sabato, 19 luglio 2008



da la Repubblica (del 29/02/2008):


Usa, primato dietro le sbarre
Un giovane nero su 9 in carcere

La popolazione carceraria è superiore a qualsiasi altro Paese: un bianco su 106, un ispanico su 36, un afro-americano su 15


WASHINGTON - Gli Stati Uniti hanno una popolazione carceraria superiore a quella di qualsiasi altro Paese al mondo e, per la prima volta nella storia degli Usa, più di un americano adulto su cento si trova dietro le sbarre. Lo ha scoperto uno studio pubblicato oggi dal Pew Center on the States, centro di studi economici e sociali.

Secondo il rapporto, la popolazione carceraria negli States è cresciuta di 25 mila detenuti nel 2007, arrivando a quasi 1,6 milioni. Altre 723 mila persone si trovano in prigioni locali, arrivando a un totale di circa 2,3 milioni di carcerati. Con una popolazione adulta Usa di circa 230 milioni, il nuovo dato significa che un americano adulto su 99 è dietro le sbarre. Facendo un confronto la Cina, per esempio, che ha una popolazione di oltre un miliardo di abitanti, è al secondo posto con 1 milione e mezzo di persone in carcere, seguito dalla Russia che conta 890mila detenuti.

I tassi di permanenza nelle carceri sono più alti per certi gruppi etnici: secondo i dati del 2006 un adulto americano bianco su 106 è dietro le sbarre, un ispanico su 36 è in prigione, mentre tra gli afro-americani la proporzione è addirittura di uno su 15, che sale a uno su nove se si guarda alla fascia di età compresa tra i 20 e i 34 anni.

Mentre gli uomini hanno dieci possibilità in più di finire in carcere rispetto alle donne, la popolazione femminile carceraria cresce in maniera rapida secondo il rapporto del Pew. Si trova in carcere una donna bianca su 355 (che diventa una su 265 tra i 35 e i 39 anni), ma la percentuale aumenta con le donne appartenenti a minoranze: per le nere il tasso è una su cento, per le ispaniche è una su 297.

I dati si discostano rispetto a quelli ufficiali del Dipartimento della Giustizia che è arrivato a una stima di un detenuto ogni 135 americani guardando alla popolazione americana nel complesso, non solo agli adulti. Per mantenere questa popolazione in ascesa, nel 2007 gli stati hanno speso 44 miliardi di dollari, contro i 10 miliardi di dollari del 1987. Nel 2005, l'ultimo anno per cui ci sono cifre nazionali disponibili, imprigionare qualcuno è costato oltre 23 mila dollari.

(29 febbraio 2008)

http://www.repubblica.it/2008/02/sezioni/esteri/.........html
venerdì, 18 luglio 2008




Leggi anche: Mafia e mafie: scoperti accordi tra camorra e criminalità cinese all'Esquilino (Roma)



da Rinascita:


Casalesi e mafia cinese: accordo perverso sui rifiuti

Venerdi 18 Luglio 2008 – 14:54 – Fernando Riccardi

Abbiamo parlato di recente (“Rinascita”, 11 luglio 2008) delle tante cosche malavitose che agiscono indisturbate o quasi nel territorio della regione laziale. Abbiamo trascurato, però, di analizzare ciò che di losco avviene nel processo dello smaltimento dei rifiuti che negli ultimi anni si è trasformato in un affare di proporzioni colossali. In questo particolare settore, stando alle indagini espletate dalla Dia, si sarebbe stretto una sorta di patto d’acciaio tra il clan dei Casalesi e la mafia cinese. Il perverso meccanismo andrebbe avanti più o meno così: tonnellate di rifiuti altamente tossici (scarti ospedalieri, solventi, composti chimici, vernici, materiali radioattivi) vengono stipati in capienti container i quali, grazie a documenti di trasporto abilmente contraffatti (l’immane carico di veleni viene fatto passare per ‘materie prime’), dal porto di Napoli salpano in direzione di Hong Kong e della Cina. Qui viene subito avviata una gigantesca operazione di smantellamento dei materiali tossici: centinaia di migliaia di lavoratori locali, in cambio di un risibile compenso (un dollaro e mezzo al giorno), si gettano a capofitto in quell’ammasso putrido di sostanze, incuranti dei rischi e delle contaminazioni, per recuperare pezzi ed elementi che poi saranno trasformati in giocattoli, occhiali da sole, capi di abbigliamento, cinte, scarpe, borse e quant’altro. Oggetti che verranno riversati nel nostro paese compiendo il percorso inverso da Hong Kong a Napoli. Il tutto sotto il controllo vigile dei Casalesi che, grazie alla collaborazione con gli uomini del dragone cinese, stanno facendo affari esorbitanti. Il crocevia di tali loschi traffici, a quanto pare, è il Lazio meridionale e, in particolar modo, la provincia di Frosinone. E la cosa non deve stupire più di tanto: da tempo, infatti, la camorra si è infiltrata profondamente nel cassinate e nella Ciociaria propriamente detta, mettendo in piedi una efficiente organizzazione che spazia dal mercato immobiliare alle attività commerciali, dall’usura allo sfruttamento della prostituzione, per finire, ovviamente, al traffico illecito dei rifiuti, l’affare del secolo. Senza dimenticare, poi, la favorevole posizione geografica di Frosinone e provincia, giusto al centro della Penisola, e la sua vicinanza con il porto di Napoli, punto focale dei traffici illeciti. Il giochetto, però, non avrebbe avuto così tanto successo se i clan nostrani non si fossero ‘gemellati’ con la malavita orientale. Non si può ignorare, infatti, che in Cina le norme in materia di rifiuti sono molto più elastiche delle nostre. In Italia, per smaltire legalmente 15 tonnellate di rifiuti pericolosi, si pagano all’incirca 60.000 euro. A Hong Kong, invece, per la stessa quantità, ne vengono chiesti soltanto 2.500. Ecco perché il ‘mercato dei rifiuti’ è così redditizio. Ecco perché quantità ingenti di scarti tossici, fatti passare per materie prime, da Napoli prendono la via dell’estremo Oriente. Un gigantesco business che è conveniente a 360 gradi. Alle aziende nostrane che per lo smaltimento pagano costi assolutamente irrisori e agli stessi clan malavitosi, italiani e cinesi che, controllando il traffico, introitano cifre colossali. E, sotto sotto, si fregano le mani anche politici e amministratori locali che non vedono l’ora di liberarsi delle ingombranti cataste di rifiuti che ammorbano il territorio. Tutti contenti, dunque. E pazienza, poi, se i nostri bimbi si troveranno a giocare con peluche al cadmio o con macchinine radioattive rigorosamente ‘made in China’. Questo, alla fin fine, è il prezzo che si dovrà pagare affinché ogni tassello vada ad incastrarsi nel suo giusto posto. Di fronte al ‘business’, del resto, non possono esistere scrupoli.


