venerdì, 18 luglio 2008




Leggi anche: Martiri d'Italia: Andrea Grassi



da ANSA.it (del 18/07/2008):


FURGONE TRAVOLGE AUTO A ROMA, MORTO RAGAZZO FERITO

ROMA - E' stato accusato di omicidio volontario Ignatiuc Vasile, il cittadino moldavo che la scorsa notte, in fuga dalla polizia, ha provocato l'incidente stradale nel quale ha perso la vita Rocco Trivigno. La polizia, coordinata dal primo dirigente Vincenzo Spinosi, al termine degli accertamenti e dei rilievi scientifici ha formulato l'accusa anche sulla base dell'aggravante del "dolo eventuale". Ignatiuc Vasile è risultato negativo al narcotest fatto in nottata dalla polizia. Il cittadino moldavo, trasferito nel carcere di Regina Coeli, aveva precedenti per rissa e ricettazione. A maggio aveva avuto un provvedimento di espulsione.

L'incidente, al termine di una folla corsa per sfuggire alla polizia che lo aveva intercettato in viale Liegi, a Roma, passando con tutti i semafori rossi ad una velocita' che ha toccato i 160 km all'ora, come indica la lancetta del contachilometri bloccato e trovato dalla polizia dopo lo schianto, all'incrocio tra via Nomentana e viale Regina Margherita, tra il furgone risultato rubato e l'auto, una Citroen C3, con a bordo i tre giovani.

L' impatto violento ha ridotto la macchina dei tre ragazzi in un ammasso di lamiere ed e' costato la vita, poco dopo il ricovero, a un giovane di 20 anni, Rocco Trivigno, che era stato trasportato in gravissime condizioni all'ospedale Sandro Pertini. La vittima era a bordo dell'auto con la sorella Valentina, ed un altro ragazzo, Nicola Telesca, ricoverato in gravi condizioni al Policlinico Umberto I di Roma.

Arrestato in nottata lo straniero di 23 anni che guidava il furgone, un Fiat Scudo rubato a Roma circa 20 giorni: con se' non aveva documenti e, secondo i riscontri fatti sulla banca dati della Polizia, era gia' destinatario di un provvedimento di espulsione dal territorio nazionale. La via dove e' avvenuto l'incidente e' la stessa dove lo scorso 22 maggio morirono una coppia di fidanzati travolti dalla folle corsa di un'auto che non rispetto', anche quella volta, il semaforo rosso.

[...]

http://www.ansa.it/opencms/...........html
venerdì, 18 luglio 2008



da Romauno News:


Esquilino: camorra e criminalità cinese. Sette arresti

15/07/2008 ore 16:05
CRONACA

La camorra controllava l’importazione di merce contraffatta dalla Cina e poi reinvestiva gli introiti milionari in immobili e attivita’ imprenditoriali. La Dia, la direzione investigativa antimafia della polizia, dopo una serie di intercettazioni telefoniche, ha scoperto il sistema di importazione della merce falsa dalla Cina al quartiere dell’Esquilino e poi in tutta Italia. La merce veniva praticamente imposta ai commercianti dell’Esquilino, sia cinesi che italiani. Alcuni di loro, stanchi delle minacce, sono stati costretti a chiudere. Dal paese asiatico la merce arrivava in primo luogo a Napoli, qui sui capi di abbigliamento venivano apposte le etichette contraffatte delle più importanti marche. La merce diventata “griffata" e veniva poi tenuta a Cassino nei magazzini di altri affiliati all'organizzazione criminale. Poi la merce arrivava all'Esquilino pronta ad essere immessa sul mercato romano. Al termine dell’operazione, denominata “Grande muraglia”, sono state eseguite 7 ordinanze di custodia cautelare tra Roma, Napoli e Cassino e sono stati sequestrati beni per oltre 5 milioni di euro. A capo dell’organizzazione c’era Salvatore Giuliano, pentito, anche grazie alle sue testimonianze si e’ riusciti a ricostruire il modo in cui operava il gruppo che gestiva l’importazione di merce falsa. Giuliano era un capo camorrista del rione Forcella di Napoli, il clan aveva messo su una rete di rapporti tra Cina, Napoli, Cassino e Roma anche con lo scopo di controllare gli affari dell'Esquilino, i soldi del “mercato del falso” venivano reinvestiti in concessionari di automobili, bar e ristoranti. Le persone arrestate sono tutte italiane, due invece gli imprenditori cinesi indagati. Il gruppo camorristico, insieme agli intermediari cinesi, si riuniva in via Principe Amedeo, vicino Termini. Nella sede della Dafa consulenze, qui venivano presi accordi per affari commerciali e immobiliari.

(Redazione di Romauno)

http://www.romauno.tv/newstestuale.php?id=5164
giovedì, 17 luglio 2008


Come da titolo: non c'è molto altro da dire. Aggiungiamo che l'anno scorso il numero totale di nascite in Inghilterra e Galles ha raggiunto il picco più alto dal 1991: 691.013 sono stati i nuovi nati, con un incremento del 3% rispetto al 2006. Prevedibili i fattori di questa crescita tutt'altro che positiva: immigrazione e tasso di natalità più alto tra le famiglie immigrate, oltre ad una tendenza sempre più diffusa fra le donne ad avere figli intorno ai 40 anni. Il tasso di fertilità medio si attesta a 1,91 figli per donna, il più alto dal 1973.

Guardate come cerca di rassicurarci l'articolo del Mail on Sunday (link in basso): con l'immagine più confortante di un biondo bebè tipicamente britannico che dorme (vedi sopra). Particolare non privo di senso...

One in four babies born to migrant mothers as fertility rate hits highest level for 16 years, di Steve Doughty (Mail on Sunday, del 10 luglio 2008)
martedì, 15 luglio 2008


E' successo il 12 luglio nel quartiere Quinta de Fonte della città di Loures, a Nord di Lisbona. Una cinquantina di residenti rom e africani si sono scontrati a colpi di arma da fuoco.

