
Leggi prima: Dateci il Gran Muftì al posto del prete (del 10 novembre 2007)
da la tribuna di Treviso (del 14/07/2008):
Moschea clandestina, bufera sul prete
Stiffoni: «Va allontanato»
Ma don Aldo replica: «Spazi dati per il ritrovo»
Bufera sulla moschea allestita nel seminterrato dei locali della parrocchia di Paderno. Ad attaccare il parroco don Aldo Danieli è il senatore della Lega Piergiorgio Stiffoni. «Di fronte a tale disobbedienza dovrebbe essere rimosso», commenta. Ma don Aldo precisa: «Io non concedo spazi specificatamente per la preghiera, ma per degli incontri. Se poi pregano non vado a controllare con il lumicino».
Il parroco di Paderno si ritiene dunque estraneo alla vicenda della preghiera «sotterranea» nel seminterrato della sala parrocchiale che, secondo quanto raccontato da chi frequenta quel luogo per il culto, avviene tutti i giorni della settimana tranne il venerdì, e coinvolge solo 3-4 persone per volta.
Lo stesso vale per la preghiera del lunedì notte alle 3, un rito tradizionale nella religione islamica. Il sabato, in occasione di feste collettive, i musulmani si trovano anche in 100. In quel caso dopo la festa segue di solito un momento di preghiera, come è avvenuto lo scorso sabato sera: i musulmani si sono ritrovati per festeggiare la nascita di un bambino e poi hanno fatto un breve raccoglimento.
In 30 poi si sono fermati fino alle 3 del mattino. «Nel seminterrato ci sono ancora i tappeti che i musulmani hanno lasciato in attesa di trovare un luogo per il culto - ammette don Aldo - Ma io non ho concesso lo spazio specificatamente per la preghiera. In ogni caso, se anche si dovessero trovare in 3 persone per mettere a posto le loro cose e poi magari pregano, non credo bestemmino. Beati loro se lo fanno. Magari facessimo anche noi così. La possibilità di pregare è un diritto fondamentale dell’uomo».
Mentre dalla Curia vige ancora il silenzio sulla questione (ieri il vescovo era irreperibile), a parlare sono i politici.
La vicenda ha scatenato le polemiche della Lega, in particolare del senatore Piergiorgio Stiffoni, che ha colto l’occasione per sparare a zero sul parroco di Paderno. «Don Aldo non si rende conto su quale brutta china si è messo - commenta Stiffoni - Se fosse un mio dipendente l’avrei già rimosso».
Per il senatore ovviamente eventuali provvedimenti spettano al vescovo don Andrea Bruno Mazzocato. «Non entro nel merito di questioni interne - continua - Credo però che il vescovo sia fin troppo buono. In ogni caso, mi sembra che il parroco si stia prendendo gioco del vescovo. Mi pare che i parroci abbiano giurato obbedienza al vescovo e quindi devono osservare i dettami che vengono dalle gerarchia e non fare i ribelli».
La vicenda della preghiera «carbonara» è destinata quindi a far parlare di sé, e a lungo. A settembre inizierà il Ramadam e la questione di un spazio «ufficiale» per il luogo di culto ritornerà con più vigore dei mesi passati. I musulmani hanno chiesto a don Aldo gli spazi della parrocchia. «Ne ho parlato con il vescovo - spiega don Aldo - E la decisione spetta a lui».
Sulla vicenda interviene anche il vice-presidente della provincia di Treviso Floriano Zambon di Forza Italia. «E’ necessario vedere chi la vuol fare, dove, quanti sono. Comunque la costruzione della moschea riguarda i musulmani, come avviene per tutte le altre minoranze religiose che si sono organizzate per trovare un loro luogo di culto».
La preghiera «sotterranea» è scattata dopo la cacciata dei musulmani lo scorso novembre, quando la Curia aveva indotto il parroco a fare marcia indietro sulla concessione degli spazi parrocchiali agli islamici. Ora si apre un nuovo fronte di polemiche.
