giovedì, 17 luglio 2008


Un referendum italiano sul Trattato di Lisbona? (Italiani Liberi, dell' 11 luglio 2008)





Ma il problema è dei cattolici in tutta Europa (il Giornale, del 6 luglio 2008)
giovedì, 10 luglio 2008




La Robin Hood tax è una nuova tassa che consiste in un prelievo, previsto una tantum, sugli utili che i petrolieri, le banche e le assicurazioni hanno guadagnato dall’aumento del costo del petrolio riferito alle scorte petrolifere.
In particolare, gli operatori saranno obbligati a far emergere, nella gestione contabile delle scorte petrolifere, la plusvalenza; questo utile è realizzato dalla differenza tra le scorte di petrolio comprate e accantonate a prezzi più bassi e poi vendute a valore di mercato cresciuto.
Secondo le previsioni del Ministero dell’Economia e delle Finanze la Robin Hood Tax porterà nelle casse dello Stato circa 2 miliardi di euro.

18/06/2008

da: http://www.governoinforma.it/pillole/...........aspx



da Il Tempo:


Robin Tax, duello Tremonti-Draghi

La Robin Hood tax è una tassa talmente controversa che rischia di aprire un conflitto, solo di parole finora, tra le due più alte autorità in tema di economia del Paese. Per il governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi, infatti il suo peso rischia di essere spalmato dalle banche sui clienti o sugli azionisti.

Per Giulio Tremonti, ministro dell'Economia, l'idea di Palazzo Koch è una «vecchia dottrina» per la quale l'unica alternativa al prelievo su extra-profitti sarebbe quella di «tassare gli operai, gli unici che non possono traslare i costi su altri».
Le scintille si sono viste ieri sul palco dell'assemblea dell'Abi, l'associazione delle banche italiane. Il governatore usa toni meno tranchant di quelli utilizzati solo una settimana fa in Parlamento. Ma non cambiano i timori espressi. La nuova tassa peserà sulle banche. Il nuovo prelievo aumenterà di 10 punti il costo della raccolta delle banche. «È difficile prevedere - aggiunge - come quest'onere si ripartirà: in relazione all'evoluzione delle condizioni di mercato, esso potrà ricadere sulle condizioni offerte a depositanti e prenditori di credito, sui profitti distribuiti o sulle risorse accantonate al patrimonio». In pratica, non sfuma il timore che il maggior costo possa essere «traslato» sui clienti o sugli azionisti, piuttosto che assorbito dagli istituti. Ma è soprattutto Tremonti a difendere la sua creatura: «è una vecchia dottrina» - dice - quella che critica le tasse sugli extraprofitti delle imprese perché teme che vengano trasferiti sui clienti. «In questo senso l'imposta ottima è quella applicata sugli operai - dice il ministro - Loro non possono traslarla e, siccome negli anni passati di traslazione non si è parlato, significa che l'incidenza delle tasse è stata da quella parte», cioè sugli operai.
La crisi dei mercati è l'altro argomento principe. Draghi spiega che non bisogna ripetere gli errori degli anni '70, dopo lo choc petrolifero, quando si aumentò la liquidità. Le banche centrali, ora, stanno aumentano i tassi, per limitare gli impatti inflattivi, anche se ci sono ancora «segnali di allarme» sul fronte dei prezzi. Anche perché spiega Draghi l'inflazione in un solo anno ha ridotto di tre punti il reddito disponibile delle famiglie ed entro l'anno i consumi potrebbero segnare una contrazione di due punti.

10/07/2008


http://iltempo.ilsole24ore.com/economia/..........shtml
domenica, 22 giugno 2008




Vedi anche: Dal G8 di Osaka: Giulio Tremonti VS anglo-americani (Euro-Holocaust, del 18 giugno 2008)



da AGI News On (via la Repubblica):


PREZZI: TREMONTI, AUMENTO LEGATO A SPECULAZIONE

Alla base del forte aumento delle materie prime e dei prodotti alimentari, c'e' soprattutto la speculazione: lo sostiene il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, in un'intervista al quotidiano 'la Padania'. Per Tremonti "la peste del XXI secolo e' la finanza eccessiva, la finanza deviata, l'eccesso di finanza", e fino a quando "la finanza sta dentro al mercato finanziario puo' fare dei danni, ma limitati, senza contagio esterno", come i problemi, per esempio, ai bilanci delle grandi banche. "La degenerazione vera - spiega il ministro - la degenerazione che causa, come nella peste, l'effetto contagio e' quando la crisi si sposta dal settore finanziario al settore reale delle materie prime, a partire dal petrolio per arrivare agli alimentari". Per Tremonti, quindi, l'impennata dei prezzi e' legata sostanzialmente alla speculazione: "piu' che un sospetto, ormai e' una certezza che la speculazione si sia spostata dal quadrante finanziario al quadrante delle materie prime come oil e commerciale-food", ha sostenuto Tremonti nell'intervista. E questo perche' le banche d'affari per ripianare le perdite finanziarie, "hanno cominciato a 'recuperare' speculando sul petrolio e sugli alimenti". Allo stesso tempo - ha proseguito - "e' vero che la speculazione sul mercato delle materie prime c'e' sempre stata", ma quello "che stiamo vedendo adesso e' speculazione fine a se stessa, totalmente dissociata dalla realta', ed e' la causa prima dell'aumento dei prezzi del petrolio e del cibo", che poco ha a che fare con "l'ingresso sul mercato della Cina e dell'India", con il loro miliardo di consumatori.


21 giugno 2008

http://www.repubblica.it/ssinclude/canalirep/economia/........html
giovedì, 19 giugno 2008


Da sinistra a destra: David Rockefeller, Principe Bernhard d'Olanda, Henry Kissinger.
Clicca sulle foto per ingrandirle.



L' 8 giugno abbiamo mostrato la lista dei partecipanti alla riunione segreta del Bilderberg, che quest'anno ha avuto luogo a Chantilly (Virginia, Usa). Nell'intervento che segue, datato 10 giugno 2007, si parla assai diffusamente del Gruppo Bilderberg.



dal blog Nuovo Ordine Mondiale (10/06/2007):

Il gruppo Bilderberg

Con "Bilderberg" ci si riferisce a una riunione internazionale, per lo più annuale, a cui partecipano più di cento personaggi della politica e finanza mondiali, esclusivamente su invito.
Sono invitati anche alcuni nomi di rilievo del giornalismo internazionale, come direttori o editorialisti di alcune fra le testate più diffuse americane ed europee (anche italiane).