Il blog francese François Desouche segnala un video e un articolo in portoghese del giornale Correio da Manhã.

http://www.fdesouche.com/?p=3856
sabato, 12 luglio 2008



da Effedieffe:


La globaltax

Ludovico Polastri   
10 luglio 2008

Un mio collega in questi giorni mi ha confessato che la sua azienda ha deciso di posticipare il pagamento dello stipendio dalla metà del mese successivo all’inizio del mese seguente.
In pratica percepirà la busta paga dopo due mesi.
Così facendo, mi diceva, non riesce più a pagare la rata del mutuo che scade a fine mese ed è stato costretto a chiedere aiuto alla sua famiglia.
Ha deciso pertanto di rimettersi sul mercato del lavoro con quindici anni di esperienza nella progettazione di schede elettroniche.
Le offerte economiche per il cambio lavorativo sono state al ribasso non superando i 1.500 euro/mese, straordinari e sabati compresi.

Il fenomeno che sta colpendo le province più industrializzate è stato delineato anche dalla pubblicazione dei recenti dati da cui emerge la frenata se non la diminuzione degli stipendi per i dipendenti privati.
Questi fenomeni portano, nelle zone del Paese a maggior vocazione industriale, delle conseguenze enormi.
Vorrei prendere come paragone quello di una provincia che maggiormente si distingue per il tasso occupazionale nella piccola e media industria, esempio anche di una società civile che si sta avviando verso un cambiamento socio-culturale epocale.
La provincia in questione è quella di Brescia.

E’ una provincia che riassume paradigmaticamente tutti gli effetti che la globalizzazione porta con sé dove sono presenti distretti industriali importanti quali quello della siderurgia, della lavorazione dei materiali non ferrosi (mi riferisco alle zone della Val Trompia come Lumezzane patria, ormai ex, del pentolame e della posateria) dell’industria tessile (ormai in dismissione), della lavorazione della gomma, delle calzature.
Settori che impiegano moltissimo personale operaio e non, per centinaia di migliaia di persone (il solo distretto della lavorazione di metalli occupa circa 135.000 persone).
La dimensione media dell’impresa bresciana non supera i 20 addetti.
Il mercato del lavoro evidenzia una forte differenza tra domanda e offerta, determinata da fattori demografici e da elementi strutturali che riguardano da un lato le caratteristiche del sistema produttivo e dall’altro i profili e le aspettative delle nuove forze di lavoro.

Le figure operaie e assimilabili costituiscono ancora una parte preponderante dell’occupazione totale bresciana, il che influisce sul tipo e la qualità delle assunzioni, che non stanno al passo con il crescente livello di istruzione e le elevate aspettative professionali dell’offerta di lavoro.
L’alta richiesta, da parte delle imprese, di figure di basso profilo professionale, fa sì che la provincia di Brescia sia una delle aree con il più alto tasso di abbandono scolastico precoce.
E a questo si accompagna anche il fenomeno della sottoccupazione o disoccupazione intellettuale (cioè occupazione del lavoratore al di sotto delle proprie aspettative in base al titolo di studio conseguito) rispetto al livello d’istruzione di molti giovani.
D’altra parte il livello di scolarizzazione crescente, comunque inferiore alla media nazionale, induce nei giovani la scarsa disponibilità a svolgere mansioni di tipo elementare, ricoperte dalle aziende grazie ai flussi di immigrazione.
Brescia infatti è salita alla ribalta come prima città d’Italia per immigrazione clandestina.

I lavoratori provenienti dall’estero rappresentano ormai il 30%-40% nelle categorie degli operai meno qualificati dei settori nevralgici delle manifatture. Questo flusso enorme di stranieri dalle etnie più disparate ha portato conseguenze sociali inevitabili, punta di iceberg che si sta estendendo in altre parti del Paese. Anche in altre regioni quali Emilia Romagna, Toscana, Piemonte questo fenomeno sta crescendo esponenzialmente.
L'attuale situazione di instabilità economica, che mette in pericolo molti posti di lavoro, e la nuova regolazione del mercato del lavoro, che esalta la flessibilità e l’abbandono progressivo del concetto di rapporto di lavoro a tempo pieno e indeterminato e del mito del posto di lavoro a vita, hanno provocato l’interruzione della trasmissione delle conoscenze che da generazioni venivano tramandate da persona a persona.
L’ignoranza ha preso il sopravvento a fronte anche di prodotti tecnologicamente arretrati e poveri di contenuti innovativi.
Con queste premesse l’invasione incontrollata di personale straniero è stata una conseguenza portando problemi non irrisori.

Parlavo con una insegnante elementare che mi ha confessato che il livello di alfabetizzazione, a seguito dell’inserimento continuo di bambini immigrati si sia dovuto abbassare a tal punto che alla fine della quinta elementare i bambini non riescono ancora a possedere gli elementi basilari per sostenere un dialogo o scrivere correttamente.
Infatti i bambini stranieri all’interno della propria famiglia parlano la lingua d’origine, che spesso è un dialetto (non si pensi pertanto all’inglese o al francese).
La conseguenza è stata che le famiglie più abbienti portano i propri figli alle scuole private.
Ci sono plessi didattici dove la percentuale di immigrati sfiora l’80%.


Il tasso di natalità, che per la famiglia bresciana non supera il figlio, è stato ampiamente compensato con i ricongiungimenti familiari degli stranieri arrivando a 3-4 figli per coppia (e a quello che vedo è in rapido aumento in quanto in giro si vedono solo straniere incinte).
Così con una persona che lavora ci sono altre 4-5 persone che godono di servizi sanitari, sociali ecc., gratuiti per il basso reddito familiare.
Non mi addentro nelle problematiche religiose che si stanno delineando all’orizzonte, problematiche che porteranno a tensioni inevitabili
(1), mi limito a riportare le parole, nella nota, del filosofo bresciano E. Severino (2).
A fronte di persone che lavorano una consistente fetta di stranieri delinque.
Le carceri cittadine ospitano per il 70% stranieri.

