giovedì, 28 febbraio 2008


Non bastava la linea di occhiali ispirati al celebre vedovo tunisino, lanciata dall'agente pubblicitario Alessio Sundas (lo stesso che ha sfruttato l'immagine dello zingaro Ahmetovic per promuovere la marca di abbigliamento Romjeans). Non bastavano i tanti, troppi coglioni disposti ad ospitare Marzouk in casa nel caso gli fossero stati accordati gli arresti domiciliari. Il sistema mediatico-consumistico-progressista doveva partorire un altro dei suoi "mostri": è nato a Torino, su iniziativa di Flavia Raso, il primo "Azouz fan club". Al momento pare che l'associazione conti nove soci, ma è chiaro che non è tanto il numero a fare la differenza, quanto il fatto in sé, il cui significato è da cogliere alla luce del degradante contesto multietnicista.

P.s.
Chiedetevi come mai un Giuseppe Tempini, carpentiere bresciano, ex fidanzato della defunta Hina Saleem, non ha la stessa visibilità mediatica di un Azouz Marzouk, (ex ?) spacciatore nordafricano.

Fonte: Tgcom
martedì, 26 febbraio 2008


Attraverso una serie di articoli (vedere in basso), intendiamo sinteticamente fare il punto della situazione per quel che riguarda la questione kosovara e gli interessi geostrategici (non solo in area balcanica) delle potenze maggiormente coinvolte, Russia e Stati Uniti.
Ormai lo sapete: domenica 17 febbraio la provincia serba di Kosovo e Metochia ha dichiarato unilateralmente la secessione, violando la Risoluzione 1244 del Consiglio di Sicurezza dell'Onu. La Russia, alleato storico della Serbia e orgogliosamente tornata ad ambire al ruolo di "madre" nello scacchiere eurasiatico, ha espresso, insieme al presidente serbo Boris Tadic, una ferma opposizione alla proclamazione di indipendenza. Opposizione tutt'altro che puramente formale: venerdì scorso il rappresentante russo vicino alla Nato,
Dmitri Rogozine, ha espressamente parlato dell'eventualità di ricorrere alla "forza brutale" (cioè militare). Nel caso non ve ne foste accorti, soffiano venti di terza guerra mondiale e il campo di battaglia potrebbe essere nuovamente l'Europa (1). Dal canto suo, l'Ue si è divisa (dimostrando come sempre di essere assai poco "Unione" e ancor meno "europea"): da una parte i vassalli di Washington (fra i quali l'Italia, purtroppo), che hanno immediatamente riconosciuto il Kosovo indipendente (a proposito, ricordate le consegne americane alla Slovenia?), dall'altra i paesi che, temendo ripercussioni anche interne innescate da questo pericoloso precedente, hanno manifestato la loro contrarietà (Spagna, Romania, Grecia, Cipro).

Non ci dilunghiamo in considerazioni già espresse negli articoli che seguono; però vogliamo ugualmente sottolineare alcuni aspetti che ci sembrano di particolare importanza:
  1. la scoperta, nel mese scorso, di cospicui giacimenti di petrolio e gas naturale nell'Albania nord-orientale, proprio vicino al confine con il Kosovo;
  2. il tentativo statunitense di isolare politicamente ed economicamente la Russia, al fine di ridurla al rango di media potenza asiatica, lontana dalle grandi vie di scambio;
  3. gli interessi in gioco che ruotano attorno all'approvvigionamento di risorse energetiche nel Caspio e in Asia centrale (questo punto è ovviamente connesso al precedente): si vedano ad esempio i tracciati dei gasdotti Nabucco, White Stream, Nord Stream e South Stream (progettati o in fase di progettazione);
  4. le pressioni (o le velate minacce) americane sui paesi dell'Ue, le quali mirano a creare una situazione di ansia e di contrapposizione intra-europea, agevolando i piani di dominio globale (un po' come il "divide et impera" di romana memoria).

