedì, 15 maggio 2008


La supponenza delle autorità europee da una parte...

Consiglio Europa: no commissari rom

(ANSA)
- STRASBURGO, 14 MAG - Per il Consiglio d'Europa istituire un commissario nazionale per l'emergenza rom 'si fonda su pregiudizi e non fa che perpetuarli'. Questa l'opinione di Thomas Hammarberg [foto sopra, ndr], commissario per i diritti umani presso il Consiglio d'Europa, secondo il quale con questi interventi tutti i rom vengono 'trasformati' in criminali. Inoltre, per il commissario, 'entrare in un Paese, anche illegalmente, non puo' essere considerato un crimine'.

...ed il volere, le istanze e gli umori profondi del Popolo dall'altra. Sintetico ritratto dell'Europa "aperta" e multietnica.


Napoli: rom in fuga, campi in fiamme (Ansa, 14/05/2008)

[...]
Non si placa la protesta a Ponticelli: la gente è scesa di nuovo in strada e tra le urla minaccia: 'voi spegnete questi incendi ma noi li riaccenderemo''. La rabbia, spiega la gente del posto, è scattata soprattutto perché "in questi anni noi siamo stati vicini ai rom, li abbiamo aiutati e loro ci hanno ripagato con la brutta moneta del tentato sequestro della bimba". "Voi qui dovete pulire tutto - continua a minacciare la gente - altrimenti vi facciamo correre qui cento volte".

"Li abbiamo sopportati per troppo tempo, adesso se ne devono andare via": l'umore della piazza è riassunto da una delle manifestanti davanti agli ultimi due campi rom rimasti abitati a Ponticelli esprime la determinazione la gente del quartiere.
[...]

martedì, 13 maggio 2008


dalla rubrica Vivimilano del Corriere della Sera (del 13 maggio 2008):

Penati: l'obiettivo è zero campi rom
Il presidente della Provincia: «Non si risolve il problema con la redistribuzione: la soluzione è il rimpatrio»

MILANO - Sul fronte della sicurezza, uno degli obiettivi per il territorio metropolitano milanese è quello di avere «zero campi Rom». A sostenerlo è il presidente della Provincia di Milano, Filippo Penati [foto sopra, ndr]. «Io - ha osservato nel corso di un incontro con la stampa - sono per dire zero campi Rom. Se si è stanziali - ha aggiunto - bisogna integrarsi, se ci si muove si possono prevedere zone temporanee ma se i campi diventano delle bidonville, questa non è la soluzione dei problemi». Attualmente, ha proseguito, nell'area metroplitana «sono presenti oltre 23mila rom e questo numero non è sostenibile». Il «tema», ha aggiunto ancora, dovrebbe essere quello del «rimpatrio» perche «non si può risolvere» la situazione parlando di semplice «ridistribuzione» dei rom sul territorio.

A giudizio di Penati - che ha inviato al ministro degli Interni, Roberto Maroni una lettera proprio sul tema della sicurezza nell'area milanese - per fronteggiare l'emergenza nella provincia di Milano, occorre, in primo luogo «rivedere gli accordi bilaterali con il Governo romeno al fine di fermare i flussi di Rom» in arrivo sul territorio e, poi, varare «politiche per il rimpatrio». Il numero di 23mila nomadi all'interno della Provincia di Milano, ha ribadito Penati, «non è sostenibile. Sono troppi: se qualcuno pensa» di varare «un piano per ridistribuire la presenza dei Rom se ne assuma le responsabilità. Non si devono ripartire - ha concluso - devono ripartire».

Il pacchetto sicurezza, che il nuovo Esecutivo intende varare, non deve escludere l'area metropolitana milanese, ha poi sottolineato Penati. «Quello della sicurezza - ha osservato - è un problema che va risolto nella sua globalità, non rinchiudendolo nell'ottica miope dei confini del singolo comune: per affrontarlo coerentemente», come segnalato in una missiva spedita a Maroni, «è necessario coinvolgere tutte le istituzioni dell'area metropolitana milanese».