Riporto una testimonianza di una ragazza, testimonianza censurata, ovviamente, dalla stampa locale: «Sono donna e ho 19 anni. Vivo a San Polo Vecchio al confine con due quartieri (San Polo nuovo e San Polino) in cui il tasso di criminalità è veramente alto. Abito a 10 minuti dal centro da cui passo tutti i giorni per andare a scuola, quindi direi che vivo benissimo la situazione bresciana. Adesso siamo in luglio e io personalmente dal mese di settembre (inizio della scuola) ho subito 6 tentativi di scippi (in autobus, in stazione) tutti in pieno giorno, ho visto uomini stranieri masturbarsi per le vie del centro in pieno giorno e sempre uomini stranieri strusciarsi su di me sull’autobus e palpare in ogni modo. So per certo che da sola in certe vie è meglio non andarci (vedi via San Faustino) e che quando fa buio è meglio non prendere un autobus nè aggirarsi in città senza essere almeno in una decina. So che quando vado in giro in macchina da sola devo sempre abbassare le sicurezze perchè in certi luoghi (Ospitaletto, Mandolossa) potresti trovarti un trans nudo/a in macchina oppure qualcuno potrebbe aprirti la portiera e rubarti tutto ciò che hai. Ho subito 2 furti in casa nel giro di pochi mesi e tutti da parte di zingari residenti a Buffalora e dopo che il sindaco e il parroco gli hanno fornito cibo, istruzione, luce, gas, acqua corrente e pure una cascina tutta per loro hanno deciso di incendiarla perchè non gli piaceva come erano accomodati. In stazione (e anche in altri luoghi) spacciano di tutto e di più, defecano dove ne hanno voglia e se vedono che sei sola ti inseguono (facendo commenti) fino a che non trovi una buona anima che ti difenda. Questo è quello che vivo io tutti i giorni».

Ritorniamo alle dinamiche del mondo lavorativo.
E’ sempre stato detto che gli stranieri non rubano il posto agli italiani.
Non prendo in considerazione i ragazzi storditi dal consumismo e smidollati su cui si sono già sprecati fiumi di inchiostro.
Voglio mettere a confronto le prospettive che ha un ragazzo in gamba a fronte di questi cambiamenti sociali.
La risposta è che se fino a non molto tempo fa le aziende riconoscevano il lavoro «specializzato» maggiormente rispetto a quello a basso contenuto ora, con l’introduzione di lavoratori stranieri che rappresentano ormai la maggioranza della forza lavoro e che si svendono per pochi euro all’ora il rifare il lavoro, che prima era un costo, è diventata prassi endemica nel ciclo produttivo con la conseguenza che anche lavori ritenuti di nicchia come i pulitori, fresatori, spazzolatori, tornitori, ecc., non vengono più retribuiti quanto prima.
E’ diventata una guerra tra poveri con il cappio usuraio del mutuo bancario, mutuo che non potrà mai essere estinto per l’impossibilità di mantenere lo stesso tenore di vita.

Le aziende private (tra cui una molto nota del posto) stanno inoltre importando tecnici dalla Cina e dall’India a 800 euro al mese.
I nostri tecnici tra un po’ non avranno più futuro.
Sulla stampa locale tutti questi fatti vengono chiamati enfaticamente «prova di multietnicità».
Suggerisco a chi ha un figlio di non farlo studiare in questo Paese ma di dargli una cultura internazionale, di fargli imparare le lingue, di toglierlo da questo marciume e da questa distruzione pianificata.

A Napolitano che ha commentato: «Senza gli immigrati il sistema Italia si bloccherebbe» risponderei: senza di te non ci fermeremmo di sicuro.
Alle imprese invece metterei una tassa: la globaltax per aver importato e continuare ad importare la globalizzazione con tutte le sue storture.


Ingegner Polastri Ludovico



1) Si è concluso sabato 7 giugno 2008, con la cerimonia della consegna dei  diplomi, il primo Corso di formazione in Italia per imam e dirigenti di moschee e centri islamici che si è svolto presso la moschea di Brescia. Al corso - riporta un comunicato degli organizzatori - hanno partecipato oltre 30 guide spirituali musulmane provenienti dalle province settentrionali del Paese ed aderenti a tutte le tendenze culturali organizzate delle minoranze islamiche in Italia.
2) Severino: «Troppi stranieri, città cambiata». Qual è il fattore di maggior rischio? «Quello religioso, in prima linea. Non faccio parte di quelli convinti che l’Islam sia uguale al’integralismo. Ma l’Islam storicamente è una categoria astratta, mentre in concreto, nella storia, ci sono interpretazioni del messaggio di Maometto che spesso sono molto in contrasto con la nostra cultura. Trovo incomprensibili certi atteggiamenti caritativi della Chiesa bresciana verso gli stranieri. Encomiabili, ma forse non si rendono conto delle conseguenze». Lei ha dovuto cambiare qualche abitudine, in questi anni? «Viaggio spesso per lavoro. Tempo fa mi sono trovato a Catania e a Palermo e notavo che lì a mezzanotte la gente era fuori per strada, nei caffè, parlava, rideva, scherzava. A Brescia io da anni non esco più dopo le otto di sera, non lo fa nessuno».


http://www.effedieffe.com/content/view/3859/180/
giovedì, 10 luglio 2008



da Panorama:


