lunedì, 31 dicembre 2007
...e vi augura un felice 2008.

Grazie a tutti coloro che in questo anno di attività hanno seguito e apprezzato i miei umili contributi. Spero continuerete a farlo: il mio blog esiste solo in funzione dei lettori, acquisiti, occasionali o potenziali che siano. Che il futuro ci riservi finalmente delle sorprese positive.

Filippo
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categoria:ricorrenze
sabato, 29 dicembre 2007


Illustriamo alcuni dati significativi riguardanti la disoccupazione degli immigrati in Spagna, con i costi pubblici che essa comporta. Li abbiamo presi da L'Économiste, quotidiano marocchino specializzato in economia.

A fine novembre il ministero del lavoro spagnolo registrava quasi 200.000 stranieri disoccupati (109.032 maschi e 89.322 donne), cifra che è aumentata rispetto all'anno precedente (del 32,6% per i maschi e del 12,8% per le donne). Complessivamente 119.429 immigrati beneficiano delle indennità statali di disoccupazione. L'Inem, il servizio pubblico dell'impiego spagnolo, destina 102 milioni di euro al totale degli stranieri disoccupati, vale a dire il 7,7% della somma complessiva erogata a beneficio di tutti i disoccupati iscritti in Spagna. Fra gli allogeni i Marocchini risultano i primi beneficiari delle assegnazioni per disoccupazione: dei 102 milioni di euro, il 27,3% è destinato a loro. Sono seguiti dagli Equadoregni (11,5%), dai Romeni (7,9%) e dai Colombiani (7,2%). I destinatari extracomunitari hanno raggiunto quota 89.517, il 30% in più rispetto all'anno 2006.
Un aumento crescente della disoccupazione straniera è stato osservato nel settore dei servizi, con 111.885 immigrati disoccupati, e soprattutto nell'edilizia, dove il tasso è salito del 57,5% se confrontato con quello del 2006 (43.571 disoccupati stranieri). L'agricoltura conta 9.078 disoccupati stranieri (dei quali il 22,7% sono marocchini registrati al ministero del lavoro). Meno toccata è l'industria, che ha comunque visto la disoccupazione aumentare.

Alla faccia di chi sostiene che sia necessario accogliere sempre più immigrati... La domanda, alla quale più volte abbiamo dato una risposta, è sempre la stessa: ma sono utili A CHI?

Fonte:
L'Économiste      
venerdì, 21 dicembre 2007
"Ciò che in tutti i luoghi la gente deve fare è praticare la limitazione delle nascite e i matrimoni misti, e ciò in vista di creare una sola razza in un mondo unico dipendente da un’autorità centrale"

G. Brock Chisholm (ex direttore dell'Organizzazione Mondiale della Sanità), in USA Magazine del 12 agosto 1955
giovedì, 20 dicembre 2007