http://www.rinascita.info/cc/RQ_Politica/........shtml
venerdì, 18 luglio 2008




Leggi anche: Martiri d'Italia: Andrea Grassi



da ANSA.it (del 18/07/2008):


FURGONE TRAVOLGE AUTO A ROMA, MORTO RAGAZZO FERITO

ROMA - E' stato accusato di omicidio volontario Ignatiuc Vasile, il cittadino moldavo che la scorsa notte, in fuga dalla polizia, ha provocato l'incidente stradale nel quale ha perso la vita Rocco Trivigno. La polizia, coordinata dal primo dirigente Vincenzo Spinosi, al termine degli accertamenti e dei rilievi scientifici ha formulato l'accusa anche sulla base dell'aggravante del "dolo eventuale". Ignatiuc Vasile è risultato negativo al narcotest fatto in nottata dalla polizia. Il cittadino moldavo, trasferito nel carcere di Regina Coeli, aveva precedenti per rissa e ricettazione. A maggio aveva avuto un provvedimento di espulsione.

L'incidente, al termine di una folla corsa per sfuggire alla polizia che lo aveva intercettato in viale Liegi, a Roma, passando con tutti i semafori rossi ad una velocita' che ha toccato i 160 km all'ora, come indica la lancetta del contachilometri bloccato e trovato dalla polizia dopo lo schianto, all'incrocio tra via Nomentana e viale Regina Margherita, tra il furgone risultato rubato e l'auto, una Citroen C3, con a bordo i tre giovani.

L' impatto violento ha ridotto la macchina dei tre ragazzi in un ammasso di lamiere ed e' costato la vita, poco dopo il ricovero, a un giovane di 20 anni, Rocco Trivigno, che era stato trasportato in gravissime condizioni all'ospedale Sandro Pertini. La vittima era a bordo dell'auto con la sorella Valentina, ed un altro ragazzo, Nicola Telesca, ricoverato in gravi condizioni al Policlinico Umberto I di Roma.

Arrestato in nottata lo straniero di 23 anni che guidava il furgone, un Fiat Scudo rubato a Roma circa 20 giorni: con se' non aveva documenti e, secondo i riscontri fatti sulla banca dati della Polizia, era gia' destinatario di un provvedimento di espulsione dal territorio nazionale. La via dove e' avvenuto l'incidente e' la stessa dove lo scorso 22 maggio morirono una coppia di fidanzati travolti dalla folle corsa di un'auto che non rispetto', anche quella volta, il semaforo rosso.

[...]

http://www.ansa.it/opencms/...........html
venerdì, 18 luglio 2008



da Romauno News:


Esquilino: camorra e criminalità cinese. Sette arresti

15/07/2008 ore 16:05
CRONACA

La camorra controllava l’importazione di merce contraffatta dalla Cina e poi reinvestiva gli introiti milionari in immobili e attivita’ imprenditoriali. La Dia, la direzione investigativa antimafia della polizia, dopo una serie di intercettazioni telefoniche, ha scoperto il sistema di importazione della merce falsa dalla Cina al quartiere dell’Esquilino e poi in tutta Italia. La merce veniva praticamente imposta ai commercianti dell’Esquilino, sia cinesi che italiani. Alcuni di loro, stanchi delle minacce, sono stati costretti a chiudere. Dal paese asiatico la merce arrivava in primo luogo a Napoli, qui sui capi di abbigliamento venivano apposte le etichette contraffatte delle più importanti marche. La merce diventata “griffata" e veniva poi tenuta a Cassino nei magazzini di altri affiliati all'organizzazione criminale. Poi la merce arrivava all'Esquilino pronta ad essere immessa sul mercato romano. Al termine dell’operazione, denominata “Grande muraglia”, sono state eseguite 7 ordinanze di custodia cautelare tra Roma, Napoli e Cassino e sono stati sequestrati beni per oltre 5 milioni di euro. A capo dell’organizzazione c’era Salvatore Giuliano, pentito, anche grazie alle sue testimonianze si e’ riusciti a ricostruire il modo in cui operava il gruppo che gestiva l’importazione di merce falsa. Giuliano era un capo camorrista del rione Forcella di Napoli, il clan aveva messo su una rete di rapporti tra Cina, Napoli, Cassino e Roma anche con lo scopo di controllare gli affari dell'Esquilino, i soldi del “mercato del falso” venivano reinvestiti in concessionari di automobili, bar e ristoranti. Le persone arrestate sono tutte italiane, due invece gli imprenditori cinesi indagati. Il gruppo camorristico, insieme agli intermediari cinesi, si riuniva in via Principe Amedeo, vicino Termini. Nella sede della Dafa consulenze, qui venivano presi accordi per affari commerciali e immobiliari.