Il gruppo prende il nome dall'hotel della loro prima riunione, avvenuta nel 1954: l'Hotel Bilderberg a Oosterbeek, in Olanda, dove una settantina di alte personalità si incontrarono il 24 maggio.

La riunione si tenne, così come avviene ancor oggi, nel più stretto segreto, dietro una cortina di silenzio mediatico e privacy garantita da un servizio d'ordine d'eccezione.

Tra i fondatori del gruppo Bilderberg si annoverano:

- Joseph Retinger, economista polacco di famiglia ebrea, cattolico, conosciuto come 'Sua Eminenza Grigia'. Fu tra i fondatori e segretario generale fino al 1952 dell'United European Movement presieduto da Winston Churchill e finanziato dall'ACUE (American Committee for United Europe). La visione di Retinger era costruire un'Europa Unita per arrivare ad un Mondo unito in pace, guidato da Organizzazioni Sovranazionali che avrebbero garantito più stabilità
ai singoli governi nazionali.

- Bernard di Lippe-Biesterfeld, Principe d'Olanda [seconda foto in alto, ndr], presidente del Bilderberg fino a quando nel 1976 diede le dimissioni per lo scandalo di una tangente da 1,1 milioni di dollari dalla Lockheed Corporation, per la vendita di aerei caccia all'aviazione olandese.
E' stato presidente del WWF (Worldwide Fund for Nature -vedi nota 1) dalla fondazione nel 1961 fino al 1971, ex affiliato al NSDAP (il partito nazista, tessera No. 2583009 del 1 maggio 1933) fino al suo matrimonio con la regina d'Olanda.
Secondo le rivelazioni della rivista Newsweek del 5 Aprile 1976, le attività di spionaggio di
von Lippe a favore delle unità speciali delle SS (o Schutzstaffel) nella industria chimica IG Farben (la stessa che fabbricò lo Zyklon-B) sono documentate dalle testimonianze del Processo di Norimberga.
Nel dopoguerra assunse importanti posizioni nell'industria petrolifera, in particolare con la Royal Dutch Petroleum (Shell Oil) e nella Société Générale de Belgique.

- David Rockefeller [prima foto in alto, ndr] (vedi nota 2), referente per la sponda americana e presidente del gruppo dal 1976; direttore della Chase Manhattan Bank, membro del Council on Foreign Relations (CFR), membro del Business Council e fondatore della Commissione Trilaterale.
Tra le sue dichiarazioni ricordiamo:
"Siamo sull'orlo di una traformazione globale. Tutto ciò di cui abbiamo bisogno è la "giusta" crisi globale e le nazioni accetteranno il Nuovo Ordine Mondiale".
"Il mondo è pronto per raggiungere un governo mondiale. La sovranità sovranazionale di una elite intellettuale e di banchieri mondiali è sicuramente preferibile all’autodeterminazione nazionale praticata nei secoli passati".
Torneremo a parlare di lui e delle sue nefaste azioni su questo blog.

In sostanza dunque stiamo parlando di un organismo decisionale a carattere sovranazionale, così come lo sono alcuni altri enti o gruppi di cui abbiamo trattato, come il CFR, la Commission on Global Governance e la WFA (World Federalist Association).

Nessuno di noi ha dato mandato a costoro di decidere le nostre sorti, anzi fino a poco tempo fa ben pochi conoscevano l'esistenza e il potere di questi gruppi sovranazionali.
Non vedo dunque perché mai queste menti illuminate si siano arrogate il diritto di pilotare a loro piacimento gli eventi mondiali e di conseguenza la vita, e la morte, di miliardi di persone.

Ma passiamo oltre, perché ci sono altre informazioni interessanti e preferisco concentrarmi sui dati di fatto piuttosto che sulle mie opinioni personali.

Ogni anno, lo Steering Commettee, il ristretto gruppo che gestisce gli incontri segreti del Bilderberg (tra cui spiccano molti nomi di re e principi europei), invita un certo numero di personaggi legati al mondo della finanza, dell'economia e della politica a livello mondiale.

Gli incontri si tengono ogni volta in un Paese diverso: quest'anno è toccato alla Turchia.

L'ultima riunione tenutasi in Italia risale al 2004, quando politici, banchieri e altri personaggi, legati per esempio alla Rothschild Europe e alla Goldman Sachs, si incontrarono a Stresa, sul Lago Maggiore.

Non si accede alle riunioni del Bilderberg senza invito, e non sono previste conferenze stampa ne' tantomeno vengono stilati precisi rapporti finali degli incontri.

Qualche giornalista può riuscire ad ottenere informazioni, ma non certo perché si presenta nella hall dell'hotel di turno e intervista i partecipanti... La security non fa sconti, anzi.

Diamo un'occhiata alla lista parziale dei partecipanti stilata da Daniel Estulin, riferita all'incontro tenutosi dal 31 maggio al 3 giugno 2007 a Istanbul (Turchia): citerò tutti i nomi italiani che compaiono, più qualche altro interessante nominativo.

Partecipanti italiani al Bilderberg 2007 secondo la lista di Daniel Estulin:

-Franco Bernabé, Vice Chariman, Rothschild Europe

-John Elkann, Vice Chairman, Fiat S.p.A

-Mario Monti, President, Universita Commerciale Luigi Bocconi

-Tommaso Padoa-Schioppa, Minister of Finance

-Giulio Tremonti, Vice President of the Chamber of Deputies


Ecco ora una selezione di altri interessanti nomi:

-Henry A. Kissinger [terza foto in alto, ndr], Chairman, Kissinger Associates (USA) (vedi nota 3)

-David Rockefeller (USA)
-Robert B. Zoellick, Deputy Secretary of State (USA) (attuale presidente della Banca Mondiale)
-José M. Durão Barroso, President, European Commission (Portugal/International)
-Timothy F. Geithner, President and CEO, Federal Reserve Bank of New York (USA)
-Nicolas Beytout, Editor-in-Chief, Le Figaro (France)
-Paul A. Gigot, Editor of the Editorial Page, The Wall Street Journal (USA)
onald E. Graham, Chairman and CEO, The Washington Post Company (USA)
-Victor Halberstadt, Professor of Economics, Leiden University; Former Honorary Secretary General of Bilderberg Meetings (the Netherlands)
-Jaap G. Hoop de Scheffer, Secretary General, NATO (the Netherlands/International)
-Josef Joffe, Publisher-Editor, Die Zeit (Germany)

-Anatole Kaletsky, Editor at Large, The Times (UK)
-Frank McKenna, Ambassador to the US, member Carlyle Group (Canada)
-Craig J. Mundie, Chief Technical Officer Advanced Strategies and Policy, Microsoft Corporation (USA)
-Peter D. Sutherland, Chairman, BP plc and Chairman, Goldman Sachs International (Ireland)
-Jean-Claude Trichet, Governor, European Central Bank (France/International)
-John Vinocur, Senior Correspondent, International Herald Tribune (USA)
-Martin H. Wolf, Associate Editor and Economics Commentator, The Financial Times (UK)
-Adrian D. Wooldridge, Foreign Correspondent,
The Economist

Diamo invece uno sguardo ai partecipanti italiani dal 1982 al 2000: questi personaggi sono stati invitati almeno una volta alle riunioni segrete del Bilderberg.

