domenica, 13 luglio 2008



dal blog Euro-Holocaust (13/07/2008):


Voci di tradimento: le élites politico-economiche olandesi accusate di favorire attivamente l'islamizzazione del Paese

Nei giorni scorsi, un attacco senza precedenti è stato portato contro numerosi esponenti politici dei maggiori partiti olandesi, ma anche altre figure delle altre élites. L'accusa? Essere in sostanza affiliati al movimento islamico del turco Fethullah Gulen. Il movimento Gulen è un movimento maomettano moderato e modernista, che sta riscuotendo successo anche in ambienti (ciò non può stupire) anglo-americani, oltre che olandesi. Ma quanto riportato dalla trasmissione televisiva Nova, nei giorni passati, getta una luce molto più inquietante: secondo testimonianze di ex-affiliati, il movimento Gulen è ramificato in molti settori olandesi, tanto da avere importanti appoggi da parte di uomini politici conservatori, laburisti e cristiano-democratici. Uomini delle élites economico-finanziarie sarebbero, ugualmente, legati ad esso: un esempio (che non ci stupisce) è Doekle Terpstra, alto dirigente della multinazionale Unilever, ma anche dirigente, nel passato, del sindacato di ispirazione cristiana CNV. Col primo incarico si è reso protagonista di una vergognosa campagna contro Geert Wilders [articolo del 7 febbraio 2008], mentre il suo sindacato, altrettanto vergognosamente, si è reso protagonista della richiesta di eliminare feste cristiane in favore di feste islamiche [articolo del 19 ottobre 2006]. Appoggi il cui scopo non è il "dialogo" tra culture diverse, ma l'espansione della cultura maomettana nel Paese!

La forza di Gulen deriverebbe anche dalle numerose organizzazioni simpatizzanti e attive in variegati settori della società, dalle comunicazioni di massa alla cultura.

Secondo le fonti di Nova, il movimento Gulen agirebbe come una setta molto chiusa, a dispetto dell'aspetto moderno propagandato.

Sul caso vedremo di tornarci, anche perchè se venisse confermato molto di quanto denunciato, porrebbe una luce sinistra su molti ambienti, così come dovrebbe mettere in forse la fedeltà di questi alla storia e alle istituzioni europee.

Qui la pagina di Nova sul caso (trasmissione del 4 luglio 2008)

Continua a leggere


http://euro-holocaust.splinder.com/post/17790156
giovedì, 10 luglio 2008



da ANSA.it:


Assolto ex comandante Srebrenica

Nasser Oric fu condannato in primo grado a due anni

(ANSA) - BRUXELLES, 3 LUG - Assolto in appello Naser Oric [foto sopra, ndr], ex comandante musulmano delle forze di Srebrenica in Bosnia. Il Tpi lo condanno' nel 2006 a 2 anni. Secondo la Camera d'appello non vi sono dubbi che crimini gravi sono stati commessi contro i serbi detenuti a Srebrenica, ma la prova di questi crimini non e' sufficiente per condannare una persona e non e' stato provato che Oric fosse al corrente dei crimini commessi. Oric, 41 anni, comando' le forze bosniache di Srebrenica dal maggio 1992 all'agosto 1995.



http://www.ansa.it/site/notizie/..........html



da Reuters Italia:


Russia: chiudere il tribunale dell'Aia per i crimini di guerra

giovedì 10 luglio 2008 09:53

MOSCA (Reuters) - La Russia ha detto oggi che il tribunale delle Nazioni Unite per i crimini di guerra dell'Aia è di parte e che le sue attività dovrebbero essere chiuse il prima possibile.
Il ministero degli Esteri russo ha detto che il caso dell'ex-comandante bosniaco musulmano Naser Oric, la cui condanna è stata rovesciata dalla corte, dimostra che il tribunale manca di imparzialità.
"La decisione del tribunale semplicemente conferma la necessità dell'immediata realizzazione di strategie già approvate per chiudere le sue attività", ha detto il ministero in una nota.



http://it.reuters.com/article/topNews/idITPOL02811520080710
mercoledì, 02 luglio 2008




Vedi anche: Martiri di Gran Bretagna: Martin Dinnegan. Il caso giudiziario resta irrisolto, ma parla un testimone



E' già il 17° omicidio di un adolescente a Londra dall'inizio di quest'anno: parliamo di Ben Kinsella [foto sopra], 16 anni, fratello di Brooke Kinsella, un'attrice che ha avuto un ruolo in una popolare soap della BBC, EastEnders. Non è ancora chiaro il movente del crimine (chi parla di un errore di identità dopo una lite, chi di invidia), ma è quasi certo che ad accoltellarlo diverse volte al petto e al collo siano stati quattro neri di qualche anno più grandi di lui (1). La tragedia si è consumata al di fuori di un pub di Islington, Nord della capitale, non lontano dalla residenza del sindaco Boris Johnson.

