venerdì, 18 luglio 2008




Leggi anche: Martiri d'Italia: Andrea Grassi



da ANSA.it (del 18/07/2008):


FURGONE TRAVOLGE AUTO A ROMA, MORTO RAGAZZO FERITO

ROMA - E' stato accusato di omicidio volontario Ignatiuc Vasile, il cittadino moldavo che la scorsa notte, in fuga dalla polizia, ha provocato l'incidente stradale nel quale ha perso la vita Rocco Trivigno. La polizia, coordinata dal primo dirigente Vincenzo Spinosi, al termine degli accertamenti e dei rilievi scientifici ha formulato l'accusa anche sulla base dell'aggravante del "dolo eventuale". Ignatiuc Vasile è risultato negativo al narcotest fatto in nottata dalla polizia. Il cittadino moldavo, trasferito nel carcere di Regina Coeli, aveva precedenti per rissa e ricettazione. A maggio aveva avuto un provvedimento di espulsione.

L'incidente, al termine di una folla corsa per sfuggire alla polizia che lo aveva intercettato in viale Liegi, a Roma, passando con tutti i semafori rossi ad una velocita' che ha toccato i 160 km all'ora, come indica la lancetta del contachilometri bloccato e trovato dalla polizia dopo lo schianto, all'incrocio tra via Nomentana e viale Regina Margherita, tra il furgone risultato rubato e l'auto, una Citroen C3, con a bordo i tre giovani.

L' impatto violento ha ridotto la macchina dei tre ragazzi in un ammasso di lamiere ed e' costato la vita, poco dopo il ricovero, a un giovane di 20 anni, Rocco Trivigno, che era stato trasportato in gravissime condizioni all'ospedale Sandro Pertini. La vittima era a bordo dell'auto con la sorella Valentina, ed un altro ragazzo, Nicola Telesca, ricoverato in gravi condizioni al Policlinico Umberto I di Roma.

Arrestato in nottata lo straniero di 23 anni che guidava il furgone, un Fiat Scudo rubato a Roma circa 20 giorni: con se' non aveva documenti e, secondo i riscontri fatti sulla banca dati della Polizia, era gia' destinatario di un provvedimento di espulsione dal territorio nazionale. La via dove e' avvenuto l'incidente e' la stessa dove lo scorso 22 maggio morirono una coppia di fidanzati travolti dalla folle corsa di un'auto che non rispetto', anche quella volta, il semaforo rosso.

[...]

http://www.ansa.it/opencms/...........html
martedì, 01 luglio 2008




Quel che leggerete dalle agenzie di stampa e in un estratto di articolo datato al 24 aprile scorso (vedere sotto) di sicuro non sarà mai abbastanza per arrestare il disfacimento etnico e culturale delle società europee prodotto dalla continua espansione afro-asiatica, ma potrebbe (come al solito, siamo cauti) segnare quantomeno l'inizio di una "stagione della legalità" connessa al fenomeno migratorio e di un controllo più stretto dei territori nazionali. Le popolazioni autoctone non potrebbero che giovarne, anche se non ancora in misura sufficiente...
Per quanto riguarda la Spagna si segnala inoltre un intervento del 17 giugno 2008.



da Il Sole 24 ORE (24/04/2008):


ZAPATERO, SOCIALISTA LIBERA TUTTI? NO, È LEGHISTA – NEL 2007 LA SPAGNA HA ESPULSO IL 90% DEGLI IMMIGRATI IRREGOLARI – ED È STATO ANNUNCIATO UN AUMENTO DELLA SEVERITÀ NEI CONTROLLI E NEL RILASCIO DEI DOCUMENTI…

Michele Calcaterra per “Il Sole 24 Ore”