Romano Prodi
, Prof of Industrial Economics, Univ of Bologna (membro dello Steering Committee del Bilderberg, Presidente UE, attuale Presidente del Consiglio italiano, consulente Goldman Sachs)

Mario Monti, Commissioner ; ex-Bocconi Univ; ex-Banca Commerciale Italiana

Umberto Agnelli, Chair IFIL - Finanziaria di Partecipazioni SpA

Stefano Silvestri, Istituto Affari Internazionali; former Undersecretary of Defence

Paolo Zannoni, Vice President, Fiat SpA

Renato Ruggiero, Vice-Chair, Schroder Salomon Smith Barney; ex-WTO, ex-Trade Mnstr

Giovanni Agnelli
, Honorary Chairman, Fiat SpA

Alfredo Ambrosetti
, Chairman, Ambrosetti Group

Franco Bernabè, Special Rep. of Italy for Reconstruction Initiatives in the Balkans (attualmente presidente e azionista di maggioranza di FB Group, vice presidente di Rothschild Europe, consigliere d’amministrazione di PetroChina. Tra il 1998 e il 1999 è stato amministratore delegato di Telecom Italia, tra il 1992 e il 1998 amministratore delegato dell'Eni)

Emma Bonino, Member of the European Commission

Giampiero Cantoni, Chairman, Banca Nationale del Lavoro

Luigi Cavalchini, Permanent Representative to the European Union

Innocenzo Cipolletta, Director General, Confindustria (attualmente presidente delle Ferrovie dello Stato)

Mario Draghi, Treasury Director (attualmente Governatore della Banca d'Italia)

Paolo Fresco, Chairman, Fiat S.p.A.

Francesco Giavazzi
, Professor of Economics, Bocconi University, Milan

Giorgio La Malfa, National Secretary, PRI (nell'ambito del "processo Enimont" ha subito una condanna definitiva a 6 mesi e 20 giorni per finanziamento illecito)

Rainer Masera, Director General, I.M.I. S.p.A.

Gianni de Michelis, Minister of Foreign Affairs (attualmente segretario nazionale del Nuovo PSI)

Tommaso Padoa-Schioppa, Member of the Executive Board, European Central Bank (attualmente Ministro dell'Economia e delle Finanze. E' stato direttore generale per l'economia e la finanza dell'Unione Europea e vice direttore generale della Banca d'Italia. Dal 1998 al 2006 ha fatto parte del consiglio di amministrazione della Banca Centrale Europea)

Alessandro Profumo, CEO, Credito Italiano

Gianni Riotta, Deputy Editor, La Stampa

Virginio Rognoni, Minister of Defence

Sergio Romano, columnist, La Stampa, former Italian Ambassador to USSR

Carlo Rossella, Editor, Editrice La Stampa S.p.A. (poi direttore del TG5)

Domenico Siniscalco, Prof. Econs; Director of Fondazione ENI Enrico Mattei (Ministro dell'Economia e Finanze succeduto a Tremonti)

Barbara Spinelli, Editorialist and European Correspondent, La Stampa, Paris (e compagna di Tommaso Padoa-Schioppa)

Ugo Stille
, Editor-in-Chief, Corriere della Sera

Giulio Tremonti, Member of the Finance Commission, Chamber of Deputies (è stato vicepresidente del Consiglio dei Ministri e ministro dell'Economia e delle Finanze)

Marco Tronchetti Provera, Executive VP and CEO Pirelli SpA (Presidente di Telecom dal 2001 al 2006)

Walter Veltroni, Editor, L'Unità (attuale sindaco di Roma)

Ricordiamocene, quando questi signori intoneranno di nuovo l'inno del buon cittadino che deve votare, e la retorica della "stampa libera" italiana...

A proposito di stampa, ecco cosa capitò al giornalista inglese C. Gordon Tether.

Il 6 maggio del 1975 scrisse in una colonna del Financial Times:
"Se il gruppo Bilderberg non è una cospirazione di un qualche tipo, è condotta in modo da darne un'imitazione notevolmente buona".


L'anno seguente, il 3 marzo 1976, scrisse:
"Il Bilderberg ha insistito sempre sul coprire i loro incontri nella più stretta segretezza. Fino ad alcuni anni prima, questo è stato realizzato a tal punto che il loro conclave annuale è stato totalmente ignorato dalla stampa mondiale. Nel più recente passato, questo velo è stato alzato quel tanto che bastava perché oggi si sappia che quelle riunioni stavano avvenendo. Ma è rimasto in vigore il divieto totale di segnalare che cosa avviene... Ogni "complottista" che tiene d'occhio gli eventi legati al Bilderberg, continuerà a chiedere perché, se c'è così poco da nascondere, ci si sforzi tanto a nasconderlo". (vedi nota 4)

Questo commento non apparve mai sulle colonne del Financial Times: fu censurato dall'editore Mark Fisher (membro della Commissione Trilaterale), mentre il giornalista fu licenziato dalla sua mansione di columnist nell'agosto dello stesso anno.

Sempre sulla "stampa libera", segnalo questa dichiarazione del giornalista John Swinton: "Prostitute intellettuali".

Torniamo al Bilderberg, perché a questo punto potreste esservi fatti un paio di domande fondamentali:

1. Perché, nonostante il fatto che queste riunioni siano segretissime, da qualche tempo sembra che il gruppo Bilderberg non si preoccupi più di tenere nascosto il fatto stesso della sua esistenza?
2. E queste persone che vi partecipano, sono i reali manovratori del mondo?