Qualche settimana prima di essere ucciso, a scuola Ben aveva scritto un testo in cui immaginava proprio di morire accoltellato e di raggiungere il paradiso, scrollandosi di dosso "quella mostruosità che è diventata la società" (così scriveva). E quattro "mostri" gli hanno tolto la vita per davvero.

In merito alla notizia, questi gli articoli consultati:
  1. Stabbing of EastEnders Brooke Kinsella's brother Ben: Lay down weapons, pleads family, di Richard Edwards, Graham Tibbetts e Nicola Bartlett (The Daily Telegraph, del 30 giugno 2008)
  2. GB: ennesimo omicidio di adolescenti a Londra, è il 17° quest'anno (Adnkronos, del 30 giugno 2008)
  3. 'My son cradled EastEnders star's brother as he lay dying', reveals actress Linda Robson (The Daily Mail, del 1 luglio 2008)
  4. Ben Kinsella foretold his stabbing murder in a school essay, di Lucy Cockcroft (The Daily Telegraph, del 1 luglio 2008)
  5. Ben Kinsella murder: Stabbing 'motivated by jealousy', di Richard Edwards e Graham Tibbetts (The Daily Telegraph, del 1 luglio 2008)
Nota:

(1) Scotland Yard aveva detto, poco dopo l'accaduto, che i sospettati erano quattro neri di 17-18 anni. Questi ragazzi sono stati arrestati, ma la loro appartenenza etnica non è stata smentita dalla polizia, quindi possiamo ritenere con ragionevole certezza che siano stati proprio loro ad uccidere Ben. Un testimone racconta che, prima che i quattro venissero cacciati dal pub, c'era stato un alterco tra adolescenti bianchi e neri. Ben non ha preso parte alla lite, anzi avrebbe cercato di riportare la calma.
domenica, 29 giugno 2008


La maggioranza del parlamento olandese si oppone all'apertura delle frontiere nazionali per i lavoratori bulgari e romeni, i quali al momento necessitano di un permesso per lavorare nel paese. I politici di maggioranza ed opposizione dicono di voler prima risolvere i problemi (alloggi e speculazione negli affitti) riguardanti i numerosi immigrati polacchi, che sono circa 1.200.000. Il partito liberal-conservatore VVD è addirittura dell'idea che debbano passare almeno altri 3 anni prima che a Bulgari e Romeni sia concesso di venire a lavorare in Olanda senza restrizioni.

Lo sappiamo: un massiccio afflusso di manodopera straniera, indipendentemente dalla nazionalità, non può che destabilizzare vari settori della vita di un paese (mercato del lavoro, salari, sanità, scuola, ordine pubblico, sicurezza, case e affitti ecc...). Tuttavia ci chiediamo il perché di questa "diffidenza" verso gli slavi dopo che si è consentito ad altre etnie allogene, soprattutto arabo-musulmane, di "scorrazzare" liberamente nel paese, con grave impatto su popolazione e cultura locale. Ci chiediamo perché tale limite venga applicato proprio ai lavoratori provenienti da due paesi dell'Unione Europea (e, specularmente, che senso abbia questa Ue...), mentre non sentiamo mai parlare di restrizioni per gli immigrati extraeuropei, la qual cosa avrebbe molto più senso. Ci chiediamo perché il parlamento olandese non abbia pensato prima a disinnescare il pericolo di tumulti nelle periferie abitate dai magrebini o a come risolvere l'emergenza criminalità all'interno di due comunità immigrate storiche quali la marocchina e quella originaria delle Antille (giusto per fare qualche esempio).

Sulle restrizioni olandesi all'ingresso di immigrati romeni e bulgari si era già espresso il blog Euro-Holocaust in un intervento del 28 ottobre 2006.




da Expatica.com:


Dutch say no to Romania and Bulgaria workers

A majority in parliament wants current problems with Polish workers solved first before opening borders to Romanian and Bulgarian workers.

25 June 2008

THE NETHERLANDS - A majority in parliament is opposed to opening Dutch borders to workers from Romania and Bulgaria despite a serious labour shortage.
Social Affairs Minister Piet Hein Donner wants to admit Romanian and Bulgarian workers from 1 January 2009 but parliament, including the main coalition parties the Christian Democrats (CDA) and Labour (PvdA), believe the current problems with Polish workers should be solved first.
The conservative VVD says estimates of the number of Poles who would come to work in the Netherlands were way off the mark.
Instead of the expected 15,000, as many as 1,207,000 Polish workers migrated to the Netherlands, leading to serious problems. The VVD says it ought to be at least another three years before Romanians and Bulgarians are allowed to work in the country. Minster Donner's own party, the CDA, agrees that the minister is moving too fast, while Labour argues there is not enough housing and the issue of exploitation by slum landlords needs to be dealt with first.
The Socialist Party says the minister is not taking the issue seriously and appears to be living in a dream world.
Towns and cities facing problems providing housing for Polish workers say the government still underestimates the situation.
Some urban councils say the borders should remain closed for longer for new groups such as Bulgarians and Romanians. At present, these nationalities need a permit to work here, and the councils want this situation to remain unchanged.
In 2008, inspectors discovered 170 houses illegally occupied by East European workers.
On Thursday, the city councils will meet Minister Donner to discuss their problems. However, he argues that the government is increasingly successful in bringing the exploitation and illegal accommodation of East European workers under control.