La Spagna è, alle spalle degli Usa, il principale Paese d'immigrazione nel mondo, con 569mila arrivi all'anno di media nel periodo tra il 2000 e il 2005. Tant'è vero che il 10% circa dei 41 milioni di abitanti è straniero. Naturalmente non tutti sono regolari. Si calcola infatti che i clandestini siano almeno un milione e questo nonostante nel 2005 il Governo Zapatero abbia proceduto alla regolarizzazione in blocco di oltre mezzo milione di "sin papeles".
Negli ultimi anni la Spagna ha stretto però le maglie. E ieri il nuovo ministro del Lavoro, Celestino Corbacho, ha dichiarato: «Bisogna far sapere a chi arriva in Spagna che il benessere è frutto del lavoro di molta gente e non possiamo metterlo in crisi». Vale a dire, d'ora in avanti l'immigrazione sarà fortemente regolamentata e ci sarà più severità nella concessione dei documenti.
Gli ultimi dati annunciati dal Governo all'inizio dell'anno riferiscono che nel 2007 la Spagna ha espulso 9 immigranti irregolari su 10. Un record reso possibile grazie al maggiore controllo delle frontiere e del territorio, ma grazie anche a un aumento del 25% delle forze di Polizia. In valore assoluto, comunque, i rimpatri di clandestini si sono dimezzati tra il 2006 e il 2007 (da 99mila a circa 56mila) come conseguenza dell'ingresso a tutti gli effetti di Bulgaria e Romania nella Ue. A livello più generale, negli ultimi 4 anni i rimpatriati complessivi sono stati circa 370mila, il 43,3% in più rispetto alla precedente legislatura guidata da Aznar.

[...]



http://www.ilsole24ore.com/



da Tgcom (09/06/2008):


Immigrati, alt da Francia e Germania

"Solo regolarizzazioni una tantum"

Giro di vite alle regolarizzazioni di massa degli immigrati clandestini in Europa. Ad auspicarlo sono i ministeri dell'Interno di Francia e Germania, riuniti a Straubing, nel sud della Germania, per un consiglio dei ministri franco-tedesco. Le due parti si sono accordate per proporre che gli Stati membri dell'Ue procedano a delle legalizzazioni "una tantum" tenendo conto delle situazioni personali dei cittadini stranieri.
La Francia punta a far adottare ai 27 paesi un "patto" europeo sull'immigrazione, una delle quattro priorità della presidenza di turno francese dell'Unione europea al via il prossimo 1 luglio. Ogni Stato membro potrà conservare, tuttavia, la discrezionalità di procedere a delle legalizzazioni "una tantum".
Parigi e Berlino intendono infine rafforzare la loro cooperazione per l'applicazione di misure per mettere fine al soggiorno illegale degli immigrati. In discussione anche la possibilità di ricorrere ai voli collettivi di rimpatrio degli espulsi nei loro Paesi d'origine.


http://www.tgcom.mediaset.it/mondo/.........shtml




da ASCA:


IMMIGRATI: FRANCIA, ESPULSI IN 5 MESI 80% IN PIU' RISPETTO A 2007

(ASCA-AFP) - Parigi, 19 giu - La Francia ha espulso circa 15 mila immigrati illegali nei primi cinque mesi del 2008, l' 80 per cento in piu' rispetto all'intero 2007. Sono questi i primi dati forniti dal ministro francese per l'Immigrazione, Brice Hortefeux.
Il numero delle carte di soggiorno fornite dal governo e' aumentato del 16 per cento, riflettendo un ''evidente cambio di direzione verso un'immigrazione professionale'', ha dichiarato il ministro.
Il presidente Nicolas Sarkozy, eletto lo scorso anno sulla promessa di rafforzare l'attuale legge appellandosi ad una ''immigrazione selezionata'', ha consegnato nei giorni scorsi ai Ventisette dell'Unione europea il progetto per un ''patto europeo sull'immigrazione e sull'asilo''. Il progetto verra' negoziato durante i sei mesi di presidenza della Francia all'Unione europea. Parigi presiedera' l'Unione europea a partire dal primo luglio prossimo.



http://mobile.asca.it/interna.php?idnotizia=763169



da ADUC Immigrazione (19/06/2008):


Il Senato dice no al diritto di voto per gli stranieri

Il Senato francese ha rifiutato di concedere il diritto di voto alle elezioni amministrative agli stranieri non originari di Paesi dell'Unione europea, nell'ambito di un progetto di legge di riforma delle istituzioni. Diversi emendamenti che chiedevano il diritto di voto presentati dai senatori socialisti, verdi, comunisti e radicali di sinistra sono stati respinti dalla maggioranza di destra con l'appoggio del governo. I senatori della maggioranza hanno argomentato che non e' possibile concedere il diritto di voto agli stranieri senza reciprocita' e che e' piu' semplice per gli stranieri residenti chiedere la naturalizzazione per esercitare i loro diritti civili. I cittadini dell'Ue possono votare alle amministrative dopo sei mesi di residenza in Francia, mentre gli stranieri extracomunitari non ne hanno il diritto, neanche dopo anni di soggiorno.