Rispondo a queste domande secondo quanto ho appurato finora:

1. Perchè questi gruppi di potere stanno emergendo pubblicamente? Perché siamo giunti al "Finale di Partita": quando non è più necessaria una segretezza estrema perché non vi è più alcun inganno negli intenti dei pezzi chiave in posizioni strategiche.
Provate a farci caso: fino a non molto tempo fa, anche su internet erano sconosciute ai più realtà come il Bilderberg o il Bohemian Grove, mentre ora si inzia a parlarne anche in Italia senza troppi problemi.
Potrebbero essere due le motivazioni principali:

(A) perché tanto ormai il loro potere è così consolidato che non temono rovesciamenti di sorta;
(B) perché si sta spingendo a una "normalizzazione" di questi gruppi di potere sovranazionale, cioè si vuole assuefare la gente all'idea che queste dinamiche siano del tutto normali; e anzi, addirittura che sia cosa buona e giusta che un ristretto manipolo di menti illuminate, nemmeno conosciute dalla gente, guidi gli eventi mondiali ("per il nostro bene", of course, perché le persone sono bestie selvagge incapaci di badare a sè stesse... Assioma indimostrato su cui il potere fonda la propria esistenza).


2. I partecipanti al Bilderberg non sono i "grandi manipolatori": rappresentano invece il "braccio" dei veri manipolatori, quello finanziario e politico. Sono cioè coloro che "ci mettono la faccia", portati al potere quando serve e destituiti quando non servono più.
Non credo neppure che i "burattinai" siano i vari Rockefeller o Kissinger: anch'essi sono manovrati, da qualcuno di cui non credo conosceremo mai la faccia, anche se comunque stanno vicino al vertice della piramide di potere.


Resta il fatto che il Nuovo Ordine Mondiale ha già preso il suo avvio, in silenzio, un gradino per volta, attraverso una serie di gruppi di potere sovranazionali che eseguono precise direttive dall'alto, ognuno nel proprio ambito di competenza (competenza e ambito che si sono presi senza chiedere nulla a nessuno, auto-nominandosi guide illuminate per il bene dell'umanità...)

Daniel Estulin, che ho citato più sopra, ha redatto un report dell'incontro del Bilderberg in Turchia, che si può leggere in inglese sul suo blog:
Bilderberg 2007 Final Report, part 1
Una parte di questo report è stata tradotta in italiano da "Alcenero" e si può leggere su Come Don Chisciotte:
Prime conclusioni del Bilderberg 2007
Consiglio la lettura dell'originale inglese perché molto più ricca di informazioni.


Note:

1. Il successore del Principe d'Olanda alla guida del WWF fu il Duca Filippo di Edimburgo, il quale sosteneva con forza il progetto di depopolazione mondiale (leggi: genocidio di massa), ed ebbe a dichiarare idee di questo tenore:
"Non puoi tenere un gregge che non riesci a nutrire. In altre parole la conservazione può esigere la cernita e l’eliminazione per mantenere l’equilibrio tra il numero di ciascuna specie in rapporto ad un dato habitat. Mi rendo conto che si tratta di un argomento scottante, ma resta il fatto che l’umanità è parte del mondo vivente".
"Nel caso in cui mi reincarnassi, mi piacerebbe tornare sottoforma di un virus mortale, in modo da poter contribuire in qualche modo a risolvere il problema della sovrappopolazione".

Non c'è che dire, il WWF è proprio stato fondato e guidato da veri paladini dell'umanità.
E sempre sulla depopolazione, ecco due link dove ritroviamo, guarda caso, sempre gli stessi nomi: "Un nuovo genocidio" -- "Con la scusa dell'Ambientalismo. Progetti di sterminio".

2. Consulta la cronologia per seguire i più importanti eventi in cui sono implicati David Rockefeller e la Fondazione Rockefeller:
Cronologia del Nuovo Ordine Mondiale (4)
Cronologia del Nuovo Ordine Mondiale (5)
Cronologia del Nuovo Ordine Mondiale (6)
Cronologia del Nuovo Ordine Mondiale (7)

3. "Quello che ogni uomo teme è l’ignoto. Quando questo scenario si presenta si rinuncia volentieri ai propri diritti in cambio della garanzia del proprio benessere assicurata dal Governo Mondiale" (Henry Kissinger, Evian, Francia, 1991)
Anche di Kissinger ci occuperemo più estesamente nei prossimi giorni.
Per ora potete dare un occhio a questi link:
- Il Trattato di Westfalia, Kissinger e il Nuovo Ordine Mondiale
- Cronologia del Nuovo Ordine Mondiale
Tra l'altro, il papa Benedetto XVI ha recentemente chiesto proprio a questo cospiratore e assassino patentato di assumere il ruolo di consulente politico del papa...


4. Ecco gli originali in inglese:
"If the Bilderberg Group is not a conspiracy of some sort, it is conducted in such a way as to give a remarkably good imitation of one." "The Bilderbergers have always insisted upon clothing their comings and goings in the closest secrecy. Until a few years back, this was carried to such lengths that their annual conclave went entirely unmarked in the world's press. In the more recent past, the veil has been raised to the extent of letting it be known that the meetings were taking place. But the total ban on the reporting of what went on has remained in force....Any conspiratologist who has the Bilderbergers in his sights will proceed to ask why it is that, if there is so little to hide, so much effort is devoted to hiding it."


http://novoordo.blogspot.com/2007/06/il-gruppo-bilderberg.html
domenica, 08 giugno 2008


da Effedieffe:

Official 2008 Bilderberg Participant List

Maurizio Blondet    08 giugno 2008

Alcuni lettori hanno chiesto la lista dei partecipanti alla riunione segreta del Bilderberg, in corso a Chantilly (Virginia). Eccola.
Cercate i nomi preceduti da ITA (Italia, naturalmente) e vedrete: sono istruttivi. Ma questo è ancora niente.

Abbiamo qui 125 fra primi ministri, governatori di Banche Centrali, presidenti di multinazionali, re e regine europei, petrolieri, dirigenti della NATO, della UE [si noti la presenza di Trichet, presidente della BCE, e di 4 commissari europei, i cui nomi in lista sono preceduti dalla sigla INT, ndr] e dell’ONU, analisti e docenti universitari di prima grandezza. Il fatto veramente curioso è - come fa notare Alex Jones, a cui dobbiamo l’elenco (1) - è che ciascuno di questi personaggi, qualunque cosa faccia, di solito fa notizia sui giornali. Quando poi si riuniscono in gruppo, come al G-8, provocano titoloni di prima pagina e aperture dei TG.