(Redazione di Romauno)

http://www.romauno.tv/newstestuale.php?id=5164
lunedì, 14 luglio 2008




Vedi anche: Auto incendiate in Francia - parte II (del 28 aprile 2007)



da 20Minutes.fr (del 14/07/2008):


Près de 300 voitures incendiées en France

Deux cents quatre-vingt dix-sept véhicules ont été incendiés et cent vingt et une personnes ont été interpellées en France dans la nuit du 13 au 14 juillet, selon un bilan communiqué ce lundi à 08h par le ministère de l'Intérieur.
Selon ce bilan, sur les 297 véhicules incendiés, la majorité l'a été en Ile-de-France avec 211 véhicules détruits par les flammes.
Lors de cette nuit du 13 au 14 juillet, au niveau national, 121 personnes ont été interpellées, dont 102 en Ile-de-France, et 72 ont été placées en garde à vue, dont 52 en Ile-de-France.

Un gymnase détruit par les flammes

Dans les Hauts-de-Seine, à Asnières-sur-Seine, un commissaire de police a été blessé par le ricochet d'un tir d'un engin pyrotechnique. Son état de santé n'a pas été précisé.
Enfin à Gonesse (Val-d'Oise), un gymnase de 8.000 m2 a été à moitié détruit par un incendie «d'apparence criminelle», avait indiqué dans la nuit une source policière.
En 2007, un bilan arrêté plus tôt, à 06h, par le ministère de l'Intérieur, avait fait état, pour la nuit du 13 au 14 juillet, de 266 véhicules incendiés dont 195 en Ile-de-France, 100 personnes interpellées, dont 89 en Ile-de-France, et 46 placées en garde à vue dont 43 en Ile-de-France.


http://www.20minutes.fr/article/241955/.........php
sabato, 12 luglio 2008



da Effedieffe:


La globaltax

Ludovico Polastri   
10 luglio 2008

Un mio collega in questi giorni mi ha confessato che la sua azienda ha deciso di posticipare il pagamento dello stipendio dalla metà del mese successivo all’inizio del mese seguente.
In pratica percepirà la busta paga dopo due mesi.
Così facendo, mi diceva, non riesce più a pagare la rata del mutuo che scade a fine mese ed è stato costretto a chiedere aiuto alla sua famiglia.
Ha deciso pertanto di rimettersi sul mercato del lavoro con quindici anni di esperienza nella progettazione di schede elettroniche.
Le offerte economiche per il cambio lavorativo sono state al ribasso non superando i 1.500 euro/mese, straordinari e sabati compresi.

Il fenomeno che sta colpendo le province più industrializzate è stato delineato anche dalla pubblicazione dei recenti dati da cui emerge la frenata se non la diminuzione degli stipendi per i dipendenti privati.
Questi fenomeni portano, nelle zone del Paese a maggior vocazione industriale, delle conseguenze enormi.
Vorrei prendere come paragone quello di una provincia che maggiormente si distingue per il tasso occupazionale nella piccola e media industria, esempio anche di una società civile che si sta avviando verso un cambiamento socio-culturale epocale.
La provincia in questione è quella di Brescia.

E’ una provincia che riassume paradigmaticamente tutti gli effetti che la globalizzazione porta con sé dove sono presenti distretti industriali importanti quali quello della siderurgia, della lavorazione dei materiali non ferrosi (mi riferisco alle zone della Val Trompia come Lumezzane patria, ormai ex, del pentolame e della posateria) dell’industria tessile (ormai in dismissione), della lavorazione della gomma, delle calzature.
Settori che impiegano moltissimo personale operaio e non, per centinaia di migliaia di persone (il solo distretto della lavorazione di metalli occupa circa 135.000 persone).
La dimensione media dell’impresa bresciana non supera i 20 addetti.
Il mercato del lavoro evidenzia una forte differenza tra domanda e offerta, determinata da fattori demografici e da elementi strutturali che riguardano da un lato le caratteristiche del sistema produttivo e dall’altro i profili e le aspettative delle nuove forze di lavoro.

Le figure operaie e assimilabili costituiscono ancora una parte preponderante dell’occupazione totale bresciana, il che influisce sul tipo e la qualità delle assunzioni, che non stanno al passo con il crescente livello di istruzione e le elevate aspettative professionali dell’offerta di lavoro.
L’alta richiesta, da parte delle imprese, di figure di basso profilo professionale, fa sì che la provincia di Brescia sia una delle aree con il più alto tasso di abbandono scolastico precoce.
E a questo si accompagna anche il fenomeno della sottoccupazione o disoccupazione intellettuale (cioè occupazione del lavoratore al di sotto delle proprie aspettative in base al titolo di studio conseguito) rispetto al livello d’istruzione di molti giovani.
D’altra parte il livello di scolarizzazione crescente, comunque inferiore alla media nazionale, induce nei giovani la scarsa disponibilità a svolgere mansioni di tipo elementare, ricoperte dalle aziende grazie ai flussi di immigrazione.
Brescia infatti è salita alla ribalta come prima città d’Italia per immigrazione clandestina.

