domenica, 13 luglio 2008



dal blog Euro-Holocaust (13/07/2008):


Voci di tradimento: le élites politico-economiche olandesi accusate di favorire attivamente l'islamizzazione del Paese

Nei giorni scorsi, un attacco senza precedenti è stato portato contro numerosi esponenti politici dei maggiori partiti olandesi, ma anche altre figure delle altre élites. L'accusa? Essere in sostanza affiliati al movimento islamico del turco Fethullah Gulen. Il movimento Gulen è un movimento maomettano moderato e modernista, che sta riscuotendo successo anche in ambienti (ciò non può stupire) anglo-americani, oltre che olandesi. Ma quanto riportato dalla trasmissione televisiva Nova, nei giorni passati, getta una luce molto più inquietante: secondo testimonianze di ex-affiliati, il movimento Gulen è ramificato in molti settori olandesi, tanto da avere importanti appoggi da parte di uomini politici conservatori, laburisti e cristiano-democratici. Uomini delle élites economico-finanziarie sarebbero, ugualmente, legati ad esso: un esempio (che non ci stupisce) è Doekle Terpstra, alto dirigente della multinazionale Unilever, ma anche dirigente, nel passato, del sindacato di ispirazione cristiana CNV. Col primo incarico si è reso protagonista di una vergognosa campagna contro Geert Wilders [articolo del 7 febbraio 2008], mentre il suo sindacato, altrettanto vergognosamente, si è reso protagonista della richiesta di eliminare feste cristiane in favore di feste islamiche [articolo del 19 ottobre 2006]. Appoggi il cui scopo non è il "dialogo" tra culture diverse, ma l'espansione della cultura maomettana nel Paese!

La forza di Gulen deriverebbe anche dalle numerose organizzazioni simpatizzanti e attive in variegati settori della società, dalle comunicazioni di massa alla cultura.

Secondo le fonti di Nova, il movimento Gulen agirebbe come una setta molto chiusa, a dispetto dell'aspetto moderno propagandato.

Sul caso vedremo di tornarci, anche perchè se venisse confermato molto di quanto denunciato, porrebbe una luce sinistra su molti ambienti, così come dovrebbe mettere in forse la fedeltà di questi alla storia e alle istituzioni europee.

Qui la pagina di Nova sul caso (trasmissione del 4 luglio 2008)

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http://euro-holocaust.splinder.com/post/17790156
venerdì, 20 giugno 2008


A proposito dell'insolito episodio capitato in una presentazione del meteo in Télé Bruxelles, pare sia stato uno scherzo di un giovane cameraman, che lavora per la società di produzione Time Stretch, e della sua fidanzata. Ci informa un articolo del giornale belga Le Soir: La burqa de Télé Bruxelles, un canular (19 giugno 2008).
postato da: Filippo84 alle ore 22:20 | Permalink | commenti
categoria:segnalazioni, cronaca, belgio, non solo melting pot, intrattenimento cinema tv
venerdì, 20 giugno 2008




Vedi anche: Contraddizioni culturali: come nella patria della "laïcité" si assecondano pratiche non proprio laiche