Ma qui c’è una riunione di più alto livello del G-8, eppure i media ne tacciono accuratamente. Una discrezione davvero insolita per la libera stampa occidentale.

Nella lista c’è Flemming Rose: è il giornalista danese, direttore culturale del quotidiano Jyllands-Posten, che ha pubblicato le vignette insultanti su Maometto. L’hanno invitato per istruirlo su qualche nuova provocazione, onde far schizzare il barile a 200, come deciso nei precedenti Bilderberg?

E’ invitato anche Paul Gallagher, che è l’attorney general [
alto funzionario dello stato la cui funzione principale è fornire consulenza giuridica al governo, ndr] dell’Irlanda: il Paese che si prepara a votare il referendum sul trattato di Lisbona, e che potrebbe bocciarlo. Ma l’attorney general può cambiare il No in Sì, con qualche trucco.

Maurizio Blondet

Nota (non appartenente al testo di M. Blondet):

(1)
http://www.infowars.com/?p=2564



BILDERBERG MEETING Chantilly, Virginia, USA
5-8 June 2008
CURRENT LIST OF PARTICIPANTS

Honorary Chairman
BEL Davignon, Etienne Vice Chairman, Suez-Tractebel

DEU Ackermann, Josef Chairman of the Management Board and the Group Executive Committee, Deutsche Bank AG
CAN Adams, John Associate Deputy Minister of National Defence and Chief of the Communications Security Establishment Canada
USA Ajami, Fouad Director, Middle East Studies Program, The Paul H. Nitze School of Advanced International Studies, The Johns Hopkins University
USA Alexander, Keith B. Director, National Security Agency
INT Almunia, Joaquín  Commissioner, European Commission
GRC Alogoskoufis, George Minister of Economy and Finance
USA Altman, Roger C. Chairman, Evercore Partners Inc.
TUR Babacan, Ali Minister of Foreign Affairs
NLD Balkenende, Jan Peter Prime Minister
PRT Balsemão, Francisco Pinto Chairman and CEO, IMPRESA, S.G.P.S.; Former Prime Minister
FRA Baverez, Nicolas Partner, Gibson, Dunn & Crutcher LLP
ITA Bernabè, Franco CEO, Telecom Italia Spa
USA Bernanke, Ben S. Chairman, Board of Governors, Federal Reserve System
SWE Bildt, Carl Minister of Foreign Affairs
FIN Blåfield, Antti Senior Editorial Writer, Helsingin Sanomat
DNK Bosse, Stine CEO, TrygVesta
CAN Brodie, Ian Chief of Staff, Prime Minister’s Office
AUT ‘Bronner, Oscar Publisher and Editor, Der Standard
FRA Castries, Henri de Chairman of the Management Board and CEO, AXA
ESP Cebrián, Juan Luis CEO, PRISA
CAN Clark, Edmund President and CEO, TD Bank Financial Group
GBR Clarke, Kenneth Member of Parliament
NOR Clemet, Kristin Managing Director, Civita
USA Collins, Timothy C. Senior Managing Director and CEO, Ripplewood Holdings, LLC
FRA Collomb, Bertrand Honorary Chairman, Lafarge
PRT Costa, António Mayor of Lisbon
USA Crocker, Chester A.James R. Schlesinger Professor of Strategic Studies
USA Daschle, Thomas A. Former US Senator and Senate Majority Leader
CAN Desmarais, Jr., Paul Chairman and co-CEO, Power Corporation of Canada
GRC Diamantopoulou, Anna Member of Parliament
USA Donilon, Thomas E. Partner, O'Melveny & Myers
ITA Draghi, Mario Governor, Banca d’Italia
AUT Ederer, Brigitte CEO, Siemens AG Österreich
CAN Edwards, N. Murray Vice Chairman, Candian Natural Resources Limited
DNK Eldrup, Anders President, DONG A/S
ITA Elkann, John Vice Chairman, Fiat S.p.A.
USA Farah, Martha J. Director, Center for Cognitive Neuroscience; Walter H. Annenberg Professor in the Natural Sciences, University of Pennsylvania
USA Feldstein, Martin S. President and CEO, National Bureau of Economic Research
DEU Fischer, Joschka Former Minister of Foreign Affairs
USA Ford, Jr., Harold E. Vice Chairman, Merill Lynch & Co., Inc.
CHE Forstmoser, Peter Professor for Civil, Corporation and Capital Markets Law, University of Zürich
IRL Gallagher, Paul Attorney General
USA Geithner, Timothy F. President and CEO, Federal Reserve Bank of New York
USA Gigot, Paul Editorial Page Editor, The Wall Street Journal
IRL Gleeson, Dermot Chairman, AIB Group
NLD Goddijn, Harold CEO, TomTom
TUR Gögüs, Zeynep Journalist; Founder, EurActiv.com.tr
USA Graham, Donald E. Chairman and CEO, The Washington Post Company
NLD Halberstadt, Victor Professor of Economics, Leiden University; Former Honorary Secretary General of Bilderberg Meetings
USA Holbrooke, Richard C. Vice Chairman, Perseus, LLC
FIN Honkapohja, Seppo Member of the Board, Bank of Finland
INT Hoop Scheffer, Jaap G. de Secretary General, NATO
USA Hubbard, Allan B. Chairman, E & A Industries, Inc.
BEL Huyghebaert, Jan Chairman of the Board of Directors, KBC Group
DEU Ischinger, Wolfgang Former Ambassador to the UK and US
USA Jacobs, Kenneth Deputy Chairman, Head of Lazard U.S., Lazard Frères & Co. LLC
USA Johnson, James A. Vice Chairman, Perseus, LLC (Obama’s man tasked with selecting his running mate)
SWE Johnstone, Tom President and CEO, AB SKF
USA Jordan, Jr., Vernon E. Senior Managing Director, Lazard Frères & Co. LLC
FRA Jouyet, Jean-Pierre Minister of European Affairs
GBR Kerr, John Member, House of Lords; Deputy Chairman, Royal Dutch Shell plc.
USA Kissinger, Henry A. Chairman, Kissinger Associates, Inc.
DEU Klaeden, Eckart von Foreign Policy Spokesman, CDU/CSU
USA Kleinfeld, KlausPresident and COO, Alcoa
TUR Koç, Mustafa Chairman, Koç Holding A.S.
FRA Kodmani, BassmaDirector, Arab Reform Initiative
USA Kravis, Henry R. Founding Partner, Kohlberg Kravis Roberts & Co.
USA Kravis, Marie-JoséeSenior Fellow, Hudson Institute, Inc.
INT Kroes, Neelie Commissioner, European Commission
POL Kwasniewski, Aleksander Former President
AUT Leitner, Wolfgang CEO, Andritz AG
ESP León Gross, Bernardino Secretary General, Office of the Prime Minister
INT Mandelson, Peter Commissioner, European Commission
FRA Margerie, Christophe de CEO, Total 