I lavoratori provenienti dall’estero rappresentano ormai il 30%-40% nelle categorie degli operai meno qualificati dei settori nevralgici delle manifatture. Questo flusso enorme di stranieri dalle etnie più disparate ha portato conseguenze sociali inevitabili, punta di iceberg che si sta estendendo in altre parti del Paese. Anche in altre regioni quali Emilia Romagna, Toscana, Piemonte questo fenomeno sta crescendo esponenzialmente.
L'attuale situazione di instabilità economica, che mette in pericolo molti posti di lavoro, e la nuova regolazione del mercato del lavoro, che esalta la flessibilità e l’abbandono progressivo del concetto di rapporto di lavoro a tempo pieno e indeterminato e del mito del posto di lavoro a vita, hanno provocato l’interruzione della trasmissione delle conoscenze che da generazioni venivano tramandate da persona a persona.
L’ignoranza ha preso il sopravvento a fronte anche di prodotti tecnologicamente arretrati e poveri di contenuti innovativi.
Con queste premesse l’invasione incontrollata di personale straniero è stata una conseguenza portando problemi non irrisori.

Parlavo con una insegnante elementare che mi ha confessato che il livello di alfabetizzazione, a seguito dell’inserimento continuo di bambini immigrati si sia dovuto abbassare a tal punto che alla fine della quinta elementare i bambini non riescono ancora a possedere gli elementi basilari per sostenere un dialogo o scrivere correttamente.
Infatti i bambini stranieri all’interno della propria famiglia parlano la lingua d’origine, che spesso è un dialetto (non si pensi pertanto all’inglese o al francese).
La conseguenza è stata che le famiglie più abbienti portano i propri figli alle scuole private.
Ci sono plessi didattici dove la percentuale di immigrati sfiora l’80%.


Il tasso di natalità, che per la famiglia bresciana non supera il figlio, è stato ampiamente compensato con i ricongiungimenti familiari degli stranieri arrivando a 3-4 figli per coppia (e a quello che vedo è in rapido aumento in quanto in giro si vedono solo straniere incinte).
Così con una persona che lavora ci sono altre 4-5 persone che godono di servizi sanitari, sociali ecc., gratuiti per il basso reddito familiare.
Non mi addentro nelle problematiche religiose che si stanno delineando all’orizzonte, problematiche che porteranno a tensioni inevitabili
(1), mi limito a riportare le parole, nella nota, del filosofo bresciano E. Severino (2).
A fronte di persone che lavorano una consistente fetta di stranieri delinque.
Le carceri cittadine ospitano per il 70% stranieri.

Riporto una testimonianza di una ragazza, testimonianza censurata, ovviamente, dalla stampa locale: «Sono donna e ho 19 anni. Vivo a San Polo Vecchio al confine con due quartieri (San Polo nuovo e San Polino) in cui il tasso di criminalità è veramente alto. Abito a 10 minuti dal centro da cui passo tutti i giorni per andare a scuola, quindi direi che vivo benissimo la situazione bresciana. Adesso siamo in luglio e io personalmente dal mese di settembre (inizio della scuola) ho subito 6 tentativi di scippi (in autobus, in stazione) tutti in pieno giorno, ho visto uomini stranieri masturbarsi per le vie del centro in pieno giorno e sempre uomini stranieri strusciarsi su di me sull’autobus e palpare in ogni modo. So per certo che da sola in certe vie è meglio non andarci (vedi via San Faustino) e che quando fa buio è meglio non prendere un autobus nè aggirarsi in città senza essere almeno in una decina. So che quando vado in giro in macchina da sola devo sempre abbassare le sicurezze perchè in certi luoghi (Ospitaletto, Mandolossa) potresti trovarti un trans nudo/a in macchina oppure qualcuno potrebbe aprirti la portiera e rubarti tutto ciò che hai. Ho subito 2 furti in casa nel giro di pochi mesi e tutti da parte di zingari residenti a Buffalora e dopo che il sindaco e il parroco gli hanno fornito cibo, istruzione, luce, gas, acqua corrente e pure una cascina tutta per loro hanno deciso di incendiarla perchè non gli piaceva come erano accomodati. In stazione (e anche in altri luoghi) spacciano di tutto e di più, defecano dove ne hanno voglia e se vedono che sei sola ti inseguono (facendo commenti) fino a che non trovi una buona anima che ti difenda. Questo è quello che vivo io tutti i giorni».

Ritorniamo alle dinamiche del mondo lavorativo.
E’ sempre stato detto che gli stranieri non rubano il posto agli italiani.
Non prendo in considerazione i ragazzi storditi dal consumismo e smidollati su cui si sono già sprecati fiumi di inchiostro.
Voglio mettere a confronto le prospettive che ha un ragazzo in gamba a fronte di questi cambiamenti sociali.
La risposta è che se fino a non molto tempo fa le aziende riconoscevano il lavoro «specializzato» maggiormente rispetto a quello a basso contenuto ora, con l’introduzione di lavoratori stranieri che rappresentano ormai la maggioranza della forza lavoro e che si svendono per pochi euro all’ora il rifare il lavoro, che prima era un costo, è diventata prassi endemica nel ciclo produttivo con la conseguenza che anche lavori ritenuti di nicchia come i pulitori, fresatori, spazzolatori, tornitori, ecc., non vengono più retribuiti quanto prima.
E’ diventata una guerra tra poveri con il cappio usuraio del mutuo bancario, mutuo che non potrà mai essere estinto per l’impossibilità di mantenere lo stesso tenore di vita.

