martedì, 01 luglio 2008


Dopo il blog The Fallen List, segnaliamo un altro interessante sito britannico: I Am An Englishman. Vicino alle idee politiche del British National Party, il sito si distingue, oltre che per l'utile e costantemente aggiornata rassegna delle news, per le rubriche The Enemy Within (volti, nomi, ruoli e citazioni di multietnicisti ed immigrazionisti, per la gran parte politici e alcuni dei quali di origini straniere), Quote of the Week (citazioni da vari articoli di giornale) e Rogues Gallery (galleria, ovviamente non esaustiva, di immigrati di prima e seconda generazione che hanno ucciso, violentato o molestato uomini, donne e bambini britannici). Nel menu, a sinistra, vari archivi contenenti notizie e informazioni su omicidi e violenze sessuali degli anni passati.
Anche questo sito andrà ad arricchire la lista dei collegamenti del blog.


http://www.iamanenglishman.com/
domenica, 22 giugno 2008




Vedi anche: Dal G8 di Osaka: Giulio Tremonti VS anglo-americani (Euro-Holocaust, del 18 giugno 2008)



da AGI News On (via la Repubblica):


PREZZI: TREMONTI, AUMENTO LEGATO A SPECULAZIONE

Alla base del forte aumento delle materie prime e dei prodotti alimentari, c'e' soprattutto la speculazione: lo sostiene il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, in un'intervista al quotidiano 'la Padania'. Per Tremonti "la peste del XXI secolo e' la finanza eccessiva, la finanza deviata, l'eccesso di finanza", e fino a quando "la finanza sta dentro al mercato finanziario puo' fare dei danni, ma limitati, senza contagio esterno", come i problemi, per esempio, ai bilanci delle grandi banche. "La degenerazione vera - spiega il ministro - la degenerazione che causa, come nella peste, l'effetto contagio e' quando la crisi si sposta dal settore finanziario al settore reale delle materie prime, a partire dal petrolio per arrivare agli alimentari". Per Tremonti, quindi, l'impennata dei prezzi e' legata sostanzialmente alla speculazione: "piu' che un sospetto, ormai e' una certezza che la speculazione si sia spostata dal quadrante finanziario al quadrante delle materie prime come oil e commerciale-food", ha sostenuto Tremonti nell'intervista. E questo perche' le banche d'affari per ripianare le perdite finanziarie, "hanno cominciato a 'recuperare' speculando sul petrolio e sugli alimenti". Allo stesso tempo - ha proseguito - "e' vero che la speculazione sul mercato delle materie prime c'e' sempre stata", ma quello "che stiamo vedendo adesso e' speculazione fine a se stessa, totalmente dissociata dalla realta', ed e' la causa prima dell'aumento dei prezzi del petrolio e del cibo", che poco ha a che fare con "l'ingresso sul mercato della Cina e dell'India", con il loro miliardo di consumatori.


21 giugno 2008

http://www.repubblica.it/ssinclude/canalirep/economia/........html
giovedì, 19 giugno 2008



Così Václav Klaus [foto sopra], presidente della Repubblica Ceca:

"I risultati sono, voglio sperare, un messaggio chiaro per tutti. E’ una vittoria della libertà e della ragione su progetti elitari artificiali e sulla burocrazia europea. Il progetto di trattato di Lisbona è finito oggi, con la decisione degli elettori irlandesi, e la sua ratifica non può continuare"

"Lasciamo che la gente che vive sul continente europeo continui ad essere ceca, polacca, italiana, danese....non facciamone degli europei. E’ un progetto sbagliato. La differenza tra il ceco, il polacco, il danese, l’italiano e l’europeo è la stessa che esiste tra la lingua ceca, polacca, italiana e danese e l’esperanto. L’europeismo è l’esperanto: una lingua artificiale, morta"

Così invece Giorgio Napolitano, il nostro presidente (o meglio, quello che ci hanno dato):

"
Quelli che sono anti-Unione europea sono terroristi. È terrorismo psicologico evocare lo spettro di un super-stato europeo"

Citazioni tratte dall'articolo Un terrorista s’aggira per l’Europa, di Maurizio Blondet (Effedieffe, del 18 giugno 2008).



Citazioni sparse - 5

Altre reazioni al no irlandese (parte III): anche in Olanda sovranità popolare negata
giovedì, 19 giugno 2008


Da sinistra a destra: David Rockefeller, Principe Bernhard d'Olanda, Henry Kissinger.
Clicca sulle foto per ingrandirle.



L' 8 giugno abbiamo mostrato la lista dei partecipanti alla riunione segreta del Bilderberg, che quest'anno ha avuto luogo a Chantilly (Virginia, Usa). Nell'intervento che segue, datato 10 giugno 2007, si parla assai diffusamente del Gruppo Bilderberg.



dal blog Nuovo Ordine Mondiale (10/06/2007):

Il gruppo Bilderberg

Con "Bilderberg" ci si riferisce a una riunione internazionale, per lo più annuale, a cui partecipano più di cento personaggi della politica e finanza mondiali, esclusivamente su invito.
Sono invitati anche alcuni nomi di rilievo del giornalismo internazionale, come direttori o editorialisti di alcune fra le testate più diffuse americane ed europee (anche italiane).