CAN Martin, Roger Dean, Joseph L. Rotman School of Management, University of Toronto
HUN Martonyi, János Professor of International Trade Law; Partner, Baker & McKenzie; Former Minister of Foreign Affairs
USA Mathews, Jessica T. President, Carnegie Endowment for International Peace
INT McCreevy, Charlie Commissioner, European Commission
USA McDonough, William J. Vice Chairman and Special Advisor to the Chairman, Merrill Lynch & Co., Inc.
CAN McKenna, Frank Deputy Chair, TD Bank Financial Group
GBR McKillop, Tom Chairman, The Royal Bank of Scotland Group
FRA Montbrial, Thierry de President, French Institute for International Relations
ITA Monti, Mario President, Universita Commerciale Luigi Bocconi
USA Mundie, Craig J. Chief Research and Strategy Officer, Microsoft Corporation
NOR Myklebust, Egil Former Chairman of the Board of Directors SAS, Norsk Hydro ASA
DEU Nass, Matthias Deputy Editor, Die Zeit
NLD Netherlands, H.M. the Queen of the
FRA Ockrent, Christine CEO, French television and radio world service
FIN Ollila, Jorma Chairman, Royal Dutch Shell plc
SWE lofsson, Maud Minister of Enterprise and Energy; Deputy Prime Minister
NLD Orange, H.R.H. the Prince of
GBR Osborne, George Shadow Chancellor of the Exchequer
TUR Öztrak, Faik Member of Parliament
ITA Padoa-Schioppa, Tommaso Former Minister of Finance; President of Notre Europe
GRC Papahelas, Alexis Journalist, Kathimerini
GRC Papalexopoulos, Dimitris CEO, Titan Cement Co. S.A.
USA Paulson, Jr., Henry M. Secretary of the Treasury
USA Pearl, Frank H. Chairman and CEO, Perseus, LLC
USA Perle, Richard N. Resident Fellow, American Enterprise Institute for Public Policy Research
FRA Pérol, François Deputy General Secretary in charge of Economic Affairs
DEU Perthes, VolkerDirector, Stiftung Wissenschaft und Politik
BEL Philippe, H.R.H. Prince
CAN Prichard, J. Robert S. President and CEO, Torstar Corporation
CAN Reisman, Heather M. Chair and CEO, Indigo Books & Music Inc.
USA Rice, Condoleezza Secretary of State
PRT Rio, Rui Mayor of Porto
USA Rockefeller, David Former Chairman, Chase Manhattan Bank
ESP Rodriguez Inciarte, Matias Executive Vice Chairman, Grupo Santander
USA Rose, Charlie Producer, Rose Communications
DNK Rose, Flemming Editor, Jyllands Posten
USA Ross, Dennis B. Counselor and Ziegler Distinguished Fellow, The Washington Institute for Near East Policy
USA Rubin, Barnett R. Director of Studies and Senior Fellow, Center for International Cooperation, New York University
TUR Sahenk, Ferit  Chairman, Dogus Holding A.S.
USA Sanford, Mark Governor of South Carolina
USA Schmidt, Eric Chairman of the Executive Committee and CEO, Google
AUT Scholten, Rudolf  Member of the Board of Executive Directors, Oesterreichische Kontrollbank AG
DNK Schur, Fritz H.  Fritz Schur Gruppen
CZE Schwarzenberg, Karel  Minister of Foreign Affairs
USA Sebelius, Kathleen Governor of Kansas
USA Shultz, George P. Thomas W. and Susan B. Ford Distinguished Fellow, Hoover Institution, Stanford University
ESP Spain, H.M. the Queen of
CHE Spillmann, Markus Editor-in-Chief and Head Managing Board, Neue Zürcher Zeitung AG
USA Summers, Lawrence H. Charles W. Eliot Professor, Harvard University
GBR Taylor, J. Martin Chairman, Syngenta International AG
USA Thiel, Peter A. President, Clarium Capital Management, LLC
NLD Timmermans, Frans  Minister of European Affairs
RUS Trenin, Dmitri V. Deputy Director and Senior Associate, Carnegie Moscow Center
INT Trichet, Jean-Claude President, European Central Bank
USA Vakil, Sanam Assistant Professor of Middle East Studies, The Paul H. Nitze School of Advanced International Studies, Johns Hopkins University
FRA Valls, Manuel  Member of Parliament
GRC Varvitsiotis, Thomas Co-Founder and President, V + O Communication
CHE Vasella, Daniel L. Chairman and CEO, Novartis AG
FIN Väyrynen, Raimo Director, The Finnish Institute of International Affairs
FRA Védrine, Hubert Hubert Védrine Conseil
NOR Vollebaek, Knut High Commissioner on National Minorities, OSCE
SWE Wallenberg, Jacob Chairman, Investor AB
USA Weber, J. Vin CEO, Clark & Weinstock
USA Wolfensohn, James D.  Chairman, Wolfensohn & Company, LLC
USA Wolfowitz, Paul  Visiting Scholar, American Enterprise Institute for Public Policy Research
INT Zoellick, Robert B.  President, The World Bank Group

Rapporteurs
GBR Bredow, Vendeline von Business Correspondent, The Economist
GBR Wooldridge, Adrian D. Foreign Correspondent, The Economist

AUT Austria   HUN Hungary
BEL Belgium   INT International
CHE Switzerland   IRL Ireland
CAN Canada   ITA Italy
CZE Czech Republic   NOR Norway
DEU Germany   NLD Netherlands
DNK Denmark   PRT Portugal
ESP Spain   POL Poland
FRA France   RUS Russia
FIN Finland   SWE Sweden
GBR Great Britain   TUR Turkey
GRC Greece   USA United States of America

http://www.effedieffe.com/content/view/3486/164/
sabato, 07 giugno 2008


da Etleboro Italia:

06 giugno 2008

Le speculazioni protette dall'ONU

Si chiude il vertice Fao 2008 a Roma, e lascia dietro di sé delusione e rabbia, nella consapevolezza che ormai non esiste alcun organismo che sia in grado di far valere il rispetto dei popoli e dei diritti umani senza farsi influenzare dagli interessi economici dei poteri e dei governi forti. La dichiarazione si conclude con un invito generico alla Fao e ad altre organizzazioni internazionali a "monitorare e analizzare la sicurezza alimentare mondiale in tutte le sue dimensioni, e sviluppare strategie per migliorarli". La più grande delusione resta tuttavia l'immobilismo nei confronti dell’allarmante problema della speculazione finanziaria, che vanifica ogni sforzo produttivo o commerciale, per far fronte al rincaro dei prezzi, e punta il dito esclusivamente sui biocarburanti.