Omicidio Federica. Confessa El Gordo: “Sono stato io"

redazione  Giovedì 10 Luglio 2008

Victor Diaz Silva, il 28enne uruguayano arrestato per l’omicidio della 21enne Federica Squarise [foto sopra, ndr], ha confessato. Catturato mercoledì sera a Tarragona, a circa 200 chilometri da Lloret de Mar, la località dove la ragazza padovana ha trovato la morte, El Gordo - questo il soprannome per il fisico corpulento e con le braccia coperte di tatuaggi - non avrebbe opposto resistenza e, dopo l’arresto, ha subito ammesso le sue responsabilità.
In giornata dovrebbe essere trasferito a Blanes, dove sarà interrogato dal magistrato titolare dell’inchiesta, per verificare anche se non abbia agito con altri complici. Fidanzato (e non sposato) con una cameriera di Lloret del Mar madre di un figlio avuto da una precedente relazione, Victor Diaz Silva - incastrato anche dalle immagini delle telecamere a circuito chiuso piazzate davanti alla discoteca Yates - era stato l’ultima persona avvistata il 30 giugno scorso in compagnia di Federica, prima del successivo ritrovamento del corpo della ragazza in un giardino pubblico della località catalana.
L’autopsia praticata ieri ha spinto gli inquirenti a ipotizzare che quello di Federica, che presentava probabilmente segni di violenza carnale, sia stato un omicidio a sfondo sessuale. Pur avendo escluso le ferite da arma da fuoco e da coltello, i medici, come ha scritto il quotidiano locale Diari de Girona, hanno ipotizzato che la giovane sia stata uccisa con un colpo alla testa oppure soffocata.
“Mi auguro che faccia la stessa fine di mia figlia”, ha dichiarato ieri il papà di Federica una volta saputo dell’arresto.



http://blog.panorama.it/italia/2008/07/10/..........
postato da: Filippo84 alle ore 15:35 | Permalink | commenti (1)
categoria:italia, attualita, cronaca, spagna, immigrazione, criminalita, martiri
mercoledì, 09 luglio 2008


Fra le molteplici minacce che flussi migratori consistenti (come quelli attuali) comportano per i paesi verso cui sono diretti, esiste anche la sovrappopolazione del territorio e le conseguenti ripercussioni negative inerenti all'impatto ambientale (sfruttamento eccessivo e scarsità delle risorse naturali ed energetiche, aumento dei rifiuti prodotti, del traffico e dell'inquinamento in generale, crescita incontrollata delle aree urbane, esigenza di costruire sempre più abitazioni, scuole, strade e altre infrastrutture,...). Il rapporto tra demografia e sostenibilità ambientale, in Europa e negli Stati Uniti reso progressivamente precario da un'immigrazione incalzante, è un argomento tabù, del quale molto difficilmente avrete sentito o sentirete parlare nei media "ufficiali".

Potete intanto iniziare a farvene un'idea leggendo i due articoli di seguito segnalati, tradotti in italiano dal sito Oilcrash.com. Entrambi riguardano la realtà statunitense e sono rispettivamente del 1992 e del 2003. Anche se i dati in essi contenuti sono da aggiornare rispetto alla situazione attuale, le loro argomentazioni generali restano valide (anzi, nel 2008 lo saranno a maggior ragione!) e non solo per gli USA. Considerate infatti alcuni primi dati di partenza: gli Stati Uniti attualmente hanno una densità media di popolazione che supera i 31
ab./km², contro i circa 198 dell'Italia e i 113 circa dell'Unione Europea. Naturalmente andrebbe affrontato un discorso separato e specifico per ciascun singolo Stato (d'America) o Nazione (d'Europa), ma, come si argomenta nel primo articolo, la disponibilità di ampi spazi (quando presenti) non risolve i problemi delle aree già sovraffollate.

I due articoli tradotti:
  1. Perché l'immigrazione eccessiva danneggia l'ambiente (n° 27a di Population-Environment Balance, giugno 1992)
  2. Una crisi irreversibile, di Barbara Vickroy e Frosty Wooldridge (16 settembre 2003)
Li trovate tutti e due al seguente indirizzo:

http://www.oilcrash.com/italia/immig_01.htm

Le versioni originali in inglese sono in:
  1. http://www.dieoff.org/page52.htm
  2. http://www.frostywooldridge.com/articles/.........html
In Oilcrash.com sono riportati altri articoli dedicati all'argomento e tradotti in italiano. Forse in futuro verranno segnalati in questa sede.
lunedì, 07 luglio 2008


Rispetto allo sconfortante panorama italiano sul fronte immigrati, queste due notizie che giungono dalle province autonome di Trento e Bolzano sono da considerarsi positive.

La giunta provinciale trentina ha stanziato 1.500.000 euro per aiutare le famiglie più bisognose a pagare l'affitto: si chiama integrazione al canone. Ebbene per un motivo "tecnico", più della metà, cioè 800.000 euro, vanno agli extracomunitari, mentre il resto se lo dividono italiani (anziani e giovani coppie) e cittadini comunitari.
Con l'applicazione di una nuova legge e di nuove direttive, questo non avverrà più. Verrà infatti fissato un tetto massimo del 10% delle risorse da assegnare alla graduatoria degli extracomunitari.

Albert Pürgstaller, presidente dell'Istituto per l’edilizia sociale (Ipes), dichiara che nella provincia altoatesina saranno assegnati meno alloggi agli stranieri. Nel 2007 la quota di alloggi Ipes agli stranieri è salita al 19,01% in provincia e al 22,04% a Bolzano. D'ora in poi la separazione delle graduatorie per italiani e stranieri dovrebbe portare all'assegnazione di qualche appartamento in più agli autoctoni.

Ci hanno informato:

  1. Affitti agevolati: metà degli aiuti a stranieri (Trentino, del 1° luglio 2008)
  2. «Ipes, in futuro meno case per gli stranieri», di Massimiliano Bona (Alto Adige, del 3 luglio 2008)
venerdì, 04 luglio 2008


"Il sistema sociale è al collasso e vengono travolti tutti, italiani e non" - dice un ispettore della Polizia.


