mercoledì, 31 ottobre 2007

John Maynard Keynes (1883-1946)

"Un grado considerevole di specializzazione internazionale è necessario, in un mondo razionale, in tutti quei casi in cui è dettato da grandi differenze di clima, di risorse naturali, di attitudini innate, di grado di civiltà e di densità di popolazione.
Ma, per un numero crescente di prodotti industriali, e forse anche di prodotti agricoli, sono venuto a dubitare se la perdita economica conseguente all’autarchia nazionale sia così grande da pesare più degli altri vantaggi derivanti dal portare gradatamente il prodotto e il consumatore nell’ambito della medesima organizzazione nazionale, economica e finanziaria.
L’esperienza sembra sempre di più provare che la efficienza dei più moderni procedimenti di produzione in massa sia quasi indipendente dal Paese e dal clima.
Si aggiunga che, col crescere della ricchezza, i prodotti, così primari come manifatturati, giocano nella economia nazionale una parte relativamente più piccola in confronto all’edilizia, alle prestazioni personali e ai servizi locali, che non sono oggetto di scambio internazionale; con il risultato che un aumento moderato nel costo reale dei prodotti primari e manifatturati, che sia conseguenza di un maggior grado di autarchia economica, può perdere di importanza quando lo si metta sulla bilancia contro vantaggi di un altro genere.
L’autarchia economica nazionale, in breve, sebbene costi qualcosa, sta forse diventando un lusso che ci possiamo permettere se lo vogliamo.
Ci sono o no abbastanza buone ragioni, perché avvenga che lo si voglia?
"

John Maynard Keynes (1933)

Tratto da Effedieffe.com
mercoledì, 31 ottobre 2007


Razzismo anti-bianco, diffamazione anti-bianca, discriminazione positiva (ovvero anti-bianca), stupri razzisti ai danni di donne europee, violenze e molestie sulle genti di discendenza europea, martiri europei, ... tutto questo in una raccolta personale di circa 60 video, quasi esclusivamente in lingua inglese (Stati Uniti) e francese.

http://www.youtube.com/profile_favorites?user=ProEuropa

Ovviamente sono possibili futuri aggiornamenti inerenti ad altri argomenti trattati in questo blog e/o a quelli già citati.
martedì, 30 ottobre 2007



Era il 14 dicembre dello scorso anno. Shah Chaudhry, un anziano uomo di 97 anni, si trovava all'interno di un tram, in piedi perché nessuno dei passeggeri si offrì di cedergli il posto (malgrado, oltre all'età, camminasse con l'ausilio di due stampelle). Stephen Gordon, africano quarantaquattrenne alcolizzato (forse di nazionalità inglese, ma poco importa...), sferra un pugno in faccia al povero anziano, che rimane cieco ad un occhio. Nessuno dei passeggeri è intervenuto in sua difesa: l'africano è sceso tranquillamente alla fermata successiva, dopo aver inveito con un "bastardo" sulla sua vittima. Solo in seguito Chaudhry verrà soccorso dai testimoni e portato all'ospedale.

Gordon si giustificò parlando di auto-difesa: il novantenne gli avrebbe fatto cadere il cappellino (!!!). Gli inquirenti e la giuria del processo hanno appurato che nessun attacco poteva esserci stato da parte dell'anziano, in quanto fisicamente inabile.
Prima Chaudhry svolgeva una vita indipendente, ora non più. La cecità di un occhio l'ha costretto a trascorrere gli ultimi anni della sua vita in una casa di cura.

Lunedì 22 ottobre la sentenza: l'africano non si farà neanche un giorno di galera. Solo tre anni di "passeggio sorvegliato". Gran bello schifo...

Fonte: Novopress.info United Kingdom

A picture of Britain today
A black man, his face a mask of hatred, lashes out at a defenceless old man.

The victim, Shah Chaudhry, is 97 years old and the attack left him blind in one eye.
He had lived independently, but the loss of his eyesight and a deterioration in his health now means he has to live in a residential care home.
Today, Monday, the cowardly attacker, 44-year-old alcoholic Stephen Gordon, will be sentenced at Croydon Crown Court after being found guilty of causing grievous bodily harm on one of the trams which run through the town.

He had claimed that Mr Chaudhry had attacked him and he was merely defending himself.
But as the CCTV picture shows, the pensioner, who walks with the aid of two sticks, was clinging on to rail with both hands as Gordon punched him in the face.
During Gordon’s trial, Mr Chaudhry was not well enough to give evidence. But a statement was read out in which he told how he boarded the tram, which was full, on December 14.

None of the other passengers offered him a seat so he leaned against the rail to steady himself as the tram set off.
Gordon tried to push past Mr Chaudhry by ducking under his arms before lashing out and accusing the elderly man of knocking his hat off.

He shouted at his victim calling him a “bastard”, then left the tram at the next stop - pursued by two school children who saw the attack.
Mr Chaudhry’s statement added: “The driver and other passengers came to my aid, and I was taken to hospital. I had done or said nothing to provoke him.”

At the trial jobless Gordon claimed the pensioner had punched him - and the CCTV footage which caught him redhanded had been faked.
His claim that he had acted in self-defence was rejected by the jury and he was convicted of the attack.

British Transport Police Detective Superintendent Darren Stenning said: “This was a particularly nasty attack on an elderly man who was obviously very frail and was physically not able to defend himself.
“We would like to thank the witnesses, including two schoolchildren, who were able to provide police with vital evidence in this investigation.”