-
Large Potential Albanian Oil and Gas Discovery Underscores Kosovo's Importance

-
Il Kosovo, tra risoluzioni Onu e bombe umanitarie

-
Russia, Caspio e Asia centrale nel "nuovo grande gioco"

- Usa: offensiva petrolifera

- L'Europa sempre sottomessa

Nota:

(1)
"
«Si aujourd'hui l'Union européenne adopte une position unie ou l'Otan dépasse son mandat au Kosovo, ces organisations vont défier l'ONU et nous allons alors nous aussi partir du fait que nous devons utiliser une force brutale qu'on appelle une force armée, pour qu'on nous respecte», a affirmé Dmitri Rogozine, lors d'une vidéoconférence depuis Bruxelles, cité par l'agence Interfax." (fonte: 20Minutes.fr)
venerdì, 22 febbraio 2008


Nella puntata di ieri Striscia la notizia ha mostrato il caso degli ambulanti extracomunitari che vendono illegalmente la loro merce di fronte al Policlinico Umberto I di Roma. Niente di nuovo, specialmente nella Capitale, il cui "modello" di amministrazione è stato più volte sbandierato dal "solerte" sindaco Veltroni! Ancor più grave è che a questi venditori di cianfrusaglie contraffatte (considerati innocui da molte anime "candide") venga permesso di utilizzare un padiglione dell'ospedale come deposito per la loro mercanzìa e di usufruire dei bagni della clinica pediatrica durante la giornata "lavorativa" (bagni puntualmente lasciati in condizioni igienico-sanitarie schifose). Offre la casa (ovvero il direttore Ubaldo Montaguti). Offriamo noi, come al solito.

Fonte video: Striscia la notizia
venerdì, 22 febbraio 2008


Davvero curioso: domenica scorsa a Pieve di Soligo, in provincia di Treviso, il 53,5% dei votanti  (205 su 385) era composto da immigrati del Bangladesh (un terzo di tutti i bengalesi presenti sul territorio!). Si votava "con trasparenza" (come quattro mesi fa dicevano Veltroni, Fassino & Co.) per il coordinamento comunale e provinciale del Partito Democratico. Data la sospetta affluenza (solo "sospetta"?!) degli asiatici alle urne (e sorvoliamo su questa "anomalia" del voto concesso agli stranieri, anche a quelli non-comunitari...), non poteva mancare un'accesa querelle interna, fra esponenti locali dell'appena nato (e già morto dentro) "soggetto nuovo". Vengono allora a galla lotte intestine tra correnti diverse che aspirano ad egemonie locali (e forse nazionali) nel partito (i veltroniani contro i fedelissimi di Rosy Bindi?). Sembra che nel Pd il fine giustifichi ogni mezzo: gli sconosciuti Kamal Uddin, Mahamud Bahauddin e Habib Hossan stracciano i favoriti Vittorio Cason e Michele Masutti (1), mettendo una seria ipoteca sulla rielezione del segretario provinciale Enrico Quarello (ex Margherita). Se il buon giorno si vede dal mattino...

Come ricorderete, Pieve di Soligo non è affatto un caso isolato. Nell'ottobre 2007 Striscia la notizia mandò in onda alcuni servizi televisivi che attestavano inconfutabilmente le gravissime irregolarità occorse alla primarie del Pd, precisamente a Milano, a Roma e in un seggio piemontese (2). La stampa nazionale e locale riportò varie testimonianze di altri politici in lizza per le nomine regionali, provinciali e comunali (quelli che dicevano di essere stati danneggiati nella competizione elettorale): Renato Soru in Sardegna, Giuseppe Arnone ad Agrigento, Eugenio Mazzarella a Napoli. In un seggio di Caltanissetta vennero alle mani! Presunti brogli furono segnalati anche a Messina e in Calabria. Si parlava di extracomunitari che avevano votato fino a quattro o cinque volte di seguito (3), oppure accompagnati ai seggi elettorali in macchina da strani millantatori (4). Si parlava, come nel comune trevigiano, di scontri fra "satrapi dello stesso impero" (fassiniani, "margheritini", seguaci di Enrico Letta, ...).

Signori, questo è il "nuovo" della politica italiana. Preparatevi...

Note:

(1)
"
«Mi è stato riferito che molti bengalesi sarebbero stati portati di peso alle urne, con l’ordine di votare solo determinate persone. Se tutto questo fosse confermato», ha commentato il perdente, «si tratterebbe di una strumentalizzazione gravissima»." (dall'articolo Congressi Pd: votano più bengalesi che italiani, di Stefano Lorenzetto, il Giornale, del 20 febbraio 2008).

(2) In fondo a questo post trovate i collegamenti che rimandano ai tre servizi di Striscia la notizia.

(3) "
Abbiamo votato domenica con Cristian, romeno, per cinque volte a Roma. Abbiamo votato con Micaela, 17 anni, per altre tre a Milano. Ma forse era solo l’inizio." (dall'articolo Primarie, Rutelli scopre le truffe, di Emanuela Fontana, il Giornale, del 16 ottobre 2007).