Come sempre, tra il dire e il fare... noi attendiamo il "fare", almeno a partire dai Rom. Certo, non sarà mai abbastanza per contrastare l'aggressione multietnicista, ma avrebbe (il condizionale è d'obbligo) senza dubbio effetti benefici in relazione al degrado urbano e all'ordine pubblico.
martedì, 13 maggio 2008


dal sito del Corriere della Sera (dell' 11 maggio 2008 - aggiornato al 12 maggio):

La Curia difende la moschea: «Aiuta Padova, libertà di culto»

Informazioni utili ai Padovani per il referendum cittadino recante il quesito: "Siete favorevoli alla costruzione di una moschea in via Longhin su un'area ed in un edificio di proprietà comunale come indicato dalla delibera della Giunta comunale n. 83 del 12 febbraio 2008?".

dal sito del Comune di Padova:

- Termine per la raccolta delle firme: 16 giugno 2008
- Per informazioni: raccolta firme - segreteria generale - Settore Organi Istituzionali e Affari Generali - Comune di Padova
-
Indirizzo: palazzo Moroni, via del Municipio, 1 (secondo piano) - 35122 Padova
-
Telefono: 049 8205250
-
Fax: 049 8205257
-
Orario: da lunedì a venerdì dalle 8:30 alle 13:30, lunedì e mercoledì anche dalle 15:00 alle 17:00
-
Mail: segreteriagen@comune.padova.it
-
Internet: www.padovanet.it
-
Responsabile/i: segretario generale: dott. Giuseppe Contino

http://www.comune.padova.it/dettaglio.jsp?id=2610
domenica, 11 maggio 2008


Continuando a seguire il filone di Verona (e derivati vari):

dal blog Euro-Holocaust (del 10 maggio 2008)

Puntata dell'Infedele del 7 maggio 2008: denigrando la comunità nazionale

Vedi anche:

Speculando sulla tragedia di Verona (parte V): a Torino falsi manifesti della Lega
sabato, 10 maggio 2008


da notizie.alice.it (via APCOM)

VERONA/ A TORINO MANIFESTI LEGA INNEGGIANO AI 5 NAZI (1): "SONO FALSI"

Deputati piemontesi del Carroccio: "Fatto grave"


postato 5 ore fa da APCOM

Roma, 10 mag. (Apcom) - Dei manifesti con la scritta 'Solidarietà ai cinque di Verona, li chiamano naziskin...sono eroi padani!', firmati Lega Nord Padania, sono apparsi questa mattina su molti muri di Torino: in un comunicato congiunto però i parlamentari piemontesi del Carroccio, Elena Maccanti vice segretario provinciale di Torino, Stefano Allasia segretario provinciale torinese e il capogruppo al Comune Mario Carossa, respingono "qualsiasi tipo di responsabilità in merito" e si dissociano "dal contenuto di quei manifesti".

"L'affissione abusiva in città di manifesti falsi con il nostro simbolo, inneggianti il grave episodio avvenuto a Verona, è un fatto di una gravità inaudita", scrivono nella nota, "ci dissociamo dal contenuto dei manifesti: non avendo altri argomenti qualcuno cerca d'infangare la nostra immagine attribuendoci opinioni ed affermazioni che non abbiamo mai espresso e che mai esprimeremo".

"Abbiamo sporto denuncia, ci auguriamo che questi episodi possano concludersi velocemente perché nella nostra città stanno diventando sempre più frequenti", concludono i rappresentanti della Lega.

Nota:

(1) Si ostinano a chiamarli "nazi" nonostante anche il Gip di Verona, Sandro Sperandio, abbia confermato l'inesistenza del movente politico...

Speculando sulla tragedia di Verona (parte IV): a proposito della puntata di Annozero

venerdì, 09 maggio 2008
giovedì, 08 maggio 2008


Dopo aver ospitato due articoli relativi al fatto di Verona (vedere 1 e 2), segnaliamo quest'altro intervento del blog Euro-Holocaust in modo da offrire un quadro più completo sullo sfruttamento mediatico della violenza:

giovedì, 08 maggio 2008


E’ uscito il secondo numero della rivista on line del Centro Studi Polaris, Orientamenti & Ricerca.

I temi trattati sono:

- Italia: elezioni e conseguenze
- Cina: le strategie
- Cina: con gli Usa, rivalità o flirt?
- La Yalta della droga
- Giappone: sintomi di risveglio
- Iran: dietro le persiane
- Russia: i nodi per Medvedev
- Italia: riscopriamo il Mediterraneo?
- L’Europa rinasce dai cieli?
- L’incognita Tremonti

Firme di Gabriele Adinolfi, Francesco Boco, Paolo Caioli, Stefano Cortini, Dario Fabris, Andrea Forti, Daniele Lazzeri, Andrea Righini, Ugo Taietti.