A Torino i pusher africani, soprattutto nigeriani, sono i padroni violenti ed arroganti del territorio nei pressi del parco Stura, ribattezzato Tossic Park. Eroinomani italiani e stranieri delirano, piangono, rantolano, singhiozzano, mentre strisciano come animali tra le siringhe per terra. La disperazione dei residenti, che oppongono sbarre e cancellate all'invasione delle palazzine.
In un condominio del quartiere San Donato un uomo italiano massacra di botte la sua compagna, anch'ella italiana. Lui ha perso il lavoro e deve mantenere una figlia di 12 anni.

A Milano, in una casa popolare situata nella periferia oltre piazzale Loreto, è in corso una lite: un italiano di 40 anni, padre di un figlio piccolo, si è infuriato perché i peruviani che abitano all'ultimo piano urlano e tengono alto il volume della musica. E' la rabbia di chi vive nella promiscuità, di chi cerca di tirare avanti nella giungla metropolitana.
Fuori dalla discoteca Old Fashion, in un'area urbana non proprio marginale, risse tra giovani che si tempestano di calci e pugni.

Siamo a Padova, dove in via Manara è stata creata una cancellata per isolare le prostitute extracomunitarie e le barriere del centro commerciale servono a isolare gli spacciatori nel parcheggio. Ma pare che non siano servite a molto.
Due marocchini (in regola con i documenti) si sono presi a coltellate per una questione di soldi. Saranno entrambi denunciati per lesioni aggravate: un altro fascicolo è pronto ad intasare i nostri tribunali.

Ci spostiamo a Rimini, cittadina felice nell'immaginario italico (o perlomeno lo era un tempo). Qui l'arrivo di 11 mila stranieri regolari (più tutti i clandestini), su un totale di 138 mila residenti, ha modificato, e non in meglio, gli equilibri sociali.
Sette ragazzi stranieri vengono fermati e controllati dalla polizia: tre non hanno i documenti.

Infine Napoli, dove, oltre all'emergenza rifiuti, persiste l'emergenza di sempre: la droga, gli scippi, l'abusivismo, le truffe e la violenza che ruotano attorno alla camorra.
In via della Bussola due sorelle forzano la porta di un appartamento disabitato e lo occupano per disperazione, dicono. La polizia decide di arrestare le due donne, ma qualche centinaio di persone del quartiere circonda minacciosamente il palazzo. Arrivano altre volanti, ma c'è poco da fare: gli agenti sono costretti a scappare.

Potete leggere tutto questo in un lungo articolo dell'Espresso del 12 giugno 2008, intitolato Inferno notte, a firma di Riccardo Bocca (cliccare sul collegamento).

http://archiviodisupporto.splinder.com/post/17693103/Inferno+notte
venerdì, 04 luglio 2008



da il Giornale - ed. Genova:


Un pregiudicato albanese ha travolto e ucciso Andrea

venerdì 04 luglio 2008, 07:00
di Redazione

Secondo voci non confermate, nè smentite, sarebbe un albanese con precedenti penali il ladro d’auto che martedì sera, su una vettura rubata, dopo avere travolto e ucciso lo studente Andrea Grassi, di appena 17 anni, ha fatto perdere le sue tracce dileguandosi subito dopo lo schianto. I primi sospetti sull’identità del fuggitivo sarebbero supportati dai molti rilievi eseguiti sul luogo dell’incidente dalla polizia scientifica. Sangue e impronte digitali inchioderebbero l’uomo alle sue responsabilità. In questura e da parte del pm Cristina Camaiori, titolare dell’inchiesta, c’è il massimo riserbo perchè una possibile fuga di notizie potrebbe impedire la cattura dell’uomo. Ma non è escluso che l’extracomunitario abbia già varcato il confine. Sulla fuga del ladro-pirata sono emersi anche altri particolari. Dopo avere imboccato contromano una strada del quartiere Begato e avere investito Andrea, l’uomo si è rifugiato in un palazzo usato come dormitorio e di lì è fuggito ancora, riuscendo a far perdere le tracce. La ricostruzione di quanto è accaduto nei minuti successivi allo scontro è stata resa possibile dall’incrocio di alcune testimoni che si trovavano nella zona. Il ladro, al volante di un’Audi, era inseguito da una pattuglia della polizia che aveva scoperto la provenienza furtiva della vettura sparita tra il 23 e il 24 giugno in via Geminiano Superiore. Il fuggitivo stava cercando di superare un autobus in via Maritano quando ha invaso la corsia opposta e investito il giovane scooterista. Quindi è scappato lasciando l’auto e una giovane vita spezzata.
Intanto uno zio della vittima, Antonio Fiorentino, che ieri ha assistito ad un altro inseguimento, questa volta tra un’auto privata, ha lanciato un appello colto dal dubbio che quell’episodio possa avere attinenza con la morte del nipote. «Ho visto - ha riferito - una vecchia Opel Corsa bianca lanciata ad tutta velocità e con un finestrino rotto, inseguita da uno scooter rosso con a bordo un uomo che gridava al conducente della vettura di fermarsi. Ne ho parlato anche con la polizia. Mi è venuto il dubbio che l’uomo al volante dell’auto che ho visto sfrecciare potesse essere il pirata che ha ucciso mio nipote e che dopo aver passato la notte nella boscaglia ha rubato un’auto per fuggire. Potrebbe essere un’ipotesi campata in aria, tuttavia lancio un appello all’uomo con lo scooter rosso affinché vada in questura per spiegare la circostanza».


http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=273726
postato da: Filippo84 alle ore 14:09 | Permalink | commenti (5)
categoria:italia, cronaca, immigrazione, criminalita, degrado, martiri, disordine pubblico
martedì, 01 luglio 2008