(4) "
Parlano di macchine cariche di extracomunitari accompagnati da «passeur», accompagnatori, di strane promesse: «Non votate per l’altra lista sennò vi cacciano dall’Italia»." (dall'articolo Primarie, Rutelli scopre le truffe, di Emanuela Fontana, il Giornale, del 16 ottobre 2007).

Fonti:

1. Il Giornale
2. Agrigentonotizie.it
3. Corriere della Sera
4. video.mediaset.it

[Per visualizzare gli articoli delle fonti, cliccare sui collegamenti nelle note]
giovedì, 21 febbraio 2008


Zimbabwe: inflazione al 100. 0000%

Per esperti crisi scatenata da riforma agraria del 2000

(ANSA) - HARARE, 20 FEB - Il tasso d'inflazione nello Zimbabwe ha toccato un nuovo record mondiale, superando in gennaio il 100.000% (+34 mila punti su dicembre). Lo ha reso noto l'Ufficio centrale delle statistiche. Da otto anni, l'economia dello Zimbabwe, una volta il granaio dell'Africa, e' fuori controllo con la disoccupazione all'80%. Il detonatore della crisi, secondo gli esperti, e' stata la riforma agraria del 2000, seguita dall'esproprio delle proprieta' dei possidenti bianchi.

Fonte: Ansa

Chi semina vento raccoglie tempesta...


Mugabe ora fa pulizia etnica di bianchi, di Fausto Biloslavo (il Giornale, dell'11 agosto 2007)
lunedì, 18 febbraio 2008


Breve aggiornamento sui vari focolai di rivolta allogena in Danimarca. Pare che nella scorsa settimana i disordini e gli atti di vandalismo si siano aggravati, a tal punto che persino diverse scuole sono state incendiate o devastate (la scuola... il luogo in cui dovrebbe compiersi l'integrazione, a detta di molti...). A scatenare o comunque ad alimentare la rabbia dei giovani nordafricani potrebbe essere stata la ripubblicazione delle caricature di Maometto su molti giornali danesi (cliccare sull'immagine in alto). Martedì 12 febbraio la polizia ha arrestato due tunisini e un danese di origine marocchina, sospettati di preparare l'omicidio del caricaturista Kurt Westergaard.

Due servizi giornalistici, entrambi della durata di 1' circa, su questi recenti fatti di cronaca:


- http://www.youtube.com/watch?v=7q_g7iv_6pE
- http://www.liveleak.com/view?i=bc3_1203263366

Due filmati di manifestazioni di islamici contro la ripubblicazione delle caricature (15 febbraio):

domenica, 17 febbraio 2008


Dopo le cifre della disoccupazione degli immigrati, qualche dato in più per meglio inquadrare la situazione demografico-immigratoria della Spagna, un paese involontariamente trascurato nelle pagine di questo blog.

Al 31 dicembre 2007 l'Osservatorio permanente dell'immigrazione registrava un totale di 3,9 milioni di stranieri in possesso di un regolare permesso di soggiorno, ossia 957.000 in più rispetto al 2006! Per avere un'idea di quanto incida questa presenza straniera, ricordiamo che la popolazione spagnola si aggira attorno ai 40,7 milioni di abitanti (1). Con
648.735 unità (+105.014 in un anno), il Marocco è il primo paese di origine degli immigrati, davanti a Romeni (603.889, cioè +186% in un anno) ed Ecuadoregni (395.808). L'immigrazione marocchina in Spagna è composta in larga maggioranza da uomini (le donne sono il 36%) e da giovani (27,5 anni è l'età media degli immigrati marocchini). Più di 152.000 sono i bambini e gli adolescenti marocchini al di sotto dei 15 anni. Più del 55% (345.000 marocchini) vive in Spagna con un permesso di residenza a durata permanente, mentre più del 22% ha già provveduto a rinnovare il permesso. Geograficamente sono distribuiti soprattutto nella parte sud-orientale del paese (Catalogna, Andalusia, Murcia, Comunità Valenziana) e nella capitale Madrid. In base alle previsioni degli analisti dell'Osservatorio, la comunità marocchina sarebbe destinata a perdere il primato numerico a favore dei Romeni, facilitati in quanto cittadini comunitari dalla libera circolazione nei paesi dell'Unione europea.

Intanto sembra che il governo del Marocco, dati i numeri così consistenti di espatriati presenti in Europa, abbia varato un'apposita politica per i marocchini all'estero (gli integrazionisti "europoidi" sono avvertiti... per l'ennesima volta).