Le aziende private (tra cui una molto nota del posto) stanno inoltre importando tecnici dalla Cina e dall’India a 800 euro al mese.
I nostri tecnici tra un po’ non avranno più futuro.
Sulla stampa locale tutti questi fatti vengono chiamati enfaticamente «prova di multietnicità».
Suggerisco a chi ha un figlio di non farlo studiare in questo Paese ma di dargli una cultura internazionale, di fargli imparare le lingue, di toglierlo da questo marciume e da questa distruzione pianificata.

A Napolitano che ha commentato: «Senza gli immigrati il sistema Italia si bloccherebbe» risponderei: senza di te non ci fermeremmo di sicuro.
Alle imprese invece metterei una tassa: la globaltax per aver importato e continuare ad importare la globalizzazione con tutte le sue storture.


Ingegner Polastri Ludovico



1) Si è concluso sabato 7 giugno 2008, con la cerimonia della consegna dei  diplomi, il primo Corso di formazione in Italia per imam e dirigenti di moschee e centri islamici che si è svolto presso la moschea di Brescia. Al corso - riporta un comunicato degli organizzatori - hanno partecipato oltre 30 guide spirituali musulmane provenienti dalle province settentrionali del Paese ed aderenti a tutte le tendenze culturali organizzate delle minoranze islamiche in Italia.
2) Severino: «Troppi stranieri, città cambiata». Qual è il fattore di maggior rischio? «Quello religioso, in prima linea. Non faccio parte di quelli convinti che l’Islam sia uguale al’integralismo. Ma l’Islam storicamente è una categoria astratta, mentre in concreto, nella storia, ci sono interpretazioni del messaggio di Maometto che spesso sono molto in contrasto con la nostra cultura. Trovo incomprensibili certi atteggiamenti caritativi della Chiesa bresciana verso gli stranieri. Encomiabili, ma forse non si rendono conto delle conseguenze». Lei ha dovuto cambiare qualche abitudine, in questi anni? «Viaggio spesso per lavoro. Tempo fa mi sono trovato a Catania e a Palermo e notavo che lì a mezzanotte la gente era fuori per strada, nei caffè, parlava, rideva, scherzava. A Brescia io da anni non esco più dopo le otto di sera, non lo fa nessuno».


http://www.effedieffe.com/content/view/3859/180/
giovedì, 10 luglio 2008



da Panorama:


Omicidio Federica. Confessa El Gordo: “Sono stato io"

redazione  Giovedì 10 Luglio 2008

Victor Diaz Silva, il 28enne uruguayano arrestato per l’omicidio della 21enne Federica Squarise [foto sopra, ndr], ha confessato. Catturato mercoledì sera a Tarragona, a circa 200 chilometri da Lloret de Mar, la località dove la ragazza padovana ha trovato la morte, El Gordo - questo il soprannome per il fisico corpulento e con le braccia coperte di tatuaggi - non avrebbe opposto resistenza e, dopo l’arresto, ha subito ammesso le sue responsabilità.
In giornata dovrebbe essere trasferito a Blanes, dove sarà interrogato dal magistrato titolare dell’inchiesta, per verificare anche se non abbia agito con altri complici. Fidanzato (e non sposato) con una cameriera di Lloret del Mar madre di un figlio avuto da una precedente relazione, Victor Diaz Silva - incastrato anche dalle immagini delle telecamere a circuito chiuso piazzate davanti alla discoteca Yates - era stato l’ultima persona avvistata il 30 giugno scorso in compagnia di Federica, prima del successivo ritrovamento del corpo della ragazza in un giardino pubblico della località catalana.
L’autopsia praticata ieri ha spinto gli inquirenti a ipotizzare che quello di Federica, che presentava probabilmente segni di violenza carnale, sia stato un omicidio a sfondo sessuale. Pur avendo escluso le ferite da arma da fuoco e da coltello, i medici, come ha scritto il quotidiano locale Diari de Girona, hanno ipotizzato che la giovane sia stata uccisa con un colpo alla testa oppure soffocata.
“Mi auguro che faccia la stessa fine di mia figlia”, ha dichiarato ieri il papà di Federica una volta saputo dell’arresto.



http://blog.panorama.it/italia/2008/07/10/..........
postato da: Filippo84 alle ore 15:35 | Permalink | commenti (1)
categoria:italia, attualita, cronaca, spagna, immigrazione, criminalita, martiri
lunedì, 07 luglio 2008




Vedi anche: Londra multietnica, Londra assassina: cade il 18° adolescente del 2008



da ANSA.it:


Londra: muore teenager pugnalato

Salgono a 19 i giovani accoltellati a morte a Londra nel 2008

(ANSA) - LONDRA, 7 LUG - Con il decesso in ospedale di un ragazzo di 14 anni e' salito oggi a 19 il numero degli adolescenti accoltellati a morte a Londra nel 2008. Il ragazzo deceduto oggi era stato pugnalato il 17 giugno in Great Dover Street, durante una violenta zuffa tra adolescenti [il 14enne si chiamava David Idowu, cognome che tradisce chiare origini africane, ndr]. Invano i medici del Royal London Hospital hanno cercato di salvarlo. Le lesioni provocate da colpi di coltello allo stomaco e al petto si sono rivelate fatali. Del decesso ha dato notizia Scotland Yard che indaga per omicidio.


http://www.ansa.it/site/notizie/.............html
sabato, 05 luglio 2008


Non si arresta la spirale di violenza e morte nella capitale britannica, metropoli simbolo in Europa del "progresso", della "modernità" e, per i non informati, della "serena convivenza multietnica". Shakilus Townsend [foto sopra], 16 anni, è il diciottesimo teenager nel 2008 a morire di morte violenta, il tredicesimo ad essere mortalmente accoltellato. I responsabili sono ancora una volta giovani neri che appartengono alle gang etniche della città. Sono da chiarire i motivi per cui a Shakilus è stata tesa un'imboscata.