http://www.aduc.it/dyn/immigrazione/noti.php?id=224169
domenica, 15 giugno 2008


da Townhall.com:

Thursday, June 12, 2008

Viral Video on Immigration Costs

By Amanda Carpenter

Video testimony from a Florida hospital administrator about the millions of tax dollars spent providing health care for illegal aliens is spreading like wildfire on the internet.

Last April, Carol Plato, director of services from Martin Memorial Medical Hospital, told members of Florida’s House Committee on State Affairs about the extreme financial burdens illegal immigrants have imposed on her hospital. The Florida House of Representatives posted video from the day’s testimony and later an immigration enforcement advocate clipped her segment and uploaded it to YouTube, where it’s received almost 400,000 views to date [numero già abbondantemente superato, ndr].

In the video, Plato testifies: “In 2001, we had a Guatemalan, an illegal patient in our hospital. He was there from 2001 and until 2003. He had over $1.5 million in health care services. We forcibly returned him to his home county of Guatemala at our own cost of $30,000. You ask why am I telling you about a case that happened in 2003? Because today that case is not over. We have spent and are spending up to a quarter of a million dollars in legal fees because his family here in the United States is suing us because they think it as inappropriate for us to return this illegal patient to his home country.”

She also reminds Florida lawmakers of the $100 million providing healthcare for illegal aliens in 2007. [See video and transcript below].

The video was uploaded by a man whose YouTube screen name is SoFlaPatriot [video segnalato più in basso, ndr].

In an interview with Townhall, SoFlaPatriot said he participates in lobbying activities with two immigration enforcement groups called Floridians for Immigration Enforcement and Bridges Across America.

“A lot of people are angry,” SoFlaPatriot said. He asked Townhall not to publish his real name because of threatening comments that have been posted in the comments section of the video, but is happy more people are finding out about the expenses of illegal immigration because he uploaded the video.

“I’m definitely gratified this got out there,” he said. “This is public domain stuff. There’s got to be a lot more of it out there. People just need to find it and post it.”

Below is the video and transcript of Plato’s testimony.

[Il video dell'utente SoFlaPatriot, ndr]

PLATO: In 2001, we had a Guatemalan, an illegal patient in our hospital. He was there from 2001 and until 2003. He had over $1.5 million in health care services. We forcibly returned him to his home county of Guatemala at our own cost of $30,000. You ask why am I telling you about a case that happened in 2003? Because today that case is not over. We have spent and are spending up to a quarter of a million dollars in legal fees because his family here in the United States is suing us because they think it as inappropriate for us to return this illegal patient to his home country.

Currently, as of today, I have a patient from Mexico who has been in my hospital for 760 days. He has severe brain damage, has no family, no friends. His charges to date for almost two years is $1.5 million and we have contacted the Mexican Consulate four times, we have contacted Immigration and nobody will help us return this patient to Mexico. We are even willing to spend our own $30,000 to return this patient. We can’t get anyone to help us with that.

In 2007, the Florida Hospital Association estimates that there was $100 million in costs for illegal care. That affects all of us. One of the major problems that health care institutions have today that you need to be aware of is ongoing care. If somebody comes into our emergency rooms we don’t turn them away. But if someone comes into our emergency room and they have renal failure and they require dialysis, right now I have six patients, illegal, undocumented patients that we are seeing every three days for renal dialysis. For all this I have talked about we have received no reimbursement. This obviously affects all of us in this room. Our health care costs are severely affected by this. I would also like to end with pointing out that a large percentage of the babies born at our facility are from illegal parents.”

QUESTION: Ma’am, when you know they are illegal do you report them to federal authorities so you they can get them?

PLATO: We have tried and we have been told on numerous occasions that they’re only interested if a crime has been committed. And, from what I understand they’re not even interested then.

QUESTION: So the fact that they’re illegal is not enough crime?