La rivista è scaricabile dal sito www.centrostudipolaris.org sul quale è possibile iscriversi per partecipare al forum. Oppure si può ottenere, con tutto l’altro materiale, sulla propria mail per abbonamento gratuito scrvendo a marte.rea@gmail.com. Per collaborazioni: ga@gabrieleadinolfi.it.
Ovviamente chi si sia già prenotato in precedenza lo riceverà a breve.

http://www.centrostudipolaris.org/......../O&R2.pdf

mercoledì, 07 maggio 2008


Maurizio Blondet    07 maggio 2008

«Politica interna ed estera USA: bozza di linea per la prossima Amministrazione»: questo il titolo della prima giornata di riunione della Commissione Trilaterale, tenutasi a Washington il 25-28 aprile, ovviamente e come sempre a porte chiuse. Ma Jim Tucker, il giornalista famoso per «auscultare» le riunioni segrete del Bilderberg, aveva qualche fonte anche lì (1).

E qualcosa ha saputo. Vediamo dunque la «linea» che i più ricchi privati di USA, Europa e Giappone, in rappresentanza delle maggiori multinazionali, dettano al prossimo governo americano.

Secondo il consesso, il futuro presidente dovrà anzitutto aumentare gli aiuti americani ai Paesi esteri, perchè, è stato detto, «L’America non versa la sua giusta parte» degli aiuti internazionali. Il presidente futuro dovrà anche pagare la quota USA per il mantenimento dell’ONU (la Casa Bianca è in arretrato: i neocon che la teleguidano detestano l’ONU).

Peter Sutherland, rappresentante del segretario generale ONU per l’immigrazione, ha caldeggiato una maggiore apertura degli Stati Uniti verso l’immigrazione, raccomandando una amnistia per i milioni di clandestini messicani e sudamericani in USA. Sarà bene notare che Sutherland, questo umanitario, è anche presidente di British Petroleum e Goldman Sachs International, oltrechè un alto esponente del Bilderberg.

Non è dunque un caso se durante il panel intitolato «Global Financial Crisis», si sono sentiti solo interventi attorno al «dovere» dello Stato americano di «intervenire» per soccorrere «le istituzioni finanziarie sotto stress», e nemmeno una parola sul soccorso ai milioni di americani che si vedono pignorare la casa, o caderne tragicamente il valore di mercato.
Il liberismo globale non ammette eccezioni: intervento pubblico è il Male Assoluto, tranne che per le banche loro.

A parlare della crisi c’erano infatti Andrew Crockett, presidente di JP Morgan Chase International, David Rubenstein, gestore del Carlyle Group, Robert Kimmit oggi vicesegratario al Tesoro ma prima altissimo capintesta di Lehman Brothers, oltrechè Martin Feldstein, economista di Harvard, ex consigliere economico di Ronald Reagan, nonchè Robert Zoellick, presidente della Banca Mondiale e da sempre socio del Bilderberg.

C’erano anche giornalisti molto selezionati, da David Gergen dell’US News and World Report, e Lionel Barber, uno dei direttori del Financial Times: che naturalmente non hanno scritto un rigo sulle riunioni, anche se vi hanno partecipato attivamente, presiedendo alcuni panel, oppure «intervistando» per lo scelto pubblico questo o quel grand’uomo. Sul podio, con domande complici, e a porte chiuse.

Il giornalista Bill Emmot, dell’Economist, per esempio ha intrattenuto la cena dei signori allo Smithsonian Art Museum parlando della «crescita dell’Asia». Naturalmente si è molto parlato del «global warming» e si è consigliato il futuro presidente USA di spendere di più contro l’inquinamento; su come ridurre l’effetto-serra, si è ventilata una tassa ecologica sui voli aerei.
Il dollaro a 120, e il cui rincaro dipende al 60% dalla speculazione sui futures petroliferi, non allarma quel nobile consesso. La questione è gestita dal Bilderberg, che nella sua riunione segreta in Germania del maggio 2005, per bocca del suo socio Henry Kissinger, raccomandava un raddoppio del barile (allora era a 40 dollari) entro 12-24 mesi. Il che è avvenuto disciplinatamente.