Proprio qualche giorno fa Barbara Wilding, capo della polizia del South Wales, lanciava un allarme (il quale sembra arrivare molto in ritardo): la fedeltà tribale, il senso di appartenenza al branco, ha rimpiazzato i legami familiari in una "quasi ferina" generazione di adolescenti.
Enver Solomon, del
Centre for Crime and Justice Studies, sottolinea che nelle aree urbane stanno emergendo forme alternative di strutture sociali e culturali basate su rispetto, onore, territorialità. La violenza è forma mentis accettabile e ordinaria.

Questi gli articoli presi in esame:
  1. I want my mum: The last words of teenager stabbed to death in 'planned ambush in dispute over girl', di Stephen Wright (Daily Mail, del 5 luglio 2008)
  2. Top police officer Barbara Wilding: gang life replacing family life, di Richard Ford (The Times, del 2 luglio 2008)
venerdì, 04 luglio 2008


"Il sistema sociale è al collasso e vengono travolti tutti, italiani e non" - dice un ispettore della Polizia.


A Torino i pusher africani, soprattutto nigeriani, sono i padroni violenti ed arroganti del territorio nei pressi del parco Stura, ribattezzato Tossic Park. Eroinomani italiani e stranieri delirano, piangono, rantolano, singhiozzano, mentre strisciano come animali tra le siringhe per terra. La disperazione dei residenti, che oppongono sbarre e cancellate all'invasione delle palazzine.
In un condominio del quartiere San Donato un uomo italiano massacra di botte la sua compagna, anch'ella italiana. Lui ha perso il lavoro e deve mantenere una figlia di 12 anni.

A Milano, in una casa popolare situata nella periferia oltre piazzale Loreto, è in corso una lite: un italiano di 40 anni, padre di un figlio piccolo, si è infuriato perché i peruviani che abitano all'ultimo piano urlano e tengono alto il volume della musica. E' la rabbia di chi vive nella promiscuità, di chi cerca di tirare avanti nella giungla metropolitana.
Fuori dalla discoteca Old Fashion, in un'area urbana non proprio marginale, risse tra giovani che si tempestano di calci e pugni.

Siamo a Padova, dove in via Manara è stata creata una cancellata per isolare le prostitute extracomunitarie e le barriere del centro commerciale servono a isolare gli spacciatori nel parcheggio. Ma pare che non siano servite a molto.
Due marocchini (in regola con i documenti) si sono presi a coltellate per una questione di soldi. Saranno entrambi denunciati per lesioni aggravate: un altro fascicolo è pronto ad intasare i nostri tribunali.

Ci spostiamo a Rimini, cittadina felice nell'immaginario italico (o perlomeno lo era un tempo). Qui l'arrivo di 11 mila stranieri regolari (più tutti i clandestini), su un totale di 138 mila residenti, ha modificato, e non in meglio, gli equilibri sociali.
Sette ragazzi stranieri vengono fermati e controllati dalla polizia: tre non hanno i documenti.

Infine Napoli, dove, oltre all'emergenza rifiuti, persiste l'emergenza di sempre: la droga, gli scippi, l'abusivismo, le truffe e la violenza che ruotano attorno alla camorra.
In via della Bussola due sorelle forzano la porta di un appartamento disabitato e lo occupano per disperazione, dicono. La polizia decide di arrestare le due donne, ma qualche centinaio di persone del quartiere circonda minacciosamente il palazzo. Arrivano altre volanti, ma c'è poco da fare: gli agenti sono costretti a scappare.

Potete leggere tutto questo in un lungo articolo dell'Espresso del 12 giugno 2008, intitolato Inferno notte, a firma di Riccardo Bocca (cliccare sul collegamento).

http://archiviodisupporto.splinder.com/post/17693103/Inferno+notte
venerdì, 04 luglio 2008



da il Giornale - ed. Genova:


Un pregiudicato albanese ha travolto e ucciso Andrea

venerdì 04 luglio 2008, 07:00
di Redazione

Secondo voci non confermate, nè smentite, sarebbe un albanese con precedenti penali il ladro d’auto che martedì sera, su una vettura rubata, dopo avere travolto e ucciso lo studente Andrea Grassi, di appena 17 anni, ha fatto perdere le sue tracce dileguandosi subito dopo lo schianto. I primi sospetti sull’identità del fuggitivo sarebbero supportati dai molti rilievi eseguiti sul luogo dell’incidente dalla polizia scientifica. Sangue e impronte digitali inchioderebbero l’uomo alle sue responsabilità. In questura e da parte del pm Cristina Camaiori, titolare dell’inchiesta, c’è il massimo riserbo perchè una possibile fuga di notizie potrebbe impedire la cattura dell’uomo. Ma non è escluso che l’extracomunitario abbia già varcato il confine. Sulla fuga del ladro-pirata sono emersi anche altri particolari. Dopo avere imboccato contromano una strada del quartiere Begato e avere investito Andrea, l’uomo si è rifugiato in un palazzo usato come dormitorio e di lì è fuggito ancora, riuscendo a far perdere le tracce. La ricostruzione di quanto è accaduto nei minuti successivi allo scontro è stata resa possibile dall’incrocio di alcune testimoni che si trovavano nella zona. Il ladro, al volante di un’Audi, era inseguito da una pattuglia della polizia che aveva scoperto la provenienza furtiva della vettura sparita tra il 23 e il 24 giugno in via Geminiano Superiore. Il fuggitivo stava cercando di superare un autobus in via Maritano quando ha invaso la corsia opposta e investito il giovane scooterista. Quindi è scappato lasciando l’auto e una giovane vita spezzata.
Intanto uno zio della vittima, Antonio Fiorentino, che ieri ha assistito ad un altro inseguimento, questa volta tra un’auto privata, ha lanciato un appello colto dal dubbio che quell’episodio possa avere attinenza con la morte del nipote. «Ho visto - ha riferito - una vecchia Opel Corsa bianca lanciata ad tutta velocità e con un finestrino rotto, inseguita da uno scooter rosso con a bordo un uomo che gridava al conducente della vettura di fermarsi. Ne ho parlato anche con la polizia. Mi è venuto il dubbio che l’uomo al volante dell’auto che ho visto sfrecciare potesse essere il pirata che ha ucciso mio nipote e che dopo aver passato la notte nella boscaglia ha rubato un’auto per fuggire. Potrebbe essere un’ipotesi campata in aria, tuttavia lancio un appello all’uomo con lo scooter rosso affinché vada in questura per spiegare la circostanza».