Il gruppo prende il nome dall'hotel della loro prima riunione, avvenuta nel 1954: l'Hotel Bilderberg a Oosterbeek, in Olanda, dove una settantina di alte personalità si incontrarono il 24 maggio.

La riunione si tenne, così come avviene ancor oggi, nel più stretto segreto, dietro una cortina di silenzio mediatico e privacy garantita da un servizio d'ordine d'eccezione.

Tra i fondatori del gruppo Bilderberg si annoverano:

- Joseph Retinger, economista polacco di famiglia ebrea, cattolico, conosciuto come 'Sua Eminenza Grigia'. Fu tra i fondatori e segretario generale fino al 1952 dell'United European Movement presieduto da Winston Churchill e finanziato dall'ACUE (American Committee for United Europe). La visione di Retinger era costruire un'Europa Unita per arrivare ad un Mondo unito in pace, guidato da Organizzazioni Sovranazionali che avrebbero garantito più stabilità
ai singoli governi nazionali.

- Bernard di Lippe-Biesterfeld, Principe d'Olanda [seconda foto in alto, ndr], presidente del Bilderberg fino a quando nel 1976 diede le dimissioni per lo scandalo di una tangente da 1,1 milioni di dollari dalla Lockheed Corporation, per la vendita di aerei caccia all'aviazione olandese.
E' stato presidente del WWF (Worldwide Fund for Nature -vedi nota 1) dalla fondazione nel 1961 fino al 1971, ex affiliato al NSDAP (il partito nazista, tessera No. 2583009 del 1 maggio 1933) fino al suo matrimonio con la regina d'Olanda.
Secondo le rivelazioni della rivista Newsweek del 5 Aprile 1976, le attività di spionaggio di
von Lippe a favore delle unità speciali delle SS (o Schutzstaffel) nella industria chimica IG Farben (la stessa che fabbricò lo Zyklon-B) sono documentate dalle testimonianze del Processo di Norimberga.
Nel dopoguerra assunse importanti posizioni nell'industria petrolifera, in particolare con la Royal Dutch Petroleum (Shell Oil) e nella Société Générale de Belgique.

- David Rockefeller [prima foto in alto, ndr] (vedi nota 2), referente per la sponda americana e presidente del gruppo dal 1976; direttore della Chase Manhattan Bank, membro del Council on Foreign Relations (CFR), membro del Business Council e fondatore della Commissione Trilaterale.
Tra le sue dichiarazioni ricordiamo:
"Siamo sull'orlo di una traformazione globale. Tutto ciò di cui abbiamo bisogno è la "giusta" crisi globale e le nazioni accetteranno il Nuovo Ordine Mondiale".
"Il mondo è pronto per raggiungere un governo mondiale. La sovranità sovranazionale di una elite intellettuale e di banchieri mondiali è sicuramente preferibile all’autodeterminazione nazionale praticata nei secoli passati".
Torneremo a parlare di lui e delle sue nefaste azioni su questo blog.

In sostanza dunque stiamo parlando di un organismo decisionale a carattere sovranazionale, così come lo sono alcuni altri enti o gruppi di cui abbiamo trattato, come il CFR, la Commission on Global Governance e la WFA (World Federalist Association).

Nessuno di noi ha dato mandato a costoro di decidere le nostre sorti, anzi fino a poco tempo fa ben pochi conoscevano l'esistenza e il potere di questi gruppi sovranazionali.
Non vedo dunque perché mai queste menti illuminate si siano arrogate il diritto di pilotare a loro piacimento gli eventi mondiali e di conseguenza la vita, e la morte, di miliardi di persone.

Ma passiamo oltre, perché ci sono altre informazioni interessanti e preferisco concentrarmi sui dati di fatto piuttosto che sulle mie opinioni personali.

Ogni anno, lo Steering Commettee, il ristretto gruppo che gestisce gli incontri segreti del Bilderberg (tra cui spiccano molti nomi di re e principi europei), invita un certo numero di personaggi legati al mondo della finanza, dell'economia e della politica a livello mondiale.

Gli incontri si tengono ogni volta in un Paese diverso: quest'anno è toccato alla Turchia.

L'ultima riunione tenutasi in Italia risale al 2004, quando politici, banchieri e altri personaggi, legati per esempio alla Rothschild Europe e alla Goldman Sachs, si incontrarono a Stresa, sul Lago Maggiore.

Non si accede alle riunioni del Bilderberg senza invito, e non sono previste conferenze stampa ne' tantomeno vengono stilati precisi rapporti finali degli incontri.

Qualche giornalista può riuscire ad ottenere informazioni, ma non certo perché si presenta nella hall dell'hotel di turno e intervista i partecipanti... La security non fa sconti, anzi.

Diamo un'occhiata alla lista parziale dei partecipanti stilata da Daniel Estulin, riferita all'incontro tenutosi dal 31 maggio al 3 giugno 2007 a Istanbul (Turchia): citerò tutti i nomi italiani che compaiono, più qualche altro interessante nominativo.