Nel 2006, a Ottawa, il Bilderberg non si era dimostrato contento dei progressi, ed aveva raccomandato un rincaro sui 105 dollari entro la fine del 2008. Ora Goldman Sachs prevede che si arriverà a 200.

Previsione alla portata di personalità che si incontrano fra banchieri-speculatori e compagnie petrolifere, e che non preoccupa. Loro fanno enormi profitti sui rincari. E il prezzo proibitivo avvicina quella che Barroso suole chiamare
«la rivoluzione post-industriale», che implica fra l’altro la fine del ceto medio.

Rumori di dissenso si sono ascoltati solo quando Robert Blackwill, già vice-consigliere nazionale per l’Iraq, ha intrattenuto i signori sulla necessità di «impegnare (engage) l’Iran e costruire la pace in Medio Oriente». Blackwill ha assicurato che la «opzione militare resta sul tavolo», ma si spera negli sforzi diplomatici.

Più interessanti le conversazioni e i pettegolezzi di corridoio. I signori tengono molto al NAFTA, il mercato comune USA-Messico-Canada, e si sono detti: «John (McCain) è sempre stato a favore del libero commercio, anche davanti ai sindacati; Hil (Clinton)  e Barak (Obama) fingono di eccepire su alcuni punti, ma è recita politica. Sono solidamente a favore». Anzi, «Hil», si ricordavano l’un l’altro i signori, come first lady ha tenuto sedute strategiche con il big business per indurre il Congresso ad approvare il NAFTA.

Molto sarcasmo invece è stato speso contro Ron Paul. Non perchè il candidato indipendente abbia una sola possibilità di occupare la Casa Bianca; ma li preoccupa la moltitudine di giovani che si sono mobilitati per lui, ed ascoltano i suoi discorsi. Questa generazione, si sono detti i trilateralisti, «si sta facendo un’educazione politica» in questo modo. Il che può «causare danni significativi in futuro», visto che Ron Paul non vuol cedere la sovranità nazionale al NAFTA (come gli europei l’hanno ceduta alla UE), si oppone alle missioni di «mantenimento della pace» all’estero, e proclama che bisogna ritirare le truppe dall’Iraq e, peggio, ridurre le imposte non sui ricchi, ma sul ceto medio.

I signori hanno perciò deciso di influire sul partito repubblicano perchè faccia pressione su Ron Paul e lo induca a rinunciare alla corsa al più presto, onde mettere fine ai suoi corsi di educazione politica un po’ troppo affollati. L’incarico è stato assegnato a Thomas Foley, già portavoce della Casa Bianca.

Kissinger era presente ma non ha parlato. E’ decrepito e dicono che abbia problemi alla gola. Fra gli europei, Tucker segnala solo Elisabeth Guigou, già ministra francese per gli affari europei. Nell’insieme, i politici presenti sembravano essere della generazione passata, dell’era Reagan o dell’era Nixon.

Si può ipotizzare che la Trilaterale ritenga di poter riprendere l’influenza che aveva prima dell’avvento dei neocon, che hanno sviato il progetto globalista con il loro bellicismo per Israele? Il futuro lo dirà: i signori erano sicuri di avere in tasca tutti i tre candidati.

Può darsi che trovino una convergenza in un senso preciso: mano pesante alla israeliana contro le opinioni pubbliche contrarie alla globalizzazione. Il direttore di Newsweek, Fareed Zakarias [foto sopra, ndr], uno dei giornalisti invitati, ha appena elevato un rimprovero agli americani, convinti all’80% che il Paese sia sulla strada sbagliata (saranno i mutui sub-prime e la rovinosa costosissima guerra in Iraq?).

«Miliardi di persone sono uscite dalla abbietta miseria» grazie alla globalizzazione, li rimprovera Zakarias, il giornalista-impiegato della Trilateral, «il mondo sarà arricchito e nobilitato via via che diventano consumatori, produttori, inventori, sognatori...il 40% delle superlauree in America lo guadagnano gli immigrati» (2).

Niente sugli immigrati che lavano i pavimenti. Nè sulla fame prodotta dai nuovissimi rincari sugli alimentari di base: anzi quella è buona, perchè segnala «l’aumento dei consumi» nel mondo globalizzato. E nemmeno una parola sui 10 milioni di tedeschi che, in uno dei pochi Paesi in pieno boom economico, sono usciti dalla classe media in questi anni, per accrescere le fila dei nuovi poveri. O sui milioni di francesi che subiranno un ulteriore taglio alle pensioni, grazie a Sarkozy.