Giovedì 20 Dicembre 2007 – 17:25 – Gianfranco Montù

La democrazia è quel sistema politico ideale in nome del quale si bombardano i popoli che non l’adottano, quel sistema politico per definizione tollerante che mette il bavaglio a quelli che definisce intolleranti, che permette tutti i partiti salvo quelli che si oppongono davvero, che etimologicamente significa potere al popolo e praticamente nessun potere al popolo.
La Svizzera è stata spesso definita un modello di democrazia e forse lo è davvero nel senso che in questi giorni ha fornito un modello davvero paradigmatico di cos’è nel Terzo Millennio la democrazia.
Meglio ancora: ha dato, come altre nazioni europee, un saggio emblematico dell’arrogante potere dell’oligarchia e dei suoi burattini partitocratrici.
Ecco i fatti in sintesi. Il partito nazionalista SVP, partito svizzero del popolo, vince a ottobre le elezioni, tocca il 30% dei voti, massimo storico di tutti i tempi per un partito in Svizzera. Il suo capo carismatico è Christoph Blocher, che da due decenni porta il partito di vittoria in vittoria, pur avendo contro tutti i quotidiani, le televisioni, i sindacati, la confindustria, le chiese e tutta l’accozzaglia radicalprogressista rossoverde. Un 30% che varrebbe un buon 50 in condizioni di normale concorrenza e di “par condicio” informativa. Da quattro anni Blocher è anche ministro. Nella Confederazione vige il cosiddetto sistema di concordanza per cui tutti i grandi partiti vengono cooptati al governo, con uno o due ministri (chiamati Consiglieri federali, in tutto sette) a seconda della forza parlamentare. Nella formazione del nuovo governo appare inevitabile che il Parlamento rielegga Blocher, reduce da un trionfo elettorale. Storicamente poi non è mai accaduto che un ministro in carica venga estromesso dal governo, salvo se sconfitto alle elezioni. Nessuno dubitava che Blocher fosse rieletto al Governo senza colpo ferire. Ma l’oligarchia non può tollerare Blocher. Non può tollerare un politico che fa gli interessi del paese, che vuole fermare l’invasione migratoria, che si oppone alle trame onusiane, ai burocrati di Bruxelles, che crede nella partecipazione popolare tramite i referendum, che difende l’esercito di milizia e soprattutto mette al primo posto la sovranità nazionale.
Non solo: Blocher ha commesso il peccato più grave agli occhi della piovra usorocratica, Ha denunciato il cappio dei balivi, la legge inquisitoria diffusa in tutta Europa sul razzismo e l’antisemitismo: ha detto, testualmente, che “le leggi contro la libertà d’opinione gli danno il mal di pancia” Come ministro della Giustizia si riprometteva di cancellare quell’obbrobrio.
Ma con questo progetto ha messo in pericolo la base stessa del potere oligarca, il braccio secolare della tirannia, lo strumento con cui qualsiasi avversario può essere accusato di lesa maestà, di pensieri revisionisti, di sospetti antisemiti, di pulsioni razziste. Un sospetto che equivale all’emarginazione e nei casi più gravi porta alle patrie galere. Tutto questo una vera democrazia cosmopolita non poteva tollerarlo e non l’ha tollerato. La potente lobby ebraica ha più volte tuonato contro di lui e gli effetti si sono visti subito.
Gli oligarchi hanno preso per le orecchie i loro burattini partitici che hanno perfettamente capito che erano in gioco le loro poltrone. E così hanno inventato un escamotage che è un capolavoro di ipocrisia. Hanno cercato un deputato del partito blocheriano che fosse “moderato”, dissidente, cioè asservito all’oligarchia e lo hanno eletto ministro. Naturalmente costui ( meglio costei: si tratta di una donna) rappresenterà in governo solo se stessa, perché il partito di Blocher l’ha immediatamente estromessa. Ma questo è l’ultimo problema per gli oligarchi. Sanno benissimo che la “democrazia” è solo una commedia per allocchi. Ufficialmente hanno rispettato la forma, hanno preso un paio di venduti morali del partito vincente li hanno nominati ministri: sapendo perfettamente che avrebbero fatto la volontà degli oligarchi, non del loro ex partito e meno che mai del popolo che ha scelto in massa Blocher. La Svizzera viene così trattata come una repubblica delle banane, la scelta elettorale platealmente raggirata. E poi criticano Putin!
Ma il gioco pesante potrebbe non riuscire sino in fondo. Gli stessi burattinai sanno di rischiare grosso. In queste ore in molti Cantoni germanici ove Blocher ha superato il 50% c’è indignazione. Le iscrizioni all’SVP – lo ammette la stessa stampa anti-blocheriana – piovono a centinaia.
Blocher ha promesso opposizione dura – non avveniva in Svizzera dal dopo guerra, poiché vigeva appunto il patto di concordanza fra i maggiori partiti – e nessuno dubita che sia in grado di farla. Ha grande esperienza, politica, cultura, carisma ed ha notevoli risorse economiche. “In quattro anni di governo - ha detto Blocher - sono venuto a conoscenza di tutte le porcherie che vengono nascoste sotto il velo pietoso e spesso vergognoso del segreto di Stato. Queste cose ora potrò denunciarle apertamente”.
Non dubitiamo e fiduciosi rimaniamo in attesa..

http://www.rinascita.info/cc/RQ_Mondo/EEAlEypZEkdMawtDgX.shtml
mercoledì, 19 dicembre 2007


Il video sottostante, prelevato da YouTube ma originariamente caricato in vidmax.com il 13 dicembre, mostra bande di adolescenti afro-americani che attaccano o molestano senza alcuna ragione (se non per sfregio e umiliazione... o razzismo, se preferite) coetanei bianchi passanti per strada. In alcuni tratti il filmato contiene scene di inusitata violenza. Lo dedichiamo a tutti i multietnicisti oltranzisti ed in particolare ai propugnatori passati, presenti e futuri delle campagne d'odio anti-bianco.