Più volte da queste parti si è detto che laicità e multiculturalismo allogeno (quindi immigrazionismo) non possono andare d'accordo, dovendo necessariamente la prima disinnescare il secondo. Che invece avvenga esattamente il contrario ce lo dimostrano (come se ce ne fosse ancora bisogno...) alcuni recenti fatti capitati nella "laica" Francia. Li elenchiamo sinteticamente segnalando tramite link i vari articoli di riferimento:
  1. un tribunale di Lille decide di annullare un matrimonio tra due sposi di fede islamica su richiesta del marito. Motivo: la moglie avrebbe mentito sulla sua verginità. L'annullamento, però, non verrà trascritto presso l'ufficio di stato civile e dunque ai due non sarà consentito di risposarsi né di evitare il processo a settembre;
  2. dieci anni fa un padre maomettano interferì con i medici prima del parto del figlio: pretendeva che sparissero tutti i medici e infermieri uomini dalla sala-parto. Risultato: il figlio nacque con il 100% di handicap e il tribunale di Lione ha deciso che l'uomo dovrà pagare le spese legali all'ospedale;
  3. il sindaco del Comune di Vigneux (dipartimento dell'Essonne, nella regione Île-de-France) aveva concesso l'utilizzo della palestra municipale per un torneo di basket femminile tra moschee che vietava espressamente l'ingresso agli uomini. Aveva concesso... poi ci ha ripensato, evidentemente messo alle corde dalle critiche;
  4. a La Verpillière (dipartimento Isère, nella regione Rodano-Alpi) la piscina della città riserva un orario extra (2 ore) alle sole donne. Il sindaco si difende sostenendo che trattasi di un progetto, rivolto a tutte le donne, che sta portando avanti il centro sociale del posto. Sarà... ma avremmo tanta voglia di vederle queste donne...
giovedì, 19 giugno 2008


In Belgio è nata una polemica che ruota attorno ad un curioso incidente capitato nella televisione regionale Télé Bruxelles: martedì scorso le previsioni meteo sono state presentate da una ragazza (tale Fadila) indossante un chador che lasciava scoperti soltanto gli occhi. Da novembre l'emittente televisiva offre l'opportunità ai telespettatori di presentare il meteo. Il direttore generale e gli amministratori della tv locale si dicono sorpresi di questo fatto inatteso. Sembrerebbe che l'episodio sia da imputare alla leggerezza del produttore esterno che realizza il programma per Télé Bruxelles, all'interno della quale è comunque in corso un'inchiesta.

Al momento non siamo in grado di dire se si sia trattato di una semplice provocazione o se sotto ci sia dell'altro. Intanto inseriamo i collegamenti ad un articolo in francese tratto dal sito del settimanale belga Le Vif e al video della sequenza incriminata.

Télé Bruxelles: la météo en burka provoque la polémique

http://www.youtube.com/watch?v=XpyX8T3OHs4
mercoledì, 18 giugno 2008


Il video sottostante è lo spot televisivo (od uno degli spot, non sappiamo) di sostegno alla nazionale di calcio "francese" per il torneo Euro 2008. Anche se qualcuno di voi non riuscirà a comprenderne le parole (comunque trascritte in fondo) ed il relativo significato, vi sarà facile intuire l'orizzonte ideologico multietnicista (e genocida) del clip.

http://www.youtube.com/watch?v=2kckJg_NqcE

Diciamocelo senza pudore (che lasciamo ai benpensanti antirazzisti): dopo che la propaganda etnocida ha contaminato anche lo sport, nel vedere les Bleus eliminati dall'Europeo dopo un deludente pareggio con la Romania, la batosta per 4-1 contro l'Olanda e il 2-0 inflitto ieri sera dall'Italia... c'è più gusto.



Le parole del messaggio televisivo:

Le jour se lève sur notre histoire pour éclairer l'ensemble de notre parcours.
Le jour se lève sur notre envie de montrer à tous que c'est à notre tour
D'assumer nos rêves, d'en récolter la sève, afin de remplir les plus belles pages
Le jour se lève sur le besoin de laisser une trace de notre passage.
Vous connaissez nos visages, on a pas besoin de se ressembler.
Vous connaissez notre adage : on en envie de vous rassembler.
Et si c'est vrai que l'union fait la force quand apparaît l'adversité.
Nous aurons un atout supplémentaire : celui de la diversité.
Avec toutes nos différences, nous allons porter et défendre les mêmes couleurs.
Avec fierté, sans arrogance. Dans les victoires et les douleurs.
Le jour se lève sur notre histoire, on voit déjà l'horizon s'éclaircir.
Le jour se lève sur notre espoir : vous réunir pour réussir.