«Viviamo nel periodo più pacifico mai provato dalla specie umana» [come no, si vede!, ndr], si arrabbia Zakarias, ma noi americani «siamo diventati sospettosi del commercio, dell’apertura, dell’immigrazione, degli investimenti esteri».

Così non va. Se siete scontenti, vi metteremo in riga. La presidenza Bush ha visto l’allestimento di campi di raccolta e detenzione allo scopo – com’è detto ufficialmente – di «sostenere il rapido sviluppo di nuovi programmi».

In cosa consistano i nuovi programmi non viene detto. Essi sono compresi nel «continuity of goverment», il programma generale di mantenimento del governo in casi di emergenza estrema e non specificata. A questa necessità provvedono programmi software che indentificano, attraverso un filtro chiamato «social network analysis», a identificare persone che manifestano qualche scontentezza sull’andamento delle cose.

Nel database, gestito dai militari, ci sono già 8 milioni di americani segnalati come sospetti di scontentezza, o di volontà d’opposizione (3). Vi godrete la globalizzazione, che lo vogliate o no.



1)
James Tucker, «Global elite gather in DC», American Free Press, 6 maggio 2008.
2) Fareed Zakarias, «The rise of the rest», Newsweek, 3 maggio 2008.
3) Ed Martin, «If you are reading this, Bush has reserved a bunk for you in one of his detention camps», OpEdNews, 6 maggio 2008. «In the spring of 2007, a retired senior official in the U. S. Justice department sat before Congress and told a story so odd and ominous, it could have sprung from the pages of a pulp political thriller.  It was about a principled bureaucrat struggling to protect his country from a highly classified program with sinister implications.  (…) The bureaucrat was James Comey, John Ashcroft's second-in-command at the Department of Justice during Bush's first term. In his testimony before the Senate Judiciary Committee, he described how he had grown increasingly uneasy reviewing the Bush administration's various domestic surveillance and spying programs.  Much of his testimony centered on an operation so clandestine he wasn't allowed to name it or even describe what it did.  (…)  the program that Comey found so disturbing went forward at the demand of the White House, "without a signature from the Department of Justice attesting as to it's legality," he testified. What is this program?  A former military operative has been told that the program utilizes software that makes predictive judgments of targets' behavior and tracks their circle of associations with "social network analysis». (…) Bush, in one of his addresses to the nation, said the program was part of planning to assess threats to the "continuity of our government".


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mercoledì, 07 maggio 2008


da Etleboro Italia (del 5 maggio 2008)

Hanno “neificato“ i neo-fascisti

Un'analisi della manipolazione da parte dei "baluardi dell'informazione" delle fotografie dei "neo-fascisti di Verona". Il Corriere della sera e il Messaggero hanno volutamente ritoccato le fotografie originali dei ragazzi di Verona accusati di aggressione, inserendo un particolare non originale, ossia un orecchino nero, quasi un neo, per suscitare un senso di settarismo mescolato ad aggressività. Viene così costruita l’idea della setta "neo-fascista" violenta e razzista, racchiusa in semplici segnali che colpiscono in maniera profonda la psiche umana, magari al fine di creare una psicosi collettiva.

Mentre le notizie scorrono veloci e le facce degli aggressori dominano sulle prime pagine dei giornali, politici e arci-gay si apprestano a definire dei ragazzi i "neofascisti". Tutti si scandalizzano per ciò che è accaduto a Verona in questi giorni, sollevando un’incessante polemica sull’inarrestabile diffusione del nuovo fenomeno del "neofascismo", ultima piaga della nostra annoiata società. È naturale, infatti, che un atto di inciviltà e di barbaria come questo possa suscitare tali emozioni, ma bisognerebbe tener conto che simili episodi si ripetono quotidianamente, in ambienti meno visibili agli occhi del "grande fratello" dei media, come quelli degli extra-comunitari e delle fasce sociali più basse, senza che a loro sia data la medesima considerazione. Basta vedere cosa internet ci offre, considerando che ogni giorno vengono inseriti centinaia di filmati amatoriali provenienti da tutto il mondo nei quali la violenza gratuita è esibita come "trofeo". Parlare oggi di neo-fascismo, solo perchè assistiamo ad un pestaggio, è solo una manovra di propaganda, un'accusa politicizzata da parte di chi ne vuole trarre un vantaggio. Si nasconde in questo modo una verità più semplice, ossia quella della violenza in aumento che non ha bandiere o credo politico, ma è un male sociale che scaturisce dalla continua perdita di valori somministrata dalla irresponsabilità di questo tipo di politica e dei media, che manipolano l'informazione e così anche il nostro pensiero, la nostra vita.