Nota:

(1) Il dato è tratto dal portale dell'Unione europea.

Fonte: Le Matin

[La fonte è marocchina e francofona]
sabato, 16 febbraio 2008


Un passo di un intervento di Franco Frattini, vice-presidente della Commissione europea e responsabile per il portafoglio "Giustizia, libertà e sicurezza", tratto dal suo sito web di commissario dell'Unione Europea. Datato al 17 settembre, l'intervento, recante il titolo "Mobilità europea", rientra nella sezione "Archivio del Pensiero della settimana 2007".

[...]
Ed è per questo che ho proposto di chiamare ora l'immigrazione "mobilità europea": perché dobbiamo pensare che l'immigrazione non sia e non sarà sempre e soltanto un fenomeno di povertà e che comunque il talento ed il merito non hanno confini. E che le persone di talento debbono scegliere di più l'Europa (mentre per ora preferiscono gli Stati Uniti, l'Australia e il Canada). E dunque questa mobilità può e deve essere –alle condizioni che ho detto prima – importante e positiva anche per noi ed il nostro benessere. Perché come certo sapete noi europei invecchiamo e non facciamo figli.
[...]

http://ec.europa.eu/commission_barroso/frattini/welcome/archives_2007_it.htm

Nel documento pdf (in inglese) che trovate all'indirizzo segnalato in basso sono annotate associazioni e fondazioni, con relative finalità, di cui Frattini è membro. Forse in futuro avremo modo di ritornarci su. Nel frattempo considerate questi non casuali "dettagli".


http://ec.europa.eu/commission_barroso/interests/frattini/interests_en.pdf
venerdì, 15 febbraio 2008


Una settimana fa parlavo di "cristianesimo putrescente" a proposito delle dichiarazioni di Rowan Williams. Qualcuno mi faceva notare nei commenti la natura "progressista" e quindi sostanzialmente corrotta dell'anglicanesimo, che spiegherebbe il delirio mondialista e traditore dell'arcivescovo di Canterbury. Un punto di vista che non mi convinceva prima e men che mai adesso. Non intendo dissertare sulle differenze, anche significative, fra le varie confessioni cristiane (es.: cattolicesimo e anglicanesimo), per due motivi: primo, perché ammetto di non possedere, almeno per il momento, le conoscenze necessarie a tal fine; secondo, perché la discussione non rientrerebbe fra gli interessi e gli scopi di questo blog. Come è mia abitudine, mi attengo dunque ai fatti e quelli, si sa, sono più difficili da contestare.

Quest'anno la Chiesa cattolica olandese si riferirà al periodo quaresimale con l'espressione "Ramadan cristiano", nella speranza di coinvolgere maggiormente i giovani, fra i quali la nozione di Ramadan sarebbe più popolare del concetto di Quaresima (questo è il pretesto della trovata propagandistica per la campagna, che dal 1967 si concentra sulla raccolta di fondi per il terzo mondo: come spesso accade, prima la "carità" terzomondista, l'autentico significato religioso può anche aspettare...). Inutile ricordare che i termini veicolano significati ben precisi (infatti la Quaresima e il Ramadan hanno origini e significati completamente diversi) e chi manipola i termini è anche chi cerca di manipolare la realtà. A buon intenditor...

Fonte:
Nis News Bulletin
giovedì, 14 febbraio 2008


Segnaliamo alcuni disordini causati negli ultimi giorni da giovani di origini nordafricane (o comunque extraeuropee), soprattutto nel quartiere di Nørrebro (Copenhagen), ma anche in qualche altro centro della Danimarca. Il copione è il solito: autovetture e cassonetti della spazzatura dati alle fiamme e lancio di pietre contro autobus o vigili del fuoco. Non è chiaro il motivo scatenante: chi parla di frizioni con la polizia, chi semplicemente di noia (forse quella noia generata dallo sradicamento culturale e dal piattume consumistico-multietnicista... ?). Non ci soffermiamo ulteriormente sui dati di cronaca, per i quali rimandiamo ad un post del blog Islam in Europe, che fa uso di fonti danesi.

Un particolare curioso: leggetevi i due articoli del Copenhagen Post (vedere fonte in basso) e noterete che si parla genericamente di "giovani" (youngsters, young people, ...), senza alcun riferimento alle loro origini straniere.