Stiffoni: «Va allontanato»
Ma don Aldo replica: «Spazi dati per il ritrovo»
Bufera sulla moschea allestita nel seminterrato dei locali della parrocchia di Paderno. Ad attaccare il parroco don Aldo Danieli è il senatore della Lega Piergiorgio Stiffoni. «Di fronte a tale disobbedienza dovrebbe essere rimosso», commenta. Ma don Aldo precisa: «Io non concedo spazi specificatamente per la preghiera, ma per degli incontri. Se poi pregano non vado a controllare con il lumicino».
Il parroco di Paderno si ritiene dunque estraneo alla vicenda della preghiera «sotterranea» nel seminterrato della sala parrocchiale che, secondo quanto raccontato da chi frequenta quel luogo per il culto, avviene tutti i giorni della settimana tranne il venerdì, e coinvolge solo 3-4 persone per volta.
Lo stesso vale per la preghiera del lunedì notte alle 3, un rito tradizionale nella religione islamica. Il sabato, in occasione di feste collettive, i musulmani si trovano anche in 100. In quel caso dopo la festa segue di solito un momento di preghiera, come è avvenuto lo scorso sabato sera: i musulmani si sono ritrovati per festeggiare la nascita di un bambino e poi hanno fatto un breve raccoglimento.
In 30 poi si sono fermati fino alle 3 del mattino. «Nel seminterrato ci sono ancora i tappeti che i musulmani hanno lasciato in attesa di trovare un luogo per il culto - ammette don Aldo - Ma io non ho concesso lo spazio specificatamente per la preghiera. In ogni caso, se anche si dovessero trovare in 3 persone per mettere a posto le loro cose e poi magari pregano, non credo bestemmino. Beati loro se lo fanno. Magari facessimo anche noi così. La possibilità di pregare è un diritto fondamentale dell’uomo».
Mentre dalla Curia vige ancora il silenzio sulla questione (ieri il vescovo era irreperibile), a parlare sono i politici.
La vicenda ha scatenato le polemiche della Lega, in particolare del senatore Piergiorgio Stiffoni, che ha colto l’occasione per sparare a zero sul parroco di Paderno. «Don Aldo non si rende conto su quale brutta china si è messo - commenta Stiffoni - Se fosse un mio dipendente l’avrei già rimosso».
Per il senatore ovviamente eventuali provvedimenti spettano al vescovo don Andrea Bruno Mazzocato. «Non entro nel merito di questioni interne - continua - Credo però che il vescovo sia fin troppo buono. In ogni caso, mi sembra che il parroco si stia prendendo gioco del vescovo. Mi pare che i parroci abbiano giurato obbedienza al vescovo e quindi devono osservare i dettami che vengono dalle gerarchia e non fare i ribelli».
La vicenda della preghiera «carbonara» è destinata quindi a far parlare di sé, e a lungo. A settembre inizierà il Ramadam e la questione di un spazio «ufficiale» per il luogo di culto ritornerà con più vigore dei mesi passati. I musulmani hanno chiesto a don Aldo gli spazi della parrocchia. «Ne ho parlato con il vescovo - spiega don Aldo - E la decisione spetta a lui».
Sulla vicenda interviene anche il vice-presidente della provincia di Treviso Floriano Zambon di Forza Italia. «E’ necessario vedere chi la vuol fare, dove, quanti sono. Comunque la costruzione della moschea riguarda i musulmani, come avviene per tutte le altre minoranze religiose che si sono organizzate per trovare un loro luogo di culto».
La preghiera «sotterranea» è scattata dopo la cacciata dei musulmani lo scorso novembre, quando la Curia aveva indotto il parroco a fare marcia indietro sulla concessione degli spazi parrocchiali agli islamici. Ora si apre un nuovo fronte di polemiche.
(14 luglio 2008)
http://espresso.repubblica.it/dettaglio-local/..........2033298
postato da: Filippo84 alle ore 15:43 | Permalink | commenti
categoria:italia, politica, deliri, cronaca, islam, chiesa cattolica, cristianesimo, multiculturalismo, interviste e opinioni
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