Il video è stato aggiunto alla lista dei preferiti nel mio account di YouTube, che già vi ho mostrato lo scorso 31 ottobre:


http://www.youtube.com/profile_favorites?user=ProEuropa

Qualora il contenuto del video dovesse essere rifiutato, o meglio, censurato, potrete sempre reperirlo al seguente indirizzo:

http://www.vidmax.com/index.php/videos/view/4843

 
mercoledì, 19 dicembre 2007


La pessima iniziativa (per non dire "porcata") della BBC aveva iniziato a far discutere il mese scorso, quando la società radiotelevisiva britannica aveva annunciato i preparativi per una rappresentazione teatrale di una "contemporanea" Natività: Maria e Giuseppe riproposti nei panni di immigrati in cerca di asilo. Notare la locandina in alto: la coppia è rigorosamente interrazziale; per gli ideologi del suicidio europeo Cristo deve essere un meticcio figlio almeno di un immigrato, altrimenti per loro che senso avrebbe la sua figura? Provate ad immaginare... nessun senso! Ma non preoccupatevi: tanto non ha senso lo stesso (essendo a lui attribuito soltanto un significato tanto follemente quanto aridamente ideologico)!

La porcata - come l'abbiamo chiamata - ha avuto luogo il 16 dicembre nel centro di Liverpool ed è stata trasmessa sul canale digitale BBC3. Inoltre, in diversi punti della città sono stati montati dei maxi-schermi che consentivano di seguire in diretta l'evento.
Il cast annoverava alcuni attori o personaggi dello spettacolo inglesi, fra cui l'attrice meticcia Cathy Tyson, nel ruolo di un paranoico ministro del governo che cerca disperatamente di attuare misure restrittive nei confronti dell'immigrazione (evidente ridicolizzazione di determinati settori politici, nonché di una parte consistente dell'opinione pubblica).

Il multietnicismo ancora una volta mostra il suo vero volto: autentico dis-valore e contraffazione del reale camuffati con i "buoni sentimenti" (...ma sono buoni davvero?).

Fonte: Telegraph

[Clicca sul collegamento per leggere l'articolo]
lunedì, 17 dicembre 2007


Notizia dalla provincia di Reggio Emilia risalente a pochi giorni fa: il comandante provinciale dei vigili urbani, tale Antonio Russo, ha diramato tramite circolare un "aggiornamento professionale" che decreta la liceità della macellazione ebreo-maomettana di ovini al di fuori degli appositi stabilimenti autorizzati durante le ricorrenze religiose.

Pare che le reazioni siano state piuttosto dure, da parte sia degli organi competenti sia del mondo politico locale e non solo (meno male, un minimo di ragionevolezza a brillare nel bel mezzo del bordello multiculturalista!). L'Enpa provinciale (Ente Nazionale Protezione Animali) ha inviato una lettera di denuncia al comandante nella quale si ricordano i termini giuridici che regolamentano la questione (quindi il carattere illecito della sua decisione), mentre sono già partite le firme, su iniziativa dell'opposizione, per
la destituzione del comandante Russo dal suo incarico di responsabile della polizia municipale reggiana.

Nasce il sospetto che Russo, così facendo, abbia voluto lavarsene le mani a fronte di una situazione difficile da gestire (essendo maomettani ed extraeuropei vari in numero eccessivamente rilevante), che fa dell'impunità la sua norma. Del resto, che immigrazionismo e legalità non andassero a braccetto lo sapevamo già molto tempo prima. Ogni tanto qualche idiota "nostrano" non fa che rammentarcelo.


Fonte: Gazzetta di Reggio

[Clicca sul collegamento per leggere gli articoli]
giovedì, 13 dicembre 2007


[Giusto per ricordare che una vera lotta anti-mondialista deve abbracciare qualsiasi aspetto... lingua compresa!]