Dopo il blog The Fallen List, segnaliamo un altro interessante sito britannico: I Am An Englishman. Vicino alle idee politiche del British National Party, il sito si distingue, oltre che per l'utile e costantemente aggiornata rassegna delle news, per le rubriche The Enemy Within (volti, nomi, ruoli e citazioni di multietnicisti ed immigrazionisti, per la gran parte politici e alcuni dei quali di origini straniere), Quote of the Week (citazioni da vari articoli di giornale) e Rogues Gallery (galleria, ovviamente non esaustiva, di immigrati di prima e seconda generazione che hanno ucciso, violentato o molestato uomini, donne e bambini britannici). Nel menu, a sinistra, vari archivi contenenti notizie e informazioni su omicidi e violenze sessuali degli anni passati.
Anche questo sito andrà ad arricchire la lista dei collegamenti del blog.


http://www.iamanenglishman.com/
martedì, 01 luglio 2008




Quel che leggerete dalle agenzie di stampa e in un estratto di articolo datato al 24 aprile scorso (vedere sotto) di sicuro non sarà mai abbastanza per arrestare il disfacimento etnico e culturale delle società europee prodotto dalla continua espansione afro-asiatica, ma potrebbe (come al solito, siamo cauti) segnare quantomeno l'inizio di una "stagione della legalità" connessa al fenomeno migratorio e di un controllo più stretto dei territori nazionali. Le popolazioni autoctone non potrebbero che giovarne, anche se non ancora in misura sufficiente...
Per quanto riguarda la Spagna si segnala inoltre un intervento del 17 giugno 2008.



da Il Sole 24 ORE (24/04/2008):


ZAPATERO, SOCIALISTA LIBERA TUTTI? NO, È LEGHISTA – NEL 2007 LA SPAGNA HA ESPULSO IL 90% DEGLI IMMIGRATI IRREGOLARI – ED È STATO ANNUNCIATO UN AUMENTO DELLA SEVERITÀ NEI CONTROLLI E NEL RILASCIO DEI DOCUMENTI…

Michele Calcaterra per “Il Sole 24 Ore”

La Spagna è, alle spalle degli Usa, il principale Paese d'immigrazione nel mondo, con 569mila arrivi all'anno di media nel periodo tra il 2000 e il 2005. Tant'è vero che il 10% circa dei 41 milioni di abitanti è straniero. Naturalmente non tutti sono regolari. Si calcola infatti che i clandestini siano almeno un milione e questo nonostante nel 2005 il Governo Zapatero abbia proceduto alla regolarizzazione in blocco di oltre mezzo milione di "sin papeles".
Negli ultimi anni la Spagna ha stretto però le maglie. E ieri il nuovo ministro del Lavoro, Celestino Corbacho, ha dichiarato: «Bisogna far sapere a chi arriva in Spagna che il benessere è frutto del lavoro di molta gente e non possiamo metterlo in crisi». Vale a dire, d'ora in avanti l'immigrazione sarà fortemente regolamentata e ci sarà più severità nella concessione dei documenti.
Gli ultimi dati annunciati dal Governo all'inizio dell'anno riferiscono che nel 2007 la Spagna ha espulso 9 immigranti irregolari su 10. Un record reso possibile grazie al maggiore controllo delle frontiere e del territorio, ma grazie anche a un aumento del 25% delle forze di Polizia. In valore assoluto, comunque, i rimpatri di clandestini si sono dimezzati tra il 2006 e il 2007 (da 99mila a circa 56mila) come conseguenza dell'ingresso a tutti gli effetti di Bulgaria e Romania nella Ue. A livello più generale, negli ultimi 4 anni i rimpatriati complessivi sono stati circa 370mila, il 43,3% in più rispetto alla precedente legislatura guidata da Aznar.

[...]



http://www.ilsole24ore.com/



da Tgcom (09/06/2008):


Immigrati, alt da Francia e Germania

"Solo regolarizzazioni una tantum"

Giro di vite alle regolarizzazioni di massa degli immigrati clandestini in Europa. Ad auspicarlo sono i ministeri dell'Interno di Francia e Germania, riuniti a Straubing, nel sud della Germania, per un consiglio dei ministri franco-tedesco. Le due parti si sono accordate per proporre che gli Stati membri dell'Ue procedano a delle legalizzazioni "una tantum" tenendo conto delle situazioni personali dei cittadini stranieri.
La Francia punta a far adottare ai 27 paesi un "patto" europeo sull'immigrazione, una delle quattro priorità della presidenza di turno francese dell'Unione europea al via il prossimo 1 luglio. Ogni Stato membro potrà conservare, tuttavia, la discrezionalità di procedere a delle legalizzazioni "una tantum".
Parigi e Berlino intendono infine rafforzare la loro cooperazione per l'applicazione di misure per mettere fine al soggiorno illegale degli immigrati. In discussione anche la possibilità di ricorrere ai voli collettivi di rimpatrio degli espulsi nei loro Paesi d'origine.


http://www.tgcom.mediaset.it/mondo/.........shtml




da ASCA:


IMMIGRATI: FRANCIA, ESPULSI IN 5 MESI 80% IN PIU' RISPETTO A 2007

(ASCA-AFP) - Parigi, 19 giu - La Francia ha espulso circa 15 mila immigrati illegali nei primi cinque mesi del 2008, l' 80 per cento in piu' rispetto all'intero 2007. Sono questi i primi dati forniti dal ministro francese per l'Immigrazione, Brice Hortefeux.
Il numero delle carte di soggiorno fornite dal governo e' aumentato del 16 per cento, riflettendo un ''evidente cambio di direzione verso un'immigrazione professionale'', ha dichiarato il ministro.
Il presidente Nicolas Sarkozy, eletto lo scorso anno sulla promessa di rafforzare l'attuale legge appellandosi ad una ''immigrazione selezionata'', ha consegnato nei giorni scorsi ai Ventisette dell'Unione europea il progetto per un ''patto europeo sull'immigrazione e sull'asilo''. Il progetto verra' negoziato durante i sei mesi di presidenza della Francia all'Unione europea. Parigi presiedera' l'Unione europea a partire dal primo luglio prossimo.