Fonte: The Copenhagen Post

Un breve video che documenta i disordini:

 
lunedì, 11 febbraio 2008


Clicca sull'immagine per ingrandirla

I presunti insulti, anche a sfondo razzista (così hanno detto...), ricevuti dal pilota anglo-caraibico Lewis Hamilton, sabato 2 febbraio, durante le prove con la McLaren nel circuito di Montmeló (Barcellona), hanno suscitato una patetica ondata di indignazione nel mondo della Formula1.

Tony Calderon, uno dei tifosi spagnoli al centro di questa polemica, si è riconosciuto su una foto pubblicata in diversi quotidiani (vedere immagine in alto) e ha così deciso di offrire la sua versione dei fatti. Nella foto l'uomo ha il viso dipinto di nero, porta una parrucca bruna e indossa una maglia sulla quale è scritto "Hamilton family". Come ha spiegato alla stampa, lui e altri tifosi si erano mascherati in occasione del Carnevale e per ironizzare sul padre del pilota, che è presente a tutte le corse. Nessuno vi avrebbe intravisto un messaggio razzista, nemmeno il personale della sicurezza che, nel vederli all'entrata, si sarebbe messo a ridere, lasciandoli passare senza problemi. Diversi spettatori li avevano addirittura scambiati per fans di Hamilton!

Hamilton di scuse insensate ne avrà già ricevute parecchie (è facile da immaginare...). Ora, però, chi chiederà scusa a quel gruppo di tifosi spagnoli?

Fonte: Autosports
lunedì, 11 febbraio 2008


Paolo Possenti
10/02/2008

Distratti dalle proposte di nuove leggi elettorali e dalle feste di fine d'anno a molti italiani ed agli stessi organi di informazione sono sfuggite le notizie relative ai risultati di una iniziativa messo in atto questo sciagurato governo nel settore immigrazione.
Con lo scopo finale di far entrare in Italia nuovi immigrati e regolarizzare per giunta quelli già esistenti sul nostro territorio è stata messa in atto una sceneggiata in cui si pretende di delegare «ai datori di lavoro» la richiesta per far entrare in Italia o regolarizzare i clandestini con offerte di impiego e di attività con la solita scusa della carenza di manodopera nazionale in certi settori (1).
Il bello di questa legge sta nel fatto però che tali richieste di lavoro possono, essere fatte anche da Associazioni ed Enti manco a dirlo governati dalle sinistre, cui si sono aggiunte una serie di Organizzazioni varie dietro le quali non è difficile individuale le lobby operanti nel traffico della immigrazione illegale (2).
La novità tecnica dell'operazione è consistita nel poter inviare via internet ai vari uffici del ministero degli Interni e ad altri Organismi dipendenti le domande dei supposti richiedenti un lavoratore straniero.

Le cifre risultanti parlano da sole e stanno a dimostrare il marcio che coinvolge le ideologie di sinistra e la pericolosità delle loro organizzazioni.
Infatti tali domande in pochi giorni sono arrivate alla cifra record di circa 700,000 richieste a fronte di 170.000 unità riservate nelle quote previste per immigrati provenienti da molte decine di Paesi.
Orbene si è vista subito una sconcertante anomalia per cui quasi la metà di queste 700.000 domande proviene da due soli Paesi, il Marocco ed il Bangladesh.
Precisamente circa 240.000 dal Marocco e 70.000 dal Bangladesh.
Queste le cifre ufficiali ma a noi risulta che sono anche superiori.
La metà delle restanti domande fanno anche queste rirferimento ad altri Paèsi musulmani.
Solo un 20-25% riguarda est europei (Romania inclusa), sudamericani e Filippine.
Con l'aria che tira nel mondo la prima domanda che dei governanti, fossero pure di sinistra ma non ragionassero secondo logiche demenziali, si dovrebbero porre è quella se sia il caso di fare entrare in Italia al ritmo ufficiale di mezzo milione all'anno (sui andrebbero aggiunti altri inevitabili clandestini) immigrati mussulmani.
Ma c'è di più.