Partecipanti italiani al Bilderberg 2007 secondo la lista di Daniel Estulin:

-Franco Bernabé, Vice Chariman, Rothschild Europe

-John Elkann, Vice Chairman, Fiat S.p.A

-Mario Monti, President, Universita Commerciale Luigi Bocconi

-Tommaso Padoa-Schioppa, Minister of Finance

-Giulio Tremonti, Vice President of the Chamber of Deputies


Ecco ora una selezione di altri interessanti nomi:

-Henry A. Kissinger [terza foto in alto, ndr], Chairman, Kissinger Associates (USA) (vedi nota 3)

-David Rockefeller (USA)
-Robert B. Zoellick, Deputy Secretary of State (USA) (attuale presidente della Banca Mondiale)
-José M. Durão Barroso, President, European Commission (Portugal/International)
-Timothy F. Geithner, President and CEO, Federal Reserve Bank of New York (USA)
-Nicolas Beytout, Editor-in-Chief, Le Figaro (France)
-Paul A. Gigot, Editor of the Editorial Page, The Wall Street Journal (USA)
onald E. Graham, Chairman and CEO, The Washington Post Company (USA)
-Victor Halberstadt, Professor of Economics, Leiden University; Former Honorary Secretary General of Bilderberg Meetings (the Netherlands)
-Jaap G. Hoop de Scheffer, Secretary General, NATO (the Netherlands/International)
-Josef Joffe, Publisher-Editor, Die Zeit (Germany)

-Anatole Kaletsky, Editor at Large, The Times (UK)
-Frank McKenna, Ambassador to the US, member Carlyle Group (Canada)
-Craig J. Mundie, Chief Technical Officer Advanced Strategies and Policy, Microsoft Corporation (USA)
-Peter D. Sutherland, Chairman, BP plc and Chairman, Goldman Sachs International (Ireland)
-Jean-Claude Trichet, Governor, European Central Bank (France/International)
-John Vinocur, Senior Correspondent, International Herald Tribune (USA)
-Martin H. Wolf, Associate Editor and Economics Commentator, The Financial Times (UK)
-Adrian D. Wooldridge, Foreign Correspondent,
The Economist

Diamo invece uno sguardo ai partecipanti italiani dal 1982 al 2000: questi personaggi sono stati invitati almeno una volta alle riunioni segrete del Bilderberg.

Romano Prodi
, Prof of Industrial Economics, Univ of Bologna (membro dello Steering Committee del Bilderberg, Presidente UE, attuale Presidente del Consiglio italiano, consulente Goldman Sachs)

Mario Monti, Commissioner ; ex-Bocconi Univ; ex-Banca Commerciale Italiana

Umberto Agnelli, Chair IFIL - Finanziaria di Partecipazioni SpA

Stefano Silvestri, Istituto Affari Internazionali; former Undersecretary of Defence

Paolo Zannoni, Vice President, Fiat SpA

Renato Ruggiero, Vice-Chair, Schroder Salomon Smith Barney; ex-WTO, ex-Trade Mnstr

Giovanni Agnelli
, Honorary Chairman, Fiat SpA

Alfredo Ambrosetti
, Chairman, Ambrosetti Group

Franco Bernabè, Special Rep. of Italy for Reconstruction Initiatives in the Balkans (attualmente presidente e azionista di maggioranza di FB Group, vice presidente di Rothschild Europe, consigliere d’amministrazione di PetroChina. Tra il 1998 e il 1999 è stato amministratore delegato di Telecom Italia, tra il 1992 e il 1998 amministratore delegato dell'Eni)

Emma Bonino, Member of the European Commission

Giampiero Cantoni, Chairman, Banca Nationale del Lavoro

Luigi Cavalchini, Permanent Representative to the European Union

Innocenzo Cipolletta, Director General, Confindustria (attualmente presidente delle Ferrovie dello Stato)

Mario Draghi, Treasury Director (attualmente Governatore della Banca d'Italia)

Paolo Fresco, Chairman, Fiat S.p.A.

Francesco Giavazzi
, Professor of Economics, Bocconi University, Milan

Giorgio La Malfa, National Secretary, PRI (nell'ambito del "processo Enimont" ha subito una condanna definitiva a 6 mesi e 20 giorni per finanziamento illecito)

Rainer Masera, Director General, I.M.I. S.p.A.

Gianni de Michelis, Minister of Foreign Affairs (attualmente segretario nazionale del Nuovo PSI)

Tommaso Padoa-Schioppa, Member of the Executive Board, European Central Bank (attualmente Ministro dell'Economia e delle Finanze. E' stato direttore generale per l'economia e la finanza dell'Unione Europea e vice direttore generale della Banca d'Italia. Dal 1998 al 2006 ha fatto parte del consiglio di amministrazione della Banca Centrale Europea)

Alessandro Profumo, CEO, Credito Italiano

Gianni Riotta, Deputy Editor, La Stampa

Virginio Rognoni, Minister of Defence

Sergio Romano, columnist, La Stampa, former Italian Ambassador to USSR

Carlo Rossella, Editor, Editrice La Stampa S.p.A. (poi direttore del TG5)