Confrontate le immagini delle foto originali e quelle opportunamente manipolate

 

Guardate attentamente le immagini che vi mostriamo, considerando il confronto tra le foto originali e quelle opportunamente manipolate. Come potrete notare, "baluardi dell'informazione" - come il Corriere della Sera, storico quotidiano della "politica di destra" (?) Messaggero - hanno deliberatamente manomesso le immagini, distorcendole in maniera tale da dare al lettore un messaggio ben preciso. Così, il Corriere della Sera e il hanno volutamente ritoccato le fotografie inserendo un particolare non originale, ossia un orecchino nero, quasi un neo, per suscitare un senso di settarismo mescolato ad aggressività, ancorato a questo piccolo simbolo. Viene così costruita l’idea della setta "neo-fascista" violenta e razzista, racchiusa in semplici segnali che colpiscono in maniera profonda la psiche umana, magari al fine di creare una psicosi collettiva. Saremo davvero curiosi di conoscere l'ideatore di questo subliminale complotto giudaico-massonico (??), che in modo geniale ed inventivo ha "neificato i neofascisti". Sappiamo bene che i protagonisti sono sempre gli stessi, quelli che creano dei miti e affossano degli innocenti, quelli che creano delle campagne diffamatorie perché pagati per farlo, e dediti solo al proprio tornaconto personale. Oggi una disgrazia non è una disgrazia ma un'occasione per portare acqua avvelenata al mulino di turno, e contribuire all’allucinazione di massa. Ieri era il terrorismo la matrice del nemico, domani sarà il neo-nazismo o l’ultra-nazionalismo a dare vita ai nuovi terroristi, per imputare a dei gruppi "ideologicamente deviati" episodi di violenza incontrollabile. Per tale scopo vengono create anche delle nuove parole, delle nuove categorie di pensiero, in grado di classificare le persone, per poi additarle e isolarle. In questo modo si evita di dare un vero volto al male sociale, imputabile al malessere economico e alla continua distorsione della realtà in cui ognuno è calato.

http://italia.etleboro.com/?read=8655

Si veda inoltre: Speculando sulla tragedia di Verona: dal sito del Corriere della Sera... [Euro-Holocaust]
martedì, 06 maggio 2008


dal blog Euro-Holocaust

L'assurda morte del giovane veronese Nicola Tommasoli ha scatenato polemiche che sarebbero state più utili qualora fossero indirizzate alle vere ragioni dell'omicidio, ossia la bestialità di fin troppo ampie sacche di popolazione (autoctona o allogena), dovuta all'imbarbarimento continuo della società in cui viviamo.

Coloro che parlano di "Verona nera", di "nazifascismo" (neanche fossimo nella Seconda Guerra Mondiale!) e di movimenti politici organizzati dovrebbero anche far convivere questo con le testimonianze dei presenti, gli amici dell'ucciso, i quali parlano di una sigaretta rifiutata e non di altro. Se oggi si è bulli (e qualche volta peggio) a 14 anni, verso i 20 (l'età degli assassini di Verona) si diventa peggio. Non è un fatto di politica intesa come "schieramenti opposti", ma di politica intesa come ripristino di una vera legalità, la quale non può che accompagnarsi all'assunzione di un ordine sociale e valoriale (ossia morale), adesso assente del tutto.

Chi (a sinistra -o quel che ne rimane-) grida al "fascista!" altro non fa che trovare una rivalsa dopo le elezioni politiche dell'aprile 2008 e la vittoria di Gianni Alemanno per il Comune di Roma. Basterebbe guardare ai forum di sinistra (riformista o pseudo-comunista), i quali, sino a pochi giorni fa altro non erano che teatri di guerre civili isteriche e risentimenti malcelati, mentre adesso chiamano alla mobilitazione in strada. Detto altrimenti, una cagnara per impedire l'evoluzione del pensiero e una reale critica e autocritica politica. Anche perchè, al di là di articoli di giornale poco chiari, la militanza dei 5 assassini è molto dubbia (se non, forse, di uno solo di loro).