http://www.expatica.com/nl/articles/news/............html
lunedì, 23 giugno 2008


Proprio in uno dei post pubblicati ieri segnalavo in calce un articolo di Punto Informatico sull'assurda condanna pecuniaria per "stampa clandestina" comminata al giornalista e saggista anti-mafia Carlo Ruta, il primo blogger italiano sanzionato per "periodicità non regolare" (!!!). Dietro la sentenza del Tribunale di Modica potrebbero (uso il condizionale non essendo dettagliatamente informato su questa e un'altra vicenda giudiziaria che hanno visto coinvolto Ruta) nascondersi pressioni politiche di stampo malavitoso o mafiose tout court. Sembra infatti che il giornalista conducesse delle inchieste scomode.

Inutile evidenziare che una simile sentenza riguarda tutti noi, in quanto blogger e/o cittadini desiderosi di un'informazione libera e plurale, almeno in Internet ! E' per questo che invito a firmare la petizione appoggiata dal sito censurati.it (link in basso) e già segnalata dal blog Saura Plesio (Nessie).

http://www.censurati.it/voxpeople/carloruta/
domenica, 22 giugno 2008




Vedi anche:
  1. Ora la Casta vuole anche la Rete (21 ottobre 2007)
  2. DdL Levi-Prodi: facciamo qualche passo indietro fra Italia, Europa e Stati Uniti (22 ottobre 2007)


dal sito del Parlamento Europeo:


I bloggers allo scrutinio degli europarlamentari


Società dell’informazione - 11-06-2008 - 20:05

Chiarificare la posizione dei blogger nel mondo dei media é una delle preoccupazioni della commissione parlamentare cultura. Riflessione che parte da una relazione dell'europarlamentare estone Marianne Mikko del gruppo socialista (PSE), lei stessa giornalista. I blogger sono una realtà innovativa e irrompente, ma rappresentano potenzialmente anche una minaccia?

La posizione di Mikko

La relazione di Mikko "Guida politica per la tutela della democrazia", ribadisce l'importanza della trasparenza dei mezzi mediatici per assicurare la democrazia. Giornalisti ed editori sono spesso sottopagati, e anche su questo punto insiste la deputata quando parla di "garantire loro uno stipendio adeguato". Mikko é inoltre preoccupata che il profitto accechi molti media e ciò vada a scapito del pluralismo dell'informazione.

Ma la sua ricerca affronta anche l'universo dei weblog, un fenomeno che coinvolge professionisti del settore e cittadini. La posizione ambigua dei blogger [ambigua?! E cosa significa?! I quotidiani e altri mezzi di informazione non possono essere anch'essi "ambigui"?, ndr] e le loro non chiarificate responsabilità li porta ad essere molto spesso una fonte poco credibile,  a volte con considerazioni imparziali [ci sarebbe da ridere se queste cose non le dicessero sul serio, ndr]. La relazione incoraggia quindi una chiarificazione dello status dei weblog e simili, che li renda simili alle altre forme di espressione pubblica [ovvero "forme di espressione" controllate, ndr].

Minaccia o contributo alla democrazia?

Abbiamo chiesto ad alcuni europarlamentari cosa ne pensano a proposito. Il deputato belga Ivo Belet del gruppo del partito popolare europeo e dei democratici europei (PPE-DE), membro della commissione parlamentare per la ricerca, l'industria e l'economia, sostiene che "i contenuti dei blog sono un contributo fresco e brioso nel panorama dell'informazione e non dovrebbero essere controllati". Per quanto riguarda le questioni legali, (soprattutto relative alla privacy o al diritto di replica) si dovrebbe approdare ad una soluzione opportuna" [il diritto di replica è un falso problema, ciascuno può replicare in mille modi diversi, ndr].
 
Jorgo Chatzimarkakis, deputato del gruppo dell'alleanza dei democratici e dei liberali per l'Europa (ALDE) e membro della commissione parlamentare per i problemi economici e monetari, afferma che i bloggers "non possono esser considerati automaticamente una minaccia, ma é facilmente immaginabile che gruppi di pressione possano servirsi dei blog per trasmettere i loro messaggi" [quindi?, ndr].

Difesa personale
 
Fra i vari suggerimenti di Mikko, segnaliamo l'ipotesi della creazione di un difensore civico indipendente per i media. Uno status ufficiale basato su un controllo affidabile e imparziale che difenda la libertà di parola e controlli gli aspetti mediatici garantendo il pluralismo. Lo scopo principale della relazione di Mikko riguarda davvero i blogger e le loro responsabilità finanziarie e professionali? A questo proposito si esprime ancora Chatzimarkakis: "Qualsiasi blogger dovrebbe sentirsi chiamato in causa da questa relazione".
 