On vit ensemble, on vibre ensemble [e ensemble ve ne tornate a casa!, ndr].
martedì, 17 giugno 2008




Il 3 giugno scorso avevamo segnalato questa manifestazione organizzata dalla televisione pubblica danese (!!!). Ci eravamo sbagliati: avevamo detto che si trattava di un concorso di bellezza, invece il sito per adolescenti (deficienti) Skum precisa che è una competizione di moda, nella quale non viene considerato l'aspetto fisico (effettivamente sembrava un po' strano...). Attente donne del Vecchio Continente, nuove "mode" stanno cercando di farsi spazio...


 
da Libération:

La télé publique danoise élit une «Miss Voile»

Sébastien Buffet
QUOTIDIEN : mardi 17 juin 2008

Elle s’appelle Huda Falah, elle a 18 ans et elle est danoise de confession musulmane [qui una sua foto, ndr]. Originaire d’Irak, cette jeune femme a été désignée, la semaine dernière, «Miss Voile 2008». Organisée par DR Skum, le site communautaire pour ados de l’audiovisuel public danois (DR), la compétition était ouverte aux jeunes filles âgées de 15 ans et plus, sans distinction de religion [dettaglio quest'ultimo di non poco conto, che mostrerebbe una preoccupante forma di acculturazione al contrario, ndr]. Au-delà du concours de mode, c’est la volonté d’engager les jeunes Danois sur le débat autour du voile qui a inspiré la démarche de DR Skum. La question du port du voile islamique, le hijab, a refait surface dans le royaume scandinave alors que le gouvernement libéral-conservateur entend le bannir des tribunaux, à l’instar d’autres symboles religieux tels que le crucifix ou la calotte juive. La classe politique locale a toutefois critiqué d’une même voix l’initiative de DR Skum, la jugeant inappropriée eu égard à la mission de service public qui est la sienne [eh beh, direi..., ndr]. La lauréate a de son côté expliqué sa participation à ce concours comme une opportunité de «briser le mur entre les jeunes musulmans et les jeunes Danois» [o piuttosto è l'esaltazione mediatica di quello steccato?, ndr]. Et s’est vue remettre, en guise de récompense, un iPod et un voile dessiné par le designer Mads Nøgaard.

http://www.liberation.fr/actualite/ecrans/332608.FR.php
domenica, 15 giugno 2008


Clicca sull'immagine per ingrandirla

da The Daily Mail:

Hip-hop hoodies to represent British 'national identity' in Beijing Olympics closing ceremony

By Tom Kelly
Last updated at 2:12 AM on 15th June 2008

Connoisseurs of political embarrassment might remember the toe-curling scenes as Tony Blair and the Queen grimaced their way through Auld Lang Syne in the Millennium Dome eight years ago.
But that’s nothing compared with what awaits Gordon Brown and Boris Johnson at the Beijing Olympics closing ceremony.
They will be ‘treated’ to a group of hoodies gyrating to hip-hop music – in a segment intended to celebrate our national identity.
For the British political delegation, it will be a test of nerve – do they dare to stay stony-faced as Rap-on-zel, Jaxx and DJ Spinderella rap about life in an inner-city tower block?
Or do they attempt to muster some enthusiasm for the high-tempo show, and risk looking ridiculous?
Olympic protocol means that at the close of each Games, the next host city has eight minutes to put on a performance.
Organisers of the Sydney Olympics produced inflatable kangaroos on bicycles to mark the handover at the 1996 Atlanta Games, while the Greeks kept things traditional four years later by sending on Athenian women in historical garb.
Britain’s effort on August 24 will feature performers from ZooNation, an ‘urban dance squad’ acclaimed for a West End musical which features gangster rap and a drug-dealing pimp.
The choice has disappointed some commentators, who claim that hip-hop is inextricably associated with the U.S. and does not represent the UK.
Branding expert Peter York said: ‘The visual language belongs to America and it is something Britain has no particular purchase on.’ [sicuro che sia solo una questione di "linguaggio visuale"?, ndr]
But supporters said the performance would reflect London’s vibrancy and diversity.
Alistair Spalding, director of Sadler’s Wells dance theatre, said the closing ceremony would include ‘humour and stories told with hiphop and street dance’.
He said: ‘It is a positive choice and reflects an aspect of London that people don’t often think about – a multicultural city with a vibrant youth culture.’
ZooNation’s show Into the Hoods is a hiphop interpretation of Stephen Sondheim’s musical Into the Woods, transposed to a modern-day tower block.
The plot revolves around DJ Spinderella, who loses a gold trainer at the hip-hop ball.
Earlier this year, Daily Mail critic Patrick Marmion hailed the show as one of the ‘liveliest, most exciting, youthful additions to the West End in many a year’ and declared the dancers deserved ‘big respect’.
Organisers for the London Olympics yesterday stressed that the hip-hop dancers would be only one part of the show.
They will be joined by performers from the Royal Ballet and CandoCo, a disabled dance company.
The cost for the segment, and a similar one held at the end of the Paralympic Games, will be up to £2million.