E' perfettamente noto alle autorità competenti che gli immigrati di queste aree musulmane non soddisfano affatto alcune fondamentali esigenze del mercato del lavoro italiano.
In Italia in primo luogo sono necessari lavoratori nel settore della collaborazione familiare come badanti per anziani, infermiere e servizi a domicilio di vario genere, ciò principalmente a causa della crisi della famiglia (3).
E' ben noto invece che i musulmani non permettono alle loro donne di andare a lavorare a casa altrui ed in genere di lavorare tout court
Perciò un settore promettente del lavoro non viene da loro fatto per principio neppure se fosse per esigenze umanitarie.
Il governo poi non ci fornisce statistiche sul tipo di lavoro che marocchini e bengalesi, tanto per fare due esempi, svolgono in Italia.
E' tuttavia risaputo che queste comunità svolgono per lo più le loro attività in settori commerciali di tipo illegale o comunque non autorizzati.
Bengalesi in particolare svolgono un commercio al minuto fuori da ogni controllo su bancarelle che a migliaia popolano le strade delle nostre città e basta una pioggia per vedere sbucare da ogni angolo migliaia di venditori di ombrelli tutti regolarmente bengalesi che fanno pensare ad una organizzazione internazionale ad hoc.
Non fanno niente di male, si dice, ma ciò non è vero.
A parte il danno economico e fiscale al commercio nazionale ed alle migliaia di aziende italiane per lo più piccole costrette a chiudere per questa concorrenza sleale tale attività si presta alle attività criminali che trovano in questo supporto un canale di vendita ideale specie per le merci contraffatte o rubate.
A Roma in particolare il fenomeno è imponente e si collega anche subaffitto di attività su strada con chioschi, carretti, postazioni ove si vende ogni cosa fin su Piazza Venezia con connessioni abusive e criminose che arrivano sulla soglia dei palazzi comunali dove Veltroni fa finta di non vedere e di non sentire i commercianti onesti e l'impotenza dei vigili urbani ad arginare tali fenomeni.
Di tale commercio in tutta l'Italia non c'è nessun bisogno.

La questione dei marocchini è anche più grave per molti aspetti.
Anche i marocchini vanno a collocarsi in gran parte nel settore del commercio e della distribuzione dove lavorano in gran parte in nero.
Tutto il settore dei distributori di benzina è ad esempio occupato da marocchini, mentre il gestore italiano si fa si o no vedere per incassare.
Molto più grave è l'attività dei marocchini nel settore dello spaccio di droga, di cui sono i maggiori distributori al minuto, per un giro di affari di qualche miliardo di euro.
Dopo i cittadini romeni (in gran parte zingari rom o sinthi) la percentuale maggiora di carcerati stranieri in Italia sono marocchini.
E si noti bene che in Italia il 33% dei reclusi sono stranieri (4) senza che un governo abbia mai pensato a far scontare loro la pena nel Paese di origine con risparmi enormi per il nostro erario (quasi tutti i Paesi di origine sarebbero disposti a tenersi i loro connazionali se noi pagassimo modeste rette).
Non si hanno notizie di quanti marocchini, del quasi mezzo milione residente effettivamente in Italia
(di cui la metà regolari) facciano lavori utili nell'industria o nell' agricoltura, ma si calcola siano meno del 10%.
Anche di questi nuovi immigrati dal Marocco l'Italia potrebbe fare senz'altro a meno.

Lo stesso discorso, se si eccettua la droga, si potrebbe fare per i commerci senegalesi, che godono di una tolleranza che porterebbe dopo un po' in galera qualsiasi italiano che si azzardasse a fare certe infrazioni fino in Piazza S.Pietro!!!
Le sinistre per mascherare vilmente le loro intenzioni non hanno esitato ad infamare i rumeni in quanto tali,  latini come noi e parlanti una straordinaria lingua neolatina, non facendo una necessaria distinzione con gli zingari di origine romena, una etnia di asiatica parlante una lingua totalmente diversa dal romeno ed organizzata in tribù migranti: genti di cui in primo luogo hanno diffidato gli stessi romeni da sempre (5).
Il messaggio di certi ambienti della sinistra vuole mostrare agli italiani che anche gli immigrati europei hanno una inclinazione a delinqure (6).
Invece il caso dei romeni dimostra tutto il contrario.
Per educazione e cultura i veri romeni sono come noi italiani seri ed affidabili come sanno bene quei 23.000 (ventitremila) imprenditori italiani che hanno aperto le loro fabbriche in Romania!!!