Domenico Siniscalco, Prof. Econs; Director of Fondazione ENI Enrico Mattei (Ministro dell'Economia e Finanze succeduto a Tremonti)

Barbara Spinelli, Editorialist and European Correspondent, La Stampa, Paris (e compagna di Tommaso Padoa-Schioppa)

Ugo Stille
, Editor-in-Chief, Corriere della Sera

Giulio Tremonti, Member of the Finance Commission, Chamber of Deputies (è stato vicepresidente del Consiglio dei Ministri e ministro dell'Economia e delle Finanze)

Marco Tronchetti Provera, Executive VP and CEO Pirelli SpA (Presidente di Telecom dal 2001 al 2006)

Walter Veltroni, Editor, L'Unità (attuale sindaco di Roma)

Ricordiamocene, quando questi signori intoneranno di nuovo l'inno del buon cittadino che deve votare, e la retorica della "stampa libera" italiana...

A proposito di stampa, ecco cosa capitò al giornalista inglese C. Gordon Tether.

Il 6 maggio del 1975 scrisse in una colonna del Financial Times:
"Se il gruppo Bilderberg non è una cospirazione di un qualche tipo, è condotta in modo da darne un'imitazione notevolmente buona".


L'anno seguente, il 3 marzo 1976, scrisse:
"Il Bilderberg ha insistito sempre sul coprire i loro incontri nella più stretta segretezza. Fino ad alcuni anni prima, questo è stato realizzato a tal punto che il loro conclave annuale è stato totalmente ignorato dalla stampa mondiale. Nel più recente passato, questo velo è stato alzato quel tanto che bastava perché oggi si sappia che quelle riunioni stavano avvenendo. Ma è rimasto in vigore il divieto totale di segnalare che cosa avviene... Ogni "complottista" che tiene d'occhio gli eventi legati al Bilderberg, continuerà a chiedere perché, se c'è così poco da nascondere, ci si sforzi tanto a nasconderlo". (vedi nota 4)

Questo commento non apparve mai sulle colonne del Financial Times: fu censurato dall'editore Mark Fisher (membro della Commissione Trilaterale), mentre il giornalista fu licenziato dalla sua mansione di columnist nell'agosto dello stesso anno.

Sempre sulla "stampa libera", segnalo questa dichiarazione del giornalista John Swinton: "Prostitute intellettuali".

Torniamo al Bilderberg, perché a questo punto potreste esservi fatti un paio di domande fondamentali:

1. Perché, nonostante il fatto che queste riunioni siano segretissime, da qualche tempo sembra che il gruppo Bilderberg non si preoccupi più di tenere nascosto il fatto stesso della sua esistenza?
2. E queste persone che vi partecipano, sono i reali manovratori del mondo?

Rispondo a queste domande secondo quanto ho appurato finora:

1. Perchè questi gruppi di potere stanno emergendo pubblicamente? Perché siamo giunti al "Finale di Partita": quando non è più necessaria una segretezza estrema perché non vi è più alcun inganno negli intenti dei pezzi chiave in posizioni strategiche.
Provate a farci caso: fino a non molto tempo fa, anche su internet erano sconosciute ai più realtà come il Bilderberg o il Bohemian Grove, mentre ora si inzia a parlarne anche in Italia senza troppi problemi.
Potrebbero essere due le motivazioni principali:

(A) perché tanto ormai il loro potere è così consolidato che non temono rovesciamenti di sorta;
(B) perché si sta spingendo a una "normalizzazione" di questi gruppi di potere sovranazionale, cioè si vuole assuefare la gente all'idea che queste dinamiche siano del tutto normali; e anzi, addirittura che sia cosa buona e giusta che un ristretto manipolo di menti illuminate, nemmeno conosciute dalla gente, guidi gli eventi mondiali ("per il nostro bene", of course, perché le persone sono bestie selvagge incapaci di badare a sè stesse... Assioma indimostrato su cui il potere fonda la propria esistenza).


2. I partecipanti al Bilderberg non sono i "grandi manipolatori": rappresentano invece il "braccio" dei veri manipolatori, quello finanziario e politico. Sono cioè coloro che "ci mettono la faccia", portati al potere quando serve e destituiti quando non servono più.
Non credo neppure che i "burattinai" siano i vari Rockefeller o Kissinger: anch'essi sono manovrati, da qualcuno di cui non credo conosceremo mai la faccia, anche se comunque stanno vicino al vertice della piramide di potere.


Resta il fatto che il Nuovo Ordine Mondiale ha già preso il suo avvio, in silenzio, un gradino per volta, attraverso una serie di gruppi di potere sovranazionali che eseguono precise direttive dall'alto, ognuno nel proprio ambito di competenza (competenza e ambito che si sono presi senza chiedere nulla a nessuno, auto-nominandosi guide illuminate per il bene dell'umanità...)

Daniel Estulin, che ho citato più sopra, ha redatto un report dell'incontro del Bilderberg in Turchia, che si può leggere in inglese sul suo blog:
Bilderberg 2007 Final Report, part 1
Una parte di questo report è stata tradotta in italiano da "Alcenero" e si può leggere su Come Don Chisciotte:
Prime conclusioni del Bilderberg 2007
Consiglio la lettura dell'originale inglese perché molto più ricca di informazioni.