http://www.dailymail.co.uk/news/............html
lunedì, 09 giugno 2008




Facciamo prima un riepilogo delle mistificazioni e dei fatti più o meno oscuri, destanti sospetti, occorsi in questi ultimi tempi. In ordine cronologico:
  1. la morte del veronese Nicola Tommasoli e successiva speculazione politico-mediatica (vedere 1, 2, 3, 4, 5, 6 e 7);
  2. le confessioni di Dario Chianelli sul raid del Pigneto, a Roma (vedere 1 e 2);
  3. l'incerta aggressione ai danni del ballerino albanese Kledi [link];
  4. la molto dubbia irruzione di neofascisti al corteo del Gay Pride a Roma [link]


dal blog Euro-Holocaust (09/06/2008):

Riguardo i volantini contro gli immigrati di alcune settimane fa: una citazione di cui dubitare

Prendetela come una battuta, o forse no, ma d'altronde il Corriere della Sera delle ultime settimane si è dimostrato quotidiano sospetto, non solo per certe sue scelte editoriali, ma anche per certe sue sottolineature (ci riferiamo al caso di Verona -vedere 1 e 2- o alla modalità di presentare determinate notizie, come i fatti del Pigneto).

Nella puntata di Ballarò del 3 giugno scorso, tra gli ospiti c'era il giornalista Gian Antonio Stella [foto sopra], noto oggigiorno per l'interessante libro sulla Casta politica. Citando nel dibattito anche la questione immigratoria, Stella non si è limitato ad esprimere le sue opinioni, ma ha voluto leggere un volantino da lui reputato veritiero, ossia quello apparso in alcune regioni italiane e indicante gli immigrati come animali migratori da colpire nella nuova stagione venatoria.

Che il volantino fosse un falso lo si poteva già intuire dalla citazione, sicuramente presente al suo primo apparire, in quel di Pieve di Soligo, nel trevigiano, facente riferimento al politico austriaco Jorg Haider.
Citazione quanto mai impropria per chiunque abbia una qualche idea identitaria, essendo Haider personaggio ormai eclissatosi dal palcoscenico dei vari nazionalismi europei e utile solo per le polemiche ridicole avutesi parecchi anni fa. Anche il riferimento ai talebani e agli afgani è abbastanza curioso
[leggendo alcune frasi contenute nel volantino e citate nell'articolo del Resto del Carlino, in fondo, si intuisce chiaramente un tono da bravata provocatoria, più atta a suscitare stupore ed incredulità che ad incitare a reazioni seriamente pericolose, ndr].