PLATO: Correct.


http://www.townhall.com/...........viral_video_on_immigration_costs
mercoledì, 04 giugno 2008


da RaiNews24:

Roma | 3 giugno 2008
Berlusconi: immigrazione clandestina non sara' reato, ma un'aggravante

"Il Parlamento e' sovrano e deciderà secondo coscienza e buon senso". Lo ha detto il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi in una conferenza stampa congiunta con il presidente francese, Nicolas Sarkozy, a proposito delle critiche all’ipotesi di introduzione del reato di immigrazione clandestina.
"Personalmente - ha aggiunto Berlusconi - penso che non si può perseguire qualcuno per la permanenza non regolare nel nostro Paese condannandolo con una pena, ma questa può essere una aggravante se commette un reato".
Secondo il premier "non c'è stato un monito Onu [oh sì che c'è stato invece, ndr], ma una dichiarazione smentita circa un giudizio negativo su qualcosa che e' ancora in divenire e che il Parlamento sovrano deve ancora decidere".
Nel corso della conferenza stampa si è parlato anche dello stop imposto dal governo tedesco sull'ipotesi di un ingresso dell'Italia nel "5+1", il gruppo dei cinque membri permanenti del Consiglio di sicurezza dell'Onu più la Germania, che conduce i negoziati sul nucleare iraniano [viva l'Europa "unita"!, ndr], "non è una mia preoccupazione".

[...]

http://www.rainews24.rai.it/notizia.asp?NewsId=82358



da RaiNews24:

Roma | 3 giugno 2008
Berlusconi: no al reato di immigrazione clandestina. Polemica la Lega


Si moltiplicano i commenti sulle affermazioni del premier Berlusconi secondo il quale l'immigrazione clandestina non sarebbe un reato ma una aggravante.
Il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, "si è detto sorpreso" dalle parole del premier Berlusconi sul reato di clandestinità.
"L'aggravante è nel decreto legge ed è già in vigore, il reato di clandestinità è nel ddl approvato due settimane fa dal Consiglio dei ministri all'unanimità, che porta come prima firma proprio quella di Berlusconi" [ha proprio ragione Maurizio Blondet quando chiama Berlusconi "Salame"..., ndr].
"Io non ho cambiato opinione su questo punto, ritengo che sia utile introdurre il reato di immigrazione clandestina".
"Il reato" di immigrazione clandestina "è un ottimo strumento di contrasto per realizzare subito le espulsioni". Lo afferma il presidente dei deputati della Lega Nord, Roberto Cota replicando alle affermazioni di Berlusconi.
Il capogruppo del Carroccio alla Camera ribadisce inoltre che la Lega "resta favorevole al reato".

[...]


http://www.rainews24.rai.it/notizia.asp?NewsId=82362
martedì, 13 maggio 2008


dalla rubrica Vivimilano del Corriere della Sera (del 13 maggio 2008):

Penati: l'obiettivo è zero campi rom
Il presidente della Provincia: «Non si risolve il problema con la redistribuzione: la soluzione è il rimpatrio»

MILANO - Sul fronte della sicurezza, uno degli obiettivi per il territorio metropolitano milanese è quello di avere «zero campi Rom». A sostenerlo è il presidente della Provincia di Milano, Filippo Penati [foto sopra, ndr]. «Io - ha osservato nel corso di un incontro con la stampa - sono per dire zero campi Rom. Se si è stanziali - ha aggiunto - bisogna integrarsi, se ci si muove si possono prevedere zone temporanee ma se i campi diventano delle bidonville, questa non è la soluzione dei problemi». Attualmente, ha proseguito, nell'area metroplitana «sono presenti oltre 23mila rom e questo numero non è sostenibile». Il «tema», ha aggiunto ancora, dovrebbe essere quello del «rimpatrio» perche «non si può risolvere» la situazione parlando di semplice «ridistribuzione» dei rom sul territorio.

A giudizio di Penati - che ha inviato al ministro degli Interni, Roberto Maroni una lettera proprio sul tema della sicurezza nell'area milanese - per fronteggiare l'emergenza nella provincia di Milano, occorre, in primo luogo «rivedere gli accordi bilaterali con il Governo romeno al fine di fermare i flussi di Rom» in arrivo sul territorio e, poi, varare «politiche per il rimpatrio». Il numero di 23mila nomadi all'interno della Provincia di Milano, ha ribadito Penati, «non è sostenibile. Sono troppi: se qualcuno pensa» di varare «un piano per ridistribuire la presenza dei Rom se ne assuma le responsabilità. Non si devono ripartire - ha concluso - devono ripartire».