"Bisogna tutelare i blogger onesti da quelli scorretti [e chi valuterebbe l'onestà o la scorrettezza dei blogger? Sulla base di quali criteri?, ndr], ricorda la relatrice, alcuni blog sono semplicemente dei diari aperti al pubblico, altri invece promuovono campagne politiche, come é successo in USA per i candidati alla presidenza" [e con questo??!!, ndr]. Comunque c'è ancora molta confusione, ma "considerando che la maggior parte dei blogger opera con sincerità, si dovrebbe tutelare questo intento e per questo creare un marchio di qualità di garanzia".
 
E i blogger cosa ne pensano? Ci piacerebbe conoscere la tua opinione, scrivici a:.
 
web-editor-en@europarl.europa.eu


http://www.europarl.europa.eu/news/............htm


La mozione della Commissione Cultura sul pluralismo dei media (pdf, in inglese)



Altri articoli, tratti dal sito Punto Informatico, sul controllo sempre più soffocante della Rete in Europa. Significativo soprattutto il secondo articolo: un caso assurdo che potrebbe costituire un pericolosissimo precedente. In ordine cronologico:
  1. UK, utenti avvertiti, poi scollegati (1 aprile 2008)
  2. Italia, blog condannato per stampa clandestina (16 giugno 2008)
  3. Francia: la legge per disconnettere gli utenti pirata (19 giugno 2008)
venerdì, 20 giugno 2008




Vedi anche: Contraddizioni culturali: come nella patria della "laïcité" si assecondano pratiche non proprio laiche



Più volte da queste parti si è detto che laicità e multiculturalismo allogeno (quindi immigrazionismo) non possono andare d'accordo, dovendo necessariamente la prima disinnescare il secondo. Che invece avvenga esattamente il contrario ce lo dimostrano (come se ce ne fosse ancora bisogno...) alcuni recenti fatti capitati nella "laica" Francia. Li elenchiamo sinteticamente segnalando tramite link i vari articoli di riferimento:
  1. un tribunale di Lille decide di annullare un matrimonio tra due sposi di fede islamica su richiesta del marito. Motivo: la moglie avrebbe mentito sulla sua verginità. L'annullamento, però, non verrà trascritto presso l'ufficio di stato civile e dunque ai due non sarà consentito di risposarsi né di evitare il processo a settembre;
  2. dieci anni fa un padre maomettano interferì con i medici prima del parto del figlio: pretendeva che sparissero tutti i medici e infermieri uomini dalla sala-parto. Risultato: il figlio nacque con il 100% di handicap e il tribunale di Lione ha deciso che l'uomo dovrà pagare le spese legali all'ospedale;
  3. il sindaco del Comune di Vigneux (dipartimento dell'Essonne, nella regione Île-de-France) aveva concesso l'utilizzo della palestra municipale per un torneo di basket femminile tra moschee che vietava espressamente l'ingresso agli uomini. Aveva concesso... poi ci ha ripensato, evidentemente messo alle corde dalle critiche;
  4. a La Verpillière (dipartimento Isère, nella regione Rodano-Alpi) la piscina della città riserva un orario extra (2 ore) alle sole donne. Il sindaco si difende sostenendo che trattasi di un progetto, rivolto a tutte le donne, che sta portando avanti il centro sociale del posto. Sarà... ma avremmo tanta voglia di vederle queste donne...
giovedì, 19 giugno 2008


In Belgio è nata una polemica che ruota attorno ad un curioso incidente capitato nella televisione regionale Télé Bruxelles: martedì scorso le previsioni meteo sono state presentate da una ragazza (tale Fadila) indossante un chador che lasciava scoperti soltanto gli occhi. Da novembre l'emittente televisiva offre l'opportunità ai telespettatori di presentare il meteo. Il direttore generale e gli amministratori della tv locale si dicono sorpresi di questo fatto inatteso. Sembrerebbe che l'episodio sia da imputare alla leggerezza del produttore esterno che realizza il programma per Télé Bruxelles, all'interno della quale è comunque in corso un'inchiesta.

Al momento non siamo in grado di dire se si sia trattato di una semplice provocazione o se sotto ci sia dell'altro. Intanto inseriamo i collegamenti ad un articolo in francese tratto dal sito del settimanale belga Le Vif e al video della sequenza incriminata.