Note:

1. Il successore del Principe d'Olanda alla guida del WWF fu il Duca Filippo di Edimburgo, il quale sosteneva con forza il progetto di depopolazione mondiale (leggi: genocidio di massa), ed ebbe a dichiarare idee di questo tenore:
"Non puoi tenere un gregge che non riesci a nutrire. In altre parole la conservazione può esigere la cernita e l’eliminazione per mantenere l’equilibrio tra il numero di ciascuna specie in rapporto ad un dato habitat. Mi rendo conto che si tratta di un argomento scottante, ma resta il fatto che l’umanità è parte del mondo vivente".
"Nel caso in cui mi reincarnassi, mi piacerebbe tornare sottoforma di un virus mortale, in modo da poter contribuire in qualche modo a risolvere il problema della sovrappopolazione".

Non c'è che dire, il WWF è proprio stato fondato e guidato da veri paladini dell'umanità.
E sempre sulla depopolazione, ecco due link dove ritroviamo, guarda caso, sempre gli stessi nomi: "Un nuovo genocidio" -- "Con la scusa dell'Ambientalismo. Progetti di sterminio".

2. Consulta la cronologia per seguire i più importanti eventi in cui sono implicati David Rockefeller e la Fondazione Rockefeller:
Cronologia del Nuovo Ordine Mondiale (4)
Cronologia del Nuovo Ordine Mondiale (5)
Cronologia del Nuovo Ordine Mondiale (6)
Cronologia del Nuovo Ordine Mondiale (7)

3. "Quello che ogni uomo teme è l’ignoto. Quando questo scenario si presenta si rinuncia volentieri ai propri diritti in cambio della garanzia del proprio benessere assicurata dal Governo Mondiale" (Henry Kissinger, Evian, Francia, 1991)
Anche di Kissinger ci occuperemo più estesamente nei prossimi giorni.
Per ora potete dare un occhio a questi link:
- Il Trattato di Westfalia, Kissinger e il Nuovo Ordine Mondiale
- Cronologia del Nuovo Ordine Mondiale
Tra l'altro, il papa Benedetto XVI ha recentemente chiesto proprio a questo cospiratore e assassino patentato di assumere il ruolo di consulente politico del papa...


4. Ecco gli originali in inglese:
"If the Bilderberg Group is not a conspiracy of some sort, it is conducted in such a way as to give a remarkably good imitation of one." "The Bilderbergers have always insisted upon clothing their comings and goings in the closest secrecy. Until a few years back, this was carried to such lengths that their annual conclave went entirely unmarked in the world's press. In the more recent past, the veil has been raised to the extent of letting it be known that the meetings were taking place. But the total ban on the reporting of what went on has remained in force....Any conspiratologist who has the Bilderbergers in his sights will proceed to ask why it is that, if there is so little to hide, so much effort is devoted to hiding it."


http://novoordo.blogspot.com/2007/06/il-gruppo-bilderberg.html
martedì, 03 giugno 2008


" [...] voi preti che vendete a tutti un'altra vita / se c'è come voi dite un dio nell'infinito / guardatevi nel cuore l'avete già tadito [...] " (Francesco Guccini, dal testo di Cirano, 1996).

dal Corriere della Sera:

Immigrati, l'Onu condanna l'Italia: «Politiche repressive e intolleranti»

La Farnesina: «Valutazioni premature». Napolitano: «Critiche? Ddl è davanti al Parlamento»

GINEVRA - Doppio attacco alla nuova normativa sull'immigrazione varata dal governo italiano. Dal Vaticano e dalle Nazioni Unite, per bocca dell'Alto commissariato per i diritti umani.

ONU - «Le politiche repressive così come gli atteggiamenti xenofobi e intolleranti contro l'immigrazione irregolare e le minoranze indesiderate rappresentano, in Europa, una seria preoccupazione». Non usa giri di parole l'Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Louise Arbour, che punta il dito proprio contro l'Italia, stigmatizzando la «recente decisione del governo di rendere reato l'immigrazione illegale» ed i recenti attacchi contro i Rom. La Arbour, intervenuta al Consiglio dell'Onu sui diritti umani riunito in sessione a Ginevra, ha affermato che «esempi di queste politiche ed atteggiamenti sono rappresentati dalla recente decisione del governo italiano di rendere reato l'immigrazione illegale e dai recenti attacchi contro i campi rom a Napoli e Milano».

[...]