Ma la citazione del volantino da parte di un giornalista del Corriere della Sera, per quanto penna autorevole, potrebbe essere un segno ulteriore della falsità dello scritto (gli uguali si incontrano, si suol dire), utile per l'attuale campagna detta anti-razzista (ma in realtà anti-identitaria tout-court).

Da notare che, nelle ultime settimane, sui quotidiani, le morti e gli incidenti sul lavoro sembrano essere diminuiti e i problemi del precariato non richiamano polemiche: effetto di una censura utile all'attuale Governo o perchè azzittiti dalle mille manifestazioni e dai mille articoli pro-gay e pro-immigrati?

  • Dall'articolo "Il cartello: 'Via alla caccia all'immigrato' - "C'è il rischio di una deriva razzista"" (Il Resto del Carlino, 20 maggio 2008):

Affisso nella bacheca di una grande fabbrica a Pieve di Soligo, nel Trevigiano campeggia un cartello, è un 'calendario venatorio 2007-2008 della Regione Veneto' - è scritto in alto, in evidenza - dove si comunica a tutti gli italiani "l'apertura della caccia, tutto l'anno, per la seguente selvaggina migratoria: rumeni, albanesi, kosovari, zingari, talebani, afgani ed extracomunitari in genere". La denuncia arriva dalla Cgil di Treviso che ha già segnalato la vicenda ai carabinieri e al prefetto Vittorio Capocelli. "Parole deliranti e nauseabonde", commenta il segretario della Cgil di Treviso Paolo Barbiero che ricorda come "sebbene molto più pesante, non è un fatto nuovo, ce ne sono stati nel passato e sicuramente non va generalizzato, ma preoccupa ora molto di più anche per il clima nazionale che si respira". Il 'volantino', che l'anonimo estensore si è preoccupato di precisare in calce a penna di "non buttare", è scritto al computer, e prosegue farneticante: "E' sospesa da questo momento la caccia ai comunisti in quanto specie in via di estinzione, restando possibile cacciarli nelle zone di ripopolamento quali case del popolo e centri sociali"; poi riprende il delirante incitamento riguardo alla "sopracitata selvaggina": "E' consentito, vista la coriacità della sopracitata selvaggina, l'uso di armi quali fucili di ogni genere, possibilmente ad arma liscia, carabine di precisione e pistole di grosso calibro. In presenza di stormi numerosi è ammesso anche l'uso di bombe a mano, obici, mitragliatori automatici, gas velenosi". "Si possono cacciare di giorno e di notte", si legge ancora e "non esiste limite giornaliero di capi abbattuti. Si consiglia l'abbattimento di capi giovani per estinguere più rapidamente le razze". Inoltre "in premio ogni mille capi abbattuti un viaggio gentilmente offerto dal ministro austriaco Jorge Haider" e, "al raggiungimento dei 2000 capi abbattuti, la cittadinanza onoraria austriaca". [...]

http://euro-holocaust.splinder.com/post/17405595
sabato, 07 giugno 2008


da l'Occidentale:

La favola di Kledi era una bufala?

6 Giugno 2008

Il sito internet del settimanale di gossip, Novella2000, svela un altro retroscena utile a mettere in ridicolo l'allarme di questi settimane sul rigurgito nazi-razzista dell'Italia berlusconiana. Dopo "er  Che Guevara der Pigneto" [vedere 1 e 2, ndr] e  il raid della Sapienza, ecco la vicenda del ballerino albanese Kledi [foto sopra, ndr]: si pensava l'avessero aggredito, ma sembra che l'aggressore fosse lui.