Télé Bruxelles: la météo en burka provoque la polémique

http://www.youtube.com/watch?v=XpyX8T3OHs4
giovedì, 19 giugno 2008



da ANSA.it (Speciale Balcani):


GRECIA: 'ORTODOSSIA O MORTE', MONACI ATHOS PRONTI A TUTTO

(ANSA) - ATENE, 16 GIU - 'Ortodossia o morte!'. La frase sventola sul monastero di Esfigmenou, sul monte Athos, i cui monaci, condannati come ''scismatici'' dal Patriarca di Costantinopoli per rifiutare ''l'eresia dell'ecumenismo'', si dicono pronti a resistere sino alle estreme conseguenze all'embargo e alla minaccia di intervento della polizia. ''Dio e' con noi'' assicura all'ANSA padre Gregorio, braccio destro dell'abate Metodio che guida il monastero che, da anni, non puo' ricevere rifornimenti di cibo, medicinali e posta e la cui linee telefoniche fisse, l'acqua e l'elettricita' sono state tagliate. Nei giorni scorsi centinaia di agenti hanno fatto la loro comparsa sul monte Athos in occasione delle festivita' religiose. ''Chiediamo al governo greco di rispettare i nostri diritti come quelli di ogni altro cittadino. E siamo pronti a rivolgerci alla Corte europea dei diritti umani'' dice all'ANSA, con uno dei due telefoni cellulari rimasti, padre Gregorio. L'Abate Metodio, capo supremo del monastero e' stato ''scomunicato'' per aver respinto qualsiasi 'comunione' tra Ortodossi e Cattolici, culminata con la visita del papa alla sede del Patriarcato di Costantinopoli nel 2006 e con quella di Bartolomeo in Vaticano nel 2007. La repubblica monastica del monte Athos, alle propaggini orientali della penisola calcidica, e' una comunita' autonoma all'interno della sovranita' greca, ma dipende spiritualmente dal Patriarca Bartolomeo I. Questi, fautore del dialogo con i cattolici, ha formalmente condannato nel 2002 i monaci di Esfigmenou provocando la loro espulsione dalla comunita' e un duro embargo [tempi duri per chi rifiuta di omologarsi..., ndr]. Recentemente il procuratore di Salonicco, Vassili Floridis, ha chiesto al governo greco, che non sembra pero' molto intenzionato a farlo, di intervenire per sloggiare con la forza i 107 monaci che essendo stati dichiarati ''scismatici'' dovrebbero, secondo una legge dello Stato, abbandonare il monastero dove la comunita' vive da cinque secoli. ''Sappiamo che Dio e' con noi e non abbiamo intenzione di cedere perche' senza Ortodossia non abbiamo piu' ragione di vita'' confida Gregorio sostenendo che il monastero e' stato pronto sin dal principio al dialogo con il Patriarca Bartolomeo, il quale non ha pero' mai risposto preferendo la repressione. ''Ma non sono soli, hanno un grande appoggio in Grecia, ed e' per questo che il governo esita ad usare la forza'' assicura Iraklis Moraitis, portavoce laico dei monaci che, quando puo', fa giungere loro aiuti e medicine. ''Questi santi uomini - afferma - chiedono solo di essere lasciati alle loro preghiere''. Tutto comincio' nel 1964 con l'abbraccio tra l'allora patriarca Atanagora e Paolo VI, che spinse i 20 monasteri del monte Athos per protesta contro ''l'eresia ecumenica'' a non commemorare piu' nelle loro preghiere il Patriarca, spiega l'avvocato Nektarios Polikroniou. ''In seguito a forti pressioni'' tutti pero' fecero poco a poco marcia indietro. Eccetto Esfigmenou. E da allora e' cominciata ''la persecuzione''. Una ''persecuzione'' culminata nel 2002 con la condanna per ''scisma'' da parte del Patriarcato, seguita dalla decisione del Consiglio del Monte Athos di ordinare ai monaci di lasciare Esfigmenou. La corte suprema ha respinto gli appelli di Esphigmenou. E intanto continua l'''assedio'' intorno a Esfigmenou. ''Neppure il medico puo' visitarli liberamente, e sono gia' sei i religiosi morti durante questo periodo'' accusa Moraitis. [la "civiltà" dei fautori del dialogo..., ndr] GEL
16/06/2008 20:02

http://www.ansa.it/balcani/grecia/...........html



Della notizia parla anche il blog Saura Plesio (Nessie):

http://sauraplesio.blogspot.com/2008/06/..........html
venerdì, 13 giugno 2008


da ANSA.it:

Ue referendum: Irlanda, seggi aperti
Parlamento greco ratifica nella notte il trattato Lisbona

(ANSA) - DUBLINO, 12 GIU - Si sono aperti stamattina i seggi in Irlanda per il referendum sul trattato di Lisbona,la nuova costituzione dell'Unione europea. E intanto il parlamento greco ha ratificato nella notte il Trattato di Lisbona con 250 voti a favore e 42 contrari. Nessuno si e' astenuto. A favore del Trattato hanno votato i due principali partiti, Nuova Democrazia (Nd) al governo e il Pasok , opposizione di sinistra. Contro, i partiti minori.


http://www.ansa.it/site/notizie/..........html


da ANSA.it:

Grecia: Papandreou caccia Simitis
Polemica su Trattato Ue, leader del Pasok esclude l'ex premier

(ANSA) - ATENE, 12 GIU - Il leader del Pasok, Giorgio Papandreou, ha oggi escluso l'ex premier Costas Simitis dal gruppo parlamentare del partito. Il Pasok, la principale formazione di opposizione, ha reso noto che la decisione di Papandreou e' avvenuta in seguito ad una lettera in cui Simitis criticava Papandreou per aver preso posizione a favore di un referendum sul Trattato Europeo.