ALLARME LINGUA

Pensi che Dante Alighieri sia un provinciale e che non regga il confronto con Dan Brown e che quindi sarebbe meglio che nelle scuole italiane si abbandonasse la Divina Commedia a favore del Codice Da Vinci? Credi che sia opportuno che le Poste Italiane invece di far arrivare le lettere ed i pacchi studino come trasformare i nomi dei funzionari responsabili (nei fatti irrresponsabili) ad esempio dall'italiano "Direttore Generale" all'inglese "Chief Executive Officer"? Sei contento che l'industria cinematografica italiana non esista piu' e che tra poco non solo i titoli saranno in inglese ma anche i film non saranno piu' doppiati?

Se la risposta e' "no!", allora unisciti a noi dell'associazione Allarme Lingua, l'associazione che difende il diritto degli italiani a mantenere la propria cultura ed a parlare la propria lingua nel quadro di un mondo di eguali e non di padroni e sudditi.

La quota annua di associazione e' di euro 25 da pagare al c/c postale n.60753977 intestato a Comitato Allarme Lingua, Viale A.Moro 37  66013 Chieti Scalo.

Per contatti Giorgio Bronzetti 0871561301
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categoria:segnalazioni, italia, globalizzazione, resistenza, lingua, non solo melting pot
lunedì, 03 dicembre 2007



Un cordiale saluto a tutti i lettori. A presto!

[Cliccate sull'immagine in alto]
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categoria:comunicazioni e petizioni
lunedì, 03 dicembre 2007


In un'Europa che, anche e soprattutto nel nome dell'ideologia mondialista (al giorno d'oggi forse la sola ideologia realmente esistente), si vuole "aperta", "libera", "tollerante" e "democratica" (finendo per essere esattamente l'opposto), non dovrebbe ormai stupire più di tanto che certe innocue ma non allineate dichiarazioni vengano recepite come "scioccanti" o quanto meno "poco opportune" (il che equivale comunque ad una sostanziale delegittimazione). E' in simili frangenti che mi risuona in mente la famosa citazione di George Orwell: "In tempi di menzogna universale, dire la verità diventa un atto rivoluzionario". Eppure nella controversa intervista che Steven Patrick Morrissey (foto sopra), ex-cantante degli Smiths, ha rilasciato di recente alla rivista britannica New Musical Express (NME), non ci sarebbe nulla di particolarmente rivoluzionario se... se solo non vivessimo "in tempi di menzogna universale", appunto.
Perché le parole di Morrissey, il quale ha dichiarato di non voler più tornare a vivere in Inghilterra a causa di una esplosione migratoria che ne ha pesantemente alterato l'autentico panorama antropologico, non fanno altro che fotografare la realtà nuda e cruda del suo paese (egli è originario di Manchester, ma figlio di irlandesi). Realtà/verità che è prima di tutto visibile, osservabile, da molti anche vissuta (non sono mica tutti così scemi, o disonesti, da non accorgersi di cosa sta accadendo sotto gli occhi propri e di tutti!), e che in secondo luogo è suffragata da qualsiasi statistica demografica (vedere 1, 2 e 3).

Attraverso i suoi legali Morrissey ha deciso di citare in giudizio l'NME per un articolo infamante che gli avrebbe ingiustamente attribuito visioni razziste (ma va'?! Che strano!), peraltro smentite categoricamente dal cantante stesso. La rivista musicale non è nuova a questo genere di "colpi bassi" nei suoi riguardi: già in passato aveva criticato i testi di alcune canzoni giudicati ambigui (come quello di National Front Disco) e nel 1992 lo aveva accusato di "flirtare" con i razzisti solo perché si era esibito al Finsbury Park di Londra avvolto nella Union Flag, associata al nazionalismo e all'estrema destra (reato, sacrilegio!!), alla presenza di svariati sostenitori (o supposti tali) del National Front tra la folla.

Non ci interessa tanto sapere quale sarà l'esito della battaglia legale, né se l'NME è effettivamente responsabile di una diffamazione ai danni dell'artista inglese. E' importante sapere, invece, che persino l'affermare ciò che è assolutamente veritiero (e avremmo voglia di dire "scontato") è diventato una sorta di... "atto rivoluzionario".