Veltroni sapeva benissimo chi erano i 40.000 zingari accampati alle porte di Roma e ha finto di accorgersene solo quando l'opinione pubblica finalmente si è svegliata furiosa.
Altri immigrati di eccezionale serietà e capacità lavorative sono gli ucraini, i moldavi, i polacchi e quanti altri hanno lasciato l'est europeo dopo il crollo del comunismo.
Onesti e lavoratori si sono dimostrati anche in genere i sudamericani ed i filippini.
Fra gli europei solo gli albanesi - in prevalenza non quelli di cultura europea - hanno creato gravi problemi di criminalità diffusa, oggi contenuta grazie alla serietà e all'impegno delle autorità albanesi.
Ma si tratta di una piccola nazione cui l'Italia ha dato molti aiuti.
Ma cosa succederà all'Italia se aprirà le porte indiscriminatamente a popoli di cultura totalmente diversa, poco desiderosi di partecipare al lavoro in settori veramente produttivi e per giunta imbevuti spesso di idee che - inutile negarlo - sono foriere di vero odio contro gli italiani ed i cristiani in genere? (7)
Forse l'esempio della Francia non basta?
Noi che potremmo scegliere, secondo ragione, umanità e convenienza, i nostri immigrati perchè dovremmo preferire bengalesi e marocchini a sudamericani, filippini o magari i discendenti degli italiani all'estero? (8)

C'è infine da dire che l'elemento unico che ha unito gli italiani nei secoli passati è stata la comune religione cristiana cattolica (9).
Ci furono risparmiate le terribile guerre civili che hanno sconvolto mezza Europa ed il mondo mussulmano con la cacciata e lo sterminio dei cristiani sui loro territori, da ultimo greci ed armeni.
Solo chi è totalmente ignorante della storia e si muove secondo dogmi falsi e ormai veramente criminosi può ignorare le realtà che muovono da sempre la vita di questo mondo.
Una situazione che non è per nulla migliorata negli ultimi decenni; chi temeva e teme lo scontro di civiltà ha avuto perfettamente ragione.

Professor Paolo Possenti

Copyright © - EFFEDIEFFE - all rights reserved.

http://www.effedieffe.com/interventizeta.php?id=2640&parametro=politica



Note:

(1)
Un governo che delega ai datori di lavoro una questione così importante, con ripercussioni evidenti su ogni aspetto della vita degli Italiani... vi sembra normale? E' il laissez-faire che connota le politiche iper-liberiste del "mitico" Occidente. Per fortuna che era un governo di sinistra...

(2) Si veda, a titolo di esempio, l'articolo
Immigrati, lavoro nero nelle coop, di Stefania Radman (la Repubblica, del 24 gennaio 2008).

(3) Sia ben chiaro: una politica sana e seria mirerebbe a supportare la famiglia non importando dall'estero colf e badanti come se fossero capi di bestiame. Si potrebbero potenziare istituti e case di riposo per anziani (creando quindi nuovi posti di lavoro, preferibilmente a tempo indeterminato...) e soprattutto si dovrebbe incentivare la natalità autoctona in modo da aumentare il numero medio di componenti per famiglia (oltre che per ringiovanire la popolazione). E' infatti risaputo il problema degli anziani che restano soli. Su colf e badanti, si legga questo articolo di Rino Cammilleri.

(4) "Solo" il 33%? Nell'articolo
Effetto indulto, si riparte da zero. Uno su quattro di nuovo in cella, di Stefano Zurlo (il Giornale, del 24 gennaio 2008) si legge: "[...] I carcerati stranieri sono 18.253, pari al 38 per cento del totale - in testa alla poco invidiabile classifica i 3.647 marocchini, seguiti dai 2.725 romeni - il 62 per cento dei detenuti - secondo l’Eurisko - ha una patologia, il 28,3 per cento una malattia virale cronica, in primis l’epatite C, il 50 per cento è tossicodipendente, il 15 per cento sieropositivo. [...]" E considerate che in Italia i Romeni sono più numerosi dei Marocchini...

(5) Vedasi la lettera di un lettore romeno, che scrive dalla Romania, inviata al giornale di Maurizio Blondet, all'inizio del novembre 2007, e altre lettere di Romeni ospitate dal Messaggero. Significativo è anche quanto accaduto in una puntata della trasmissione L'Infedele, condotta da Gad Lerner.

(6) Sulla cagnara mediatica che nel novembre scorso ha visto per protagonisti i Romeni, si legga in questo blog il seguente intervento:
Sull'efferato omicidio di Tor Quinto: l'ennesimo martire vittima del Sistema + tanta ipocrisia e lacrime di coccodrillo.

(7) Siamo dell'idea che a generare l'odio sia piuttosto l'inevitabile sradicamento dell'immigrato (nella fattispecie, di confessione e cultura islamica), non certe culture in quanto tali. Un marocchino che nasce, vive e muore in Marocco, non credo abbia motivi per odiare gli Italiani (almeno nella gran parte dei casi).