http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=273726
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giovedì, 03 luglio 2008



da la Repubblica:


Roma, arrestato dopo 14 anni
"Uccise durante una rapina"


Incastrato dalle impronte su un pezzettino di carta: "Allora non era ancora schedato"

ROMA - Quattordici anni dopo, è stato risolto il giallo di un'anziana professoressa di pianoforte, strangolata a Roma durante una rapina in casa. E' un nomade di 31 anni l'assassino di Liliana Grimaldi, la pensionata di 74 anni assassinata nel maggio del 1994 con una calza di nylon stretta attorno al collo perché aveva reagito al suo aguzzino allora 17enne, sorpreso a rubarle in casa, in via Belloni- zona Eur, 500.000 lire e pochi oggetti d'oro.

L'uomo è stato rintracciato nella capitale, nel campo nomadi di via delle Sette Chiese, non distante dall'appartamento della vittima. H. M. appartiene ad una famiglia di giostrai; la madre risulta ricercata per undici rapine ad anziani. Il nomade è stato incastrato dalle impronte lasciate su un pezzettino di carta trovato vicino al collant usato per uccidere l'anziana. "Il foglio - spiega il capo della mobile romana - era stato già analizzato nel 1994 ma allora il presunto omicida aveva solo 17 anni e non era ancora schedato".

Era stata la figlia Silvana a fare la macabra scoperta quel lunedì di 14 anni fa. Preoccupata perché la madre non rispondeva al telefono, era andata a controllare e aveva trovato il cadavere, sul pavimento del tinello. La vittima indossava un vestito di cotone, le scarpe ai piedi come se fosse pronta ad uscire o fosse appena rientrata. Due stanze dell'appartamento erano state messe completamente a soqquadro: armadi aperti, cassetti gettati a terra. Sui fornelli, la caffettiera che l'anziana stava preparando quando fu strangolata con un paio di collant.

(3 luglio 2008)


http://www.repubblica.it/2008/07/sezioni/cronaca/.........html
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martedì, 01 luglio 2008


Dopo il blog The Fallen List, segnaliamo un altro interessante sito britannico: I Am An Englishman. Vicino alle idee politiche del British National Party, il sito si distingue, oltre che per l'utile e costantemente aggiornata rassegna delle news, per le rubriche The Enemy Within (volti, nomi, ruoli e citazioni di multietnicisti ed immigrazionisti, per la gran parte politici e alcuni dei quali di origini straniere), Quote of the Week (citazioni da vari articoli di giornale) e Rogues Gallery (galleria, ovviamente non esaustiva, di immigrati di prima e seconda generazione che hanno ucciso, violentato o molestato uomini, donne e bambini britannici). Nel menu, a sinistra, vari archivi contenenti notizie e informazioni su omicidi e violenze sessuali degli anni passati.
Anche questo sito andrà ad arricchire la lista dei collegamenti del blog.


http://www.iamanenglishman.com/
lunedì, 30 giugno 2008




Vedi anche: Cassazione: il clandestino va espulso anche se convive con un'italiana. Bene così



da Il Gazzettino Online:


«Non è reato discriminare i nomadi che rubano»

La Cassazione annulla la condanna al sindaco di Verona, Tosi. Aveva detto: «Dove arrivano gli zingari ci sono furti»