Chi, invece, (a destra -o quel che ne rimane-) afferma che bruciare bandiere israeliane sia peggiore, ebbene, l'assassinio di un ragazzo comune ci pare ben peggiore. Una bandiera che brucia è "solo" un simbolo (criticabile o meno), ma una vita spenta gratuitamente e brutalmente è un vicolo senza uscita.

Per inciso, in Francia, 4 anni fa, un ragazzo di 14 anni venne assassinato (a colpi di ascia!) da parte del clandestino marocchino Hamadi Ed-Debch, di 21 anni, per la stessa identica (non) ragione, una sigaretta rifiutata. Non solo in Francia non scoppiò alcuna polemica contro gli immigrati, ma, per quel poco che se ne parlò, i genitori del ragazzo vennero quasi additati come razzisti perchè trovarono la sentenza di condanna troppo leggera. Quel ragazzo si chiamava Romain Bénavent [articolo del 4 luglio 2006]. Tanto per notare come le morti acquistano o meno rilevanza...

Detto tutto questo, facciamo notare un particolare interessante e inquietante. Nel pomeriggio di ieri notiamo alcuni articoli, sul sito del Corriere della Sera, dedicati alla vicenda veronese. Questa la sequenza dei titoli:
  1. Aggressione neonazista a Verona, fermati altri due picchiatori
  2. Gli amici del ragazzo aggredito: «Erano delle bestie»
  3. Veltroni: «Inquietante attacco: occorre vigilare»
  4. Protezione territorio
  5. «L'abbiamo picchiato noi»
  6. La Digos li seguiva già da un anno
Tutti articoli dedicati alla morte di Nicola Tommasoli. Apparentemente... Aprendo, infatti, il quarto di questi ("La protezione del territorio"), a firma di Michele Salvati, ci saremmo aspettati, dal titolo, una disamina delle azioni del branco criminale, con magari violenze per imporre una zona di terrore ad altri gruppi. E invece ci siamo ritrovati con ben altro, nient'affatto facente riferimento ai fatti veronesi.

Più avanti troverete l'articolo. Diciamo solo che tale centrale inserimento e la tesi di fondo lì espressa non possono essere un caso, dato che Salvati sintetizza l'attuale quadro politico italiano, oscillante tra conservatorismo (sempre più tradizionalista, secondo il giornalista) e liberal-progressismo. Inutile dire dove penda la preferenza della penna del Corriere della Sera (e dello stesso Corriere).

Inutile precisare quanto episodi tragici come quello di Verona siano utili per montare campagne-stampa creanti un clima ad un tempo favorevole al ritorno della "strategia della tensione" (evidentemente, soprattutto a sinistra, molti non hanno imparato alcunchè), ma anche ad una più sottile propaganda ideologica, favorevole (seconda la tradizione dello stesso quotidiano) al liberismo globalista.

Qui potete trovare le immagini dal sito del Corriere della Sera di ieri, 5 maggio 2008, alle ore 15:01. La seconda immagine mostra lo spazio dedicato alla vicenda di Verona.

Home Page del sito del Corriere della Sera

[Clicca sul link in basso per leggere l'articolo di Michele Salvati]

http://euro-holocaust.splinder.com/post/17008103/Un+inserimento+sospetto
lunedì, 05 maggio 2008


La notizia è di qualche giorno fa: il voto amministrativo di Londra ha premiato i conservatori (Tories), Boris Johnson è il nuovo sindaco della capitale. Per i laburisti, il peggior risultato nel voto locale da quarant'anni.
Ma quello che ci sorprende di più è l'ottimo risultato ottenuto da
Richard Barnbrook [foto sopra], candidato del partito nazionalista BNP (British National Party): il 5,3% dei consensi, pari a circa 69.000 voti (1). Un dato più che mai significativo (almeno per noi, positivamente) se si considera il carattere ultra-cosmopolita della multirazziale Londra. Come vedete, il dogma multietnicista non è fortunatamente così scontato neanche laddove sembra regnare incontrastato.

Nota:

(1)
Barnbrook è il primo membro del BNP ad entrare nel consiglio comunale londinese, conquistando un seggio.

Fonte: BBC News
sabato, 03 maggio 2008