(8) Semmai, perché non preferire gli est-europei a tutti gli altri? Un comune retaggio cattolico non garantisce affatto una migliore integrazione dello straniero (sudamericano o filippino che sia). Gli equilibri etno-culturali autoctoni sarebbero stati compromessi anche nel caso in cui avessimo ospitato solo immigrati cattolici (stante l'attuale presenza straniera in Italia). Non è "discriminando" (soltanto) su base religiosa che si rispetta maggiormente il tessuto sociale autoctono (se è di selezione degli immigrati che si vuol parlare).

(9) Bah... un'idea molto opinabile. Ancora questo vizio di ricondurre tutto alla sola sfera confessionale...

[Le note sono del sottoscritto, non appartengono al testo originale]   
domenica, 10 febbraio 2008


Affoga la moglie nel naviglio, macedone rischia il linciaggio

Arrestato un quarantenne

MILANO
Un uomo di 42 anni, originario della Macedonia, ha gettato la moglie nel Naviglio Pavese e poi l’ha fatta affogare. È accaduto ieri sera a Milano, in via Chiesa Rossa, nel tratto di Naviglio che confina con Corsico.

Come riferisce la polizia, che indaga sul caso in collaborazione con i carabinieri, una volta uscito dal Naviglio l’uomo, Kerim Guner, è stato poi aggredito dai passanti, che hanno tentato di picchiarlo. A salvarlo dal linciaggio una pattuglia di carabinieri. L’uomo si trova ora agli arresti con l’accusa di omicidio con l’aggravante di crudeltà.

La donna, Ripalta Di Francesco di 41 anni, era ancora viva all’arrivo dell’ambulanza. I soccorsi, però, si sono rivelati inutili: la donna è stata dichiarata morta poco dopo. L’inchiesta è coordinata dal pubblico ministero Elio Ramondini.

Fonte: La Stampa

postato da: Filippo84 alle ore 21:13 | Permalink | commenti (4)
categoria:italia, attualita, cronaca, immigrazione, criminalita, martiri, sessualita e matrimonio
sabato, 09 febbraio 2008


Un breve spunto di riflessione:

"Il cappotto, in quella Roma che firmava accordi con Bruxelles oggi impensabili («Per ogni scaglione di 1000 operai italiani che lavoreranno nelle miniere, il Belgio esporterà in Italia tonnellate 2500 mensili di carbone...») è qualcosa di più che un capo di vestiario." *

Tratto dal libro La Casta, di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella (pp. 29-30, ed. Rizzoli)

Nel secondo dopoguerra lo Stato Italiano barattava propri cittadini con il carbone del Belgio. Sì sì, erano tempi duri, lo so. Ma voi vendereste i vostri figli per lenire l'indigenza? Oggi, invece, importiamo "figli altrui" a beneficio di nessuno, se non di un criminale sistema capitalistico-finanziario.

* [La sottolineatura non fa parte della citazione]
venerdì, 08 febbraio 2008


Rowan Williams (foto in alto), massima autorità della chiesa anglicana dopo la regina Elisabetta, ha rilasciato alla BBC Radio alcune sconcertanti dichiarazioni circa la "inevitabilità" di adottare la sharia (il diritto coranico) per i musulmani di Gran Bretagna. L'alto prelato ha specificato che questo "aggiustamento costruttivo" (!?) con le tradizioni islamiche si renderebbe necessario per la soluzione di controversie coniugali o finanziarie all'interno delle comunità maomettane. L'integrazione degli islamici passerebbe dunque attraverso il riconoscimento di una enclave giuridica musulmana di fronte alla quale lo stato di diritto britannico dovrebbe fare un passo indietro (1). O meglio, un altro passo indietro, visto che uno è già stato considerevolmente compiuto, come abbiamo appreso all'inizio di questa settimana (ragion per cui le prese di distanza del governo di Gordon Brown rispetto alle affermazioni del chierico anglicano appaiono quantomeno ridicole e stridenti). "Credo sarebbe pericoloso - ha aggiunto Williams - sostenere che esiste un'unica legge per tutti [...]" (!!!). Per la serie, quando a tradire è anche certo cristianesimo putrescente.

Nota:

(1)
Notare l'enormità del controsenso: siccome "la nostra società è frammentata attualmente" - dice l'arcivescovo -, perché non accettare parte del diritto coranico ai fini della "coesione sociale"? Peccato che non sia una barzelletta...

Fonti:

1. Reuters
2. RaiNews24