dal blog Saura Plesio (Nessie):
05 June 2008
Viale Jenner e l'impossibile convivenza
Orbene il fatto è avvenuto di fresco in quella vecchia Milano, là un po' fuori mano. Ma non è di S. Ambrogio che parliamo bensì dell'assedio di Viale Jenner. Il quale inizia ogni venerdi a mezzogiorno dove accorrono quasi duemila "fedeli a oltranza" al centro islamico. E poiché il capannone industriale dismesso che ospita la moschea non ce la fa più a contenerli tutti, allora si sistemano a pregare sui marciapiedi, sulle isole spartitraffico, seduti su tappeti e stipati in file da dieci persone strette l'una accanto all'altra. Così scriveva ieri 4 giugno la cronista Giovanna Maria Fagnani sul "dorso milanese" (ndr: le pagine delle cronache di città) dentro il Corriere della sera. I risultati sono evidenti: tra Viale Jenner, Via Guerzoni e via Butti non si circola più ed è impossibile per i residenti entrare e uscire da portoni e androni senza essere insultati e minacciati, perché "si calpesta un luogo sacro". Off limits anche garage e passi carrai. Quando la sottoscritta scriveva su questo blog che c'era il rischio di trasformare il suolo italiano in dar al islam (territorio dell''islam) e di non essere più padroni a casa nostra [più che "territorio dell'islam", l'Italia è la terra di furbi, arroganti e prepotenti, tra mafie che spadroneggiano nel Meridione con i loro eserciti privati e accattoni, straccioni, gang criminali di ogni nazionalità che infestano il Centro e il Nord, ndr], i soliti sinistri l'accusarono di spirito visionario e ovviamente del solito "razzismo" . Ora siamo al redde rationem. Ma non basta.
Dopo la preghiera iniziano i bivacchi sul marciapiede, le risse e l'allestimento improvvisato di bancarelle per la vendita abusiva di cellulari, scarpe e vestiti.
Nei mesi scorsi i residenti hanno scattato foto e realizzato filmati, spediti a tutte le istituzioni (al Presidente Napolitano, al sindaco Moratti, alla Giunta milanese ecc. ). L'unico a rispondere all'appello finora è stato l'assessore regionale della Lega Davide Boni, che ha organizzato ieri sera proprio in via Butti (una delle vie interessate al problema) un convegno dal titolo "Viale Jenner: una convivenza difficile, quali soluzioni?" insieme alla Associazione "Terra e Popolo". Si lamentano i commercianti che hanno i loro esercizi ubicati proprio sulle citate vie, perché in quella mattinata lavorano poco o non lavorano affatto. "Tutte le mattine, poi, devo lavare per terra, perché usano i muri come le latrine" , dice uno di loro. Il presidente del centro islamico Abdel Hamid Shari afferma dal canto suo, che tutta la colpa sarebbe della giunta, la quale non provvede a dar loro immobili o aree dismesse da prendere in affitto. Ciò, ovviamente è pretestuoso. Quanti ce ne vorrebbero di locali, visto che ad ogni concessione effettuata avviene una sorta di escalation di richieste? Eppoi inutile negare l'evidenza che si creano zone di degrado urbano. Meglio non concedere un bel niente, visto l'arroganza e la protervia dimostrata.
Va detto che in questi ultimi tempi, la questione islamica è caduta un po' sotto il cono d'ombra di altre emergenze (rom, delinquenza ad opera di bande di clandestini, ecc.) per la stampa e per i grandi media [vero, ma attenzione a non cadere nel tranello della sterile polemica fra occidentalisti anti-islam da una parte e multiculturalisti oltranzisti dall'altra, o tra pro-Fallaci e anti-Fallaci: cagnara che quasi sempre finisce per distogliere l'attenzione dalle ragioni e dalle conseguenze reali dell'immigrazione di massa, liquidate con il semplicistico "purché rispettino le nostre leggi", con la faccenda del velo o altro, ndr]. Questo non vuole dire che non ci sia più. Anzi, questi ultimi episodi rivelano una vera e propria crescente conflittualità e insofferenza in chi deve sopportare questo stato di cose. La soluzione è sempre quella: non facciamone entrare più e monitoriamo severamente quelli che già ci sono, rimpatriando senza indugi gli irregolari. Un'altra domanda corre alla mente: è possibile con i mezzi che ci sono effettuare un censimento? Ricordiamoci pure che ogni esitazione da parte nostra, crea prepotenza, pervasività e invasione da parte loro.
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