Il pacchetto sicurezza, che il nuovo Esecutivo intende varare, non deve escludere l'area metropolitana milanese, ha poi sottolineato Penati. «Quello della sicurezza - ha osservato - è un problema che va risolto nella sua globalità, non rinchiudendolo nell'ottica miope dei confini del singolo comune: per affrontarlo coerentemente», come segnalato in una missiva spedita a Maroni, «è necessario coinvolgere tutte le istituzioni dell'area metropolitana milanese».

Come sempre, tra il dire e il fare... noi attendiamo il "fare", almeno a partire dai Rom. Certo, non sarà mai abbastanza per contrastare l'aggressione multietnicista, ma avrebbe (il condizionale è d'obbligo) senza dubbio effetti benefici in relazione al degrado urbano e all'ordine pubblico.
sabato, 05 aprile 2008


Una commissione della Camera dei Lord inglesi ha redatto un rapporto, dopo un'indagine durata otto mesi e sentito il parere di decine di esperti, professori universitari, uomini d’affari, esponenti politici alla guida di diverse comunità, che contraddice tutti i dati e le certezze in materia di immigrazione del governo laburista attualmente in carica. La conclusione: gli immigrati non portano ricchezza al Regno Unito (se non nel breve periodo), anzi ne limitano lo sviluppo economico e compromettono il benessere dei cittadini che li accolgono.

Al seguente indirizzo è possibile consultare il lavoro di ricerca:


http://www.publications.parliament.uk/pa/ld/ldeconaf.htm

Qui di seguito due articoli sul citato rapporto, rispettivamente del Daily Telegraph (29 marzo) e della Stampa (2 aprile):


- http://archiviodisupporto.splinder.com/post/16545753

- http://archiviodisupporto.splinder.com/post/16598266

Notare la neutralità del primo articolo rispetto alla grossolana faziosità del secondo. 
venerdì, 07 marzo 2008


Dopo la diffusione sul canale France2 di un reportage riguardante l'importante patrimonio immobiliare che Omar Bongo, presidente del Gabon (Africa centro-occidentale), detiene in Francia, le relazioni fra i due paesi (Francia e Gabon appunto) si sono ulteriormente deteriorate. Già nel mese di febbraio Libreville (la capitale dello stato africano) aveva accolto con "stupore e indignazione" l'espulsione dalla Francia di due studenti universitari gabonesi che avevano raggiunto risultati insufficienti. Lo "sgarro" compiuto dalla tv di Stato francese (il presidente ha per caso qualcosa da nascondere... ?) potrebbe non esser privo di ripercussioni (o ritorsioni?): il Gabon ha fatto sapere che i Francesi non in regola con il permesso di soggiorno in terra gabonese potrebbero essere ricondotti alla frontiera. La minaccia è seria e le autorità africane non hanno tardato a farlo capire già dal martedì sera, quando un cittadino francese che lavora nel settore petrolifero, appena sceso all'aereoporto di Libreville, è stato respinto.

Fonte: Le Figaro

Immigrazione ed espulsioni: esempi dal resto del mondo - parte III
sabato, 01 marzo 2008


1) Israele. Secondo i dati del ministero dell'Interno israeliano, dall'anno scorso quasi 7.500 rifugiati africani (provenienti soprattutto dall'Eritrea, ma anche dal Darfour e dalla Costa d'Avorio) sono entrati illegalmente nel paese. Siccome il centro di permanenza che si trova a Sud è sovraffollato e le procedure di rimpatrio nei paesi di origine degli immigrati sono lunghe e complesse, il Primo Ministro ha dato ordine alle autorità competenti di rispedire i clandestini in Egitto.

2) Egitto.
Ieri un tribunale egiziano ha condannato
132 clandestini eritrei ed etiopi ad un anno di prigione e ad un'ammenda di 1.000 lire egiziane (182 dollari). Gli immigrati erano stati arrestati il 26 febbraio alla frontiera del Sudan mentre cercavano di entrare irregolarmente in Egitto: arresto e condanna sono stati dunque immediati.