http://mobile.asca.it/interna.php?idnotizia=763169



da ADUC Immigrazione (19/06/2008):


Il Senato dice no al diritto di voto per gli stranieri

Il Senato francese ha rifiutato di concedere il diritto di voto alle elezioni amministrative agli stranieri non originari di Paesi dell'Unione europea, nell'ambito di un progetto di legge di riforma delle istituzioni. Diversi emendamenti che chiedevano il diritto di voto presentati dai senatori socialisti, verdi, comunisti e radicali di sinistra sono stati respinti dalla maggioranza di destra con l'appoggio del governo. I senatori della maggioranza hanno argomentato che non e' possibile concedere il diritto di voto agli stranieri senza reciprocita' e che e' piu' semplice per gli stranieri residenti chiedere la naturalizzazione per esercitare i loro diritti civili. I cittadini dell'Ue possono votare alle amministrative dopo sei mesi di residenza in Francia, mentre gli stranieri extracomunitari non ne hanno il diritto, neanche dopo anni di soggiorno.



http://www.aduc.it/dyn/immigrazione/noti.php?id=224169
lunedì, 30 giugno 2008




Vedi anche: Su due recenti studi nel Regno Unito: tempi difficili per bimbi e ragazzi bianchi



dal blog Euro-Holocaust (28/06/2008):


Come una nazione tradisce il proprio popolo: dati sulla proletarizzazione britannica

Rispetto all'ottimo intervento sul blog Fatti d'Europa [del 26 giugno 2008] e riguardante le prospettive di proletarizzazione degli autoctoni britannici di minore età, così come le angherie nei confronti di costoro, anche da parte di altri gruppi etnici, c'è da dire che si tratta della tendenza complessiva della degradata società britannica. Se sul secondo punto, possiamo ricordare quanto le aggressioni razziste, anche mortali, contro i bianchi siano in aumento (e senza grande scandalo nei mezzi d'informazione) [articolo del 7 dicembre 2005], sulla questione proletarizzazione può essere interessante dare un'occhiata ad un rapporto dell'IPPR (Institute for Public Policy Research), istituto di ricerca d'ispirazione politica progressista e vicino al Partito Laburista. L'IPPR ogni anno propone diversi rapporti sulla società britannica e la sua economia. Scremando l'impianto ideologico, si possono ricavare molti dati utili.

Da un rapporto del settembre 2007 [titolato Britain's immigrants: an economic profile -formato PDF-], possiamo considerare diverse tabelle, tutte riguardanti cittadini britannici (bianchi autoctoni o no) o immigrati residenti nel Regno Unito. Ad esempio:

  • Tab. 5.1 e 5.2, riguardanti la percentuale di occupazione per la fascia di popolazione attiva: possiamo notare come i britannici siano superati da diversi gruppi etnici, sia che si stili la classifica secondo il grado di disoccupazione, sia, ancor di più, secondo il grado di occupazione. I britannici, impiegati per il 78%, sono solo all'8° posto nel primo caso e al 10° nel secondo.
  • Tab. 5.3, riguardante la percentuale di lavoratori autonomi: i britannici sono lavoratori autonomi solo per il 13% e si trovano al 15° posto di questa classifica.
  • Tab. 5.14, riguardante le percentuali di lavoratori nel settore pubblico: i britannici sono solo al 14° posto complessivo. Facendo degli esempi, divisi per tipologia, si può notare come nell'amministrazione pubblica e nel settore della Difesa, i britannici vi lavorino per l'8%, mentre immigrati statunitensi, ciprioti, australiani e nigeriani vi lavorino con percentuali maggiori. Nel settore dell'educazione, i britannici sono superati da immigrati statunitensi, irlandesi, ciprioti e canadesi. Nel settore sanitario e dei servizi sociali, i britannici sono solo il 12%, mentre gli ugandesi il 22%, i ghanesi il 24%, i somali il 30%, i filippini il 49%, ecc.
  • Vedere anche tabelle 6.5 e 6.6 per la divisione etnica e non solo riguardo la cittadinanza.

Fermiamoci un attimo: che significa tutto questo? Significa che i cittadini britannici sono tendenzialmente lavoratori dipendenti nel settore privato, ossia sono lavoratori che finiscono per subire le tendenze negative dell'economia globalizzata, senza il minimo di libertà di un lavoratore autonomo e senza le maggiori protezioni di un lavoratore del settore pubblico.

  • Tab. 5.4, riguardante i compensi per ora di lavoro: i britannici sono al 13° posto, superati, oltre che da immigrati di altre nazioni europee e "occidentali", anche da indiani, giamaicani, kenyoti e ugandesi.
  • Tab. 5.6, riguardante i compensi annuali: come sopra, con la differenza che in questo caso i britannici scendono al 15° posto (forse per il numero di ore di lavoro settimanale, inferiore rispetto ad alcune comunità straniere? Tab. 5.5).
  • Vedere anche tabella 6.8 per confrontare i gruppi etnici (con i bianchi britannici superati nei compensi orari sia dagli altri bianchi, che da alcuni gruppi "meticci", dagli indiani e dagli afro-caraibici).