Ecco quello che scrive Novella 2000 "Per molti media, quotidiani, telegiornali e settimanali, Kledi Kadiu è stato vittima nei giorni scorsi di un aggressione xenofoba nella sede della sua accademia di danza, ma Novella è riuscita a scovare l'uomo che ha avuto il diverbio col ballerino prediletto di Maria De Filippi. Amedeo, questo è il suo nome ha dato una versione completamente diversa da quella fornita dal ballerino: "C'era una riunione molto tesa alla Kledi Academy, e io sono intervenuto come consulente di un socio del Kadiu. Alla fine di questa riunione lui e altre due persone mi hanno portato in una stanza e mi hanno malmenato e insultato. Credeva che avessi girato un video...Altro che xenofobia!"
(1)

Kledi ha rilasciato interviste a giornali, radio e tv, tutte molto sollecite a raccogliere la testimonianza di una vittima illustre del nuovo razzismo all'italiana. Ma la favoletta xenofoba del povero ballerino albanese che si è fatto da sè e che si vede tradire dalla sua nuova patria matrigna, sembra esistere solo nelle penne dei cronisti di maniera. Quelli pronti alla lacrima e allo sdegno, ma poco alla verifica dei fatti. Specie quando possono servire come una clava contro gli usurpatori.

http://www.loccidentale.it/articolo/..........0052487



Nota (non facente parte del testo originale):

(1)
http://novella2000.corriere.it/archive/new/attualita/2008/kledi.html
martedì, 03 giugno 2008


da The Copenhagen Post:

Public broadcaster to crown 'Miss Headscarf'

27.05.2008

Danmarks Radio will hold a beauty contest for women with the only requirement being that they are over 15 and wear a headscarf

Denmark's headscarf debate took another bizzare turn Monday when public broadcaster DR announced it would be sponsoring a 'Miss Headscarf' contest for women and teens over the age of 15.
DR's youth club, 'Skum', is behind the project [tipico "giovanilismo" idiota d'Occidente, ndr] which they believe will display the 'cool Muslim women' who 'often make up a very fashion-conscious and style-confident part of the Danish street scene'. The competition is, however, also open to non-Muslim females [ovvio, non vorremo mica discriminarle?!, ndr].
The youth club said it is seeking to hear from the 'unheard' members of the headscarf debate - the women themselves.
'We would like to contact all the Muslim women who are seldom heard in the debate but are often just as preoccupied with fashion and beauty as other women,' Bjarke Ahlstrand, editor-in-chief of DR's youth division, told Nyhedsavisen newspaper.
Participants are urged to send in pictures of themselves wrapped in the appropriate headwear via email or mobile phone to DR. The photos will be judged by fashion expert Uffe Buchardt with first prize being an iPod and a specially-designed headscarf from top fashion house Mads Nørgaard.
In addition, the top five contestants receive a year's subscription to 'Muslim Girl' magazine
[ovvero, come coniugare multiculturalismo e consumismo, ndr].
The contest is supported by the instigator of the headscarf debate, Asmaa Abdol-Hamid, who had said she would not remove her headscarf if selected for an MP position with the Red-Green Alliance party.But the competition was not so well-received by a representative of the Islamic Faith Society [magari senza volerlo, i più saggi sono loro, ndr].
'I don't believe that Muslim women should exhibit themselves in this way and I strongly advise the girls to shun the competition,' said the organisation's local chairman, Smain Benyrbah. 'DR is going too far with this because the headscarf is something that is meant to conceal sexuality, according to the Koran.'
Women must not reveal their beauty.' (RC)


http://www.cphpost.dk/get/107387.html



Avviso ai lettori: cambio provvisorio della linea editoriale
domenica, 11 maggio 2008


Continuando a seguire il filone di Verona (e derivati vari):

dal blog Euro-Holocaust (del 10 maggio 2008)

Puntata dell'Infedele del 7 maggio 2008: denigrando la comunità nazionale

Vedi anche:

Speculando sulla tragedia di Verona (parte V): a Torino falsi manifesti della Lega
venerdì, 09 maggio 2008
lunedì, 10 marzo 2008