Fonti:

1. Radio France Internationale
2. Afrik.com
3.
french.xinhuanet.com

Immigrazione ed espulsioni: esempi dal resto del mondo - parte II
postato da: Filippo84 alle ore 22:32 | Permalink | commenti (7)
categoria:politica, cronaca, medio oriente, africa, immigrazione, espulsioni, cifre e statistiche
lunedì, 28 gennaio 2008


Nella scorsa settimana le autorità dominicane hanno espulso in pochissimi giorni ben 2.002 clandestini haitiani, in gran parte diretti a Santo Domingo e nelle province di Santiago e Puerto Plata. Il corpo specializzato nella sicurezza delle frontiere e le forze armate nelle ultime settimane hanno raddoppiato la vigilanza per far fronte all'aumento di immigrati irregolari provenienti da Haiti. Dall'inizio dell'anno già diverse migliaia sono i rimpatri effettuati dalla Repubblica Dominicana.

Fonte: Radio Kiskeya

Immigrazione ed espulsioni: esempi dal resto del mondo
postato da: Filippo84 alle ore 22:28 | Permalink | commenti (4)
categoria:legalita, cronaca, america latina, immigrazione, espulsioni, cifre e statistiche
martedì, 22 gennaio 2008


1) Bahrain. All'inizio dello scorso novembre il ministro del lavoro del piccolo regno nel Golfo Persico aveva sollevato la questione identitaria legata alla situazione immigratoria nel proprio paese e in generale negli stati arabi che aderiscono al Consiglio di Cooperazione del Golfo (1). Le preoccupazioni ruotano attorno all'erosione culturale (gli immigrati, par di capire in massima parte asiatici, sembrerebbero piuttosto riluttanti ad adeguarsi a usi e costumi locali) e alla disoccupazione della popolazione autoctona, fra la quale deve essersi acuito il sentimento di una usurpazione del lavoro da parte straniera (2). E' stata allora avanzata l'ipotesi radicale di espellere dalle monarchie del Golfo milioni di lavoratori stranieri, a partire da quelli meno qualificati, fissando un limite per il periodo di permanenza. Queste proposte sono state discusse nel summit del Consiglio (GCC) tenutosi a Riyād nel mese di dicembre. Non ne conosciamo le deliberazioni finali, ma non ci risulta che loschi personaggi come Doudou Diène abbiano suonato il campanello di allarme... questa volta.

2) Libia. Il colonnello Gheddafi nella scorsa settimana ha annunciato che le autorità del paese stanno raggruppando per poi espellere gli immigrati irregolari. Non si conoscono dati precisi, ma in Libia vivrebbero fra i 750.000 e i 2 milioni di immigrati provenienti dall'Africa subsahariana, di cui la metà sarebbero clandestini. Il provvedimento è stato accompagnato dall'ordine di distruggere gli alloggi di fortuna utilizzati dagli immigrati nelle periferie delle grandi città (mica come le baracche degli zingari a Roma, che Veltroni ha fatto solo spostare di qualche metro!). I libici che presteranno aiuto ai clandestini saranno sanzionati.
La Libia, che nel 2006 ha espulso 53.000 immigrati in situazione irregolare e che ne tiene 60.000 in stato di detenzione, non ha mai firmato la convenzione di Ginevra sui diritti dei rifugiati.

3) Malesia. Le autorità malesi vogliono ridurre il numero dei lavoratori stranieri presenti sul proprio territorio (stimati intorno ai 2,3 milioni) e per questo stanno progettando di rispedirne a casa almeno 200.000 nel 2009.

Avete capito bene, teste bacate d'Europa?

Note:
(1) Del Consiglio (GCC) fanno parte Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Kuwait, Oman e Bahrain.
(2) Nel Regno del Bahrain il 40% della popolazione è costituito da lavoratori stranieri. Negli Emirati Arabi e in Qatar questa percentuale arriva addirittura all'80-90% (fonte:
Human Rights Watch). Secondo uno studio del 2006 negli Emirati Arabi il 32,6% degli uomini e il 47,7% delle donne erano disoccupati e in cerca di lavoro (fonte: Sharjah University).

Fonti (vedere qui e qui):
1. Arab View
2. l'Humanité
3. leJDD.fr

Nel Madagascar l'identità etnica della popolazione ha ancora senso... e come se ce l'ha!