http://www.ansa.it/site/notizie/..........html



da ANSA.it:

Trattato Lisbona: Gb andra' avanti
Non influira' su decisione un eventuale 'no' irlandese

(ANSA) - BRUXELLES, 12 GIU - La Gran Bretagna andra' avanti con la ratifica parlamentare del Trattato di Lisbona anche se vincessero i 'no' nel referendum irlandese. Una delle conseguenze piu' temute di un'eventuale vittoria dei 'no' in Irlanda e' quella di spingere la Gran Bretagna a modificare il sistema di ratifica parlamentare. Il Trattato e' stato approvato dalla Camera dei Comuni, ma deve ancora passare della Camera dei Lord. I conservatori chiedono da mesi un referendum, che continua a essere escluso dal governo.


http://www.ansa.it/site/notizie/............html
lunedì, 09 giugno 2008




Facciamo prima un riepilogo delle mistificazioni e dei fatti più o meno oscuri, destanti sospetti, occorsi in questi ultimi tempi. In ordine cronologico:
  1. la morte del veronese Nicola Tommasoli e successiva speculazione politico-mediatica (vedere 1, 2, 3, 4, 5, 6 e 7);
  2. le confessioni di Dario Chianelli sul raid del Pigneto, a Roma (vedere 1 e 2);
  3. l'incerta aggressione ai danni del ballerino albanese Kledi [link];
  4. la molto dubbia irruzione di neofascisti al corteo del Gay Pride a Roma [link]


dal blog Euro-Holocaust (09/06/2008):

Riguardo i volantini contro gli immigrati di alcune settimane fa: una citazione di cui dubitare

Prendetela come una battuta, o forse no, ma d'altronde il Corriere della Sera delle ultime settimane si è dimostrato quotidiano sospetto, non solo per certe sue scelte editoriali, ma anche per certe sue sottolineature (ci riferiamo al caso di Verona -vedere 1 e 2- o alla modalità di presentare determinate notizie, come i fatti del Pigneto).

Nella puntata di Ballarò del 3 giugno scorso, tra gli ospiti c'era il giornalista Gian Antonio Stella [foto sopra], noto oggigiorno per l'interessante libro sulla Casta politica. Citando nel dibattito anche la questione immigratoria, Stella non si è limitato ad esprimere le sue opinioni, ma ha voluto leggere un volantino da lui reputato veritiero, ossia quello apparso in alcune regioni italiane e indicante gli immigrati come animali migratori da colpire nella nuova stagione venatoria.

Che il volantino fosse un falso lo si poteva già intuire dalla citazione, sicuramente presente al suo primo apparire, in quel di Pieve di Soligo, nel trevigiano, facente riferimento al politico austriaco Jorg Haider.
Citazione quanto mai impropria per chiunque abbia una qualche idea identitaria, essendo Haider personaggio ormai eclissatosi dal palcoscenico dei vari nazionalismi europei e utile solo per le polemiche ridicole avutesi parecchi anni fa. Anche il riferimento ai talebani e agli afgani è abbastanza curioso
[leggendo alcune frasi contenute nel volantino e citate nell'articolo del Resto del Carlino, in fondo, si intuisce chiaramente un tono da bravata provocatoria, più atta a suscitare stupore ed incredulità che ad incitare a reazioni seriamente pericolose, ndr].

Ma la citazione del volantino da parte di un giornalista del Corriere della Sera, per quanto penna autorevole, potrebbe essere un segno ulteriore della falsità dello scritto (gli uguali si incontrano, si suol dire), utile per l'attuale campagna detta anti-razzista (ma in realtà anti-identitaria tout-court).

Da notare che, nelle ultime settimane, sui quotidiani, le morti e gli incidenti sul lavoro sembrano essere diminuiti e i problemi del precariato non richiamano polemiche: effetto di una censura utile all'attuale Governo o perchè azzittiti dalle mille manifestazioni e dai mille articoli pro-gay e pro-immigrati?

  • Dall'articolo "Il cartello: 'Via alla caccia all'immigrato' - "C'è il rischio di una deriva razzista"" (Il Resto del Carlino, 20 maggio 2008):