Il vertice Fao si conclude lasciando dietro di sé delusione e rabbia, nella consapevolezza che ormai non esiste alcun organismo che sia in grado di far valere il rispetto dei popoli e dei diritti umani senza farsi influenzare dagli interessi economici dei poteri e dei governi forti. Le conclusioni, racchiuse in un semplice documento, riducono le misure di contrasto all’emergenza alimentare a futuri finanziamenti nei confronti dei Paesi più deboli, al controllo della produzione di biocarburanti e alla necessità di una maggiore liberalizzazione dei mercati agricoli. La dichiarazione si conclude con un invito generico alla Fao e ad altre organizzazioni internazionali a "monitorare e analizzare la sicurezza alimentare mondiale in tutte le sue dimensioni, e sviluppare strategie per migliorarli". Per quanto riguarda il rincaro dei prezzi, nessuna concreta iniziativa, tranne la stigmatica enunciazione sulla necessità di "intraprendere iniziative per moderare fluttuazioni anomale dei prezzi dei cereali". Questa, probabilmente, la più grande delusione di un vertice tanto inutile quanto ipocrita, che si rifiuta così di affrontare l’allarmante problema della speculazione finanziaria, che vanifica ogni sforzo produttivo o commerciale, per far fronte al rincaro dei prezzi, e punta il dito esclusivamente sui biocarburanti, demonizzati al punto da ipotizzare un divieto per la loro produzione.

Tuttavia, i punti più controversi restano le proposte di aumentare la libera circolazione dei beni agricoli sul mercato, riducendo le barriere doganali e impedendo le politiche di molti Paesi di limitare le esportazioni di cibo, diminuire le esportazioni di semi, bloccare le frontiere per non far entrare aiuti alimentare che possono distruggere il mercato interno. Tornano inoltre gli Ogm come sistema per risolvere la crisi alimentare, divenuti ormai un’arma chimica contro la differenziazione biologica e uno strumento per l’imposizione del monopolio di determinante entità economiche. Si stima infatti che da questa crisi, le più grandi imprese operanti nel settore agro-alimentare abbiano registrato impennate esponenziali dei loro ricavi: la Cargill ha annunciato un aumento dei profitti in un solo quadrimestre dell'86%, Bunge del 77%, Archer Daniel Midland's del 65%. Allo stesso tempo continuano le spinte per la liberalizzazione dei mercati, proponendo così l’ingresso dei Paesi in via di Sviluppo nell'ambito del General Agreement on Trade in Services (GATS) o di altri negoziati multilaterali o bilaterali, e intensificando le regole in discussione nel Doha Round. Si rischia tuttavia, in tal modo, di intensificare la crisi rendendo i prezzi dei generi alimentari ancora più volatili, aumentando la dipendenza dei paesi in via di sviluppo dalle importazioni e così anche più inarrestabili le crisi alimentari.

Non resta che constatare che, come sempre a prevalere sono gli interessi economici di potenze petrolifere e caste finanziarie sempre più forti, utilizzando l’Onu e la rete di Organismi internazionali per difendere una vera e propria strategia economica in atto. Da una parte si va a contrastare la concorrenza di altri tipi di combustibili, spacciando la crisi alimentare come conseguenza della distrazione delle coltivazioni dalle derrate, mentre dall’altra si usa la speculazione finanziaria per esasperare il rincaro delle commodities (1) e legittimare le politiche di liberalizzazione e l’adozione di organismi geneticamente modificati. Un vero e proprio circolo vizioso, in realtà sempre più inarrestabile, in quanto ci troviamo dinanzi alla crisi economica dell’epoca moderna più preoccupante degli ultimi anni, che a confronto quella degli anni ’70 potrebbe sembrare una semplice "congiuntura sfavorevole", in quanto si va ad intrecciare con la crisi dei mercati finanziari, e lo stesso crollo delle istituzioni Statali, a favore delle entità sovranazionali ormai sempre più forti. Le situazioni di emergenza divengono, in tale contesto, solo un mezzo per imporre una sorta di "ristrutturazione economica forzata", al fine di rafforzare il controllo delle risorse idriche e alimentari, nonché dei combustibili.

Infatti, le crisi che colpiscono i vari settori vitali per l’economia tendono a coordinarsi sempre di più, confluendo tra di loro e aggregandosi, perché la crisi alimentare che oggi affrontiamo è una propagazione della crisi finanziaria, che è anche origine di quella petrolifera. Tutte le variabili in gioco - cibo , petrolio e acqua - sono oggetto di un processo della manipolazione simultanea del mercato intenzionale. L’aumento del petrolio e la svalutazione della moneta di riserva (2) ha scatenato la speculazione sulle commodities, e così l’aumento dei prezzi alimentari e la necessità di utilizzare combustibili alternativi; allo stesso tempo il prezzo dell’acqua ha subito ulteriori speculazioni come conseguenza delle politiche globali di privatizzazione delle risorse idriche. Ecco dunque che le lobbies cambiano e si moltiplicano, e non si riducono solo a quelle petrolifere, ma abbracciano anche quelle operanti nelle biotecnologie agro-industriali, i giganti dell’acqua. A favorire il loro consolidamento sta giocando un importante ruolo le stesse Nazioni Unite che stravolgono la realtà degli eventi, parlando della crisi della produzione, quando i dati rivelano che alcuni Paesi hanno addirittura moltiplicato le esportazioni facendo fronte alla stessa produzione di bio-combustibili. Tali contraddizioni e anomalie rivelano ancora di più il grande disastro del disfacimento delle Organizzazioni Internazionali, che crollano insieme agli Stati-Nazione e ai diritti degli Stati sovrani.

http://etleboro.blogspot.com/2008/06/le-speculazioni-protette-dallonu.html



Note (non facenti parte del testo originale):

(1) Le commodities sono "materie prime o altri beni assolutamente standardizzati, tali da potere essere prodotti ovunque con standard qualitativi equivalenti e commercializzati senza che sia necessario l’apporto di ulteriore valore aggiunto. Una commodity deve essere facilmente stoccabile e conservabile nel tempo, cioè non perdere le caratteristiche originarie. L'elevata standardizzazione che caratterizza una commodity ne consente l'agevole negoziazione sui mercati internazionali." Le principali commodities negoziabili sui mercati internazionali sono alcuni tipi di prodotti agricoli e tropicali, di metalli, di risorse energetiche e di carni (tratto da Wikipedia).