IL VATICANO - Sul tema, nel frattempo, prende posizione anche il Vaticano. Ed è un giudizio simile a quello delle Nazioni Unite. «I cittadini di Paesi terzi, come cittadini comunitari - ha affermato da Nairobi il Segretario del Pontificio consiglio per i migranti, monsignor Agostino Marchetto [foto sopra, ndr], - non dovrebbero essere privati della libertà personale o soggetti a pena detentiva a causa di un'infrazione amministrativa». «In una recente intervista auspicavo in Italia, e non solo naturalmente, un equilibrio tra sicurezza e accoglienza - ha detto il prelato a Radio Vaticana -. Possiamo ora dilatare questo auspicio introducendo solidarietà, senso umano e giustizia» [ = più fondi per le vostre associazioni di "accoglienza", ndr]. «I governi - ha spiegato l'arcivescovo - hanno la loro competenza in tutto ciò, con dialogo multilaterale, perché nessuno oggi può risolvere questioni così complesse unilateralmente» [e certo, guai a non interpellarvi, ndr].

[...]

02 giugno 2008 (ultima modifica: 03 giugno 2008)

http://www.corriere.it/cronache/08_giugno_02/..........shtml



domenica, 01 giugno 2008


Angelo Bagnasco: "gli immigrati sono una risorsa per le società in cui lavorano, qualunque sia il loro status legale, ed è loro diritto che venga affrontato il problema della separazione familiare, temporanea o prolungata" (tratto da Repubblica.it del 30 maggio 2008).





dalla Gazzetta di Modena:

Pensioni gratis agli stranieri, è boom

Pier Luigi Salinaro

Senza aver mai versato contributi incassano 7.156 euro l’anno
Gli extracomunitari con carta di soggiorno fanno arrivare in città i genitori over 65 che all’Inps chiedono il ‘vitalizio’
Tredici mensilità da 550,5 euro, mentre un modenese non ne incassa più di 500 pur avendo versato contributi per anni

Ci sarebbe una certa preoccupazione anche a Modena per il dilagare di richieste d’ assegni sociali da parte di immigrati che, a quanto sembra, stanno mettendo in seria difficoltà l’Inps. Non esistono cifre precise del fenomeno a livello modenese (il fenomeno è nazionale), anche perchè i funzionari dell’ente di viale Reiter - contatti anche ieri - spiegano che dati e informazioni possono essere forniti solo dalla Direzione Generale di Roma. Dalla capitale ci spiegano che i dati, per singole province, possono rilasciarli solo dopo una richiesta scritta all’Inps di Modena, incaricata poi di inoltrarla alla stessa Direzione Generale. Insomma, forse fra qualche mese si potrà sapere qual’è la situazione modenese sul fronte assegni sociali agli immigrati.
Ma in che cosa consiste questa richiesta da parte degli immigrati degli assegni sociali?
Le cose stanno così: gli immigrati che hanno compiuto i 65 anni e non hanno redditi oppure sono sotto la soglia dei 5mila euro annui, hanno diritto a quella che una volta si chiamava “pensione sociale”.
Quando gli extracomunitari regolari residenti in città o in provincia con tanto di carta di soggiorno in regola e residenza, si sono accorti delle normativa di legge - tutto deriva dalla legge 388 del 2000 (inserita nella finanziaria 2001 dell’allora governo Amato) che ha riconosciuto l’assegno sociale anche ai cittadini stranieri - non hanno fatto altro che presentare domanda di ricongiungimento familiare e far arrivare a Modena genitori o parenti anziani. Tra gli immigrati extracomunitari, pare che gli albanesi siano stati gli antesignani e maestri in materia.
Come funzione questa legge varata dal parlamento italiano?
L’extracomunitario regolare, dopo aver fatto venire a Modena i congiunti, manda i familiari o il familiare ultra- 65enne all’Inps. Qui l’interessato autocertifica l’assenza di reddito oppure dichiara la pensione minima nello Stato di provenienza - che deve essere certificata - e il gioco è fatto. L’Inps a quel punto eroga 395,6 euro al mese di assegno sociale, più 154,9 euro di importo aggiuntivo. In totale 550,5 euro per 13 mensilità quindi 7.156 euro l’anno, esentasse. In sostanza genitori, nonni e parenti tutti over 65 di lavoratori extracomunitari, percepiscono i 7.156 euro all’anno, senza aver mai versato alcun contributo all’Inps.
Tutto questo mentre una buona fetta di pensionati modenesi, percepisce pensioni di 500 euro al mese, meno dell’assegno agli anziani stranieri e tutto questo dopo aver versato contributi e pagato tasse per una vita.
C’è poi un altro particolare che sa tanto di “beffa”: se il genitore, il nonno, il parente straniero a Modena non si trova bene, può tranquillamente tornare in patria, tanto l’assegno continua a decorrere. E nei paesi nordafricani con queste cifre si vive da “nababbi”. Ultimamente comunque sono satte adottate restrizioni e gli stranieri che beneficiano dell’assegno sociale non devono lasciare il nostro paese. Le domande degli stranieri per l’assegno sociale sarebbero in costante aumento e vengono quasi sempre accolte dall’Inps, visto che la legge non prevede nè un minimo di versamenti e nemmeno un certo tempo di residenza.