Affisso nella bacheca di una grande fabbrica a Pieve di Soligo, nel Trevigiano campeggia un cartello, è un 'calendario venatorio 2007-2008 della Regione Veneto' - è scritto in alto, in evidenza - dove si comunica a tutti gli italiani "l'apertura della caccia, tutto l'anno, per la seguente selvaggina migratoria: rumeni, albanesi, kosovari, zingari, talebani, afgani ed extracomunitari in genere". La denuncia arriva dalla Cgil di Treviso che ha già segnalato la vicenda ai carabinieri e al prefetto Vittorio Capocelli. "Parole deliranti e nauseabonde", commenta il segretario della Cgil di Treviso Paolo Barbiero che ricorda come "sebbene molto più pesante, non è un fatto nuovo, ce ne sono stati nel passato e sicuramente non va generalizzato, ma preoccupa ora molto di più anche per il clima nazionale che si respira". Il 'volantino', che l'anonimo estensore si è preoccupato di precisare in calce a penna di "non buttare", è scritto al computer, e prosegue farneticante: "E' sospesa da questo momento la caccia ai comunisti in quanto specie in via di estinzione, restando possibile cacciarli nelle zone di ripopolamento quali case del popolo e centri sociali"; poi riprende il delirante incitamento riguardo alla "sopracitata selvaggina": "E' consentito, vista la coriacità della sopracitata selvaggina, l'uso di armi quali fucili di ogni genere, possibilmente ad arma liscia, carabine di precisione e pistole di grosso calibro. In presenza di stormi numerosi è ammesso anche l'uso di bombe a mano, obici, mitragliatori automatici, gas velenosi". "Si possono cacciare di giorno e di notte", si legge ancora e "non esiste limite giornaliero di capi abbattuti. Si consiglia l'abbattimento di capi giovani per estinguere più rapidamente le razze". Inoltre "in premio ogni mille capi abbattuti un viaggio gentilmente offerto dal ministro austriaco Jorge Haider" e, "al raggiungimento dei 2000 capi abbattuti, la cittadinanza onoraria austriaca". [...]

http://euro-holocaust.splinder.com/post/17405595
lunedì, 09 giugno 2008


dal Corriere della Sera (07/06/2008):

Roma, via al Gay Pride «più osteggiato»
«Neofascisti hanno tentato irruzione»


La deputata del Pd Paola Concia e il giornalista Stefano Campania hanno unito simbolicamente due coppie omo

ROMA - Un gruppo di «30-40» estremisti di destra «vestiti con giacca e cravatta» hanno cercato di «irrompere» nel corteo del gay pride romano sventolando «bandiere nere con croce celtica». Lo ha segnalato il presidente di Arcigay Roma, Fabrizio Marrazzo, sostenendo che il gruppo è stato bloccato dalle forze dell'ordine. Il tentativo di irruzione, ha detto ancora Marrazzo, è avvenuto a Piazza Venezia all'incrocio con via dei Fori imperiali, nei pressi dell'altare della patria. Verso le 18,30 almeno una bandiera nera era ancora visibile a piazza Venezia [questo identico paragrafo viene riportato anche in un articolo del Messaggero. Si passano i pezzi con questa nonchalance?, ndr].

VI ACCOLTELLIAMO -  «Erano una ventina di persone vestite in giacca e cravatta e ci hanno detto: vi accoltelliamo tutti». È il racconto di un ragazzo che ha partecipato al gay pride romano e che dice di aver assistito alla «incursione dei fascisti» durante il corteo. «Ci hanno detto - ha proseguito - che dovevano andare ad un matrimonio e invece ci volevano aggredire» [e venivano ad aggredirvi vestiti in giacca e cravatta??!!, ndr]. «Li conosciamo - ha detto un altro ragazzo dal carro dei centri sociali ('Strike', 'La Torre', 'Forte Prenestino') - sono i fascisti del Circolo Futurista e di Casa Pound, volevano rovinarci la festa ma li abbiamo fermati». Secondo altri testimoni «durante l'incursione» sarebbe stato spintonato e buttato a terra anche un ragazzo.

[...]

http://www.corriere.it/cronache/.........shtml



L'altra versione:

da NoReporter.Org (08/06/2008):

Noreporter (presente alla cerimonia) racconta come sono andati i fatti:

Si stava per celebrare un matrimonio nella chiesa di San Giuseppe falegname, sita al Campidoglio sopra il Carcere Mamertino. Da via dei Fori Imperiali stava affrettandosi verso il Campidoglio una mezza dozzina d'invitati quando transitava il Gay pride nel quale, con la solita filosofia degli agit-prop, si era infiltrata l'ultrasinistra; una quarantina di attivisti riconosceva qualcuno e dava immediatamente l'assalto. Malgrado il rapporto numerico fosse loro favorevole di otto a uno e benché gli aggressori, ultrà di sinistra, avessero bastoni e bottiglie, un semplice sganassone bastò a tenerli a bada e lontani. Il trambusto richiamò sia le forze dell'ordine che noi altri invitati che sostavamo sul piazzale in attesa della sposa. Ci raggruppammo e gli aggressori, forti della protezione delle forze dell'ordine, si misero a inveire, minacciare e indicare. Rispondemmo come meritavano, ossia ridendo, perché qualunque altro atteggiamento o gesto sarebbe stato uno spreco.

