sabato, 29 marzo 2008


Un rapporto commissionato da Harriet Harman [foto sopra], deputato laburista inglese a capo del Government Equalities Office, è giunto alla conclusione che i candidati bianchi dovrebbero essere esclusi dalle liste elettorali per quattro elezioni consecutive in alcune circoscrizioni (da quattro a otto) al fine di rendere il Parlamento britannico "realmente rappresentativo" della composizione etnica della popolazione. Malgrado la discriminazione positiva sia illegale nel Regno Unito, il rapporto evidenzia la (presunta) necessità di un cambiamento che consista nel permettere legalmente ai partiti di imporre liste elettorali aperte ai soli neri in quelle circoscrizioni a forte presenza allogena. Queste liste riservate sarebbero necessarie per circa vent'anni.

In questo mese la Harman è tornata all'attacco (attacco diretto ai Britannici autoctoni) parlando di progetti di legge che consentirebbero ai datori di lavoro di discriminare nelle assunzioni a vantaggio di minoranze etniche e donne. Il piano viene orwellianamente mascherato con l'espressione "positive action", anziché "positive discrimination", poiché la scelta discriminante (razzista e/o sessista) interverrebbe fra candidati aventi pari requisiti.

A fronte di questi tristemente consueti deliri multietnicisti, facciamo notare che:


  1. all'avanzare del multietnicismo avanzano parallelamente, dalle alte sfere, diaboliche tentazioni alla discriminazione, che comunque la si pensi va sempre a detrimento degli autoctoni;
  2. consentire (o invitare a?) discriminare su base etnica dovrebbe apparire di per sé il sintomo manifesto di un modello sociale sulla via del fallimento, o piuttosto fallito sul nascere;
  3. essendo la composizione etnica in continua e rapida evoluzione (e la tendenza credo sia a tutti nota: sempre meno bianchi autoctoni e sempre più allogeni, in particolare africani e dall'Asia sudorientale - vedere 1 e 2), un numero mano a mano crescente di liste elettorali dovrebbe essere precluso ai bianchi, e per lassi di tempo più lunghi... talmente lunghi da diventare perenni...

Fonti:

1. The Guardian - The Observer
2. The Daily Telegraph
postato da: Filippo84 alle ore 01:34 | Permalink | commenti (4)
Commenti
#1   29 Marzo 2008 - 03:02
 
Sinceramente non ci vedo niente di strano in questo;di cretini è pieno il mondo.
E comuinque il ragionamento che sta dietro queste affermazioni,mi sembra lo stesso di quelli che vogliono le quote rosa,o le quote giovani.
E proseguendo con questi ragionamenti,allora perchè non fare le quote operai,insegnanti,etc,etc.....,visto che queste categorie sono sottodimensionate rispetto al numero che c'è nella società reale?

Lucio
utente anonimo

#2   29 Marzo 2008 - 14:38
 
Ciao Lucio, benvenuto.

Condivido solo in parte il tuo pensiero, poiché se le quote rosa sono un tentativo a mio avviso maldestro di regolare la parità fra i sessi, le quote etniche, anche se proposte e non imposte (per ora, ma staremo a vedere...) sono un attentato umiliante al popolo.
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#3   29 Marzo 2008 - 19:57
 
se volessimo far diventare la tv pubblica veramente rappresentativa i terroni non dovrebbero più andare su RAI1 per 60 anni e i comunisti su RAI3 per 30 anni!!!!!!!!!!!!!!!!!!1
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#4   29 Marzo 2008 - 22:56
 
Per Celtic

Ah... tanto la tv non mi piace!

;-))))))))))
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Commenti

categoria:politica, deliri, attualita, economia e lavoro, regno unito, occidente, discriminazione positiva, studi e ricerche, multietnicismo, razzismo anti-bianco, terrorismo intellettuale, repressione multietnicista, discriminazione anti-autoctona