(2) Da Wikipedia:
"La riserva monetaria è la quantità di metallo o altro bene che l'emittente di moneta deve tenere come garanzia delle banconote stampate.
Solitamente la riserva è aurea [...].
Il metallo di riserva può essere direttamente usato per coniare monete, che assumono così un valore intrinseco e tangibile, oppure essere conservato in lingotti presso i caveu della Banca Centrale. In entrambi i casi (coniazione sulle monete o stoccaggio della riserva in lingotti) è difficile verificare la consistenza e la purezza del metallo: che non si tratti cioè di oro arricchito con rame o di platino
galvanizzato con oro.
In generale la riserva deve essere un bene di valore pari alla moneta che viene stampata. Se il controvalore della riserva è solo una percentuale della moneta emessa, avviene la svalutazione, che costituisce un guadagno per l'emittente. La svalutazione è un trasferimento di ricchezza dagli utilizzatori all'emittente della moneta [...] ".

E chi emette le banconote stampate nell'ambito dell'Eurosistema? Le diverse Banche Centrali Nazionali. Le monete in euro? "
L'emissione delle monete in euro è di competenza degli Stati dei paesi partecipanti. Nell’area dell'euro è la Commissione europea che coordina gli aspetti attinenti alle stesse."
sabato, 31 maggio 2008


da ANSA.it (via NoReporter.Org):

Aumentano i costi delle fonti energetiche e degli alimenti e la risposta è: bloccare i salari!

(ANSA) - PARIGI, 28 MAG - Il presidente della BCE Jean-Claude Trichet [foto sopra, ndr] insiste sulla moderazione salariale per evitare impennate dell'inflazione. Con un ritmo di inflazione al 3,3%, 'e' per questo che invitiamo le parti sociali alla vigilanza' in modo da impedire' che nuovi aumenti salariali si traducano in nuovi aumenti dei prezzi', ha detto Trichet in un'intervista al settimanale 'L'Express' in occasione del decimo anniversario della nascita della BCE.

http://www.noreporter.org/dettaglioArticolo.asp?id=11069



Avviso ai lettori: cambio provvisorio della linea editoriale
mercoledì, 07 maggio 2008


Maurizio Blondet    07 maggio 2008

«Politica interna ed estera USA: bozza di linea per la prossima Amministrazione»: questo il titolo della prima giornata di riunione della Commissione Trilaterale, tenutasi a Washington il 25-28 aprile, ovviamente e come sempre a porte chiuse. Ma Jim Tucker, il giornalista famoso per «auscultare» le riunioni segrete del Bilderberg, aveva qualche fonte anche lì (1).

E qualcosa ha saputo. Vediamo dunque la «linea» che i più ricchi privati di USA, Europa e Giappone, in rappresentanza delle maggiori multinazionali, dettano al prossimo governo americano.

Secondo il consesso, il futuro presidente dovrà anzitutto aumentare gli aiuti americani ai Paesi esteri, perchè, è stato detto, «L’America non versa la sua giusta parte» degli aiuti internazionali. Il presidente futuro dovrà anche pagare la quota USA per il mantenimento dell’ONU (la Casa Bianca è in arretrato: i neocon che la teleguidano detestano l’ONU).

Peter Sutherland, rappresentante del segretario generale ONU per l’immigrazione, ha caldeggiato una maggiore apertura degli Stati Uniti verso l’immigrazione, raccomandando una amnistia per i milioni di clandestini messicani e sudamericani in USA. Sarà bene notare che Sutherland, questo umanitario, è anche presidente di British Petroleum e Goldman Sachs International, oltrechè un alto esponente del Bilderberg.

Non è dunque un caso se durante il panel intitolato «Global Financial Crisis», si sono sentiti solo interventi attorno al «dovere» dello Stato americano di «intervenire» per soccorrere «le istituzioni finanziarie sotto stress», e nemmeno una parola sul soccorso ai milioni di americani che si vedono pignorare la casa, o caderne tragicamente il valore di mercato.
Il liberismo globale non ammette eccezioni: intervento pubblico è il Male Assoluto, tranne che per le banche loro.

A parlare della crisi c’erano infatti Andrew Crockett, presidente di JP Morgan Chase International, David Rubenstein, gestore del Carlyle Group, Robert Kimmit oggi vicesegratario al Tesoro ma prima altissimo capintesta di Lehman Brothers, oltrechè Martin Feldstein, economista di Harvard, ex consigliere economico di Ronald Reagan, nonchè Robert Zoellick, presidente della Banca Mondiale e da sempre socio del Bilderberg.

C’erano anche giornalisti molto selezionati, da David Gergen dell’US News and World Report, e Lionel Barber, uno dei direttori del Financial Times: che naturalmente non hanno scritto un rigo sulle riunioni, anche se vi hanno partecipato attivamente, presiedendo alcuni panel, oppure «intervistando» per lo scelto pubblico questo o quel grand’uomo. Sul podio, con domande complici, e a porte chiuse.

Il giornalista Bill Emmot, dell’Economist, per esempio ha intrattenuto la cena dei signori allo Smithsonian Art Museum parlando della «crescita dell’Asia». Naturalmente si è molto parlato del «global warming» e si è consigliato il futuro presidente USA di spendere di più contro l’inquinamento; su come ridurre l’effetto-serra, si è ventilata una tassa ecologica sui voli aerei.
Il dollaro a 120, e il cui rincaro dipende al 60% dalla speculazione sui futures petroliferi, non allarma quel nobile consesso. La questione è gestita dal Bilderberg, che nella sua riunione segreta in Germania del maggio 2005, per bocca del suo socio Henry Kissinger, raccomandava un raddoppio del barile (allora era a 40 dollari) entro 12-24 mesi. Il che è avvenuto disciplinatamente.

Nel 2006, a Ottawa, il Bilderberg non si era dimostrato contento dei progressi, ed aveva raccomandato un rincaro sui 105 dollari entro la fine del 2008. Ora Goldman Sachs prevede che si arriverà a 200.

Previsione alla