Dopo aver provato meschinamente a disturbare un matrimonio questi poveracci si sono messi a fare comunicati deliranti. Questo avviene sulla scia di tutte le demenze ululate da un mese in qua (dal Prenestino, ai Rom), falsità rumorose affermate a gran voce nel tentativo pietoso e non riuscito di riproporre un desueto e non sentito sentimento antifascista popolare. Alcuni figuri coltivano la speranza di rilanciare la strategia della tensione e la trappola degli opposti estremismi, evidentemente giudicata l'unica opportunità per salvaguardare gli stipendi di politicanti allo sbando per perdita verticale di consensi. [...]

http://www.noreporter.org/dettaglioArticolo.asp?id=11138


La questione viene affrontata anche nel sito di CasaPound Italia con un comunicato di Gianluca Iannone:

http://www.casapound.org/

domenica, 08 giugno 2008


da The Daily Mail:

Petrified schoolboy, 14, 'ran pleading for help before gang stabbed him to death'

By Daily Mail Reporter
Last updated at 2:20 PM on 02nd June 2008


A terrified 14-year-old killed in a knife attack begged a bystander for help as he fled from a mob of teenagers, the Old Bailey heard today.
Witness Tom Morgan told the court how stab victim Martin Dinnegan [foto sopra, ndr] ran past him pleading: 'Please help me.'
Mr Morgan said he saw the petrified boy hold his hands out in an attempt to placate one of his pursuers but Martin was felled by a punch to the head.
His attacker then pinned him to the ground and made repeated stabbing motions towards his back, the court heard.
Mr Morgan and his girlfriend rang 999 and, in a tape recording played to the jury, told the operator: 'There is a white guy and a massive group of black guys who are kicking the crap out of him.'
Two men and two youths have pleaded not guilty to the murder of Martin in Holloway in June last year.
Aftab Jafferjee QC, prosecuting, has told the jury how Martin was beaten to the ground and stabbed 'in a case that moved from dirty looks to death within an hour'.
Mr Morgan gave evidence today from behind screens to shield his face from the dock and the public gallery.
He told how he and his girlfriend had been on their way to get a DVD from a rental store when the boy he later recognised as Martin, wearing a grey tracksuit and hood, ran towards them.
'He was very white faced, he was sprinting towards us and shouted: "Help me, please help me,"' Mr Morgan said.
'He ran past us on the road to my left then a guy with a black tracksuit went past on a large-framed BMX.
'He was cycling after the victim and was the distance of one parked car away from us.
'He was very dark skinned although I was unable to see his face as he was wearing a black hooded jumper with the hood pulled up.
'He dropped the bike when he got alongside the victim. Martin stood still and put his hands up as if to placate the cyclist. Martin appeared scared, very scared.
'The effect on the cyclist was almost nothing whatsoever and the next thing was that a large haymaker came from his right fist. It was a right hook and the blow connected with Martin's head or neck.'
At this point Mr Morgan's attention was distracted by another youth sprinting up and shouting, the court heard.
'I looked back up the road and Martin was on the floor now,' Mr Morgan said.
'It looked as if the first assailant was leaning on top of Martin who was on his back and side facing away from us.
'The first assailant was leaning with all his weight on Martin's shoulder and upper arm pressing him to the floor so that Martin seemed to be pinned to the floor.
'Then I saw what seemed to be a stabbing motion rather than a punching motion four or five times in very rapid succession.'
Mr Morgan explained that he had not seen a knife but, as he was experienced in martial arts and disarming those armed with knives, he could identify the difference between a punching and stabbing action, which he demonstrated to the jury.
He then told how a crowd of up to 20 people aged 'between 10 and 20' started 'laying into' Martin.
Mr Morgan rang 999 at 8.38pm, telling the operator that it looked as though one of the attackers had a knife.
Martin, a pupil at St Aloysius College in Archway, died at the scene.
Rene John-Baptiste, 21, of Plaistow, Sean Clark, 19, of Holloway, and a 16-year-old from Finsbury Park and a 17-year-old from Holloway, who cannot be named because of their ages, have all pleaded not guilty to murder.
The case continues.


http://www.dailymail.co.uk/news/article-1023608/........html



L'omicidio di Martin risale al giugno 2007. Si veda questo articolo contenente alcune dichiarazioni sulla crescente violenza criminale tra i teenagers di Londra.
sabato, 07 giugno 2008


da l'Occidentale:

La favola di Kledi era una bufala?

6 Giugno 2008

Il sito internet del settimanale di gossip, Novella2000, svela un altro retroscena utile a mettere in ridicolo l'allarme di questi settimane sul rigurgito nazi-razzista dell'Italia berlusconiana. Dopo "er  Che Guevara der Pigneto" [vedere 1 e 2, ndr] e  il raid della Sapienza, ecco la vicenda del ballerino albanese Kledi [foto sopra, ndr]: si pensava l'avessero aggredito, ma sembra che l'aggressore fosse lui.

Ecco quello che scrive Novella 2000 "Per molti media, quotidiani, telegiornali e settimanali, Kledi Kadiu è stato vittima nei giorni scorsi di un aggressione xenofoba nella sede della sua accademia di danza, ma Novella è riuscita a scovare l'uomo che ha avuto il diverbio col ballerino prediletto di Maria De Filippi. Amedeo, q