Che significato dare ai minori compensi? Un'ipotesi letta altrove è che molte di queste etnie meglio retribuite forniscano soprattutto nuovi elementi per settori come la ricerca, il management imprenditoriale e simili altri settori importanti. Possibile, ma si tratta, ovviamente, della solita risposta "claudicante". La vera risposta è che le élites britanniche non sono interessate (o non sono capaci) a creare nuove generazioni di cittadini utili per i settori trainanti dello sviluppo scientifico, culturale e imprenditoriale della Nazione (cosa che li associa alle nostre élites genocide). In pratica, quei minori compensi sono l'espressione "direttamente proporzionale" dell'inutilità delle élites dominanti e della loro incompetenza "genetica", volta al saccheggio delle intelligenze altrui e non alla creazione e all'educazione di nuove élites autoctone.


  • Tab. 5.7, riguardante la percentuale di proprietari di case in territorio britannico: i britannici che sono proprietari della propria abitazione sono il 75%, posizionati al 5° posto, assieme a cinesi, ciprioti, pachistani e statunitensi, ma superati anche da australiani, canadesi, kenyoti e indiani.
  • Tab. 5.13, riguardante la percentuale di occupanti alloggi sociali: i britannici sono al 15° posto, con una percentuale del 17%. Significa che vi sono 14 gruppi stranieri che utilizzano meno tali alloggi, come i cinesi al 9% o gli indiani all' 8.

Anche questi dati forniscono un quadro (tendenziale?) di una minore capacità dei britannici di radicarsi nel proprio territorio, rispetto a determinati gruppi stranieri, siano essi "europei" o di altra origine. Un'ultima tabella interessante e, a suo modo esemplificativa del sempre minor radicamento britannico in suolo britannico, è la
Tab. 6.3, sulle variazioni, tra il 1995 e il 2005, dei compensi orari: ebbene, se per i britannici c'è stato un aumento di 2,60 sterline, per gli statunitensi l'aumento è stato pari, per i canadesi di quasi 4 sterline, per gli australiani di quasi 6 sterline, per gli ugandesi di circa 5 sterline, per i kenyoti di oltre 3 sterline. Inutile dire che questi dati vanno considerati anche rispetto al posizionamento nelle due classifiche (per cui le due sterline britanniche non valgono quanto quelle degli immigrati dagli USA o degli altri gruppi citati, tutti meglio posizionati).


http://euro-holocaust.splinder.com/post/17631676
domenica, 29 giugno 2008


La maggioranza del parlamento olandese si oppone all'apertura delle frontiere nazionali per i lavoratori bulgari e romeni, i quali al momento necessitano di un permesso per lavorare nel paese. I politici di maggioranza ed opposizione dicono di voler prima risolvere i problemi (alloggi e speculazione negli affitti) riguardanti i numerosi immigrati polacchi, che sono circa 1.200.000. Il partito liberal-conservatore VVD è addirittura dell'idea che debbano passare almeno altri 3 anni prima che a Bulgari e Romeni sia concesso di venire a lavorare in Olanda senza restrizioni.

Lo sappiamo: un massiccio afflusso di manodopera straniera, indipendentemente dalla nazionalità, non può che destabilizzare vari settori della vita di un paese (mercato del lavoro, salari, sanità, scuola, ordine pubblico, sicurezza, case e affitti ecc...). Tuttavia ci chiediamo il perché di questa "diffidenza" verso gli slavi dopo che si è consentito ad altre etnie allogene, soprattutto arabo-musulmane, di "scorrazzare" liberamente nel paese, con grave impatto su popolazione e cultura locale. Ci chiediamo perché tale limite venga applicato proprio ai lavoratori provenienti da due paesi dell'Unione Europea (e, specularmente, che senso abbia questa Ue...), mentre non sentiamo mai parlare di restrizioni per gli immigrati extraeuropei, la qual cosa avrebbe molto più senso. Ci chiediamo perché il parlamento olandese non abbia pensato prima a disinnescare il pericolo di tumulti nelle periferie abitate dai magrebini o a come risolvere l'emergenza criminalità all'interno di due comunità immigrate storiche quali la marocchina e quella originaria delle Antille (giusto per fare qualche esempio).

Sulle restrizioni olandesi all'ingresso di immigrati romeni e bulgari si era già espresso il blog Euro-Holocaust in un intervento del 28 ottobre 2006.




da Expatica.com:


Dutch say no to Romania and Bulgaria workers

A majority in parliament wants current problems with Polish workers solved first before opening borders to Romanian and Bulgarian workers.

25 June 2008

THE NETHERLANDS - A majority in parliament is opposed to opening Dutch borders to workers from Romania and Bulgaria despite a serious labour shortage.
Social Affairs Minister Piet Hein Donner wants to admit Romanian and Bulgarian workers from 1 January 2009 but parliament, including the main coalition parties the Christian Democrats (CDA) and Labour (PvdA), believe the current problems with Polish workers should be solved first.
The conservative VVD says estimates of the number of Poles who would come to work in the Netherlands were way off the mark.
Instead of the expected 15,000, as many as 1,207,000 Polish workers migrated to the Netherlands, leading to serious problems. The VVD says it ought to be at least another three years before Romanians and Bulgarians are allowed to work in the country. Minster Donner's own party, the CDA, agrees that the minister is moving too fast, while Labour argues there is not enough housing and the issue of exploitation by slum landlords needs to be dealt with first.
The Socialist Party says the minister is not taking the issue seriously and appears to be living in a dream world.
Towns and cities facing problems providing housing for Polish workers say the government still underestimates the situation.
Some urban councils say the borders should remain closed for longer for new groups such as Bulgarians and Romanians. At present, these nationalities need a permit to work here, and the councils want this situation to remain unchanged.
In 2008, inspectors discovered 170 houses illegally occupied by East European workers.
On Thursday, the city councils will meet Minister Donner to discuss their problems. However, he argues that the government is increasingly successful in bringing the exploitation and illegal accommodation of East European workers under control.



http://www.expatica.com/nl/articles/news/............html