Roma

Ha vinto un round importante, in Cassazione, il sindaco leghista di Verona Flavio Tosi, entrato al 'Palazzaccio' con una condanna a due mesi di reclusione per «propaganda di idee disciminatorie» e uscito con l'annullamento del verdetto, per nuovo esame, con l'indicazione della Suprema Corte - ai giudici di merito della Corte di Appello veronese - di non considerare reato le iniziative politiche che hanno come obiettivo i comportamenti illegali di appartenenti alle minoranze etniche e non le etnie di per sè.
In particolare, la Suprema Corte - nelle motivazioni della sentenza 13234 della Terza sezione penale con le quali lo scorso dicembre ha accolto il ricorso di Tosi - osserva che quando si tratta di «temi caldi come quello della sicurezza dei cittadini» bisogna fare attenzione a non accusare i politici di commettere incitamento all'odio razziale quando intendono prendere iniziative discriminatorie non in nome della diversità razziale ma a fronte dei «comportamenti criminali» di soggetti di determinati gruppi.
Tosi, insieme ad altri quattro leghisti (Matteo Bragantini, Lucio Coletto, Enrico Corsi e Maurizio Filippi) era stato rinviato a giudizio dal pm veronese Guido Papalia per essere stato promotore di una petizione nella quale si chiedeva «lo sgombero immediato di tutti i campi nomadi abusivi e provvisori e che l'amministrazione non realizzi nessun nuovo insediamento nel territorio comunale».
La raccolta di firme era stata pubblicizzata da manifesti con su scritto «no ai campi nomadi, firma anche tu per mandare via gli zingari». A carico di Tosi, all'epoca (2001) capogruppo regionale della Lega, e a riprova della volontà discriminatoria erano state considerate anche le parole da lui pronunciate: «Gli zingari - aveva detto - dovevano essere mandati via perché dove arrivavano c'erano furti». Ma «la discriminazione - avverte la Suprema Corte - si deve fondare sulla qualità del soggetto (nero, zingaro, ebreo ecc) e non sui comportamenti. La discriminazione per l'altrui diversità è cosa diversa dalla discriminazione per l'altrui criminosità. In definitiva un soggetto può anche essere legittimamente discriminato per il suo comportamento ma non per la sua qualità di essere diverso».
In proposito i difensori dei leghisti - avanzando una obiezione ritenuta «in larga misura fondata» dagli 'ermellini' - avevano sottolineato che il pensiero di Tosi non era razzista in quanto «la contrapposizione tra ladro e non ladro non esprime un'idea di superiorità, ma di semplice differenza di comportamento». Ancora, per quanto attiene la frase di Tosi, la Suprema Corte aggiunge che «la frase anzidetta non esprimeva alcuna idea di superiorità o almeno non superiorità fondata sulla semplice diversità etnica, ma manifestava solo un'idea di avversione non determinata dalla qualità di zingari delle persone discriminate ma dal fatto che tutti gli zingari erano ladri». E questo, per i supremi giudici, «non è un concetto di superiorità o odio razziale, ma un pregiudizio razziale». Punibile se «contiene affermazioni categoriche non corrispondenti al vero».
«Tuttavia su un tema acceso come quello della sicurezza che crea forti tensioni emotive - conclude la Cassazione - non si può estrapolare una frase poco opportuna per attribuire all'autore idee razziste senza esaminare il contesto e valutare gli elementi a discolpa».
E la Suprema Corte rimprovera alla Corte di Appello di non aver considerato che i leghisti «avevano precisato di non avere avversione verso i Sinti in quanto tali, ma solo nei confronti di quelli che rubavano». Ora il caso si riapre nell'appello bis.


http://www.gazzettino.it/VisualizzaArticolo...........Pagina=4
sabato, 21 giugno 2008




Lola, il nome della vittima, è una ragazza bianca di 21 anni che la sera del 12 giugno è stata stuprata da due nordafricani. I malviventi le avrebbero rimproverato di non portare il velo.



da DH.be:

Violée en pleine gare

(20/06/2008)

Lola, 21 ans, a été agressée par deux hommes. Des navetteurs ont vu mais n'ont pas réagi

SAINT-GILLES C'est un père indigné, écoeuré, scandalisé qui nous parle. "Ma fille a été violée gare du Midi. À Bruxelles. Capitale de l'Europe. En toute impunité."
C'était le 12 juin. "Ma fille revenait de Waterloo. Il était 21 h. À sa sortie de train, elle s'est dirigée vers le Bancontact." Un endroit de passage. C'est pourtant là que le drame s'est déroulé.
"En plein milieu d'une gare. Mais comment est-ce possible ?", poursuit le papa de Lola, 21 ans. "Deux hommes lui ont reproché de ne pas porter le voile. Ma fille est jolie. Elle est blonde aux yeux bleus."
Tout s'est ensuite passé très vite. "Un des agresseurs a sorti un couteau. Ma fille a été plaquée contre le mur du Bancontact. Le couteau sous la gorge, un des gars l'a violée. L'autre a regardé."Il était 21 h. Il fait encore clair dehors et la gare est loin d'être vide. "Des gens sont passés. Ma fille est certaine d'avoir vu au moins trois personnes. Aucune ne s'est arrêtée pour la sauver."
Le viol terminé, les agresseurs sont partis, tranquilles. "C'étaient deux Nord-Africains. Ils n'avaient même pas de cagoules. Et ne me dites pas que je suis raciste parce que je vous donne leur origine ! Ma fille a été violée car elle ne portait pas de voile. Ça, c'est la réalité !"
Lola s'est rendue chez son amie. "Dois-je vous dire dans quel état elle était ?" Quelques minutes plus tard, la jeune femme était hospitalisée.
Bien évidemment, une plainte a été déposée. "Les policiers ont été très professionnels. Les vêtements ont été saisis. L'ADN a été prélevé."
Mais, hélas, les coupables courent toujours... "Suite à la mort de Joe Van Holsbeeck, on avait crié haut et fort qu'il allait y avoir plus de sécurité dans les gares. Vous avez la preuve avec ma fille que rien n'a changé. Il n'y a pas de caméra aux quatre coins de la gare du Midi qui est quand même une des gares les plus fréquentées."
Marc est amer. "Je n'en peux plus de cette Belgique où tout est permis. On laisse comme ça des zones de non-droit à des jeunes à la dérive. Ces violeurs ne voulaient qu'une seule chose : abuser de ma fille, la posséder et la dénigrer car elle n'était pas comme ils entendent que les jeunes filles soient... C'est une honte."

Emmanuelle Praet


http://www.dhnet.be/infos/faits-divers/..........html