L'antirazzismo dogmatico, corollario del pensiero unico di matrice ideologico-multietnicista, ha degli effetti grotteschi e inquietanti al tempo stesso. Un telecronista cèco della rete commerciale Prima TV è stato sospeso dal suo impiego per varie settimane perché avrebbe pronunciato frasi razziste durante la diretta di una partita di calcio del campionato inglese. Vi chiederete: cosa avrà detto mai di così grave? Aveva solo confuso i giocatori del Chelsea Michael Essien e John Obi Mikel, essendo entrambi neri! (1)

Nota:

(1) Tradotta in italiano, la frase dello "sporco razzista" riportata dalla fonte è questa: «Si trattava certamente di Essien e non di Mikel, mi sono sbagliato a causa della loro pelle scura [o "abbronzata"]». Se non ci credete, andate a leggere.

Fonte: Belga News Agency (via 7sur7)
venerdì, 07 marzo 2008


Dopo la diffusione sul canale France2 di un reportage riguardante l'importante patrimonio immobiliare che Omar Bongo, presidente del Gabon (Africa centro-occidentale), detiene in Francia, le relazioni fra i due paesi (Francia e Gabon appunto) si sono ulteriormente deteriorate. Già nel mese di febbraio Libreville (la capitale dello stato africano) aveva accolto con "stupore e indignazione" l'espulsione dalla Francia di due studenti universitari gabonesi che avevano raggiunto risultati insufficienti. Lo "sgarro" compiuto dalla tv di Stato francese (il presidente ha per caso qualcosa da nascondere... ?) potrebbe non esser privo di ripercussioni (o ritorsioni?): il Gabon ha fatto sapere che i Francesi non in regola con il permesso di soggiorno in terra gabonese potrebbero essere ricondotti alla frontiera. La minaccia è seria e le autorità africane non hanno tardato a farlo capire già dal martedì sera, quando un cittadino francese che lavora nel settore petrolifero, appena sceso all'aereoporto di Libreville, è stato respinto.

Fonte: Le Figaro

Immigrazione ed espulsioni: esempi dal resto del mondo - parte III
sabato, 01 marzo 2008


Lo abbiamo già detto e lo ripetiamo: multietnicismo e multiculturalismo rappresentano a tutti gli effetti un'ideologia totalitaria, tanto più che non sono espressione di una specifica parte politica o di determinati segmenti sociali, ma costituiscono oramai un generale "patrimonio" di riferimento comune (con alcune differenze che ineriscono più alle modalità che alla sostanza e all'esito ultimo del cambiamento). La canzone intitolata Il nostro tempo, della band romana La Scelta [foto sopra], seconda classificata nella sezione "Giovani" del Festival di Sanremo 2008, non ci stupisce proprio per il suo esser frutto (acerbo) del "nostro tempo" (arido e lugubre). Non c'è molto da dire sul testo del brano musicale [cliccare sul collegamento in basso], che fa l'identikit, in parte reale e in parte immaginario, del nuovo cittadino globale, immerso nel caos metropolitano, apolide, "colorato", "multiforme", che affonda le proprie (non-)radici nel tutto-nulla: "un africano metropolitano / Con gli occhi da orientale" la cui "casa è un altopiano al centro di Milano" (cit.). Non poteva mancare l'elemento fatalistico ("sono figlio del destino"), al quale la propaganda di regime o le persone comuni fanno frequente ricorso con intento quasi intimidatorio, mettendo in fuorigioco gli argomenti contrari o anche solo i dubbi e le perplessità (come a dire: «rassegna-tevi/moci, non avete/abbiamo scampo!»). In ultimo facciamo notare l'ipocrisia insita in una delle consuete contraddizioni della retorica multietnicista, ovvero la celebrazione delle diversità (viste superficialmente come "colori", quindi non in senso tradizionale) che svaniscono nell'indifferenziato (difatti questo è ciò che avviene): "Il mondo che vorrei, / Non trova differenze / Fra l’uomo e le sue varie appartenenze" (cit.).

- Il testo della canzone Il nostro tempo

- Una esibizione de La Scelta a Sanremo (video)