UPDATE:

This thug didn’t even get a jail sentence , instead he received a three year supervision order!

lunedì, 22 ottobre 2007
 

Dopo l'intervento di Beppe Grillo sul disegno di legge Levi-Prodi, chiamato a "ordinare" la normativa in materia editoriale, proponiamo la visione del filmato (in basso) realizzato dal Dott. Valentino Spataro, direttore del sito Civile.it. Si presti attenzione soprattutto a certi antecedenti, o, per dirla alla Spataro, campanelli di allarme squillati negli anni e mesi precedenti alla formulazione del Ddl in causa. Il video, della durata di min. 26:18, è ricco di riferimenti a commenti ed opinioni espressi in siti esterni.

In aggiunta segnaliamo un recente intervento in Euro-Holocaust a proposito di alcune manovre tese a limitare la libertà di espressione in Rete nei paesi dell'Unione Europea e negli Stati Uniti.
E' dello scorso settembre la folle proposta del "nostro" Franco Frattini, vicepresidente della Commissione europea, di applicare dei "filtri" ad Internet per bloccare la diffusione di informazioni "pericolose" impedendo alla gente di cercare parole come (udite udite!) "bomba", "genocidio" o "uccidere" (!!!). L'intento dichiarato sarebbe quello di contrastare i collegamenti informatici fra terroristi (par di capire soprattutto radicalisti islamici), i quali terroristi immaginiamo si metterebbero a ridere se leggessero un'idiozia di questo calibro. E ridiamo anche noi (spiegare il perché sarebbe superfluo), ma non più di tanto essendo ben consapevoli che "bislaccherìe" come quella di Frattini facilmente si prestano ad interpretazioni più che opinabili col risultato di imbavagliare nei fatti l'informazione circolante in quello che è forse l'ultimo baluardo rimasto di libera espressione (ultimo almeno come mezzo potenzialmente alla portata di tutti o quasi). Ulteriori particolari in un articolo di Maurizio Blondet datato al 12 settembre 2007.

E Maurizio Blondet è l'autore di un altro articolo, risalente allo scorso 18 ottobre, circa la volontà di potenti e note lobbies statunitensi di tassare importanti servizi quali l'accesso ad Internet, la creazione di un blog e l'utilizzo della posta elettronica.

Ma in fondo non siamo mica in Iran o in Cina! Questo è il "libero Occidente"... o almeno è così che a qualcuno piace pensare (e far credere).


domenica, 21 ottobre 2007
Interrompiamo la nostra pausa prevista fino alla metà di novembre per dare spazio ad una notizia di capitale importanza non solo per noi blogger ma in generale per quel rimasuglio di democrazia italiana. Senza aggiungere altro, pubblichiamo direttamente dal blog di Beppe Grillo il seguente post, invitandovi a firmare la petizione per il ritiro del DDL liberticida (trovate il collegamento in fondo).

19 ottobre 2007

La legge Levi-Prodi e la fine della Rete



Ricardo Franco Levi, braccio destro di Prodi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, ha scritto un testo per tappare la bocca a Internet. Il disegno di legge è stato approvato in Consiglio dei ministri il 12 ottobre. Nessun ministro si è dissociato. Sul bavaglio all’informazione sotto sotto questi sono tutti d’accordo.
La legge Levi-Prodi prevede che chiunque abbia un blog o un sito debba registrarlo al ROC, un registro dell’Autorità delle Comunicazioni, produrre dei certificati, pagare un bollo, anche se fa informazione senza fini di lucro.
I blog nascono ogni secondo, chiunque può aprirne uno senza problemi e scrivere i suoi pensieri, pubblicare foto e video.
L’iter proposto da Levi limita, di fatto, l’accesso alla Rete.
Quale ragazzo si sottoporrebbe a questo iter per creare un blog?
La legge Levi-Prodi obbliga chiunque abbia un sito o un blog a dotarsi di una società editrice e ad avere un giornalista iscritto all’albo come direttore responsabile.
Il 99% chiuderebbe.
Il fortunato 1% della Rete rimasto in vita, per la legge Levi-Prodi, risponderebbe in caso di reato di omesso controllo su contenuti diffamatori ai sensi degli articoli 57 e 57 bis del codice penale. In pratica galera quasi sicura.
Il disegno di legge Levi-Prodi deve essere approvato dal Parlamento. Levi interrogato su che fine farà il blog di Beppe Grillo risponde da perfetto paraculo prodiano: “Non spetta al governo stabilirlo. Sarà l’Autorità per le Comunicazioni a indicare, con un suo regolamento, quali soggetti e quali imprese siano tenute alla registrazione. E il regolamento arriverà solo dopo che la legge sarà discussa e approvata dalle Camere”.
Prodi e Levi si riparano dietro a Parlamento e Autorità per le Comunicazioni, ma sono loro, e i ministri presenti al Consiglio dei ministri, i responsabili.
Se passa la legge sarà la fine della Rete in Italia.
Il mio blog non chiuderà, se sarò costretto mi trasferirò armi, bagagli e server in uno Stato democratico.

Ps: Chi volesse esprimere la sua opinione a Ricardo Franco Levi può inviargli una mail a : levi_r@camera.it

Beppe Grillo

Per firmare la petizione: http://www.petitiononline.com/noDDL/petition.html

Per inserire il banner della petizione nel vostro blog o sito Internet, copiaincollate il codice sottostante:

<div align="center">

Ecco il risultato:

bloggiamo la legge contro il  Web