(21 maggio 2008)


http://espresso.repubblica.it/dettaglio-local/...........2026432




Avviso ai lettori: cambio provvisorio della linea editoriale
sabato, 09 febbraio 2008


Un breve spunto di riflessione:

"Il cappotto, in quella Roma che firmava accordi con Bruxelles oggi impensabili («Per ogni scaglione di 1000 operai italiani che lavoreranno nelle miniere, il Belgio esporterà in Italia tonnellate 2500 mensili di carbone...») è qualcosa di più che un capo di vestiario." *

Tratto dal libro La Casta, di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella (pp. 29-30, ed. Rizzoli)

Nel secondo dopoguerra lo Stato Italiano barattava propri cittadini con il carbone del Belgio. Sì sì, erano tempi duri, lo so. Ma voi vendereste i vostri figli per lenire l'indigenza? Oggi, invece, importiamo "figli altrui" a beneficio di nessuno, se non di un criminale sistema capitalistico-finanziario.

* [La sottolineatura non fa parte della citazione]
lunedì, 21 gennaio 2008
"Ahi serva Italia, di dolore ostello, 
nave sanza nocchiere in gran tempesta, 
non donna di province, ma bordello!"

Dante Alighieri, canto VI del Purgatorio
postato da: Filippo84 alle ore 12:03 | Permalink | commenti
categoria:citazioni, italia, cultura europea
domenica, 20 gennaio 2008


Nulla è cambiato. Anzi sì, ma non quello che i più si aspettano

Papa Ratzinger è un grande politico. Con poche mosse ha messo in difficoltà la giunta romana e le baronie dell’ateneo. Da buon capo della Chiesa sa bene dove tira il vento. Il vento va a “destra” nel senso delle tematiche, dei costumi dei “valori”. Anche se poi quella “destra” è fatta di uomini di sinistra, la sostanza non cambia. E la Chiesa sa bene, da sempre, porsi dalla parte del vento senza con ciò rinunciare mai a fare comunque di testa sua. Tanto per fare un esempio recente proprio il Papa ha ultimamente condannato la Globalizzazione. Ciò non gli ha impedito però di esaltare le onlus cattoliche, che della Globalizzazione sono un elemento strutturale di rilievo. Né questo ha impedito alla Chiesa, proprio la scorsa settimana, di celebrare la giornata dell’immigrante con squilli trionfali di tromba della Caritas, ovvero la grande organizzazione che considera la “contaminazione culturale e il meticciato una grande risorsa per il futuro dell’umanità”. E che gestisce, a questo fine globale e globalizzante circa la metà dell’otto per mille che si versa annualmente alla Chiesa cattolica (fonte ufficiale della Cei).

La Chiesa sa fare politica

Insomma da un lato Benedetto XVI critica la Globalizzazione, cogliendo appieno una certa richiesta generale, dall’altro la finanzia. Nulla di nuovo sotto il sole. Leone XIII, quello che condannò il capitalismo con la “Rerum Novarum” era il principale azionista della Banca di Roma; Pio XI, quello del Concordato, si è sperticato in encicliche antinaziste, in prediche antifasciste, in fronde continue contro il Regime e, per compiacere la Repubblica (massonica…) di Francia non esitò a scomunicare la cattolicissima Action Française. La Chiesa fa politica, la sa fare, la fa efficacemente, la fa da sempre.

Il Papato nella Globalizzazione

Questo per dire che? Semplicemente che Benedetto XVI sta facendo benissimo politica; una politica che, se mettiamo assieme strutture, dinamiche, tendenze e parole e diamo loro un significato appare chiarissima checché ne vogliano estrapolare a proprio piacimento i cristiani di destra e di sinistra. Il Papa che è un uomo di un certo rilievo, e con lui la Curia, hanno capito che l’impianto Global presenta crepe e che si avvia alla ristrutturazione. In questa ristrutturazione che avrà comunque uno spirito progressista (capital/comunista) mentre al momento, e forse a lungo, dominerà un’anima di destra (“valoriale”, in cerca di risposte al deserto esistenziale) la Chiesa si pone esattamente dove l’onda cresce: a sinistra nello spirito e nelle strutture, a destra nell’anima e nelle parole.

Il tutto allo scopo di acquisire spazi, poteri e mezzi sempre maggiori nella cogestione mondiale. Insomma il neo/neo/guelfismo cerca di aprire uno spazio al Papato nella Globalizzazione che possa ricalcare quello che ebbe nell’Impero.

Vietiam vietiamo!

Questa è la grande posta in gioco, poi c’è la piccola. I baroni universitari, arroganti di certo, che sono caduti nella trappola di contestare il Papa si sono fatti spazzar via. Benedetto XVI, che sa fare politica, ha fatto sì che si desse l’impressione non che rinunciasse Egli, come in realtà è accaduto, ad andare alla Sapienza ma che vi fosse stato escluso. L’alzata di scudi che ne è conseguita ha confermato questa versione (del resto non conta mai la realtà dei fatti ma come vengono presentati) con l’unico risultato, a breve, che verrà vietato anche il contestare. Non già il Papa in sé ma ogni autorità riconosciuta. Un altro passo avanti e molto deciso verso la prigionia globale!