[Cliccare sul collegamento in basso per leggere le altre dichiarazioni rilasciate da Morrissey nel corso dell'intervista. Gli articoli sono in inglese.]

Fonti: The Independent, View London, Wikipedia Italia (voce "Morrissey")
domenica, 02 dicembre 2007


Anne-Lorraine Schmitt era una brillante ragazza di 23 anni, aspirante giornalista, profondamente credente. Nella mattina del 25 novembre viene ritrovata agonizzante da due passeggeri in un convoglio della linea D del RER (il Réseau express régional di Parigi), alla stazione di Creil. Si stava dirigendo verso Orry-la-Ville, dove risiedono i suoi genitori. Anne-Lorraine è morta difendendosi dopo aver ricevuto una serie di coltellate da un uomo di 44 anni, di origine turca, che aveva tentato di stuprarla. L'uomo è un recidivo: già nel 1996 era stato condannato per una violenza sessuale commessa sulla stessa linea del RER.
Ieri alla cattedrale di Senlis hanno avuto luogo i funerali della giovane, alla presenza di circa 1.500 persone.

P.s.
Provate a digitare "Anne-Lorraine Schmitt" in Google e, una volta premuto
INVIO, date un'occhiata ai risultati: noterete che a parlarne sono quasi solamente blog e forum. Una striminzita nota di stampa dell'agenzia Reuters, ospitata nel sito di Le Monde, la si incontra nella quinta pagina (fra l'altro non menziona neanche l'etnia dell'assassino). Vorrà pur dire qualcosa...

Fonti:
1. Agence France-Presse
2. Sans complexe (blog di Gérard Gachet)


1. Meurtre du RER D: environ 1.500 personnes aux funérailles de la jeune fille
 
AFP - Samedi 1 décembre, 16h53

SENLIS (AFP) - Environ 1.500 personnes ont assisté samedi à Senlis aux funérailles d'Anne-Lorraine Schmitt, 23 ans, retrouvée poignardée le 25 novembre à Creil (Oise) dans le RER D.

Environ un millier de personnes ont suivi la messe célébrée par l'évêque de Beauvais Mgr James à l'intérieur de la cathédrale de Senlis, et environ 500 autres personnes à l'extérieur du lieu de culte dans une ambiance très recueillie.

La ministre du Logement Christine Boutin et le ministre du Budget et ancien député de l'Oise Eric Woerth étaient présents, comme de nombreux militaires -le père de la victime est officier supérieur, chargé de communication auprès du gouverneur militaire de Paris- et des délégations des scouts d'Europe, dont la victime faisait partie, ou de la Maison de la Légion d'honneur, où elle était surveillante.

Son inhumation devait ensuite se dérouler dans l'intimité en présence de ses quatre frères et soeurs, de ses parents et de sa famille au cimetière d'Orry-la-Ville (Oise), où résident ses parents et où elle se rendait quand elle a été agressée dans le RER le 25 novembre.

Etudiante au Celsa, Anne-Lorraine Schmitt avait également effectué des études à Sciences-Po à Lille. Elle se destinait au journalisme et avait déjà fait plusieurs stages, à Radio Notre-Dame, Arte, Valeurs Actuelles ou au quotidien régional Le Courrier Picard.

Retrouvée grièvement blessée en gare de Creil le 25 novembre par deux voyageurs, Anne-Lorraine Schmitt était décédée peu après des suites des blessures reçues en se défendant.

Son agresseur présumé, un homme de 44 ans déjà condamné en 1996 pour une agression sexuelle sous la menace d'une arme sur la même ligne de RER, avait été retrouvé blessé, sans connaissance à la gare de Fosses, quelques stations avant celle de Creil.

Il a été mis en examen pour homicide volontaire et tentative de viol après avoir reconnu les faits.

2. Clicca sul collegamento n° 2 in alto.

postato da: Filippo84 alle ore 01:44 | Permalink | commenti (8)
categoria:cronaca, francia, stampa, immigrazione, criminalita, censura, martiri, mezzi di informazione