Il nuovo consociativismo

Tutti presi dalla diatriba, da questa falsa dialettica, da quest’opposizione mediatica, in pochi hanno ascoltato le ragioni di chi anziché lanciare proclami ragionava. Sicché non so quanti abbiano fatto attenzione a un professore universitario che ha detto: “se iniziamo così poi dovremo per forza aprire anche a Mullah e a Rabbini”. Credo che nessuno se ne sia accorto ma è esattamente quello che succederà in breve tempo. La privatizzazione, ovvero la liquidazione dello Stato sovrano, della Res Publica, va di pari passo con il consociativismo interconfessionale che un altro paladino della Reazione di oggi, il Presidente Sarkozy, ha annunciato trionfalmente in Francia la scorsa settimana tra i sorrisi compiaciuti e gli appetiti manifesti di Vescovi, Mullah e Rabbini.

Qual buon senso Plotino

Alla fine della festa il Papa avrà vinto facilmente questa mano di gioco ma la posta, contrariamente a quanto ognuno dei singoli papisti di base fermamente speri, andrà su un altro tavolo, quello vero, a decidere della distribuzione delle carte del Mercante in Fiera.

E una volta di più chi si è fatto rapire da questa rissa mediatica, che sia cattolico o anticattolico, laico o clericale, di destra o di sinistra, avrà perduto il suo tempo. Chi abbia l’orgoglio, la volontà, la determinazione di aprirsi un cammino e di tracciare un destino, il che non gli impedisce affatto di seguire l’esempio cristico o, se lo preferisce, un altro modello archetipale, non può perdersi ancora e sempre nel vicolo cieco del dualismo e nella colonna sonora del clangore mediatico affidando ad altri, per delega, la propria affermazione. Mi torna in mente una massima plotiniana mai così attuale come oggi “Non esiste alcun Dio che combatta al posto di chi anziché impugnare le armi prega”.

Cari uomini eretti, che siate cattolici o meno, che siate ghibellini o no, ne riparleremo tra qualche Angelus, dopo l’applicazione della Legge Ferrero che la Caritas sta patrocinando a gran voce.

Gabriele Adinolfi

Fonte: NoReporter.Org
domenica, 20 gennaio 2008


Il governo britannico adotterà un nuovo linguaggio per riferirsi al radicalismo e terrorismo di matrice islamica: d'ora in avanti autorità governative e ufficiali della pubblica sicurezza adopereranno espressioni come "attività anti-islamica" e simili (!!!). Il ministro dell'Interno Jacqui Smith ha motivato la nuova "strategia" del governo con la considerazione che gli estremisti maomettani si comporterebbero in maniera contraria al messaggio della loro fede e quindi si macchierebbero di empietà. Sarebbero insomma niente più che delle teste calde che non combattono per nessuna causa religiosa.

Non è tanto della reale natura dell'Islam che dovremmo essere preoccupati, quanto dell'atteggiamento psicopatico delle autorità britanniche, timorose di urtare sensibilità aliene.

P.s.
Una battuta: ma i crociati erano cristiani?


Fonte: Daily Mail

"La guerra è pace, la libertà è schiavitù, l'ignoranza è forza" (1984, di George Orwell)


Neolingua orwelliana (parte II): vietato dire "haitiano"!
venerdì, 21 dicembre 2007
"Ciò che in tutti i luoghi la gente deve fare è praticare la limitazione delle nascite e i matrimoni misti, e ciò in vista di creare una sola razza in un mondo unico dipendente da un’autorità centrale"

G. Brock Chisholm (ex direttore dell'Organizzazione Mondiale della Sanità), in USA Magazine del 12 agosto 1955
lunedì, 03 dicembre 2007


In un'Europa che, anche e soprattutto nel nome dell'ideologia mondialista (al giorno d'oggi forse la sola ideologia realmente esistente), si vuole "aperta", "libera", "tollerante" e "democratica" (finendo per essere esattamente l'opposto), non dovrebbe ormai stupire più di tanto che certe innocue ma non allineate dichiarazioni vengano recepite come "scioccanti" o quanto meno "poco opportune" (il che equivale comunque ad una sostanziale delegittimazione). E' in simili frangenti che mi risuona in mente la famosa citazione di George Orwell: "In tempi di menzogna universale, dire la verità diventa un atto rivoluzionario". Eppure nella controversa intervista che Steven Patrick Morrissey (foto sopra), ex-cantante degli Smiths, ha rilasciato di recente alla rivista britannica New Musical Express (NME), non ci sarebbe nulla di particolarmente rivoluzionario se... se solo non vivessimo "in tempi di menzogna universale", appunto.
Perché le parole di Morrissey, il quale ha dichiarato di non voler più tornare a vivere in Inghilterra a causa di una esplosione migratoria che ne ha pesantemente alterato l'autentico panorama antropologico, non fanno altro che fotografare la realtà nuda e cruda del suo paese (egli è originario di Manchester, ma figlio di irlandesi). Realtà/verità che è prima di tutto visibile, osservabile, da molti anche vissuta (non sono mica tutti così scemi, o disonesti, da non accorgersi di cosa sta accadendo sotto gli occhi propri e di tutti!), e che in secondo luogo è suffragata da qualsiasi statistica demografica (vedere 1, 2 e 3).

Attraverso i suoi legali Morrissey ha deciso di citare in giudizio l'NME per un ar